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Nuovo numero di TQR

Prosegue il servizio di farvi conoscere le riviste pubblicate in materia di tango.

Tangueros Quarterly Review è una rivista che si caratterizza per essere pubblicata esclusivamente in rete, ed essere liberamente scaricabile.

Ho avuto occasione di chiacchierare un pò via mail con il “fondatore, direttore e talvolta redattore della rivista”, Jean Fajean, il quale mi spiega che TQR “E’ una rivista nata nel 2000, che si trova solo sul web; non ha cioè una versione cartacea. Tutti i testi originali sono a regime di copyleft: si possono quindi diffondere liberamente, citandone autore, provenienza e senza “correggerli”, per quanto comprensibile sia la tentazione”.

Jean continua “Onetti diceva che una cosa breve, se è buona, è due volte breve.
Praticamente tutto il contrario della nostra rivista. Scherzo, naturalmente, ma c’è un po’ di verità. I nostri autori, e io fra questi, sono lenti e lunghi. Ecco la ragione per cui facciamo una rivista, e non un blog. Che questo testo poi sia utile a qualcuno, è tutto da dimostrare. Lo spero, o meglio: spero di meritarlo”.

“L’intento della rivista è di fondare una teoria critica del tango, come è stato fatto per le altre grandi arti. La “comprensione” di quanto veniamo scrivendo necessita di tutta una serie di conoscenze condivise col lettore, alle quali sia possibile alludere senza dover ogni volta mettere note, postille, incisi, e via dicendo.
Per mille motivi, nel tango questo non è possibile, e non solo fuori da Buenos Aires.
Cerchiamo dunque di rimediare usando l’ironia, a volte l’invettiva e, quando ci riusciamo, la bella scrittura: tecniche cioè che si basano sull’integrazione sentimentale da parte del lettore. Un lettore ideale, ovvio: che abbia tempo e soprattutto voglia.”

Il risultato a me sembra ottenuto in modo veramente vario ed interessante, e consiglio a tutti la lettura! Sappiate infine che i “testi originali della rivista sono in fase di elaborazione per essere raccolti in un libro intitolato “MINIMA TANGALIA – Meditazioni del tango offeso”, sulla falsariga dei “Minima Moralia” di Theodor Wiesengrund Adorno”: siamo in attesa di vederlo pubblicato.

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Ecco il sommario degli articoli in questo numero: 

A Evaristo Carriego di Jean Fajean
Un tango venerato fino al monoteismo; due coreografie, una gloriosa e una pacchiana, e infine un pettegolezzo.
Molto è il traffico sul palcoscenico del cuore… – Shakespeare

Salvate il soldato Verón di El Moplo
O forse sarà lui a salvare noi?

Il Gato sul tetto che scotta di Tj Locatelli
Numerosissimi sono i felini nel tango. Questo è il nostro preferito.

Tango chinein di Marco Castellani
Un articolo che collega la cartellonistica con la showmanizzazione delle milonghe e altri neologismi.

Newton a Pompeya di MC Ningùn Bobby
Il ritratto di un protagonista del tango salón, scritto da un protagonista del broadcasting manicomiale

Addetto allo sfarzo di Marco Castellani
Ha da poco lasciato le piste terrene il grande Gerardo Portalea. Un suo estimatore lo ricorda così.

Che cos’è un popolo? di Giorgio Agamben
Musica popolare, cultura popolare, danza popolare, popolo di qui, popolo di là…

Le riviste: E’ tango

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Con questo post parte un nuovo servizio per i nostri lettori, tramite il quale segnaliamo le riviste che riguardano il tango in prossimità della loro pubblicazione.
Per il momento partiamo dalle riviste italiane, ma… chissa’…. forse poi inizieremo a curiosare anche oltreconfine!
Spero che gradiate la cosa: lo spirito con cui è fatta è quello di scoprire sempre di più la realtà che ci circonda e dare rilievo alle iniziative di cui veniamo a conoscenza.
Partiamo con il numero che è stato pubblicato da poco della rivista E’ tango, mostrandovi innanzi tutto la copertina e l’elenco degli articoli, e quindi allegando l’editoriale scritto da Adriana Pagnottelli.
Buona lettura!

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Editoriale n.6
Quest’anno niente vacanze, la redazione ha lavorato, anche se in forma ridotta. Il risultato è che alla fine il clima estivo ha offerto così tante occasioni di incontro e meditazione, che la penna mi ha preso un po’ la mano, e i miei testi e le mie riflessioni forse possono risultare un po’ abbondanti in questo numero. Tuttavia è davvero difficile negarsi il piacere personale di incontrare gli artisti e di raccogliere de visu il loro pensiero. Tutto questo per dire che, quando abbiamo iniziato la nostra avventura, e non essendoci pressoché termini di paragone, alcuni ferventi critici così si espressero in merito ad una pubblicazione che parlasse esclusivamente di tango: sì, vabbè, ma cosa ci sarà mai da scrivere? Alla gente in fondo interessa solo ballare
A distanza di più di un anno, stentiamo a contenere tutto quanto si può descrivere e documentare a riguardo e molti progetti entusiasmanti sono in cantiere. La struttura della rivista assume sempre più delle specificità, aggiungendo argomenti e rubriche per meglio organizzare ed offrire al lettore un sistema ordinato di orientamento, nel sempre più dirompente fenomeno tango. E malgrado le attività associative, le scuole e i festival, ci rendiamo conto come invece sfugga al tanguero quello spazio di approfondimento culturale, imprenscindibile dal ballo in sé, ma troppo spesso tralasciato, quella visione generale che ne fa comprendere lo spessore e la collocazione senza creare confusione, ma che evidentemente necessita di spazi fuori milonga: ossia la rivista. Ci occupiamo del tango, in tutte le sue forme ovunque sia, divertendoci anche a seguire i mille rivoli nei quali si esprime o forse si perde, ma espressioni comunque che dipartono da una sola sorgente, quella argentina più autentica alla quale teniamo fede, affrontando il tema come se seguissimo dall’alto il percorso di un pacifico e grande fiume con il suo imponente delta. Nella nostra intenzione editoriale nessuna voce più autorevole di altre, nessun dictat: libera informazione, storia e giornalismo, con l’augurio che ogni lettore trovi dentro sé la risposta su cosa sia il tango: a noi il compito di offrire una mappatura per rispondersi da soli, con l’aiuto e le testimonianze dirette degli artisti, che, evidentemente, lo sanno già.
Insomma, noi ci mettiamo di mezzo con immagini e storie, proponendo un altro tango, quello da leggere, sfogliare, collezionare
(Adriana Pagnottelli)