Quando il tango diventa un mestiere

Appena ti avvicini al tango vedi un mondo di gente che vuole divertirsi e sa come farlo…

Poi prendi confidenza coi maestri che magari sono entusiasti del loro lavoro e magari pensi “che bel lavoro, fanno un mestiere che piace e diverte”…

Poi vai a a ballare e scopri che non è così… poi chiacchieri – fra uno stage e l’altro – coi docenti, e scopri quello che è evidente, comprensibile, logico: se uno fa una cosa per mestiere, ovviamente per divertirsi o riposarsi farà  qualcosa di diverso, no?

croupier

Conoscete un pescatore di professione (per intenderci, di quelli che tutti i giorni escono col barcone) che abbia la passione della pesca sportiva? O un croupier che nelle sere libere vada a giocare al casinò? O un ginecologo che.. (no, questo lasciamolo perdere…)

Insomma, mi avete capito: prendiamo uno che tutte le sere insegna a ballare, che magari di giorno perfeziona la tecnica perché è impegnato in uno spettacolo, che sabato e domenica è su un palco a ballare…

quando c’è una sera libera vi stupisce se si mette in pantofole alla tivù, o se va alla bocciofila invece di andare in milonga?

Sicuramente gli toccano già gli extra coi parenti, affini e conoscenti vari (dai che mi insegni a ballare, portami a veder ballare il tango argentino, ecc ecc)

Dopo tutto questo, poniamo anche che gli venga voglia di uscire una sera con qualcuno a ballare, magari una seratina “intima”… c’è il serio rischio che uno stuolo di allievi ed ex allievi lo costringa a “fare gli straordinari”: gli dici di no??? si ma un tango solo??? sono stanco, grazie???

Per non parlare di “maestri rivali” che magari sono in sala per criticare…

naso finto

Se vuoi una serata tutta tua, o fai 100 km per ballare in incognito, o ti metti occhiali scuri e naso finto!

Volendo parafrasare Guccini, “io ballo quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi…” loro no.

NON INVIDIO I DOCENTI DI TANGO!

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21 responses to this post.

  1. Buone osservazioni!
    Giusto la settimana scorsa racoglievo le esternazioni di un maestro che mi diceva proprio di essere stanco della milonga, di non aver più voglia di vedere sempre le stesse facce. Diceva di cercare nuovi stimoli proprio facendo chilometri e chilometri per andare dove nessuno lo conosce e rimettersi così in gioco…un gioco di sguardi curiosi e “disinteressati”… Boh!

    Anche il mio maestro, professionista al 100%, scorazza per tutta Italia a fare spettacoli e lezioni, in milonga si vede molto poco! 😦

    Però non credo che in Italia siano tanti a vivere solo del tango. I veri professionisti che solo ballano, fanno spettacoli o insegnano quanti saranno mai?
    La maggior parte ha un altro lavoro e usa il tango come “riempitivo”.
    In questo caso c’è solo una cosa da capire: …perchè lo fai?
    Per i soldi? Per gestire il potere (di qualunque tipo)? O per divertirti?

    Se poi parliamo di quelle meteore che vediamo passare in Italia, che girano tutto il mondo a fare stage e esibizioni…beh! quelli mi fanno poca invidia davvero!!!
    🙂

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  2. Hai ragione, i miei Maestri, che vivono di tango, tra lezioni collettive, private, stages ed esibizioni hanno pochissimo tempo libero, lavorano 7 giorni su 7 quasi tutto l’anno (per non parlare di quando vanno in giappone o negli states) è ovvio che quando sono liberi il loro unico desiderio è rilassarsi, anche andare a cena con gli amici ma non parlategli di milonga :-))

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  3. dissento in parte.

    quando un insegnante di tango smette di amare la milonga, significa secondo me che è diventato un impiegato del tango.

    il grosso limite è sempre questo per tutti i mestieri.
    in milonga ci dovrebbe essere lo sfogo nel tango. non esistono allievi o allieve.
    l’insegnante deve essere uno dei tanti, ballare con chi vuole, e soprattutto non invitare allieve o farsi invitare da allievi nel caso di maestra. Farlo significa solo essere ruffiani.

    giuseppe

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  4. Ruffiani o disponibili…il confine è breve.
    Se vivi la milonga come una pratica (purtroppo spesso non abbiamo momenti dedicati a questo)un pò di disponibilità la puoi anche dare.
    Sinceramente puoi vivere la milonga anche in modo rilassato. Di maestrini pronti a dare consigli, di volontari e volontarie pronti a toglierti dall’imbarazzo di un invito se ne trovano quasi sempre.
    E’ questione di carattere!

    Come dicevo sono pochi quelli che fanno tango al 100% quindi questo pb si sente poco. E quei pochi secondo me, sotto sotto, lo amano molto.
    Per esempio il mio maestro starebbe le ore con me quando gli faccio riascoltare vecchie orchestre che andava a sentire en vivo con suo padre, mi racconterebbe per ore di questo o quell’altro personaggio che conosceva, ci racconterebbe per ore degli annedoti del suo quartiere, delle tournè con Copes…
    Però in milonga fatica a venire, anche perchè finisce sempre tardi le lezioni e subito deve scappare via per andare nella città dove lavorerà l’indomani…
    Tempo per divertirsi ne resta poco!
    E poi se sei stato in piedi o hai ballato tutto il pomeriggio/sera…hai fisicamente poca birra per ballare in milonga…con chichessia! Magari vorresti…magari!
    🙂

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  5. Posted by deborah on giugno 19, 2008 at 5:09 pm

    Quando una passione, qualunque essa sia, diventa un mestiere, perde inevitabilmente un pò del suo fascino secondo me. Quando la passione diventata mestiere ti costringe dentro luoghi, orari e schemi fissi da rispettare, spesso diventa un dovere da eseguire, un impegno da mantenere, perdendo le caratteristiche proprie delle passioni come l’istinto, la voglia improvvisa, la curiosità, la ricerca, la scelta…rende insomma meno liberi…

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  6. Tutto vero Deb…
    ma la passione è solo addormentata. Servono forse stimoli più forti…ma quando meno te lo aspetti ti fa fare cose da pazzi…
    Ricordo una sera O. era stanchissimo da 300 km di autostrada, 3 ore di lezione privata con signorine (il che significa tre ore di puro ballo!) e da un weekend di spettacoli e chilometri.
    E’ passato a trovarci in milonga perchè mi doveva portare delle chiavi. Quindi in teoria non doveva fermarsi.
    Poi catturato dalla musica e dalle chiacchiere si è fermato un pò.
    A un certo punto metto su un tango che gli ha fatto scattare qualcosa. Mi è venuto incontro e mi ha preso a ballare…aveva le lacrime agli occhi…è stato bellissimo…
    Il tango vince sempre!!!
    🙂

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  7. Comunque io penso che non invidio i maestri di tango, ma penso anche che non mi dispiace se ad insegnarmi è un “professionista”.

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  8. Posted by lucy on giugno 19, 2008 at 8:49 pm

    si invitano le allieve per infondere loro fiducia, per aiutarle a “volare”: ruffiani mi pare una gran parolaccia e sproporzionata all’insegnamento del tango. non trovo giusto definire nessuno con nessuna definizione secca, tanto meno se è offensiva.
    lu

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  9. beppe mi sembra una contraddizione la tua. in milonga si va per divertirsi e per ballare. l’unica discriminante deve essere con lui/lei ho voglia di ballare, con lui/lei non ho voglia di ballare. senza star lì a fare classifiche, esami, radiografie, elucubrazioni e “sì maaaa…. questa è una mia allieva e allora no…”. il tuo è razzismo, eccheccà! 🙂

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  10. Certo che se la tua passione diventa il tuo mestiere qualcosa ci perdi, ma vuoi mettere l’altra faccia della medaglia …
    quante persone fanno un lavoro che non le gratifica che le obbliga a rispettare orari ed impegni particolari,……chi sceglie di fare della sua passione il suo mestiere (ammesso che ne abbia le capacità) ha un opportunità che non è concessa a molti… e soprattutto è una libera scelta…

    Nella descrizione “tipo” che ha fatto Ema io vedo una persona che per tutto il giorno fa una cosa che gli piace (o che gli piaceva) … si d’accordo che anche caviale e champagne alla lunga stufa… ma vuoi mettere con patate e tavernello…

    io mi reputo una persona fortunata perche faccio un lavoro che mi piace, che è stato ed è una mia passione, anche se spesso mi chiedono consigli e consulenze nei momenti non opportuni (un tipo alla milonga successiva al nostro primo incontro è venuto con le foto della casa che sta ristrutturando per chiedermi come realizzare gli impianti fumari..) sono sempre disponibile, fa parte dei lati meno belli del mio lavoro …ma non di certo brutti…..

    A chi fa tanto la prima donna o si atteggia perche è “maestro/a” e quindi lui/lei in milogna non può andare se no gli allievi lo tormentano (a gratis) ecc ecc…. gli direi…..” vai a farti una settimana da manovale in un cantiere o in fabbrica metal meccanica o in un’azienda agricola…. vedrai che ti cambia la prospettiva….”
    Faticare per quello che ti piace ed essere ben pagato, e faticare per quello che non ti piace e pagato una miseria…. Fa la differenza…

    Rispondi

  11. A proposito…quando capiti da queste parti ti porteresti dietro scala e scopettoni?
    😆
    😉

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  12. come no !!
    se mi fanno caricare sul treno….. 🙂

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  13. Emanuele bel post….mi piacerebbe chiedere a te agli altri tangueri pero’ una cosa: il fatto che il tango diventi mestiere puo’ giustificare:
    -quei maestri che si mostrano amici solo fino a quando frequenti la loro scuola (o fino a quando vai alle loro milonghe o ai loro festival)???
    -quei maestri che fanno “la cresta” su articoli di vario genere (scarpe, cd, vestimenta varie) venduti nella loro scuola (…cosa pensi di loro quando trovi che gli stessi articoli acquistati su interntet costano decisamente meno…cosa esiste per caso una tassa del tango ehehehehehe)???
    -quei maestri che non sanno neanche coniugare due parole e quando parli di borges, di allende, dei desaparecidos ti guardano come delle mummie rinsecchite???
    -quei maestri che non conoscono cosa sia il lunfardo???

    Ebbene… non chiedo per questo tipo di persone una laurea in tango, ma un filino di buonsenso, tatto e savoir-faire si!!!
    :-))))))).
    Un saluto a todos

    Rispondi

  14. Beh!
    I carini solo se…
    non mi piacciono in nessun settore!!! 🙂

    Quelli che fanno la cresta…
    Che dire? Dipende da quant’è la cresta. Per comprare da internet paghi in anticipo, perdi un pò di tempo, non tutti hanno la possibilità quindi offri un servizio….
    certo che bisogna essere onesti…
    A me non interessa la vendita, preferisco dare gli indirizzi e far si che si arrangino…poi qualche amico più “impedito” magari lo aiuto. 😉

    Quelli che non conoscono Borges, Allende, il lunfardo…
    Non credo che tutti i maestri argentini che vengono in Italia, sappiano tanto di questi autori, anche perchè magari non sono il genere preferito. Forse sanno il nome e qualche opera per averle studiate a scuola…
    Magari da noi uno in Italia sa chi è Baricco o Camilleri, ma non ha mai letto un loro libro perchè non piace il genere.
    E poi quella è cultura…non tutte le persone amano acculturarsi!
    Magari non hanno nemmeno studiato tanto, però hanno un cuore grande e sono porfessionisti nell’insegnamento…Insomma non lo userei come discriminante.
    Stesso discorso per il lunfardo. Molti non conoscono lo spagnolo. E allora?
    Ci sono fiumi di persone in Argentina che usano il lunfardo quotidianamente, ma non muovono un passo che sia uno di tango!

    Ho capito cosa vuoi dire, ma ci possono essere belle sfumature anche nel mezzo! 😀
    Certo che in taluni casi un po’ di umiltà sarebbe indicata 😉

    Rispondi

  15. ….concordo….difatti da parte loro ci dovrebbe essere l’umilta’ di sentirsi….terreni ihihihihihihihih

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  16. Posted by lucy on giugno 23, 2008 at 7:57 pm

    ma non è che sotto sotto sti maestri di tango suscitano invidia…no perché da quando ballo sento spesso parlare soprattutto in negativo della categoria. quand’è che parliamo male dei tangueri che si credono dei mostri (e infatti lo sono!) e se la tirano che fra un po’ si spezzano in due e hanno sempre da metter bocca su tutto? quand’è? quand’è che parliamo dei tangueri che rompono ai TJ agli organizzatori di serate (che magari lo fanno per passione) gli fanno i conti in tasca e ciànno pure il sorrisino perché “da un’altra parte” la luce era migliore c’era più gente il livello di ballo era più alto? quand’è che la diamo addosso a chi balla solo con le b(r)ave e non manca di dircelo
    così si autoincensa? a me pare che sia l’umiltà l’ingrediente che manca nella gran torta del tango a tutti i livelli. non solo dei maestri. lasciamoli in pace. lasciamoli in pace con la loro voglia di ballare o l’orrore di ballare dopo che hanno ballato una settimana intera. con le loro manie i loro tic le loro ignoranze:
    ho ballato per anni con un maestro che non brillava per cultura con cui non mi sono lasciata neanche tanto bene ma per cui nutro un grande rispetto per la qualità del suo ballo e del suo insegnamento: lo criticano lo criticano ma la sua scuola va a gonfie vele. a noi checcefrega? a me pare tutta gente che fa una cosa bella e impegnativa soprattutto se non la fanno in modo esclusivo perché vuol dire ritagliare degli spazi regolari alla tua vita opo che hai lavorato e tutto il resto. un po’ di rispetto pliz! e se guadagnano qualche soldino benone! a me il tango, a riga’, fino a mo’ è costato na cifra. non so a voi.

    Rispondi

  17. na’ cifra???? di piu”””””!!!!

    Rispondi

  18. in risposta a lucy n°8

    molto troppo spesso i cosi detti maestri, vanno in milonga ma invitano solo le loro allieve.Perché?
    perchè non invitano le miglori ballerine del locale? neanche una di livello avanzato?
    perchè, a mio parere temono il confronto e la critica, ed è più facile che l’allieva o la semi principiante ti faccia sentire un drago.
    quindi quando vedo i maestrini entrare in sala e ballare solo con la partner o allieve mi viene da pensare che abbiano TERRORE di far scoprire la loro inettitudine.
    sarà così o sono solo timidi?

    Rispondi

  19. Caro Beppe dissento!
    Un maestro che balla con la sua partenr fa bene: si diverte o si pubblicizza, fa lo stesso.
    Un maestro che balla con le allieve fa bene: e chi le deve svezzare???
    Un maestro che balla con le brave fa bene: si diverte e fa bella figura…a ballare con le brave, son capaci tutti…altro che paura della critica!!!
    Ma sto maestro quanto deve stare in pista per ballare con tutte ste donne???
    🙂

    Rispondi

  20. Caro Beppe dissento!…. NON AVEVO DUBBI 🙂

    Un maestro che balla con la sua partenr fa bene: si diverte o si pubblicizza, fa lo stesso
    …OK!!

    Un maestro che balla con le allieve fa bene: e chi le deve svezzare???
    …GLI ALTRI ALLIEVI! IL MAESTRO DEVE ESSERE UN PUNTO D’ARRIVO.

    Un maestro che balla con le brave fa bene: si diverte e fa bella figura…a ballare con le brave, son capaci tutti…altro che paura della critica!!!
    ..BEH BEH BEH …BALLARE CON LE BRAVE E FARLE DIVERTIRE NON è MICA COSì SEMPLICE!!!

    Ma sto maestro quanto deve stare in pista per ballare con tutte ste donne??? 🙂
    …Q.B!!!

    PS: scritto in maiuscolo solo per differenziare il discorso di Chiara dal mio.

    Rispondi

  21. Il maestro punto di arrivo?
    Boh! Mi sa che io vedo il mondo alla rovescia!
    🙂

    Far divertire le brave?
    Semplicissimo…più di quanto i signori uomini pensino.

    Far divertire le “antipatiche” (per non usare altri termini…)?
    Impossibile!!!
    🙂

    Bacetti!

    Rispondi

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