Archive for the ‘film’ Category

Cinefilia Tanguera

Cinefilia Tanguera 2012
Cinefilia Tangera e il primo e unico Festival Internazionale e Itinerante di Cortometraggi sul Tango, creato per essere presentato come sezione tematica de festival di cinema e tango.
Dopo 3 anni di presentazioni con grande successo in quasi tutti i grandi festival di tango di Europa e altri posti del mondo, abbiamo deciso aprile le porte alle scuole di tango, per prima volta.
A seguito dell’esito positivo che nei grandi festival questo ciclo itinerante di cortometraggi sul tango ha ottenuto, vorremmo organizzarci, e per questo è il momento di agevolarsi con le possibilità di organizzare nuove presentazioni in maniera diversa.
Cinefilia Tanguera ha come principale obbiettivo quello di diffondere più di160 corti provenienti da 30 paesi, ampliando le frontiere e di progettare appositamente un sistema di nuovi meccanismi di presentazione, ampliando gli orizzonti della qualità del cinema sul tango.
Per l’energia positiva della sua scuola, siamo sicuri che sarebbe perfetto per integrare l’attività del vostra rutina, presentando al pubblico una alternativa diversa.Possiamo organizare 3 o 4 presentazioni nella sua scola, come un evento speciale diverso alle lezioni abituali.
Qualora Lei fosse interessato a contare su Cinefilia Tanguera come alternativa diversa che la sua scuola può offrire ai studenti

Il 09 agosto arriviamo a Italia, a Cinefilia Tanguera rimane li fino dicembre!!!

Vi invitiamo inoltre a visitare il nostro web site, aggiornato con la completa Selezione Ufficiale de film, storia degli presentazione degli ultimi anni, l’invito a i direttori di cortometraggi e tutto per conoscere a capire meglio chi siamo e che facciamo.

Leonel Mitre
Direttore Generalehttp://www.cinefiliatanguera.com

info@cinefiliatanguera.com

Un tango per tre mogli!

Ho visto un bellissimo film di Marco Risi: “Tre mogli“. Uno spasso di film; una poesia di film.

E’ la storia di tre mogli Billie, Beatrice e Bianca, che partono in cerca dei mariti, scappati dopo una rapina alla banca dove lavoravano (direttore, cassiere e guardia). Sono tre donne molto diverse, una casalinga super stressata e imbottita di farmaci antistress; un’altra fredda e algida borghese, abituata al lusso e agli agi e la terza, è una ragazzina ribelle, che ama sconvolgere chi le sta attorno. Tre tipi diversi che più diversi non si può.

La locandina

Partono alla ricerca dei mariti, ma in realtà compiono un viaggio per ritrovare loro stesse. Con loro, all’inseguimento dei fuggiaschi in Sud America un simpaticissimo Greg (del duo Lillo e Greg) nel ruolo del detective della polizia.
Le tre donne si ritrovano a Buenos Aires, nella Pampa, fino ad arrivare in Patagonia sul Perito Moreno! Inizialmente si mal sopportano, ma le avversità della terra straniera e le forti emozioni che riescono a provare, le trasformano in tre perfette amiche
Bellissima fotografia; simpatiche le situazioni e i dialoghi: una vera commedia all’italiana (QUI trovate una bella recensione).

Non vi racconto il finale per non rovinarvi la sorpresa: avrei voluto mettervi proprio la scena finale, una bella scena dove il tango fa da sottofondo, ma poi avreste capito tutta la trama…e questo non va bene. 😉

Allora vi ho scelto la scena in cui la casalinga stressata incontra il tango (e non solo) alla Confiteria Ideal!:-)

Decisamente è da vedere in queste calde sere d’estate! 😀
Un caro saluto
Chiara

Non di solo tango…..

Ieri sera ho rivisto un film delizioso, purtroppo poco conosciuto : THE MAMBO KINGS.

Il film è del 1992 , la regia è di Arne Glimcher. Fanno parte del cast: Armand Assante , Antonio Banderas , Cathy Moriarty , Maruschka Detmer , Pablo Calogero

[Youtube=http://www.youtube.com/watch?v=VgAN39et1GU]

Nei primi anni ’50, mentre  gli americani impazziscono letteralmente per il il Mambo,  per sfuggire da una vita non soddisfacente, i due fratelli , musicisti, Cesar e Nestor Castillo  lasciano l’Avana e  raggiungono New York, in cerca di fortuna, portandosi dietro un buon repertorio di canzoni Mambo.
Cesar e Nestor lavorano di giorno in un grande mattatoio e, di notte, si dedicano alla composizione ed esecuzione delle loro musiche.

Armand Assante, Antonio Banderas - Mambo Kings, The (1992)

Si esibiscono , dove capita ,  con la loro band. Finalmente arriva il successo e, con questo, le offerte di lavoro e, in seguito, l’agiatezza e la bella vita.
Mentre Caesar, il maggiore, gode fino in fondo di questo “stato di grazia”, Nestor( l’insuperabile Antonio Banderas) è spesso preda di malinconia e di ricordi: il suo pensiero e la sua creatvità musicale sono rivolti a Maria, la ragazza lasciata all’Avana e ormai sposa di un altro. 

Antonio Banderas, Maruschka Detmers - Mambo Kings, The (1992)

Improvvisamente irrompe nella sua vita  Dolores, che riesce a distogliere momentaneamente Nestor dalla tristezza.
Ma, nonostante  le nozze  e la nascita di un figlio, Nestor è ripreso dalla nostalgia per la propria terra e dal rimpianto per Maria, alla quale dedica “Beautiful Maria of My Soul” una canzone che ottiene un immediato successo.

Plagiato dal boss Fernando Perez, Nestor tenta  di realizzare i suoi sogni: un piccolo locale in cui proporre musica della sua terra, e, per riuscirci, decide di lasciare il fratello e la band… Purtroppo muore in un incidente d’auto, prima di aver comunicato la sua decisione. Cesar si dispera, ma continuerà a cantare in pubblico le composizioni di Nestor, in suo ricordo…

Mambo Kings, The (1992)

Che dire del film? Pur con una trama  semplice , e magari “scontata”, gli interpreti sono eccellenti, c’è una credibile ricostruzione del clima di quegli anni , ma cio’che è maggiormente apprezzabile e degna di menzione è la colonna sonora , che ha avuto il merito di accendere l’interesse musicale per i ritmi musicali cubani (e ancor prima dei Buena Vista!).

Tra gli straordinari interpreti musicali della colonna sonora:
Tito Puente (QUI e QUI)
Celia Cruz (QUI)
Los Lobos (QUI)
Lisa ClarK  (QUI)

Album consigliato a quelli che…non di solo tango..ma anche mambo, rumba, cha cha cha!!

Buona visione e buon ascolto 😉

Dori

Billy Elliot

1984. In un paese minerario dell’Inghilterra la politica tatcheriana è causa di gravi problemi. I minatori sono in sciopero perché il lavoro è in pericolo. Billy è figlio di uno di questi minatori che si leva quasi letteralmente il pane di bocca per permettergli di continuare a frequentare la palestra di boxe. Ma il proprietario della palestra, visti i tempi, decide di affittare una parte dell’ampio locale a una scuola di danza. Billy è attratto da quella disciplina e progressivamente si distrae dal pugilato per interessarsi alle evoluzioni alla sbarra. Diventa così l’unico allievo di un gruppo tutto femminile. Non appena il padre e il fratello se ne rendono conto si scatena il finimondo. Ma Billy ha il sostegno della sua insegnante, la signora Wilkinson. Mentre le lotte sociali proseguono e dividono il padre dal figlio maggiore, continua la lotta personale di Billy per inseguire il proprio sogno. Un sogno che rischia di diventare realtà quando la signora Wilkinson lo iscrive a un esame al Royal Ballett… Locandina Billy Elliot

Ho appena visto in TV questo film; qualcuno dirà: e che c’entra col Tango ? Io vi dirò che non l’avevo ancora visto e che mi ha molto commosso. Vi confesso che ho trattenuto a stento le lacrime. Da non perdere per chi ama il ballo e la danza. Il ballo richiede sacrificio, ma sa ripagare chi lo pratica e chi lo ama veramente dando sensazioni impagabili (bella la descrizione di quello che prova il piccolo Billy quando balla alla domanda di una delle donne della giuria).

Buona visione se non l’avete ancora visto,
Niky

‘Tangos de Nosotros’: Creola

L’autore Ripp è in effetti Luigi Miaglia. La canzone è un tango in cui si mescolano accenti erotici ed esotici ed un po’ di non-sense. Lanciata da Daniele Serra nel 1926 fu portata ad un grande successo popolare da Isa Bluette. E’ ritornata alla ribalta negli anni ’50 e ’60 grazie a Nilla Pizzi, Milva, Achille Togliani. Altri interpreti sono stati Milly, Claudio Villa, Luciano Virgili. Alcuni versi sono diventati dei veri e propri modi di dire: “Creola dalla bruna aureola”, “Straziami ma di baci saziami” che è diventato il titolo di un film di Dino Risi nel 1968, interpretato da Nino Manfredi ed Ugo Tognazzi (gustosissimi i duetti tra lo stesso Manfredi e Pamela Tiffin basati su dialoghi con frasi estratte dalle canzonette di successo).

Ecco di seguito alcuni spezzoni del film: buon divertimento !!!

straziamimanfredi.jpg

Creola

Che bei fiori carnosi
son le donne dell’Avana:
hanno il sangue torrido
come l’Equador.

Fiori voluttuosi
come coca boliviana…
Chi di noi s’inebria
ci ripete ogn’or:

Creola,
dalla bruna aureola,
per pietà sorridimi
che l’amor m’assal…

Straziami,
ma di baci saziami;
mi tormenta l’anima
uno strano mal.

La lussuria passa
come un vento turbinante,
ché gl’odor più perfidi
recan ogn’or con sé

ed i cuori squassa
quella raffica fragrante
e inginocchia gli uomini
sempre ai nostri piè.

Creola,
dalla bruna aureola,
per pietà sorridimi
che l’amor m’assal…

Straziami,
ma di baci saziami;
mi tormenta l’anima
uno strano mal.

. . . . . . .

Straziami,
ma di baci saziami;
mi tormenta l’anima
uno strano mal.

Ed ecco, nell’ordine le numerosissime versioni di……

1) Milva, Qui;

2) Claudio Villa, Qui;

3) Gigliola Cinquetti, Qui;

4) Nilo Ossani, Qui;

5) Daniele Serra, Qui;

6) Gino Bechi, Qui;

7) Luciano Virgili, Qui;

8) Mario Battaini, Qui;

9) Nilla Pizzi, Qui.

La Apertura

Ho trovato questo video molto interessante segnalato su un blog che abbiamo linkato da poco, La nuit blanche.

Ho trovato pochissime informazioni circa il filmato, cui partecipa Miguel Angel Zotto nelle vesti di diavolo tentatore.

Innanzi tutto la storia: la chance di Daniel di realizzare i suoi sogni, il suo amore, la possibilità di riscattarsi dalla Buenos Aires povera è finalmente arrivata. Ma a quale prezzo?

Poi si sa che ha vinto il Zinebi Festival of Documentary and Short Film, Spain – Best of the Festival Audience Award, e che ha partecipato ai Festivals La Biennale di Venezia, Clermont-Ferrand, Cinequest, Seagate Foyle, DIBA, Seattle, Arcipelago, River, Aye Aye, Silhouette, Ismailia.

Ne sapete qualcosa di più?

Gardel

Scusate.. non ho potuto resistere 

No me sueltes 2

Continuo con l’intervista dei ragazzi del gruppo Fainting Goats

 

Quali strumenti vi sono stati dati per realizzare il cortometraggio?

“In realtà nessuno: abbiamo dovuto fare tutto con i nostri mezzi. Dalla telecamera alle luci, dai cavalletti al computer per il montaggio… Da lì, poi, è stata tutta una sfida per cercare e trovare tutto il resto che ci serviva, con un budget nullo.”
“ Con anche enormi fortune: volevamo ambientare la scena finale all’interno della loggia nella piazza centrale di Bassano, che il Comune ci ha concesso, pur essendo generalmente utilizzata solo per scopi ufficiali.O come per la colonna sonora, ad esempio: abbiamo scelto un brano degli Otros Aires ai quali abbiamo mandato una mail chiedendo la loro autorizzazione per usarlo. Loro, gentilissimi, ci hanno risposto subito di si, chiedendoci una copia del nostro cortometraggio!”
Il corto, comunque, rispetta anche alcuni obblighi che il regolamento imponeva ai fini del concorso: una frase (che noi abbiamo inserito nelle parole crociate), un oggetto da utilizzare (la matita che compare per lei, nella scena in cui se la sfila dai capelli, per lui, quando scrive al tavolino del bar) e lo split screen, un effetto filmico che consiste nel dividere a meta` lo schermo con due scene diverse, e che noi abbiamo utilizzato appunto nella scena clou dell’incontro. 

Mi raccontate qualche particolarità del corto?

Certo! Ci sono alcune chicche che sicuramente sfuggono ad una prima visione: innanzi tutto ci siamo tutti e tre nel corto. Elena è la lettrice che si intravede in biblioteca, Ilaria compare in una foto assieme alla protagonista, Leonardo aspetta appoggiato al muro della stazione. Un piccolo cameo che i tre registi si sono concessi!<
Poi c’è una scena all’inizio in cui lei si specchia: se si guarda attentamente nel video in primo piano compare la data del 7, mentre nello specchio compare l’8, che è in realtà e` la giornata di lui.
Altra scena particolare è quella giocata tra ponte vecchio e ponte nuovo. I due protagonisti passano in momenti diversi, ma senza saperlo guardano ognuno nella direzione dell’altro: lei, il passato sul ponte vecchio, lui, il futuro, sul ponte nuovo. Piccoli indizi che sembrerebbero anticipare l’incrocio tra i due destini.
Ci ricordiamo benissimo della scena girata con Giorgio sul ponte nuovo! – racconta Ilaria –  È stata durissima, lui doveva accendere la sigaretta con un cerino ma c’era un vento terribile che continuava a spegnerlo. Abbiamo allora provato a girarla di giorno, pensando poi di modificarla: faceva un caldo tremendo e lui doveva fingere che ci fosse freddo, e guardare in piena luce fingendo che fosse notte!
Elena “La situazione in assoluto piu` emozionante e` stata la sera della milonga in centro a Bassano con i tangueri dell’associazione BassTango. I passanti, i clienti dei locali sottostanti e i vigili stessi, quando abbiamo iniziato a ballare si sono tutti girati con il naso all’insu`, stregati dalla magia del tango notturno in Piazza a Bassano, a guardare questo mondo che di giorno e` fatto di gente normale, mentre di notte si trasforma in pura passione.
Ed e` stato bello poter coinvolgere i nostri maestri, Stefano e Chiara, e i compagni di lezione nella nostra avventura, creando questa milonga cinematografica in una location cosi` particolare come la loggetta comunale.

Un pensiero per concludere questa bella esperienza

Beh, noi crediamo che la visione che abbiamo dato del tango ed il sistema narrativo possano in qualche modo segnare la futura narrazione dei film su questo ballo…d’altra parte il tango lo si capisce davvero solo quando lo si vive e noi siamo convinti di esser riusciti a comunicarlo con vera passione.

No me sueltes 1

Ho incontrato in questi giorni i ragazzi del gruppo Fainting Goats, giovani appassionati di tango che hanno creato il cortometraggio “No me sueltes (non lasciarmi)” con il quale hanno partecipato a un concorso indetto dal Comune di Bassano, dedicato a giovani filmakers. I ragazzi in questione sono Elena Da Ros, Ilaria Brunelli e Leonardo Brunelli, e mi hanno innanzi tutto spiegato come e’ iniziata questa esperienza:

“Il comune di Bassano, utilizzando un bando della regione Veneto, ha indetto la prima edizione del concorso di cortometraggi “Filmstorming”, che dava solo tre giorni di tempo per scrivere la sceneggiatura, girare le scene e fare il montaggio della propria opera” mi dice Ilaria, e precisa Elena “il tutto era anche il collaborazione con “Veneto Cinema Pro” e “Jole Production”, la casa di produzione di Marco Paolini, allo scopo di ricercare giovani talenti che fossero interessati al cinema ed alla produzione. “Abbiamo lavorato come pazzi, con momenti di pura follia, ma è stata una soddisfazione enorme riuscire a vincere il premio del pubblico.”

Come vi è venuta l’idea per il tema del cortometraggio?

L’idea è nata dagli spunti di tutti e tre, con un bellissimo lavoro di gruppo, racconta Ilaria.E` stato come un puzzle, i tasselli erano le diverse visioni del tango e della storia…e, come in tutti i puzzle, unirli non e` stato facile. Le esperienze di ciascuno, quelle cinematografiche e di ripresa di Elena, quelle organizzative e di gusto per la narrazione di Ilaria, quelle audio e dei software di montaggio di Leonardo, si sono contaminate l’una con l’altra offrendo come risultato un vero lavoro di gruppo. E’ stato bellissimo ed emozionante: avevamo veramente poco tempo per creare tutto, e ci sono stati momenti in cui eravamo scoraggiati. Ma poi improvvisamente veniva una nuova idea che riusciva a risolvere dubbi e perplessità.

Un corto con argomento tempo e tango..

Si, l’idea ci è venuta fondamentalmente dalla nostra passione per il tango. – dice Elena – Ci siamo accorti che avevamo tutti un’idea diversa di questo ballo, ma che ci affascina tantissimo come ambiente e soprattutto condividevamo la medesima impressione del tango come “bolla temporale”, nella quale tutto puo` accadere. Da lì siamo partiti con la struttura del corto. Continua Ilaria: La storia, molto semplice, di due vite che si incontrano in un abbraccio di tango diventa intrigante grazie alla narrazione molto particolare che abbiamo scelto. Tutto si gioca sulla discrepanza temporale tra i due protagonisti, raccontati in giorni diversi: le scene di lei ambientate nel giorno precedente, alternate al rewind di quelle di lui ambientate nel giorno seguente, che, come un nastro riavvolto, porta lo spettatore ad attendere il momento dell’incontro. Incontro che avviene durante una milonga, nella quale interpretano un intenso tango

Un montaggio molto particolare quindi..

“In effetti” – spiega Ilaria – “il momento nel quale per la prima volta entrano in scena tutti e due e si abbracciano, cronologicamente si colloca a meta` della storia, ma grazie a questa narrazione viene svelato solo alla fine. Si ha quindi questa strana discrepanza per cui l’abbraccio di lei rappresenta l’abbraccio di inizio del ballo, mentre quello di lui e` l’ultima stretta prima di lasciarsi. Ma forse, appunto, in questa bolla temporale nella quale danzano e che abbiamo aperto nuovamente alla fine del corto, i due protagonisti protrebbero dare un finale diverso..” “Questo si gioca anche a livello di colore” – spiega Elena – “Per lei vi è una progressiva contaminazione del bianco e nero, con l’incontro giocato sul vestito rosso; per lui, mentre guarda il fiume, vi e` un tocco di bianco e nero che richiama la realtà della protagonista.”

Come avete scelto i protagonisti?

“Conoscevamo già Silvia Rossato, che secondo noi aveva un viso molto cinematografico. Le prime riprese ci hanno confermato interamente la scelta, dimostrata anche dalla naturalezza con la quale lei si è posta nei confronti della telecamera. Quanto a Giorgio Girardi, che da tempo balla con lei, ci ha convinto subito per la simpatia e la professionalita` dimostrata e quindi la scelta è venuta di conseguenza…”

Questa poi! Anche Zorro ballava il tango?

Chi sia l’eroe mascherato nato dalla penna di Johnston McCulley nel lontano 1919 lo sappiamo tutti. Del gran successo che quella volpe (zorro in spagnolo) di Don Diego de la Vega ebbe nel suo primo film muto Il segno di Zorro nel 1920, lo abbiamo sicuramente letto. Che il successo del leggendario nobile, difensore della povera gente contro la tirannia del governatore spagnolo, si sia ampliato con numerosi film e telefilm, lo sappiamo altrettanto bene. Non parleremo dei numerosi fumetti, antichi e moderni, che lo hanno visto come protagonista o come ispiratore di eroi, perchè la faccenda si allungherebbe un bel po’!

Penso che molti di noi abbiano siano cresciuti a pane e Zorro nei pomeriggi di merenda dell’infanzia (magari non la serie originale degli anni 50, ma sicuramente le infinite repliche, oggi anche a colori); siamo stati accompagnati dai personaggi del mitico telefilm della Disney, come il fido muto servitore Bernardo, le eleganti dame che si contendono l’amore chi di Don Diego, chi di Zorro, chi di entrambi; e come dimenticare il mitico e impacciato Sergente Garcia e lo stuolo di “fidi” aiutanti?

La stessa serie fu riproposta in molti paesi: in Argentina andò in onda con il titolo “El Zorro” ed ebbe davvero molto successo.  Molti “compadritos” si identificarono con l’eroe e si sentivano come Don Diego. Nel 1942 Mario Perini e Roberto Lambertucci scrissero un tango intitolato “Me llaman El Zorro” che racconta la storia di un guapo, ballerino di tango, che per le sue movenze, il suo modo di abbigliarsi e di vivere viene soprannominato “El Zorro“. (QUI puoi ascoltare la versione di Tanturi). Su quanto però questo epiteto fosse dovuto al nostro Zorro, beh non ci metterei la mano sul fuoco! 🙂

Dopo il successo del film muto che aveva per protagonista Douglas Fairbanks, il romanzo che era uscito a puntate, fu riproposto col nuovo titolo di The Mark of Zorro. Nel 1925 Fairbanks fu protagonista anche del primo sequel intitolato Don Q, il figlio di Zorro, interpretando questa volta anche il figlio di Don Diego, Don Cesar (due personaggi nello stesso film e senza tante diavolerie tecnologice! Un vero eroe!) 

E questo sequel ha anche un’altra particolarità: il tango di cui vogliamo parlare. Il danese Jacob Thune Hansen Gade (trombettista, violinista, direttore e compositore) fu chiamato a comporre un brano proprio per questo sequel di Zorro e, probabilmente senza immaginarlo, compose uno dei più celebri tanghi, un successo mondiale. Parliamo di Celos, noto anche come Jalousie, o da noi come Tango della gelosia. (QUI possiamo sentire la versione dell’orchestra di Sassone e QUI una versione classica per accordeon). Il brano, suonato per la prima volta nel 1925, proprio in occasione del debutto del film, ma poi divenne uno dei brani più suonati da radio e orchestre. In seguito fu usato come colonna sonora di altri film, anche più famosi e così si perse la conoscenza del fatto che era il tango di Zorro. Carino è l’aneddoto circa l’idea che ispirò l’autore: pare che Gade si stesse riposando in una casa di campagna e trovò un diario dove un uomo raccontava di aver ucciso la moglie per gelosia. Le parole del diario ispirarono il titolo e la travolgente melodia del brano. In qualche paese (non in Argentina) vennero aggiunte anche delle parole, più che altro perchè alcuni famosi cantanti volevano inserire questo brano strumentale nel loro repertorio.

Per concludere vi faccio ascoltare la colonna sonora (QUI) degli ultimi episodi della saga, quelli con Antonio Banderas. Ascoltando questa musica, gentili pulzelle, potrete immaginare di essere salvate all’eroe, molto migliore come Zorro che come ballerino di Tango Gitano (o di Flamenco?)!

Un caro saluto
Chiara

Via col tango!

Eccoci qua a parlare di una altro bellissimo film, entrato di diritto nella storia del cinema. Il mitico Via con vento. Lo avrò visto dieci volte o forse di più, ma se mi capita di sentirne una battuta in Tv resto affascinata e non posso staccarmene. Inutile dire che il libro è altra cosa, ma anche il film non mi dispiace.

Siamo nel 1936 e Sidney Howard riprende buona parte del romanzo di Margaret Mitchell, vincitrice del premio Pulitzer nel 1937, per farne la sceneggiatura di questo capolavoro. Nel 1939, non a caso in Georgia, esce il film per la prima volta ed è subito un successo. Viene proiettato in tutto il mondo e si rifà di gran lunga delle spese sostenute per la laboriosa e costosa realizzazione. Raccoglie numerosi premi Oscar ed è considerato fra i primi 100 film più belli di tutti i tempi.
Ovviamente viene proiettato anche in Argentina con il titolo Lo que el viento se llevò e subito entra nei cuori di tutti quelli che lo vedono al cinema. QUI potete ascoltare il tema principale del film, per le nuove generazioni reso, ahimè famoso da una nota trasmissione televisiva. Qui sotto invece vi metto la famosa scena finale, ma doppiata in spagnolo: un memorabile Rhett Butler dice a ScarlettFrancamente, querida, me importa un bledo!” (questa è risultata la frase più famosa detta in un film, forse anche per la storia della sua censura…) e l’ancor più indimenticabile Vivian Leigh che dice “Mañana Será Otro Día

Per concludere come poteva mancare un tango? Sull’onda del successo del film, Arturo Basso e Roberto Luratti scrivono un tango proprio dal titolo Lo que el viento se llevò. Ovviamente l’attento Canaro sfrutta il successo del film e decide di incidere anche questo tango con la voce di F. Amor. Quanto il tango abbia a che vedere con il film, non lo so, però in qualche passaggio la musica può ricordare i colori del film, e le parole la storia d’amore di Rhett e Scarlett; quel che è certo che deve il successo all’omonimia con il film.  QUI potete ascoltare la registrazione di Canaro del 1941. Comunque un bel tango!

Foglie al vento

No quiero pensar que todo pasó
Non voglio pensare che tutto sia finito
promesas que el viento muy lejos llevó,
promesse che il vento velocemente ha portato via
dejando cenizas que enturbian mi mente
lasciando ceneri che turbano la mia mente
y arrugan mi frente de tanto sufrir.
e corrugano la mia fornte per il tanto soffrire.
Quisiera soñar, soñar que volvés
Vorrei sognare, sognare che tornerai
que siempre sos mía besarte otra vez…
che sempre sarai mia e baciarti ancora…

Un caro saluto
Chiara

Il tango dell’orco

Guardo poco la tv e raramente per più di 10 minuti. Stasera ho cenato tardi e girando per canali mi sono imbattuta in Shrek 2. Manco farlo apposta ho beccato proprio la scena in cui Fiona con Azzurro (convinta che sia Shrek trasformato) balla un simil-tango sulle note di una bellissima Holding out for a hero cantata da una scatenata Fata madrina.

Il tango di Shrek

Alcuni arrangiamenti della versione cantata sono effettivamente tangosi, ma si capisce che si deve pensare a un tango soprattutto dal casquè e dall’immancabile rosa in bocca!

il tango di Shrek

QUI la versione del film cantata da Jennifer Saunders. Comunque un buon ascolto… molto energizzante!

il tango di Shrek

Un caro saluto
Chiara

Il tango italiano di Gabriella Ferri

Quando ero piccola, Gabriella Ferri era una delle poche cantanti amate dai miei che piaceva anche a me. Le sue canzoni avevano sempre un chè di sentito e malinconico, un qualcosa che mi ha sempre attirato. Oggi capisco che forse mi sembrava un’ottima interprete per il tango.

A quanto pare anche lei lo pensava e così nella sua lunga carriera ha interpretato e scritto anche dei tanghi, ovviamente un pò più italiani che argentini, ma comunque piacevoli.
Parto dall’ultimo, il brano Remedios, usato fra i brani della colonna sonora del film Saturno contro di Ferzan Ozpetek (che ha anche altri simil-tanghi nella colonna sonora curata da Neffa). E’ una canzone che mi piace molto e ve la faccio sentire in questo montaggio su alcune immagini del film oppure la potete ascoltare QUI mentre continuate a leggere.

Remedios
Remedios, niña pequeña, chiquita, hermosa, preciosa
Linda niñita quedada así, sentada en la orilla del mar
y las manos llenas de perlas
el sol en tu frente y en la sonrisa
blanca orquidea, alma y paloma
y la alegría, tú cantas consuelo,
tú cantas esperanza, tú cantas remedios,
espera que un día yo pueda decirte:
“te quiero pequeña, chiquita, preciosa,
hermosa, piccola, piccola, pico, pico, pico…”
Tu historia, una vez, nos la contó,
dios, tu hermanito con su guitarra,
tú estabas dormida baja la luna,
tú estabas feliz, pequeña Remedios,
espera que un día yo pueda decirte:
“te quiero, pequeña, chiquita, preciosa,
hermos, piccola, piccola, piccola,
piccola, pico, pico, pico…”

La Ferri ha interpretato altri tanghi, come quelli che troviamo nell’album Canti Di Versi, bellissimo titolo che indica la raccolta di poetiche e diverse sonorità (flamenco, jazz, tango). E altri ancora, li troviamo sparsi nella sua produzione, come ad esempio El mejo tango (almeno nel titolo), ecc.

Nel video sotto un omaggio di due grandi signore al tango italiano: Antonella Ruggiero duetta con Gabriella Ferri. Non saranno Tita Merello e Mercedes Simone, ma a me piaccono tanto tanto!!! Un pò di sano campanilismo ogni tanto non guasta 🙂

Un caro saluto
Chiara

Buenas noches Buenos Aires

Negli anni d’oro del tango, i secondi anni d’oro, negli anni sessanta per intenderci, furono rappresentati nei club e nei teatri di Bs As vari musical di tango. Fra questi, quelli di maggior successo di pubblico divennero film per il cinema.
Fra questi musical, uno molto famoso fu “Buenas noches Buenos Aires”, diretto da Hugo del Carril. Dopo nove mesi di rappresentazioni in tutti i teatri, nel 1964 divenne un film, il primo musical a colori, con una sfilata di star di ogni genere: da Annibal Troilo a Roberto Grela, da Beba Bidart a Virginia Luque, con lo stesso Hugo del Carril e il mitico Tito Lusiardo, da Mariano Mores a Palito Ortega e Julio Sosa; mi fermo qui perchè l’elenco sarebbe davvero lungo e penso abbiate già capito il livello della cosa.

BuenasnochesBuenos Airesposter.jpg

La storia è deboluccia: tanti quadri con diversi racconti, con la stessa suddivisione dello spettacolo. Quadri di tango, di folklore, di canto e recitazione; insomma tutte scuse per far cantare i solisti, per far suonare i musicisti e per far ballare tango e folklore alle compagnie dello spettacolo. Le storie non sono un granchè: ad esempio nel quadro El patio de la Morocha c’è la bella donna, c’è l’infamone, c’è l’innamorato e il rivale, ci sono le donnette, c’è la festa, c’è l’amata che muore, ecc… .

Ecco alcune scene del film, proprio tratte dal quadro El patio de la Morocha.

QUI il quartetto di Troilo e Grela ci regala una sentita interpretazione di Mi noche triste, mentre i rivali in amore si “sparano le pose” davanti alla casa della donna contesa.
QUI Troilo e Grela suonano La trampera, mentre Tito Lusiardo e Beba Bidart ballano la milonga all’antica, con un divertente testa a testa.

In questo video la Morocha si presenta in tutto il suo splendore: Virginia Luque scende le scale della sua casa in una scena che molti argentini dell’epoca ricordano per aver visto tante volte.

Una curiosità: il ballerino che accoglie sotto le scale la Morocha, quello che si vede sulla destra dello schermo, quando ce ne sono due, è il mio maestro Oscar Benavidez, allora diciassettenne; ci racconta sempre un sacco di aneddoti circa le registrazioni di questo e di altri film a cui ha partecipato. Mi piace pensare che io non ero ancora nata e già lui sguazzava in questo pazzo mondo del tango…
QUI gli uomini si litigano le attenzioni della Morocha, e per sbaglio la donna viene uccisa da uno sparo; Oscar ci racconta che Virginia si arrabbiò moltissimo per questa scena perchè il finto sangue della ferita le aveva macchiato veramente il vestito di scena!!!
QUI la scena dove Hugo del Carril, l’innamorato, canta ricordando l’amata morta: effetti speciali d’antan, con l’immagine di lei che appare come in sogno e duetta con lui nel finale.

Per chiudere vi saluto con le parole del tango Buenas noches Buenos Aires di S.Piana e O. Sosa Cordero:

Buenas noches, Buenos Aires,
te saluda mi canción.
Buenas noches, Buenos Aires,
con su voz de bandoneón.

Un caro saluto
Chiara

La película de Manzi

La vita artistica e la militanza politica del poeta Homero Manzi saranno i temi portanti di “Homero Manzi un poeta en la tormenta“, il film che inizierà a girare questo mese il regista argentino Eduardo Spagnuolo. Il primo novembre di quest’anno si festeggerà infatti il centenario della nascita dell’autore di alcuni fra i più bei tanghi come Sur, Barrio de tango, Discepolin, e altri indimenticabili successi musicati da Troilo.

Il film cercherà di mostrarci la figura di Manzi in una prospettiva integrale, perchè tutti conoscono la sua attività letteraria e meno il suo impegno politico. Ci saranno scene registrate da attori, intercalate ad altre prese da documentari e altri film d’epoca. Il protagonista sarà interpreatto dall’attore Carlos Portaluppi, che, a dire dello stesso regista che lo ha voluto, “ha una grande somiglianza e lo stesso sguardo, tra l’astuto e il malinconico”.

Oltre a mostrarci un Manzi “politico, militante e passionale”, il regista ci descriverà l’epoca movimentata in cui il poeta visse : la morte di Yrigoyen, il primo golpe militare, la decade infame, l’inizio del peronismo. la crescita di BsAs, le guerre mondiali. 

Ne sentiremo ancora parlare, ma riusciremo mai a vederlo in Italia?

Un caro saluto
Chiara 

Libera il Tango che c’è dentro di te: Libertango !

Ancora oggi guardo queste immagini con intensa commozione: gli occhi mi si inumidiscono e mi viene un groppo alla gola…..è il tango che fa questo effetto ed io ce l’ho dentro !!! Il problema è tirarlo fuori….:o)

“The Tango Lessons”

Il noto brano di Astor Piazzolla Libertango è stato ripreso un po’ in tutte le salse da numerose orchestre.

Il noto concertista Massimiliano Pitocco, racconta (da fonte certa: la vedova Piazzolla) che la composizione nacque per sostenere la libertà dell’Argentina; mentre il musicologo Paolo Picchio mi ha parlato della strana avventura italiana di questo brano. L’editore Pagani, che allora era anche musicista del gruppo italiano di Piazzolla, chiese al maestro di comporre un brano sotto ai 3 minuti per passaggi radiofonici (il tango non veniva programmato nei circuiti classici, ma neanche in quelli di musica leggera per i “tempi” non proprio radiofonici), fatto che Piazzolla aveva sempre rifiutato. Nei giorni successivi, però, il compositore argentino portò (o meglio… tirò sul tavolo) una breve composizioni all’editore, si trattava di Libertango.

 

Di seguito alcune intrpretazioni del noto brano:

 

Yo-Yo Ma con Nestor Marconi – Libertango

 

 

Trio Garufa – Libertango

 

 

“Nuevo Tango” o “Tango Nuevo” ? :o)

 

 

Versione elettronica

Grace Jones – Libertango

 

…el tango está abierto a infinitas posibilidades…

 

 

 

“El tango es una danza que desde sus comienzos no deja de evolucionar. Este baile, al igual que otras disciplinas, es liberación. El tango, la disciplina que me ocupa, es liberación de cuerpo y mente. Liberación del cuerpo por sus infinitas posibilidades dinámicas y de la mente por que su raíz está en la improvisación y la improvisación es jugar y el juego descansa la mente”.

(Ignacio González)

 

Cine-Tango: “Dare to love me”

Lindsay Lohan Con Raul Bova Nel Film Su Carlos Gardel

Finora non era certo che la parte venisse affidata alla Lohan che di recente si e’ dovuta ricoverare in clinica per disintossicarsi, ma la conferma arriva dal produttore della pellicola “”, Luis de Val, citato dal quotidiano messicano “Excelsior”. Il film su Gardel e’ ambientato nella Buenos Aires degli Anni Venti e racconta la turbolenta relazione del cantante con la donna che poi muore per un colpo di pistola, ma una scheggia di pallottola restera’ nel polmone di Gardel per tutta la vita.

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Le riprese inizieranno a fine ottobre, aggiunge De Val, per nove settimane tra Los Angeles e la Romania, un paese scelto per i tanti scenari simili all’Argentina e a Parigi di inizio secolo scorso. Co-produzione di Spagna e Stati Uniti, il film sara’ girato in lingua inglese; nel cast insieme a Bova e alla Lohan anche gli spagnoli Paz Vega, Carmen Maura e Jordi Molla‘.


I Tanghi che mi piacciono: Niebla del Riachuelo (III Parte)


Niebla del Riachuelo, testo di Enrique Domingo Cadìcamo, Musica di Juan Carlos Cobian fu composto nel 1937 e fu cantato da Tita Merello nel film “La Fuga”, diretta da Luis Saslavsky

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Anche di questo brano ne esistono varie versioni: ricordiamo quella di Osvaldo Fresedo e Roberto Ray clicca qui, dell’Orquesta Tipica Portena con Roberto Goyeneche clicca qui, di Lucio Demare, di Edmundo Rivero e di Horacio Molina e Jorge Giuliano.

Ricordiamo tra i contemporanei anche la versione degli Otros Aires e dell’Orquesta Tipica Fervor de Buenos Aires.

Particolare infine la versione di Bebo Valdes e Diego el Cigala (qui).

Diversi tanghi sono legati al mare e al porto, entrambe immagini legate alla migrazione e alla nostalgia della patria lontana, degli affetti lasciati oltre oceano e all’angoscioso dubbio di perderli definitivamente. Il porto luogo di incontri fugaci e provvisori, dove è illusorio pensare al futuro. (tratto da Tangolecce)

Nebbia del Riachuelo!
Da questo amore, per sempre,
mi vai allontanando…
Mai più è tornata,
mai più l’ho vista,
mai più la sua voce ha nominato il mio nome insieme a me…
quella stessa voce che disse “Addio!”.

I Tanghi che mi piacciono: Niebla del Riachuelo (I Parte)

Niebla del Riachuelo
1937
Música: Juan Carlos Cobian
Letra: Enrique Cadicamo

(clicca qui per ascoltare)

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Turbio fondeadero donde van a recalar,
Torbido fondale dove vanno a calarsi,
barcos que en el muelle para siempre han de quedar…
navi che sul molo per sempre resteranno…
Sombras que se alargan en la noche del dolor;
Ombre che si allargano nella notte del dolore,
náufragos del mundo que han perdido el corazón…
naufraghi del mondo che han perso il cuore…
Puentes y cordajes donde el viento viene a aullar,
Ponti e cordami dove il vento viene ad ululare,
barcos carboneros que jamás han de zarpar…
navi carboniere che giammai salperanno…
Torvo cementerio de las naves que al morir,
Torvo cimitero delle navi che morendo,
sueñan sin embargo que hacia el mar han de partir…
sognano tuttavia che mare permettendo devono partire…
¡Niebla del Riachuelo!..
Nebbia del Riachuelo!
Amarrado al recuerdo
Aggrappato al ricordo
yo sigo esperando…
continuo ad aspettare…
¡Niebla del Riachuelo!…
Nebbia del Riachuelo!
De ese amor, para siempre,
Da questo amore, per sempre,
me vas alejando…
mi vai allontanando…
Nunca más volvió,
Mai più è tornata,
nunca más la vi,
mai più l’ho vista,
nunca más su voz nombró mi nombre junto a mí…
mai più la sua voce ha nominato il mio nome insieme a me…
esa misma voz que dijo: “¡Adiós!”.
quella stessa voce che disse “Addio!”.
Sueña, marinero, con tu viejo bergantín,
Sogna, marinaio, col tuo vecchio brigantino,
bebe tus nostalgias en el sordo cafetín…
bevi le tue nostalgie nell’ovattato caffè…
Llueve sobre el puerto, mientras tanto mi canción;
Piove sul porto, nel frattempo la mia canzone,
llueve lentamente sobre tu desolación…
piove lentamente sulla tua desolazione…
Anclas que ya nunca, nunca más, han de levar,
Ancore che giammai, mai più, si leveranno,
bordas de lanchones sin amarras que soltar…
bordi di barconi senza ormeggi da sciogliere…
Triste caravana sin destino ni ilusión,
Triste carovana senza destino ne’ illusione,
como un barco preso en la “botella del figón”…
come una nave prigioniera nella “bottiglia della bettola”…

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El Riachuelo

Luis Enriquez Bacalov

Luis Enriquez Bacalov, pianista e compositore, nasce il 30 marzo del 1933 a San Martin (BA) Argentina. Inizia la sua formazione musicale all’età di cinque anni con il professor Enrique Baremboin continuando poi gli studi con Berta Sujovolsky (allieva di Schnabel).

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Inizia giovanissimo la sua attività concertistica in Sudamerica e in Spagna come solista, in duo con il violinista Alberto Lisy ed in vari gruppi da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane, lavorando in questa disciplina per la Radio e la televisione Colombiana, dove inoltre fa conoscere, come interprete, la produzione pianistica americana dell’Ottocento e del Novecento.Dopo aver iniziato lo studio del pianoforte in Argentina, completa gli studi a Buenos Aires. Inizia quindi una serie di concerti nell’intero Sudamerica, svolge studi di perfezionamento a Parigi, dove è ingaggiato come pianista in night-clubs. Brillante esecutore, si dedica al concertismo, alla composizione e a varie attività musicali. Dopo alcuni anni arriva finalmente in Italia, affermandosi fin da subito come brillante arrangiatore prima per la casa discografica CETRA e poi per la RCA. Alla CETRA collabora con Claudio Villa (del quale è stato anche pianista accompagnatore nei concerti fino alla fine degli anni ’50) e Milva (per citare i più noti).  

milva

 In Italia, dal 1959, si vede offrire l’opportunità di comporre musiche per il cinema, attività svolta, fino al 1963, con lo pseudonimo di Luis Enriquez; poi i produttori utilizzano per un po’ sia lo pseudonimo che il nome vero (dal 1967/68 le partiture sono firmate esclusivamente col nome vero).Una volta passato alla RCA, nel 1960, Bacalov si mette subito in luce curando gli arrangiamenti delle canzoni di Nico Fidenco (memorabile quello per “Legata a un granello di sabbia”), Sergio Endrigo, Rita Pavone (“La partita di pallone”, “Cuore”, “Il ballo del mattone”, “Che m’importa del mondo”), Umberto Bindi (“Un ricordo d’amore”, “Il mio mondo”), Neil Sedaka (“La terza luna”, “I tuoi capricci”, “L’ultimo appuntamento”). Con Sergio Endrigo Bacalov forma un sodalizio quasi ventennale, testimoniato da canzoni come “Io che amo solo te” ( altro indimenticabile arrangiamento ), “Se le cose stanno così”, “Era d’estate”, “Canzone per te”, “Lontano dagli occhi”, “L’arca di Noè”, “Una storia”, “Elisa Elisa”.
Dopo diversi commenti abbastanza corrivi, Bacalov va sempre più raffinando la sua partecipazione, dedicando ad alcune pellicole particolare attenzione e precisando un impegno sempre maggiore. Da segnalare: La noia (1963, di D. Damiani); La congiuntura (1964, di E. Scola); Il Vangelo secondo Matteo (1965, di P.P. Pasolini: scelta delle musiche); Una vergine per il principe (1965, di P. Festa – Campanile); Questa volta parliamo di uomini (1965, di L Wertmüller); Una questione d’onore (1966, di L. Zampa); Una rosa per tutti (1966, di F. Rossi); Quién sabe? (1966, di D. Damiani: supervisione di Ennio Morricone); A ciascuno il suo (1967, di E. Petn, buon uso del pianoforte in funzione accanitamente ritmica): Questi fantasmi (1967, di R. Castellani); I protagonisti (1968, di M. Fondato: partitura assai matura e moderna, anche questa basata su forti elementi ritmici); Cuori solitari (1969, di Franco Giraldi); L’amica (1969, di A. Lattuada); Il prezzo del potere (1969, di T. Valeri); Roma bene (1971, di C. Lizzani: buoni spunti ironici); Milano calibro 9 (1972, di F. Di Leo: fitto dialogo degli strumenti su sostenuti ritmi di base); La rosa rossa (1973, di F. Giraldi: sono inclusi robusti brani sinfonici di Mahler); La seduzione (1973, di F. Di Leo); I prosseneti ( 1976, di B. Rondi); Improvviso (1979, di E. Bruck); Le rose di Danzica (1979, di A. Bevilacqua); La giacca verde (1980, di F. Giraldi).
Il nome di Bacalov raggiunge una vera popolarità soltanto quando Federico Fellini affida a questo musicista il commento di La città delle donne (1980), privo come si trova della fida presenza di Nino Rota, deceduto alla fine del 1978. Anche Bacalov, come Rota, viene stritolato dal regista riminese.

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Si segnalano la partiture di Coup de foudre (Prestami il rossetto 1983, di D. Kurys), di Caro Gorbaciov (1988, di C. Lizzani), di Donna d’ombra (1988, di L. Faccini), di Burro (1989, di J.M. San chez), e soprattutto di La maschera (1988, di F. Infascelli), dove Bacalov si rifà con gusto alla musica barocca ed inventa una operina caricaturale. Interessante anche la colonna sonora di Una storia semplice (1991, di E. Greco).
Nel 1995 vince il Premio Oscar come Miglior Colonna Sonora per il film Il Postino, di Massimo Troisi.

Per le musiche de “Il Postino”, con la regia di Michael Readford, ha avuto numerosi premi e nomination: il David di Donatello, il Globo d’Oro della Stampa Estera in Italia, il Nastro d’Argento dell’Associazione dei Critici Cinematografici, il Premio Bafta (Brithish Academy for Film and Television Arts), il Premio “Nino Rota”.

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Nel 1999 fa parte della direzione artistica del 50° Festival di Sanremo.

Nel 2001, invece, è autore del commento musicale del film tv Come l’America, in onda su RaiUno. Nella sua attività sinfonica è direttore principale dell’orchestra della Magna Grecia di Taranto. E’ titolare del corso di “Composizione di musica per film” presso la’Accademia Chigiana di Siena.

Quest’anno è stato ospite al Paestum Festival 12 08 2007 che per la sua decima edizione ha deciso di puntare sulla danza, la musica, il canto che racchiude in se’ tutti i sobborghi di Bunos Aires: il tango; con la milonga, il bordello,la strada. Il sangue, la passione e la sofferta storia del popolo argentino.

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Lo spettacolo è suddiviso in due atti.

Nel primo la compagnia Todo Tango ripercorre la storia del tango in tutte le sue tappe, dagli anni Trenta alle innovative contaminazioni di Astor Piazzolla. Le scenografie, curate dallo stesso Barreras evocano i luoghi ed i momenti fondamentali che ne hanno segnato le evoluzioni. Il tutto animato dalle magistrali esibizioni delle coppie di tangueri, Claudia Fusillo e Roberto Ricciuti, Mauro Barreras e Roberta BEccarini, Michele Padovano e Daniela Ayala. Il secondo atto è invece interamente dedicato ai Miti del Tango. Bacalov, reinterpreta con riscritture originali eseguite per piano solo dei classici come EL Choclo di Villoldo y Discepolo, la Cumparsita di Contursi e Madreselva di Amadori, accompagnato dalla straordinaria voce della Castelli, la seconda interprete europea dopo Milva a cui è stato permesso cantare tango in Argentina.Segue il tributo di Bacalov a Gardel, icona assoluta e primo cantante di tango. Il musicista ha riscritto gli storici pezzi in occasione della registrazione dell’album Ricercare Baires 1 o A media luz.

Attualmente, accanto al repertorio tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori latinoamericani, incluse le proprie. E’ anche autore di composizioni per chitarra, violino, per vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra.

Ha recentemente terminato una composizione per soli, coro e orchestra intitolata “Misa Tango”. Ha formato un quartetto con bandoneón, contrabbasso, percussioni e pianoforte, con il quale esegue composizioni che ricercano punti d’incontro fra diverse culture musicali, approdando ad un risultato fortemente sincretico (musica etnica, urbana, contemporanea).

 

By Niky