Un tango una storia: La morocha

La storia di questo tango, ce la racconta lo stesso compositore, Enrique Saborido in una dichiarazione al settimanale “Caras y Caretas“.
Saborido racconta che nel 1905 frequentava un locale, il Caffè Reconquista, soprannominato dagli avventori “Lo de Ronchetti“, dal nome del proprietario, un italiano di origine genovese. A frequentare il caffè, erano per lo più gli abitanti del posto e qualche tangueros. Ma più che per la musica o altro, era frequentato per le squisite trenette al pesto che il Ronchetti preparava. L’arredamento era molto scarno e di poca qualità; le luci tenute basse erano oscurate dal fumo delle sigarette…

Quadro di Ricardo Albisini

Saborido frequentava il caffè in qualità di ballerino (era il maestro di una scuola di tango); le esibizioni come musicista, le riservava per l’aristocrazia di BsAs. Proprio in una di queste feste, conosce una ballerina di Montevideo: Lola Candales. La sera della vigilia di Natale, la invita al Caffè Reconquista per corteggiarla. Lola è bellissima e il suo corteggiamento è serrato; palese l’innamoramento anche agli amici, che, per celia, cercano di metterlo in difficoltà. Lo prendono in giro, mettendo in dubbio le sue qualità di musicista e compositore. Una parola tira l’altra fin quando uno degli amici propone una scommessa: comporre un tango entro la fine della giornata, un tango che Lola possa cantare il giorno di Natale al caffè!
Ma sono già le quattro del mattino del giorno di Natale!!!
Enrique riaccompagna la ragazza e si chiude in casa, anche se gli amici, sotto la sua finestra continuano a sghignazzare e a fare battuttine per distrarlo.
Alle sei e mezza il tango è pronto. E c’è anche il titolo, La Morocha, proprio in onore del bell’aspetto di Lola. Ma mancano le parole!
Allora Enrique racconta di essere uscito di casa e di essere corso a casa di un amico, uno che già aveva scritto parole e poesie per i tanghi, anche con discreto successo. Un tale Villoldo! 🙂

Angel Villoldo

Angel accetta la sfida e, ancora assonnato, chiede dei caffè e si mette a scrivere il testo. Fra aggiustamenti e prove, il tango è pronto per le dieci e mezzo.
Enrique corre dall’altra parte della città dove vive Lola, ma non la trova! Fra paure, sospetti, gelosie, racconta di aver vissuto quei momenti con un’ansia indescrivibile.
Poi lei arriva: era andata a fare un giretto in bici perchè aveva caldo! Subito Enrique le offre in dono il suo tango e le chiede di cantarlo la sera al Caffè.
Lei ascolta la musica, prova le parole. Le piace: lo canterà (QUI la versione di Canaro con la Falcon)!

Yo soy la morocha, la más agraciada,
la más renombrada de esta población.
Soy la que al paisano muy de madrugada brinda un cimarrón.

Yo, con dulce acento, junto a mi ranchito,
canto un estilito con tierna pasión,
mientras que mi dueño sale al trotecito en su redomón.

Soy la morocha argentina, la que no siente pesares
y alegre pasa la vida con sus cantares.
Soy la gentil compañera del noble gaucho porteño,
la que conserva el cariño para su dueño.

Yo soy la morocha de mirar ardiente,
la que en su alma siente el fuego de amor.
Soy la que al criollito más noble y valiente ama con ardor.

En mi amado rancho, bajo la enramada,
en noche plateada, con dulce emoción,
le canto al pampero, a mi patria amada y a mi fiel amor.

Soy la morocha argentina, la que no siente pesares
y alegre pasa la vida con sus cantares.
Soy la gentil compañera del noble gaucho porteño,
la que conserva el cariño para su dueño.

La sera al Caffè Reconquista sono le undici. Gli amici sono già in prima fila e Lola entra accompagnata da Enrique con Villoldo. Ronchetti ha procurato un pianoforte e preparato delle super trenette…è pur sempre Natale! Finita la cena il genovese chiede a Lola di cantare: la accompagna Enrique.
Ottima performance: il vino, l’allegria, la bellezza della ragazza e la sua voce, ubriacano tutti i presenti. Saborito racconta che Lola cantò il tango ben otto volte!!! La scommessa era vinta!

Così un tango nato per gioco, diventa un grande successo: dopo appena due mesi, l’editore Luis Rivarola immette La Morocha sul mercato. La prima edizione, versione strumentale vende quasi 300 mila copie. Un incasso incredibile, però a Saborido non arriva nulla perchè il suo rappresentante, quello che tiene i rapporti con la casa editrice, scappa con i soldi! Il compositore avrà modo di rifarsi con le successive edizioni: infatti molte furono le cantanti che registrarono questo tango o che lo scelsero per il loro repertorio (fra le prime Flora Hortensia Rodriguez con il marito Gobbi in varie registrazioni… qualcuno sa nulla? …. 😉 )
Per dovere di cronaca si racconta anche che La Morocha fu il primo tango a sbarcare in Europa, ma le teorie sono contrastanti, perciò aspettiamo che i savi si chiariscano le idee! 🙂

La storia d’amore fra Saborido e Lola comunque finì presto, e Enrique cercò per tutta la vita di ricreare il successo di quel suo brano, anche dedicandone un altro a un’altra donna. Felicia, era la moglie dell’amico che ne scrisse le parole. Questo tango però piace di più a noi oggi, di quanto non piacesse all’epoca.
Molti cercarono di imitare il successo della Morocha, trattando lo stesso tema: lo stesso Saborido cercò di replicare il successo scrivendo “La hija de la Morocha” (fa tanto Hollywood sta cosa! Qualcuno ha da farci ascoltare il sequel?).

Ma tutto invano. L’unica iniziativa in tal senso, che ebbe un discreto successo, fu la parodia di questo tango, Los Mamertos: una banda di tonterelli di provincia, contrapposti alla bellezza e alla sagacia della morocha! L’autore è sconosciuto; c’è persino che sostiene che fosse lo stesso Villoldo a ridersela sotto i baffoni! Secondo H.A. Benedetti la parodia è stata registrata … Mario! Di’ qualcosa!!!! 
😀
😉
😀

Un caro saluto
Chiara

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38 responses to this post.

  1. Spesso i tanghi sono legati a ricordi, impressioni, serate. Mi ricordo che una volta ho detto ad un conoscente musicalizadòr, con cui ho scambiato due battute, di aver messo la Morocha di Di Sarli una sera…..Commento: che paaaalle !
    De gustibus, ho pensato in pancia mia. Tant’è che a me piace e ogni tanto la metto ! tiè ! 😀

    Rispondi

  2. Per me la Morocha delle Morochas resta sempre Virginia Luque (QUI).
    In milonga mi piace la versione di De Angelis…. vermente angelica!
    🙂

    Rispondi

  3. La “De Angelis” mi mancava. Adesso guardo se ce l’ho per caso !!! 😀

    Rispondi

  4. Meraviglioso il post, Chiara!

    Rispondi

  5. Se ce la faccio, forse avrò una sorpresa per questo post

    Rispondi

  6. Posted by aurorabeli on giugno 10, 2008 at 2:03 pm

    Io voto per la versione dei Tubatango!
    🙂

    Rispondi

  7. Posted by deborah on giugno 10, 2008 at 5:15 pm

    Bella storia Chiara, brava che l’hai trovata e raccontata.
    Quante leggende intorno ai brani di tango…chissà quante siano poi vere o costruite ad arte per pubblicità.
    Comunque sia mi piace leggerle e anche crederci! 🙂

    Rispondi

  8. E a me piacerebbe tanto sentire la parodia!!!
    Ma anche la prima incisione di Gobbi; magari anche quella sarà un pò milonga campera e un pò tango!
    Forza ragazzuoli….fatevi avanti!
    🙂

    Rispondi

  9. Posted by manicus on giugno 10, 2008 at 8:40 pm

    Io ho anche la versione di d’arienzo che non è male, inoltre ho un valcecito viejo di juan maglio pacho che non so se sia attinente, e a proposito di attinenze che ci azzecca El patio de la morocha?

    Dimenticavo anche la versione di Sassone mi pare ottima da ballare

    Rispondi

  10. Patio de la Morocha?
    Che io sappia è il titolo di un tango di Mores, con le parole di Castillo. Lo si può ascoltare in diverse versioni, ma quella di maggior successo, fu la versione cantata da Virginia Luque (QUI).
    E non a caso. Infatti negli anni sessanta, sempre Mores, nella sua rivista Buenas Noches Buenos Aires (prima a teatro e poi anche al cinema), ambientò una delle scenette in un patio dove viveva la bella morocha, contesa fra più spasimanti. E la morocha era proprio la bella e brava Virginia Luque (QUI e ne abbiamo parlato QUA) . Cavallo vincente non si cambia!!! 🙂

    La morocha de Juan maglio Pacho? Dovrebbe essere una mazurca(di Gerardo Metallo); magari fosse la versione del primo disco in cui è stato registrato un bandoneon da solo!!! Fare sentire please! !!!!
    🙂
    😀
    🙂

    Rispondi

  11. Smack smack picciù picciù !!! 😆

    Rispondi

  12. Posted by aurorabeli on giugno 10, 2008 at 11:08 pm

    Vi adoro… ma ora smettiamola altrimenti diventiamo melensi!!!
    🙂
    🙂
    🙂

    Rispondi

  13. Posted by aurorabeli on giugno 10, 2008 at 11:11 pm

    Anzi, devo dire che mi state facendo proprio innervosire: mi fate venire la voglia di scoprire le varie versioni di tutti i brani, ed ogni volta che ne citate uno vado a sentirmi tutte le registraizoni che ho!
    Fino ad ora l’avevo scampata, e devo dire che ero contenta così…
    Uffa.
    Vi prego, non attaccatemi questa perversione….

    Rispondi

  14. Posted by maniacus on giugno 11, 2008 at 5:39 am

    si la morocha di pacho sembra proprio una mazurka, come faccio ad inserirla nel post? è proprio un reperto storico, credo sia del 1918

    Rispondi

  15. @ maniacus
    Mandala a me che ci penso io!
    🙂

    @Aurora
    Siamo qui prorpio per questo!!!
    😀

    Rispondi

  16. Posted by fattiditango on giugno 11, 2008 at 7:38 am

    ciao ragazzi, non sono più riuscito a scrivervi ma vi segue spesso.
    Una domanda: qual’è il primo tango di cui siamo a conoscenza?
    giuseppe

    Rispondi

  17. Relampago ?

    Rispondi

  18. Posted by aurorabeli on giugno 11, 2008 at 7:41 am

    Chiederemo al nostro esperto….

    Rispondi

  19. Posted by fattiditango on giugno 11, 2008 at 7:43 am

    io sono a conoscenza di “el negro alegre” di villoldo.1890 circa
    è chiara la provenienza dalla tradizione del pajador

    Rispondi

  20. Ma sei Beppe ??? Comunque sia un “Bienvenido”

    Rispondi

  21. Posted by fattiditango on giugno 11, 2008 at 7:47 am

    beppe ? siiiiiiiiiiiiiiiii

    Rispondi

  22. Grandeeee
    Sono molto felice di vederti ancora tra noi !

    Credo di aver letto sul libro di Mery Lao (T come Tango) che El relampago sarebbe il primo tango strumentale ma non ricordo più la data. Oggi ci guardo e vi so dire.

    Rispondi

  23. sto aprendo una scuola e una milonga che verrà pubblicizzata negli appositi spazi.

    Rispondi

  24. Ehilà Beppe!
    Rifai la domanda nella pagina “risponde l’esperto”!
    La trovi sulla home!
    Però specifica se vuoi sapere il primo tango in assoluto o il primo registrato…

    Spero che sia la seconda che ho detto! 🙂

    Probabilmente ci potrebbe rispondere anche il pargoletto…vuoi che non ce l’abbia!
    🙂

    Rispondi

  25. Secondo me Beppe ci può parlare brevemente e in modo colloquiale su come si chiamerà la sua nuova milonga e come intende organizzarla. In fondo se lo si fa’ una volta sola non è pubblicità….questa in fondo è la zona commenti e anch’io ogni tanto cito questa o quella milonga. Non tutti leggono i commenti: il commento a differenza del post non è visibile a tutti quindi non sarei così fiscale, a partire da me stesso e a finire con l’amico Beppe. E poi sono curioso di questa sua nuova avventura.

    Rispondi

  26. Posted by maniacus on giugno 11, 2008 at 9:33 am

    ma non è El Entrerriano!?!

    Rispondi

  27. Perchè non facciamo un FAIquiz ?

    Rispondi

  28. Posted by aurorabeli on giugno 11, 2008 at 9:51 am

    Francamente non sono d’accordo con te.
    Se Beppe ha voglia di intervenire su questo blog per chiacchierare, spiegarci le sue curiosità, sono apertissima ad averlo qui.

    Non credo ci sia un problema di visibilità o meno del post o del commento.
    E’ piuttosto una questione di funzione di un luogo virtuale.

    Tanti di noi organizzano, ma vengono qui non per parlare delle loro attività ma della loro passione per il tango.
    A tutti loro abbiamo messo come regola quella di non fare pubblicità.
    Perchè a Beppe si ed a loro no?
    Non troverei giusto fare questa differenza….

    🙂

    Rispondi

  29. Posted by aurorabeli on giugno 11, 2008 at 9:52 am

    Dai, mi piace l’idea del FAIquiz!
    Fallo tu, Nicky!!!!
    😉

    Rispondi

  30. infatti mi sono attenuto agli accordi presi con aurora.
    la domanda divertente potrebbe essere:” che nome daresti ad una nuova milonga?”

    giuseppe

    Rispondi

  31. Sono d’accordo con Aurora purchè allora ci prefiggiamo tutti di non parlare di nulla. Secondo me è eccessivo ma prendetela come opinione del tutto personale.

    Rispondi

  32. Io, personalmente, per rispetto a Beppe mi asterrò fdal parlare di milonghe in questi spazi, come forse qualche rara volta mi è capitato in passato ;D
    Besos a todos

    Rispondi

  33. Perchè non facciamo un post su quale nome dare ad una milonga ? 😀

    Rispondi

  34. Posted by aurorabeli on giugno 11, 2008 at 11:27 am

    o, ancora più carino, un post che racconti la storia dei nomi delle milonghe, o i nomi più strani in cui si siamo imbattuti nel tempo…..

    Rispondi

  35. Questa si che è un’idea che mi piace 😉

    Rispondi

  36. Posted by maniacus on giugno 11, 2008 at 9:37 pm

    chiara hai ricevuto pacho?

    Rispondi

  37. Ancora nulla!
    Nè pacchi nè pachi!
    😆

    Rispondi

  38. Posted by Niky on giugno 11, 2008 at 10:08 pm

    Hai qualche notizia del secondo album di Balcarce ???

    Rispondi

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