I Tanghi che mi piacciono: Manoblanca

Questo tango non è famoso come tanti altri tanghi ballati, ma la sua storia è molto porteña. Parla di un giovane cocchiere che corre per il paese alla fine della giornata per andare a trovare la propria fidanzata. Lui lavora nel quartiere Once e ricovera i suoi cavalli presso il quartiere Pompeya, in periferia. Homero Manzi descrive la “pinta” (il look)  dei pantaloni decorati del ragazzo, il suo carretto fiammante ed il modo in cui incita i suoi due cavalli, Manoblanca e Porteñito, su una piccola collina sulla via di casa. E’ un bel quadretto che si discosta dai temi tipici del tango, trattando una storia felice sulla giovinezza, l’energia e l’ottimismo.

Manoblanca
Tango
1941
Música: Antonio De Bassi
Letra: Homero Manzi

Dónde vas carrerito del este
Dove vai cocchiere dell’est
castigando tu yunta de ruanos,
incitando la tua coppia di cavalli roani,
y mostrando en la chata celeste
e mostrando sul carro celeste
las dos iniciales pintadas a mano.
le due iniziali dipinte a mano.

Reluciendo la estrella de bronce
La stella di bronzo splendente
claveteada en la suela de cuero,
borchiata sulla suola di cuoio,
dónde vas carrerito del Once,
dove vai cocchiere dell’Once,
cruzando ligero las calles del Sur.
incrociando velocemente le strade del Sud.

¡Porteñito!… ¡Manoblanca!…
“Porteñito” !…”Manoblanca”!…
Vamos ¡fuerza, que viene barranca!
Andiamo ! Forza che arriva una collina !
¡Manoblanca!… ¡Porteñito!
“Manoblanca”!…”Porteñito”!
¡Fuerza! ¡vamos, que falta un poquito!
Forza, dai, che manca poco !

¡Bueno! ¡bueno!… ¡Ya salimos!…
Bene ! Bene ! Ormai ce l’abbiamo fatta !…
Ahora sigan parejo otra vez,
Ora continuate di pari passo
que esta noche me esperan sus ojos
che questa notte mi aspettano i suoi occhi
en la Avenida Centenera y Tabaré.
nella Avenida Centenera e Tabaré.

Dónde vas carrerito porteño
Dove vai cocchiere porteño
con tu chata flamante y coqueta,
con il tuo carro fiammante e nuovo di zecca
con los ojos cerrados de sueño
con gli occhi chiusi sognanti
y un gajo de ruda detrás de la oreja.
e un ramoscello di ruta dietro l’orecchio (come portafortuna).

El orgullo de ser bien querido
L’orgoglio di essere molto amato
se adivina en tu estrella de bronce,
si intuisce dalla tua stella di bronzo,
carrerito del barrio del Once
cocchiere del quartiere dell’Once
que vuelves trotando para el corralón.
che torni trottando per il recinto.
¡Bueno! ¡bueno!… ¡Ya salimos!…
Buono ! Buono !… Ormai siamo arrivati…
Ahora sigan parejo otra vez
Ora continuate di pari passo

mientras sueño en los ojos aquellos
mentre sogno in quegli occhi
de la Avenida Centenera y Tabaré.
la Avenida Centenera e Tabaré.

Il ragazzo ha dato ai suoi cavalli il nome di “Piccolo Porteno” e “Mano Bianca” e intrattiene con loro una conversazione come se fossero suoi cuccioli. Se si osservano i cocchieri di carri, intorno a Buenos Aires, la maggior parte appaiono piuttosto sciatti, ed i loro animali sono trascurati. Di solito, oggi, trasportano roba vecchia e cianfrusaglie, ma il ragazzo del tango è ben vestito e orgoglioso di essere innamorato e di essere contraccambiato. Questo tango è così famoso che hanno eretto un monumento dedicato ad esso all’angolo delle vie Centenera e Tabarè in Pompeya.


Manoblanca – interpretado por Maura Sebastian

Ecco, sono riuscito a caricare su esnips la versione cantata da Alberto Castillo, Qui.

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15 responses to this post.

  1. Adesso non per fare la solita bastiancontraria, ma molto spesso nella mia tanda di D’Agostino- Vargas, Manoblanca la fa da padrone!!!
    😉

    E il tema campero non mi pare nemmeno tanto una novità per un tango… almeno non nel 1941!
    🙂

    Mi vuoi bene lo stesso?

    p.s. Nella foto i due ronzini mi sembrano quelli sul carretto! 😆

    Rispondi

  2. Io uso sia Castillo che Vargas.
    No, è il tema giocoso e ottimista che non è di quegli anni. Secondo me è vero, appartiene più ai primi decenni del secolo come tematica, come specificherò domani aggiungendo qualche riga al post.
    Certo che tvb, sei la mia papera preferita. Ti ho risposto su tangoquerido !
    GULP la foto è scomparsa !!! 😦

    Rispondi

  3. L’ho letto, Niky
    Aspetta solo un attimo e ti “trasmetto i miei pensieri”
    Sai una cosa?
    Parecen cosas de mandinga (del diablo). Ti ho preso un libro su Homero Manzi

    Rispondi

  4. Eccomi
    Allora: nel contesto di questa composizione la parola “ligero” significa “velocemente”
    “Ahora sigan parejo otra vez” direi “Ora continuate di pari passo” o “con passo uguale”
    “un gajo de ruda” potresti tradurlo come “un ramoscello di ruta” ma in questo caso forse hai preferito tradurre così per qualche motivo, vedi tu.

    Niky, pensa che oggi tra le tante cose che ho fatto, son passata da avenida Centenera, dove essa nasce, nel barrio di Caballito, vicino alla stazione “Primera Junta” della metropolitana linea A. Percorrendola essa arriva al barrio di Pompeya, che è il quartiere successivo. Se ce la faccio ti procuro la foto della esquina di Centenera e Tabaré.

    Rispondi

  5. Posted by Niky on giugno 11, 2008 at 7:12 am

    Incredibile: grazie per il pensiero !!! Obligado 😀

    Rispondi

  6. Sei diventato brasiliano?

    Rispondi

  7. Massamenos !!!

    Rispondi

  8. Sos un loco lindo!

    Rispondi

  9. Gracias querida amiga

    Rispondi

  10. Posted by Janosz on giugno 11, 2008 at 1:10 pm

    Utile la traduzione,
    questo è uno dei tango che ricordo meglio durante le milonghe. Ora ne capisco il significato e mi piace. Si dice sempre che il tango è triste e ora sono contento di avere elementi per poter smentire. Questo tango si balla con ottimismo.
    Saluti
    Janosz

    Rispondi

  11. Grazie Janosz e benvenuto !!!

    In realtà all’inizio dico che non è uno dei tanghi più conosciuti, nel senso che non appartiene a quei tanghi che anche i non tangueros conoscono, tipo la cumparsita, a media luz, caminito, el choclo. Tuttavia è famoso perchè è un bel tango, come tu hai sottolineato, e noi tanguros veraci lo riconosciamo subito.
    Purtroppo non ho potuto caricare le due versioni disponibili di Alberto Castillo e D’Agostino VArgas, sarebbe stato bello poterne cogliere le differenze ! 😀

    Vieni a trovarci ancora ;D
    Niky

    Rispondi

  12. Ecco ragazzi, sono riuscito a caricare su esnips la versione cantata da un gran Cantòr, il ginecologo Alberto Castillo !!! In fondo al post torvate il link per ascoltare il tango.

    Rispondi

  13. Posted by maniacus on giugno 11, 2008 at 9:36 pm

    Ho ascoltato con attenzione le due versioni Vargas e Castillo, sono belle tutte e due, ma preferisco quella di Castillo (forse solidarietà professionale) ho scoperto che nella sua versione manca le ultime tre strofe

    Rispondi

  14. Quella di Castillo, neanche a farlo apposta, è quella che metto nella tanda di Tanturi, mentre a differenza della Chiara, in quanto noi differenziamocivisici, raramente uso Manoblanca di D’Agostino Vargas che è pure bella. Mentre ho ormai una “tres esquinas”-dipendenza. 😉

    Rispondi

  15. Si tres esquinas…cafè dominguez… però quando fai due serate a settimana nella stessa zona,
    mica puoi mettere sempre gli stessi brani! Tanto più se sai che li usano anche gli altri T.jjjjei!
    🙂

    Rispondi

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