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«El nueve cortado» dell’Argentina che sconfigge l’Italia 9 a 1

«El nueve cortado» dell’Argentina che sconfigge l’Italia 9 a 1

Tra raggi sole e punte di vento freddo, domenica 28 ottobre allo Sporting Club Lanciani (vicino al Barrio) si è giocata la partita amichevole tra le due squadre rappresentative dei maestri di tango a Roma organizzata da La Doble Hoja del Tango (la rivista bimestrale a diffusione gratuita).

I GOL – Per l’Argentina: Pablo Ariel Mujica 4, Mariano Navone 2, Lucas Gatti 1, Pablo Tango Del Duchetto Pablo 1, Jorge Alberto Ramos  1
Per l’Italia: Roberto Castrucci 1

LA PARTITA – A dieci minuti dall’inizio l’Italia va in vantaggio con il gol di Roberto Castrucci, ma rimane l’unica rete segnata dagli azzurri. Gli argentini dominano l’intera la partita della durata di un’ora. Una vera rivelazione è stato Mariano Navone che ha corso quasi un’ora di seguito e messo a segno ben due gol, anche se il GOLEADOR della giornata è stato il nuovo arrivato a Roma da un solo mese: Pablo Ariel Mujica che con i suoi 4 gol ha sbaragliato l’avversario ed entusiasmato il pubblico. Mentre la star del calcio, l’atteso Lucas Gatti, ex giocatore professionista e figlio del mitico «loco» Hugo Gatti (memorabile ex portiere della nazionale Argentina) ha messo a segno un gol SPETTACOLARE per il tiro aereo e la maestria.

Per l’Italia: bene Fabio Santarelli, Roberto Castrucci, Giuseppe Bianchi Bianchi, Francesco Scoppio . Ma non hanno saputo rompere la difesa argentina composta da Pablo del Duchetto, Jorge Ramos e Leo Elias. Fernando Serrano ha offerto entusiasmo, giocando di attacco mentre Marcelo Alvarez in porta non ha fatto (quasi) passare palla. In campo il decano del tango Gerardo Quiroz, con il numero dieci di Maradona, ha scaldato gli entusiasmi del pubblico con la sua dedizione. Un commento a caldo di Pablo Del Duchetto lo abbiamo scelto come titolo della giornata: «Abbiamo inventato un nuovo passo di tango che si chiama “el nueve cortado!”».

IL SERVIZIO COMPLETO CON FOTO SUL PROSSIMO NUMERO DELLA RIVISTA di NOVEMBRE
Per il video a breve sul sito della rivista www.tangodoble.it

GRAZIE A TUTTI
STIAMO PREPARANDO IL GIORNO DELLA RIVINCITA
Manuela Pelati (direttore de La Doble Hoja del Tango)
manuela.pelati@gmail.com

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FAI-enigmistica: giochi da spiaggia

Nonna Papera al mare
LUCCHETTO
Mentra l’xyyyy nel cielo brilla ardente,
sulla sdraio della spiaggia mi rigiro con affanno.
Ascolto tanghi e per FAIblog traduco qualche
yyyyzz;
la calura si è fatta assai opprimente:
ci vuole un bel tuffo in mare con quest’
xzz!!!

Foto by Bravura

Un tango una storia: Don Pedro

Nel 1717 arrivò in Argentina il gesuita toscano Domenico Zipoli, compositore e autore di famose sonate; sbarcato a Buenos Aires, si stabilì nella missione gesuita di Cordoba per completare gli studi teologici, ma la sua passione per la musica lo rallentò in questo intento. Più che studiare teologia, componeva, dirigeva il coro e trasmetteva il suo sapere musicale ai cordobesi.

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Quasi due secoli dopo, nel 1911, in occasione dell’inaugurazione dell’organo nella chiesa di San Carlo in provincia di Buenos Aires, furono suonate quattro sue composizioni per organo. A dirigere il concerto, un direttore d’eccezione: il maestro italiano Pietro Mascagni, casualmente in visita nella capitale.
Proprio per questa occasione, il musicista Angel Villoldo, che amava molto la lirica, compose il tango criollo “Don Pedro“, con dedica all’emerito maestro Mascagni anche in partitura!

In copertina la dedica e una “caricatura” del maestro

… Al maestro italiano Pietro Mascagni

Villoldo, infatti, nutriva un grande amore per la lirica, e per la musica italiana in genere, grazie anche alla scuola del suo maestro Ermanno Andolfi, anch’esso direttore e compositore italiano, a cui lo stesso Villoldo dedicò due dei suoi tanghi più famosi: El portenito e Yunta Brava.

[El_Portenito.jpg]

… A mi amigo el maestro Ermanno Andolfi

… Al maestro S. Ermanno Andolfi

Adesso tocca a voi. Chi ci fa ascoltare una bella versione di questo “Don Pedro, sempre che sia possibile? 🙂

Un caro saluto
Chiara

Tango: con un po’ di fortuna…

Tres cosas hay en la vida:
salud, dinero y amor.
El que tenga esas tres cosas
que le de gracias a Dios.
Pues, con ellas uno vive
libre de preocupación,
por eso quiero que aprendan
el refrán de esta canción….

Nella vita ci son tre cose:
salute, denaro e amore.
Chi ha queste tre cose
deve ringraziare Dio.
Infatti con queste uno vive
libero dalle preoccupazioni,
per questo voglio che impariate
il ritornello di questa canzone….

Salud, dinero y amor -Rodolfo Sciammarella y Mariano Mores – Vals
QUI la versione di Francisco Canaro con Francisco Amor

Buona fortuna! – Foto by Giacomo

Per la verità anche questo vals (come Angelica di cui abbiamo parlato qualche giorno fa) era nato come Zamba e fu di Mores nel 1936, l’idea di trasformarlo in vals.
Poi visto il successo negli anni sessanta fu suonato con diversi ritmi: cumbia, salsa, ecc… (QUI). Nel video una versione dei Los Stop (1967) … un po’ così, alla Caterina Caselli …uno spasso! 😆
La storia si ripete!!! 🙂

Mi piacerebbe sentire la versione a Zamba. Chi provvede? 😉
Un caro saluto
Chiara

Un tango una storia: Angelica

Per essere precisi non dovremmo parlare di tango ma di vals, e per essere più precisi ancora dovremmo parlare di Zamba. Infatti il brano di cui parliamo oggi è una bellissima Zamba di  Roberto Cambaré che si intitola Angelica. Nel video qui sotto le splendide immagini della Patagonia sono accompagnate dalla versione suonata e cantata del mitico gruppo folkloristico dei Los Chalchaleros.

Benchè sia molto semplice come melodia e parole, quando fu pubbliata negli anni sessanta, ebbe subito un immenso successo. Piaceva a tutto il Sudamerica, non solo agli argentini. Forse le variazioni delle note, con una linea melodica non proprio folklorica furono una causa del successo. O forse il canto ad Angelica, personaggio convenzionale della letteratura. Comunque vendette un numero considerevole di dischi, realizzati da diversi interpreti. Tutti i gruppi folkloristici, e non, la avevano nel loro repertorio.

Fu anche registrata con l’arrangiamento a cumbia e immancabilmente a bolero e la proposero persino come tema di un fotoromanzo!!! QUI qualche accordo per chi la vuole suonare con la chitarra! 🙂

Ma veniamo al nostro vals. Per cavalcare l’onda del successo, anche Alfredo De Angelis ne registrò una versione a vals appunto, cantata da Carlos Godoy. L’orchestra di De Angelis era abituata a operazioni “commerciali” come questa. E infatti veniva spesso contestata proprio per questo.
Comunque sia a me come vals piace e ogni tanto nella tanda di De Angelis lo metto (QUI la versione che uso), pur sapendo che farei un dispetto a qualche argentino in sala! 😉

Ricordo che parlando con un caro amico t.j. mi diceva “Io lo uso e qui piace, ma a BsAs mica lo ballano!”. E ci credo! Gli ho spiegato che sarebbe come se a noi romagnoli volessero far ballare “Romagna mia” a salsa!!! 😆

Ovviamente solo la punta di un iceberg…dedicata a Linda che ama particolarmente questo brano! 😉
Un caro saluto
Chiara

Andiamo tutti a Canaro!

In Italia, in provincia di Rovigo, c’è un paese che si chiama Canaro. Il comune deve il suo nome alle numerose canne presenti nella zona, ma secondo la tradizione popolare, deriverebbe dal nome di un pescatore, Naro, che per primo si insediò nella zona, creando il nucleo della cittadina, battezzata così “Ca’ di Naro” .

Una combinazione folle vuole che proprio in questo paese, siano nati i genitori di Francisco Canaro, successivamente emigrati in SudAmerica, dove il pirincho nacque!!!
M. di Marco, nel suo sito Tangocaffè, racconta la visita che Canaro fece in Italia nel 1926, anche per visitare il paesino e andare a trovare la nonna nel salernitano. QUI il simpatico racconto del viaggio.

Chi ci racconta cosa è rimasto di questo viaggio in Italia nei suoi tanghi?

Un caro saluto
Chiara

Un tango una storia: Silencio

La Prima Guerra Mondiale, sconvolse l’Europa, questo è risaputo, ma gli effetti della guerra toccarono anche l’Argentina, seppur neutrale nel conflitto. In realtà, la grande percentuale di immigranti europei presenti a Buenos Aires, e non solo, fece sentire il peso della guerra anche oltre oceano.

Non sono molti i tanghi che hanno raccontato questo tragico evento. Tra i più famosi, H.A. Benedetti ne ricorda due: La Novena di Bonano e Bigeschi e Silencio di Gardel, Le Pera, con il contributo di Horacio Pettorossi.
Ed è di quest’ulimo tango che parliamo. Racconta la storia del presidente francese Paul Doumer assassinato da un anarchico russo nel 1932. Aveva perso tutti e cinque i suoi figli nella guerra.

 Eran cinco hermanos ella era una santa
eran cinco besos de cada manana…
Un clarin se oye peligra la patria
y al grito de guerra los hombres se matan
cubriendo de sangre los campos de Francia…
Y la viejecita de canas muy blancas
se quedo muy sola con cinco medallas
que por cinco heroes la premio la patria…

Ovviamente fu registrato da Gardel, in ben tre occasioni, tutte con una caratteristica: un coro femminile a far da controcanto. Nelle versioni con chitarre di Vivas, Riverol, Barbieri e Pettorossi erano due figlie dello stesso Barbieri a cantare. Nella versione con Canaro invece erano ben cinque le ragazze.

Gardel lo cantò anche nel film Melodia de Arabal, filmato in Francia, accompagnato in quella occasione dall’orchestra di Juan Cruz Mateo, in cui suonava anche Pettorossi (QUI nel video sulla sinistra).
Canaro lo registrò anche con Erensto Famà, tanto per non farsi mancare nulla! E lo registrarono molte orchestre, tra cui anche quella di Pugliese.
Belle queste versioni cantate, anche perchè le voci rendono bene il dolore della perdita. Ma io adoro la versione di Hugo Diaz, dove il lamento è affidato alla sua splendida armonica (QUI).

Un caro saluto
Chiara