Tango vissuto, non eseguito…

“Anni di lezioni e di pratica possono permettere
di acquisire una buona tecnica,
che tuttavia non esaurisce ciò che è necessario
perchè la danza sia bella a vedersi
e piacevole per entrambi i ballerini.
Quello che trasforma un BUON tango in un BEL tango
è lo stato d’animo, l’intensità con cui ci si è dentro.
Sono le implicazioni psicologiche e culturali
che lo rendono VISSUTO e non solo ESEGUITO…”

Fausto Manara La vita non è un tango

Foto By Miss Good

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24 responses to this post.

  1. Sottoscrivo al 100%… daltronde da “buon” milonguero non potrei pensarla diversamente…

    Quante volte abbiamo visto esibizioni perfette dal punto di vista tecnico ma che non trasmettono assolutamente nulla… mentre spesso e’ emozionante vedere una “semplice” coppia che balla in pista ma che ha… quel “qualcosa di speciale” che non si vede… ma si sente?!?

    Mi permetterei di eliminare dalla sopraccitata frase il termine “vedersi” ma questo e’ soltanto il mio personale punto di vista… perche’ il tango che mi piace di piu’ e’ un ballo che non si vede… ma soprattutto… si “sente” !

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  2. Bravo Ale concordo !

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  3. Posted by Franco on giugno 7, 2008 at 4:21 pm

    Domenica scorsa credo di avere ballato alcuni dei più bei tanghi della mia vita..
    Ero con un’amica, con cui ogni tanto ballo, ma senza particolare feeling, anche per via di una differenza di statura che mi obbliga a stare attento a non “ingobbirmi”..
    Eppure Domenica non sò cosa sia successo, ero particolarmente ispirato, altrettanto lei, abbiamo ballato con intensità ed istinto, in modo naturale, fluido, intenso..
    Un’amico da fuori mi ha detto: “..non ti ho mai visto ballare così.. volevo invitarla anch’io, ma non posso più dopo questo..”

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  4. Beh! Il “vedersi” è secondo me usato in senso lato, cioè come noi ci “vediamo”, non tanto per come gli altri ci vedono.
    Concordo con il fatto che il tango debba essere sentito. Spesso vedi un ballerino e non ti dice nulla, poi ci balli e trovi il paradiso…e, purtroppo, il viceversa!
    😉

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  5. A me, che sono un chiacchierone come mcz, quando sono in consolle verrebbe da dire ai tangueros: “ballatelo, ma ballatelo col cuore” 😉

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  6. Posted by Franco on giugno 7, 2008 at 4:51 pm

    ..te pareva..!!
    Allora, si parla di sentire e di vedere..
    Questo amico, che mi ha visto ballare tante volte, ha colto l’intensità che sprigionava da una serata “di grazia”.
    Punto

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  7. Per carita!
    Come musicalizzador fatti i ca##i tuoi! Servi buona musica e lascia che le cose vadano come vanno! Wu wei!!!

    Vuoi interrompere l’atmosfera dicendo di non dare calci; vuoi interrompere l’atmosfera dicendo di ballare col cuore. Se vieni a musicalizzare da me , non te lo do mica il microfono!!!
    😆
    😆
    😆

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  8. secondome quando sei in stato di grazia chi ti vede lo avverte, chi ti sente ancora di più… magari sbaglio….

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  9. Ma io mi adatto Chiaruzza, lo sai: ci sono sere che chiacchiero bla bla bla e sere che preferisco servire buona musica e ballarla. Comunque ho detto “mi verrebbe da dire”…. mica lo faccio…
    C’è un mcz da queste parti che è tutto un programma, non fa altro che parlare, anche tra un brano e l’altro, però è anche un bravo animatore. La gente non lo sopporta ma io vedo che abballa fino all’ultimo….

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  10. Lo stato di grazie si vede! Eccome se si vede! 🙂
    A me è capitato anche di piangere, guardando dei ballerini dalla consolle!
    Piangere di gioia e commozione.
    Io, quando guardo dalla consolle (solo perchè di solito è in alto) cerco quelli in stato di grazia, non quelli che fanno ginnastica…per bacchettarli col microfono!
    😉

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  11. Posted by Niky on giugno 7, 2008 at 5:00 pm

    Io cerco di fare più che altro battute del tipo “Arriva una tanda strappamutanda” 😆 😆 😆

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  12. Posted by Franco on giugno 7, 2008 at 5:01 pm

    E’ quello che intendevo.. Niky,
    ..e mi ha fatto piacere che un’esterno lo abbia colto.

    Ricordo anni fa in una vacanza ai caraibi, andai con mia moglie in un locale all’aperto dove ballavano la salsa. Io non la so ballare neanche oggi, ma tra i tanti che evoluzionavano, c’era una coppia di signori sui 60.. che mi è rimasta impressa perchè emanava un’intensità particolare, pur ballando molto semplicemente..

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  13. Posted by Franco on giugno 7, 2008 at 5:21 pm

    cmq ..per me è stato il “tango perfetto”.. ed ora che l’ho provato, so che esiste e continuerò a cercarlo, per riviverne sensazioni ed emozioni.

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  14. Benvenuto nel Club
    🙂

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  15. Posted by maniacus on giugno 7, 2008 at 9:04 pm

    C’è a chi piace ballare e a chi piace farsi vedere mentre balla, è sempre stato così, non concordo invece con quanto afferma alessandro alla #1, sembrerebbe che solo i milongueri possano ballare con emocion y sentimiento

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  16. Eheheheh Maniacus…..è lunga la storia…..
    Cmunque è vero io mi emozionavo anche quando ballavo pata ancha piuttosto aperto….

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  17. Comunque credo che Ale volesse dire che le percezioni e le emozioni nel milonguero sono amplificate dal contatto maggiore, dal tutt’uno dei corpi e forse ha ragione….facciamo un post ??? Scherzo !!! 😆

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  18. Io credo che non si tratti soltanto di “contatto maggiore” caro Niky…
    certo la diatriba tra i vari stili di tango non avrà mai fine… ma non e’ questo il punto…
    Credo che con il milonguero ci sia effettivamente una “istintività” maggiore…
    mi spiego…
    riducendo gli spazi si riducono anche i tempi di reazione… e quindi e’ necessario un ascolto maggiore… una sensibilità maggiore… che forse non tutti riescono a raggiungere… ma soprattutto e’ piu’ difficile trovare la giusta “sintonia” perche’ se la “connessione” non e’ ottima… la comunicazione si perde… e basta davvero poco.
    Nel tango cosi’ “ravvicinato” la dama spesso (ma non sempre (ndr)) ha gli occhi chiusi… perche’ deve concentrarsi ad ascoltare… a seguire ed interpretare in armonia… e l’uomo e’ comunque concentrato per cercare di comunicare bene… rispettare gli spazi… la musica… e tutto il resto…
    Non si tratta di “figure” ma di improvvisazione continua… le sequenze esistono solo a scuola per imparare qualche passo nuovo… ma in milonga sono spesso scomposte e ricombinate fino all’essenza…
    Il tutt’uno dei corpi e’ una necessità nel milonguero… ed il maggiore contatto e’ una facilitazione per consentire un passaggio piu’ rapido delle informazioni.

    Lo so… sono di parte… ma per ora resto della mia idea… imparare lunghe sequenze da fare a mezzo metro di distanza l’uno dall’altro e’ molto piu’ facile… ma anche molto meno interessante!

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  19. In effetti il mio maestro ci insegna uno, al massimo due passaggi ma non un’intera sequenza a lezione.

    Comunque vorrei sfatare un mezzo mito: io quando ballo spesso penso alle figure fatte a lezione o le provo; è improvvisazione perchè le faccio con una sconosciuta che non sa quello che voglio fare o perchè attacco i passi in una sequenza che faccio al momento, però il mio cervellino pensa a cosa sta per fare…non è tutto istinto ! Almeno per me. 🙂

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  20. Posted by deborah on giugno 9, 2008 at 11:03 am

    Tango vissuto, non eseguito?
    Vero, c’è una grande differenza tra esecuzione e interpretazione, qualunque sia lo stile e l’abbraccio però.
    Credo possa capitare di “vivere” qualche tango nuevo più di tanti tanghi milongheri solo “eseguiti”.
    Ad ogni modo personalmente non è il contatto più o meno ravvicinato che mi fa “vivere” o “eseguire” un tango. Ci pensa l’intesa che si crea a portarlo su altri piani…

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  21. Posted by maniacus on giugno 9, 2008 at 11:57 am

    Tango eseguito, non vissuto = tango … interruptus 😉

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  22. Posted by Franco on giugno 9, 2008 at 3:44 pm

    ..è passata una settimana dall’episodio.. #3
    ho ricercato la magia con la stessa persona
    ma non l’ho più trovata..
    Tutte le sensazioni si sono azzerate e tornate al livello precedente il fatto..
    Ne parlavo con il mio maestro, (siamo coetanei e quindi ci capiamo abbastanza bene 😉 ), e lui mi diceva che sicuramente non ricapiterà subito e con la stessa..
    Concordavamo sul fatto che ci sono sere speciali, in cui potresti ballare anche sulle pietre..
    Altre in cui sarebbe meglio sedersi e stare a guardare.

    Franco

    Rispondi

  23. Franco quello che hai provato tu si chiama Tangorgasmo e non si ripete così facilmente 😆

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  24. Posted by Franco on giugno 9, 2008 at 3:56 pm

    😉 😆

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