Archive for the ‘humor’ Category

Stelle…. cadenti

Ho letto qualche tempo fa il libro di Pier Aldo Vignazia “Il tango è una storia d’amore…. e non una rosa in bocca”, mi sono molto divertito … in uno dei capitoli mette in evidenza come generalmente chi si avvicina al tango tenda ad imitare i ballerini professionisti che fanno numeri da “circo” negli spettacoli o su yuotube, estraendo qualche passo da riproporre in pista. Qualcuno però sottovaluta le difficoltà che certe sequenze nascondo, complice probabilmente la bravura dei ballerini che le fanno apparire semplici semplici… così per amor di esibizione finiscono per fare brutte figure (i tutti i sensi) se non addirittura spatasciare rovinosamente a terra…

 

Se è capitato anche a voi ecco il video da quale potrete dire d’aver imparato….

 

 

Mandi, Alberto.

El dia despues de una milonga

Un tango una storia: La morocha

La storia di questo tango, ce la racconta lo stesso compositore, Enrique Saborido in una dichiarazione al settimanale “Caras y Caretas“.
Saborido racconta che nel 1905 frequentava un locale, il Caffè Reconquista, soprannominato dagli avventori “Lo de Ronchetti“, dal nome del proprietario, un italiano di origine genovese. A frequentare il caffè, erano per lo più gli abitanti del posto e qualche tangueros. Ma più che per la musica o altro, era frequentato per le squisite trenette al pesto che il Ronchetti preparava. L’arredamento era molto scarno e di poca qualità; le luci tenute basse erano oscurate dal fumo delle sigarette…

Quadro di Ricardo Albisini

Saborido frequentava il caffè in qualità di ballerino (era il maestro di una scuola di tango); le esibizioni come musicista, le riservava per l’aristocrazia di BsAs. Proprio in una di queste feste, conosce una ballerina di Montevideo: Lola Candales. La sera della vigilia di Natale, la invita al Caffè Reconquista per corteggiarla. Lola è bellissima e il suo corteggiamento è serrato; palese l’innamoramento anche agli amici, che, per celia, cercano di metterlo in difficoltà. Lo prendono in giro, mettendo in dubbio le sue qualità di musicista e compositore. Una parola tira l’altra fin quando uno degli amici propone una scommessa: comporre un tango entro la fine della giornata, un tango che Lola possa cantare il giorno di Natale al caffè!
Ma sono già le quattro del mattino del giorno di Natale!!!
Enrique riaccompagna la ragazza e si chiude in casa, anche se gli amici, sotto la sua finestra continuano a sghignazzare e a fare battuttine per distrarlo.
Alle sei e mezza il tango è pronto. E c’è anche il titolo, La Morocha, proprio in onore del bell’aspetto di Lola. Ma mancano le parole!
Allora Enrique racconta di essere uscito di casa e di essere corso a casa di un amico, uno che già aveva scritto parole e poesie per i tanghi, anche con discreto successo. Un tale Villoldo! 🙂

Angel Villoldo

Angel accetta la sfida e, ancora assonnato, chiede dei caffè e si mette a scrivere il testo. Fra aggiustamenti e prove, il tango è pronto per le dieci e mezzo.
Enrique corre dall’altra parte della città dove vive Lola, ma non la trova! Fra paure, sospetti, gelosie, racconta di aver vissuto quei momenti con un’ansia indescrivibile.
Poi lei arriva: era andata a fare un giretto in bici perchè aveva caldo! Subito Enrique le offre in dono il suo tango e le chiede di cantarlo la sera al Caffè.
Lei ascolta la musica, prova le parole. Le piace: lo canterà (QUI la versione di Canaro con la Falcon)!

Yo soy la morocha, la más agraciada,
la más renombrada de esta población.
Soy la que al paisano muy de madrugada brinda un cimarrón.

Yo, con dulce acento, junto a mi ranchito,
canto un estilito con tierna pasión,
mientras que mi dueño sale al trotecito en su redomón.

Soy la morocha argentina, la que no siente pesares
y alegre pasa la vida con sus cantares.
Soy la gentil compañera del noble gaucho porteño,
la que conserva el cariño para su dueño.

Yo soy la morocha de mirar ardiente,
la que en su alma siente el fuego de amor.
Soy la que al criollito más noble y valiente ama con ardor.

En mi amado rancho, bajo la enramada,
en noche plateada, con dulce emoción,
le canto al pampero, a mi patria amada y a mi fiel amor.

Soy la morocha argentina, la que no siente pesares
y alegre pasa la vida con sus cantares.
Soy la gentil compañera del noble gaucho porteño,
la que conserva el cariño para su dueño.

La sera al Caffè Reconquista sono le undici. Gli amici sono già in prima fila e Lola entra accompagnata da Enrique con Villoldo. Ronchetti ha procurato un pianoforte e preparato delle super trenette…è pur sempre Natale! Finita la cena il genovese chiede a Lola di cantare: la accompagna Enrique.
Ottima performance: il vino, l’allegria, la bellezza della ragazza e la sua voce, ubriacano tutti i presenti. Saborito racconta che Lola cantò il tango ben otto volte!!! La scommessa era vinta!

Così un tango nato per gioco, diventa un grande successo: dopo appena due mesi, l’editore Luis Rivarola immette La Morocha sul mercato. La prima edizione, versione strumentale vende quasi 300 mila copie. Un incasso incredibile, però a Saborido non arriva nulla perchè il suo rappresentante, quello che tiene i rapporti con la casa editrice, scappa con i soldi! Il compositore avrà modo di rifarsi con le successive edizioni: infatti molte furono le cantanti che registrarono questo tango o che lo scelsero per il loro repertorio (fra le prime Flora Hortensia Rodriguez con il marito Gobbi in varie registrazioni… qualcuno sa nulla? …. 😉 )
Per dovere di cronaca si racconta anche che La Morocha fu il primo tango a sbarcare in Europa, ma le teorie sono contrastanti, perciò aspettiamo che i savi si chiariscano le idee! 🙂

La storia d’amore fra Saborido e Lola comunque finì presto, e Enrique cercò per tutta la vita di ricreare il successo di quel suo brano, anche dedicandone un altro a un’altra donna. Felicia, era la moglie dell’amico che ne scrisse le parole. Questo tango però piace di più a noi oggi, di quanto non piacesse all’epoca.
Molti cercarono di imitare il successo della Morocha, trattando lo stesso tema: lo stesso Saborido cercò di replicare il successo scrivendo “La hija de la Morocha” (fa tanto Hollywood sta cosa! Qualcuno ha da farci ascoltare il sequel?).

Ma tutto invano. L’unica iniziativa in tal senso, che ebbe un discreto successo, fu la parodia di questo tango, Los Mamertos: una banda di tonterelli di provincia, contrapposti alla bellezza e alla sagacia della morocha! L’autore è sconosciuto; c’è persino che sostiene che fosse lo stesso Villoldo a ridersela sotto i baffoni! Secondo H.A. Benedetti la parodia è stata registrata … Mario! Di’ qualcosa!!!! 
😀
😉
😀

Un caro saluto
Chiara

FAI-enigmistica: giochi da spiaggia

Visto che è qualche giorno che non si sente Rosarossa, vediamo se così la staniamo! 🙂

Bel canto
ANAGRAMMA
In milonga hanno indetto una gara xxxxxx;
vincerà chi sarà il più intonato!
Io canterò Madreselva di Xxxxxx;
tu a quale tango hai pensato?

Notte insonne
ANAGRAMMA
Saran stati i peperoni che ho mangiato ieri a cena,
ma stanotte ho xxxxxxx xx volare a testa in giù.
Era una cosa veramente oscena:
ballavamo X’Xxxxxxxx, perlopiù,
ma la milonga era in una oscura foresta,
e tu tenevi le mutande sulla testa!

Ho bisogno di ferie!!! 😀
Un caro saluto
Chiara

Varones carpeteando al tango!

Non ho resistito!!!  Facciamo sognare anche le amiche del blog!

😉

FAI-enigmistica: giochi da spiaggia

Visto che i giochini da spiaggia vi son piaciuti, eccone altri due, semplici semplici!

Il tanguero antipatico
(BIFRONTE SENZA ESTREMI)

Non lo xxxxxxxx proprio!
Nel suo pollaio sembra l’unico galletto.
E’ xxxxxx vanitoso, scostante ed altezzoso!
Quasi quasi gli faccio uno sgambetto!

 

Pubblicità alla milonga
(AGGIUNTA INIZIALE)

Vi aspettiamo a Rimini,
venite tutti all’ultima milonga di xxxxxx:
oltre al sangiovese e al buon tango,
per tutti un simpatico yxxxxxx!

😀

FAI-enigmistica: giochi da spiaggia

Un bacio a chi li risolve per primo. Forza!!! E’ un bacio facile facile!!! 😀

 

Aspettando un invito in milonga
(CAMBIO DI VOCALE)

Potrei raggiungere x’xxxxx della felicità
ballando Fresedo o Pugliese, non si sa!
Quel che è certo è che con un invito xx xyxx mi regalerà,
però non quella dei sensi … per carità!

 

Una tanguera scatenata
(ANAGRAMMA)

Non mi lasciava! Con lei ho ballato una milonga da capogiro;
gridava “Veloce! Ancora!” fino a togliermi il xxxxxxx.
Devo dire che mi ha lasciato un tantino abbacchiato:
dopo un birra e un daiquiri non ho ancor xxxxxxx fiato!

😀