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Dal nostro inviato a BsAS…Sofía Bozán

Ciao ragazzi! Eccomi di nuovo online. Mi siete mancati davvero tanto… e ora aggiornarmi su tutto quello che avete scritto sarà un’impresa!!! 🙂 Comunque grazie. Vi ho sentiti tutti molto vicini 😀

 

Carlos Szwarcer

 Torno in modo soft, usando un bell’articolo che il nostro inviato, lo storico e giornalista Carlos Szwarcer  ci ha mandato per tutti voi! Per la verità l’articolo ce lo aveva mandato in luglio, in occasione del cinquantesimo anniversario della dipartita di questa splendida artista: Sofia Bozan. Ma, complici le ferie e la mia pausa, lo pubblichiamo solo ora. Chiedo umilmente venia a Carlos, sempre così sollecito e carino, e spero che questo inconveniente non mini la proficua collaborazione! 😉

  

Nell’articolo di Carlos, che QUI potete trovare nella sua versione completa e originale, si racconta di questa artista, María Isabel Bergero, che nacque, forse, il 5 novembre del 1904 a BsAs. Fu un’artista a tutto tondo: teatro, radio, cinema, televisione, canto, ballo e recitazione. Lavorò con i più grandi nomi del periodo: veramente completa come poche.

La bella presenza e il suo stile inconfondibile nel canto, nell’interpretare i più bei brani dei poeti del tango (adoro il suo Yira Yira di Discepolo che potete ascoltare QUI, con quella pronuncia del “gira gira” tanto italiana), la hanno resa per me indimenticabile. Non così è stato però per molti suoi concittadini. Per questo la ricordiamo in questo post, perchè le venga reso un doveroso omaggio.

El Cachafaz ,bailando con Sofia Bozan , film,Carnaval de antaño-deL año  1940 -

Sofia Bozan y El Cachafaz in una scena del film Carnaval de Antaño

E quante sono donne che possono dire di aver avuto il privilegio di ballare un tango con il mitico Cachafaz? Lei si! E le prove sono arrivate fino a noi grazie alle immagini del film Carnaval de Antaño (QUI la scena con uno scatenato Cachafaz, davvero imperdibile! 🙂 )

Che dire? Grazie Sofia! E grazie Carlos!
E un caro saluto a tutti voi! 😀
Chiara

Quei piccoli particolari.

Quanto è bello l’abbraccio del tango quando i due ballerini entrano in sintonia, si scoprono un’infinità di piccoli particolari, bisogna superare la fretta di fare passi, l’ansia del dimostrare di essere capaci, affinare la guida a schivare le altre coppie, ed ecco che si libera attenzione per quello che succede dentro….fra di noi… e piccole sfumature fino a ieri del tutto trascurate appaiono importanti come il tango stesso, se non di più ….

Il cercarsi dei corpi, lo sfiorare delle gambe, il profumo dei capelli, il toccarsi delle teste, sentire il corpo di lei che si rilassa e si abbandona nell’abbraccio, la mano sulla schiena che, pelle su pelle, accarezza in piccoli disegni….. e i cuori che accelerano il battito dopo una pausa che avresti voluto interminabile…..

Tutto sciolto in una musica dolce, languida, fatta apposta per farci godere in quei tre minuti….

Come questo video, una celebrazione ai piccoli particolari che fanno la differenza tra un suonatore e un musicista……  tra una sequenza di passi e il Nostro Tango.

Alberto.

Stelle…. cadenti

Ho letto qualche tempo fa il libro di Pier Aldo Vignazia “Il tango è una storia d’amore…. e non una rosa in bocca”, mi sono molto divertito … in uno dei capitoli mette in evidenza come generalmente chi si avvicina al tango tenda ad imitare i ballerini professionisti che fanno numeri da “circo” negli spettacoli o su yuotube, estraendo qualche passo da riproporre in pista. Qualcuno però sottovaluta le difficoltà che certe sequenze nascondo, complice probabilmente la bravura dei ballerini che le fanno apparire semplici semplici… così per amor di esibizione finiscono per fare brutte figure (i tutti i sensi) se non addirittura spatasciare rovinosamente a terra…

 

Se è capitato anche a voi ecco il video da quale potrete dire d’aver imparato….

 

 

Mandi, Alberto.

Un tango una storia: Silencio

La Prima Guerra Mondiale, sconvolse l’Europa, questo è risaputo, ma gli effetti della guerra toccarono anche l’Argentina, seppur neutrale nel conflitto. In realtà, la grande percentuale di immigranti europei presenti a Buenos Aires, e non solo, fece sentire il peso della guerra anche oltre oceano.

Non sono molti i tanghi che hanno raccontato questo tragico evento. Tra i più famosi, H.A. Benedetti ne ricorda due: La Novena di Bonano e Bigeschi e Silencio di Gardel, Le Pera, con il contributo di Horacio Pettorossi.
Ed è di quest’ulimo tango che parliamo. Racconta la storia del presidente francese Paul Doumer assassinato da un anarchico russo nel 1932. Aveva perso tutti e cinque i suoi figli nella guerra.

 Eran cinco hermanos ella era una santa
eran cinco besos de cada manana…
Un clarin se oye peligra la patria
y al grito de guerra los hombres se matan
cubriendo de sangre los campos de Francia…
Y la viejecita de canas muy blancas
se quedo muy sola con cinco medallas
que por cinco heroes la premio la patria…

Ovviamente fu registrato da Gardel, in ben tre occasioni, tutte con una caratteristica: un coro femminile a far da controcanto. Nelle versioni con chitarre di Vivas, Riverol, Barbieri e Pettorossi erano due figlie dello stesso Barbieri a cantare. Nella versione con Canaro invece erano ben cinque le ragazze.

Gardel lo cantò anche nel film Melodia de Arabal, filmato in Francia, accompagnato in quella occasione dall’orchestra di Juan Cruz Mateo, in cui suonava anche Pettorossi (QUI nel video sulla sinistra).
Canaro lo registrò anche con Erensto Famà, tanto per non farsi mancare nulla! E lo registrarono molte orchestre, tra cui anche quella di Pugliese.
Belle queste versioni cantate, anche perchè le voci rendono bene il dolore della perdita. Ma io adoro la versione di Hugo Diaz, dove il lamento è affidato alla sua splendida armonica (QUI).

Un caro saluto
Chiara

I Tanghi che mi Piacciono: Recuerdo Malevo

Se un tema ricorrente dei testi di tango è l’abbandono, uno altrettanto trattato è il ritorno (volver) ai luoghi amati un tempo lasciati. E ancora….l’uomo disposto a tutto per amore di una donna e la nostalgia per i luoghi lasciati ed i tempi ormai passati che hanno lasciato traccia sui volti di chi si ritrova, ma che non hanno saputo cancellare i sentimenti.

Recuerdo Malevo
Tango
1933
Letra: Alfredo Le Pera
Musica: Carlos Gardel

Era mi pebeta, una flor maleva,
La mia donna era un fiore maligno,
mas linda que un día dorado de sol.
più bella di un giorno dorato di sole.
Trenzas renegridas, mirada que ruega,
Trecce scure, sguardo supplichevole,
boca palpitante de fuego y amor.
bocca palpitante di fuoco ed amore.
Para conquistarla yo me jugue entero,
per conquistarla io mi misi completamente in gioco,
no valia la pena sin ella vivir.
non valeva la pena vivere senza di lei.
Peleando con taitas en un entrevero,
Combattendo com uomini rissosi nella mischia,
pense que era lindo por ella morir.
pensai che era bello morire per lei.

Tiempo viejo,
Tempo vecchio,
caravana,
carovana,
fugitiva,
fuggiasca,
donde estas.
dove sei.

Florido tiempo que añoro,
Florido tempo che bramo,
por sus caminos de olvido
per i suoi sentieri di oblio
viajan visiones que lloro,
viaggiano visioni per cui piango,
sueño querido que te alejas.
sogno amato che ti allontana.

Tiempo viejo,
Tempo andato,
caravana,
carovana,
fugitiva,
fuggiasca,
donde estas.
dove sei.

Cinco años pasaron
Passarono cinque anni
de la primer cita,
dal primo appuntamento,
burlon, el destino,
burlone, il destino,
me obligo a volver.
mi obbligò a tornare.

Que viejos los ojos
Che vecchi gli occhi
de la muchachita,
della ragazzina,
que un dia, riendo
che un giorno, ridendo
me enseño a querer.
mi insegnò ad amare.

Fuimos sin pensarlo
Fummo senza pensarlo 
como dos extraños,
come due estranei,
su boca marchita
la sua bocca appassita
y mi suspirar.
ed il mio sospirare.

Habiendo cenizas
Avendo ceneri
de los desengaños,
dei disinganni,
el recuerdo amigo
il ricordo amico
es mejor borrar.
è meglio cancellare.

Tiempo viejo,
Tempo andato,
caravana,
carovana,
fugitiva,
fuggiasca,
donde estas.
dove sei.

Florido tiempo que anoro,
Tempo florido che bramo,
por sus caminos de olvido
per i suoi sentieri di oblio
viajan ambiciones que lloro
viaggiano le ambizioni che piango
sueño querido que te alejas.
sogno amato che ti allontana.

Tiempo viejo,
Tempo andato,
caravana,
carovana,
fugitiva,
fuggiasca,
donde estas.
dove sei.

Alberto Castillo e la Orchestra di Ricardo Tanturi Qui.


Assolo di Bandoneon

Metti una sera in milonga…

Ma ci avete fatto caso che ci son delle sere che la milonga prende una piega particolare.
Anche se non so se è per come ci sentiamo noi, o perchè tira proprio quell’aria; ma ci sono sere in cui la milonga si trasforma in una magia…e accadono i miracoli.
Si palpava già nell’aria una nostalgia …forse il caldo…forse l’intimità dell’illuminazione fioca…forse la falce di luna rossa nel cielo stellato…forse le luci della riviera che si specchiavano su un mare piatto come una tavola d’olio…
Si è presentato in milonga, è arrivato lui; è entrato con i suoi capelli lunghi.
In un momento l’ho riconosciuto: l’avevo già visto su youtube.
Mi ha detto: “sono Roberto; capitavo da queste parti… ho sentito la musica del tango … prendo la chitarra in macchina e vi suono qualche pezzo… lo potete anche ballare…”
Ok, ho detto io!

Roberto Pugliese – Foto by Chiara

Vi assicuro un professionista!
Inspiracion… Fumando esperoMilonga sentimental
E con il solo strumento, ci ha regalato le emozioni di una orchestra.
Non mi ero mai sentita catapultata così all’istante, nel fango, alle origini del tango.
Infinitamente grazie Roberto!
!
😉

Cortìna Musicàl: Ba, Ba, Baciami Piccina

Alberto Rabagliati – Ba, Ba, Baciami Piccina