Archive for giugno 2008

Hombres carpeteando al tango

Ragazze! Come resistere a una simile mirada?
Fra i tre c’è anche il mitico Lucianone…chi lo riconosce?
🙂
Fanno tenerezza?


Tangueros nostrani – Foto by Chiara

I quadri di Vettriano

Jack Vettriano è un pittore nato in Scozia nel 1951 ed è fra i più famosi dell’arte contemporanea. Secondo una classifica inglese, è il pittore vivente più venduto e riprodotto!
Tutti noi abbiamo visto più e più volte quello che forse è il suo quadro più famoso: Il maggiordomo cantante!

The Singing Butler

Nella passata primavera il quadro è stato venduto all’asta per 744mila sterline!!! L’elegante coppia che balla in abiti da sera, lo fa seguendo il canto del maggiordomo che, con una graziosa cameriera, regge l’ombrello ai due ballerini. Lo stesso Vettriano ha dichiarato che il maggiordomo sta effettivamente cantando il brano “Fly me to the moon” reso famoso dal mitico Frank Sinatra (il cameriere potrebbe cantarlo così🙂 )!
Oltre all’originale, ovviamente di questo quadro si trovano stampe, cartoline, poster. E magari molti se lo sono ritrovato in casa, senza nemmeno sapere di chi fosse!

Dance me to the end of Love

Per via della sua grande popolarità (anche in Italia lo hanno usato Adelphi, Sellerio e Rizzoli, per copertine e calendari) è al centro di una forte polemica: perchè è tanto famoso e apprezzato, ma non ci sono sue opere nei musei nazionali?

Waltzers on Canvas

In lui vive anche un pò della creatività italiana. Sua madre, italiana, da cui ha preso il nome, lo spinse alla carriera artistica presentandolo a una amica che gli regalò i primi acquarelli.
Mi piace il suo stile, così reale benchè ritragga sempre soggetti di un passato che non c’è più; così romantico, elegante e raffinato. Raramente mostra i volti dei suoi personaggi, cosi che ciascuno che osserva vi ci si può immedesimare. Molto bello come riesce a rendere la gioia di chi sta ballando…seppure non un tango!

QUI il suo sito ufficiale, QUI potete vedere un pò dei suoi lavori! E vi lascio con un quadro per Nick: un interessante modo di essere invitato in milonga!!! 😀

Private Dancer

Un caro saluto
Chiara

Tango: el amor que embriaga.

Nadie puede darte mas ternura, nadie, nunca nadie más que yo
porque estoy plenamente convencida ¡ay! que todo es “un cielo para los dos”.
No hay un día ni una noche que me quede sin decirte
qué feliz estoy viviendo con tu beso embriagador.
Gracias mi estrellita, muchas gracias, por haberme dado tu querer
tu querer tan sincero y tan profundo ¡ay! que guardo en lo mas hondo de mi ser.

Nessuno può darti piu dolcezza, nessuno, mai nessuno più di me
perchè sono pienamente convinta che tutto è un paradiso per noi due.
Non c’è un giorno, nè una notte che mi fermi senza ripeterti
che sto vivendo felice con il tuo bacio ubriacatore.
Grazie stellina mia , grazie veramente, per avermi dato il tuo amore,
il tuo amore così sincero e profondo, che custodisco nella parte più intima del mio essere.

Un cielo para los dos – A. Cabral y E. Dizeo – Vals
QUI cantata dalla perla nera del tango: Lagrima Rios
Dedico questo vals a Max, un caro amico che aspetto, perche me lo faccia ballare 😉

Love – Foto by Burt Plucinski

Cortìna Musicàl: Ba, Ba, Baciami Piccina

Alberto Rabagliati – Ba, Ba, Baciami Piccina

Un tango per tre mogli!

Ho visto un bellissimo film di Marco Risi: “Tre mogli“. Uno spasso di film; una poesia di film.

E’ la storia di tre mogli Billie, Beatrice e Bianca, che partono in cerca dei mariti, scappati dopo una rapina alla banca dove lavoravano (direttore, cassiere e guardia). Sono tre donne molto diverse, una casalinga super stressata e imbottita di farmaci antistress; un’altra fredda e algida borghese, abituata al lusso e agli agi e la terza, è una ragazzina ribelle, che ama sconvolgere chi le sta attorno. Tre tipi diversi che più diversi non si può.

La locandina

Partono alla ricerca dei mariti, ma in realtà compiono un viaggio per ritrovare loro stesse. Con loro, all’inseguimento dei fuggiaschi in Sud America un simpaticissimo Greg (del duo Lillo e Greg) nel ruolo del detective della polizia.
Le tre donne si ritrovano a Buenos Aires, nella Pampa, fino ad arrivare in Patagonia sul Perito Moreno! Inizialmente si mal sopportano, ma le avversità della terra straniera e le forti emozioni che riescono a provare, le trasformano in tre perfette amiche
Bellissima fotografia; simpatiche le situazioni e i dialoghi: una vera commedia all’italiana (QUI trovate una bella recensione).

Non vi racconto il finale per non rovinarvi la sorpresa: avrei voluto mettervi proprio la scena finale, una bella scena dove il tango fa da sottofondo, ma poi avreste capito tutta la trama…e questo non va bene. 😉

Allora vi ho scelto la scena in cui la casalinga stressata incontra il tango (e non solo) alla Confiteria Ideal!:-)

Decisamente è da vedere in queste calde sere d’estate! 😀
Un caro saluto
Chiara

Cafe de los maestros

Li volete vedere i più grandi? Mores, Salgan, Balcarce, Stampone, ecc… ecc… Una geniale iniziativa di Gustavo Santaolalla per ricordarli e per vedere il loro spirito ancora intatto!!!
Ora anche in film (presentato a Berlino in febbraio)!!! Ha “debuttato” ieri a BsAs (Clarin). Qualcuno lo ha visto?

 
Il trailer

QUI un bellissimo “dietro le quinte” della creazione dei CD. Da non perdere: prendetevi dieci minuti perchè è un tuffo nel passato da gustare! E questi grandi riescono a trasmettere l’amore per il tango…ci regalano il senso del tango!!! 😀

Buona giornata
Chiara

 

Mujeres esperando al tango…

… o meglio “esperando mujeres al tango“?
Forse no: “mujeres bailando al tango!” 😀

Foto by hummyhummy

I Tanghi che mi piacciono: El Viejo Vals

El viejo vals
Vals
Música: Charlo
Letra: José González Castillo

Al lánguido compás
Al ritmo languido
de un vals de Chopin,
di un vals di Chopin,
mi amor te confesé
ti confessai il mio amore
sin ver que más
senza vedere che
llamaba tu interés aquel vals.
quel vals richiamava di più il tuo interesse.
Por eso hoy mi canción
Per questo oggi la mia canzone
a su mismo compás,
al suo medesimo ritmo,
te llora como un bien
te piange come un bene
que ya jamás
che ora ormai
traerá a mi corazón su vaivén.
porterà al mio cuore il suo vai e vieni.
Fue como un loco volar de falena
Fu come un volo pazzo di falena
con giros y vueltas en torno al fanal
con giri e intorno al fanale
que nos deslumbra y nos llena
che ci abbaglia e ci riempie
de un dulce mareo sutil y fatal…
di un dolce capogiro sottile e fatale…
Juntos mi pecho y tu seno…
uniti il mio petto ed il tuo seno…
los dos corazones, latiendo a la par,
i due cuori, battendo all’unisono,
fijo, impasible y sereno
fisso, impassibile e sereno
¡tu frío mirar!…
il tuo freddo sguardo !
¡Quién me diría que toda
Chi mi direbbe che tutta
la gloria, de aquella gentil posesión,
la gloria di quella gentile possessione
era la efímera coda
era l’effimera coda
que al valse ponía mi loca ilusión!…
che il vals riponeva nella mia pazza illusione…!
Dócil tu mano en mi mano…
Docile la tua mano nella mia…
¡Mi brazo oprimiendo tu talle liviano
Il mio braccio opprimendo il tuo corpetto leggero
y en tanto mi acento
ed intanto il mio accento
muriendo en el lento
morendo nel lento
girar del valsar!…
girare del vals !…

Falena de salón.
Falena di salòn.
mi corazón también
Anche il mio cuore
sus alas de ilusión
le sue ali di illusione
quemó tenaz
bruciò tenace
girando en aquel vals de Chopin…
girando in quel vals di Chopin…
Borracho de pasión
Ubriaco di passione
y ciego de querer,
e cieco d’amore,
se lanza a tu atracción
si lancia nella tua attrazione
sin ver que más
senza vedere che più
que un alma en ti, mujer, hay un vals.
che un’anima, in te, donna, c’è un vals.

La versione di Jose Basso con Eduardo Borda y Quique Ojeda, Qui.

Vedo Tango-art

Penas de bandoneon – Foto by Pele

Arqueado mi “fueye”
espera cansado
el aire de un recuerdo
que no quiere llegar

Se inclina mi pecho
de mangas absortas
en los tenaces dedos
de tu corazón,

la esquina de mis besos
se recuesta en la sombra
de un viejo mirar.

y una vereda de remedos
acierta su pobre tristeza
en tu almidón de cristal.

(Flavia)

 

Tango en la playa

 

DissacraTango

Geniali è dir poco! Riuscire a ironizzare su tutti gli stereotipi del tango-spettacolo, in un solo balletto, è roba da premio Nobel!!! 🙂


The Cheeseballs:
Andres Amarilla y Meredith Klein,
Tova y Carlos Moreno.

Ho incontrato…Pierino Codevilla!

Sapete quelle situazioni surreali che ogni tanto capitano? 😉 A me ne accadono in continuo! …. E le adoro!!!
L’altra sera ero in milonga, una milonga sulla spiaggia. La postazione del dj è un pò nascosta rispetto alla pista, ma in perfetta mostra per gli avventori del locale. Per controllare consolle e pista, mi siedo a metà strada. Dal tavolino dove stavo seduta, vedo uno strano tipo girare scuriosando attorno al mio PC. Sulla settantina, due mustache che facevano pendant con il simpatico riportino grigio topo…occhietti vispi…camicia a quadri…pelle bruciata dal sole…dita e denti ingialliti dalle troppe sigarette…

 Foto by Ti.Mo

Mi dice: “Sei tu la dj?“. Rispondo di si.
Mi dice “Questo è tango! Anche io negli anni sessanta avevo un’orchestrina che suonava il tango in giro per la riviera. Ci chiamavamo gli AstorFolk, per omaggiare Piazzolla…lo conosci? Era uno bravo sai?”
Conoscere lo conosco, ma dentro di me mi chiedevo quanto si sentisse omaggiato visto l’accostamento! 😉
Chiedo “Ma il vostro era tango romagnolo o tango argentino?”
Che domande! Argentino!!!”
ah!”

Continua “Certo che adesso a far musica con sti cosi [il pc] fate presto! Mi piacerebbe averne uno e ricominciare!…Ma tu qui trovi tutto? Cioè se io ti chiedo un pezzo te lo trovi?
Se ce l’ho, se l’ho caricato sul pc, magari lo troviamo. Ma cosa ti piacerebbe ascoltare? Che genere suonavate?”
Il nostro preferito era il più grande di tutti. Avevamo tutti i suoi pezzi in repertorio… era sempre un riempipista: Pierino Codevilla!”
Chiiiiii????????” 😯

Codevilla! Non lo conosci?”
No, ma sei sicuro che fosse tango argentino? Ma come si pronuncia Codevilla o Codeviglia alla spagnola? Ma era italiano o argentino?
Macchè argentino! Era italiano di Voghera…te sei giovane, ma lui era il più famoso a fare il tango argentino! I suoi tanghi li suonavano anche gli argentini!
Boh! Mi arrendo confesso la mia ignoranza! Cerchiamolo sul pc……niente, non ho niente. Raccontami”

1938 – lo spartito de “Mi Dolor” (clicca sulla foto per ingrandire)

Era soprannominato il re del tango! Io suonavo il violino come lui. Ha composto un sacco di tanghi; mio papà aveva un disco dei suoi tanghi suonati da un’orchestra argentina in Italia negli anni trenta…non mi ricordo chi erano…ma bravissimi!”
Per caso Bianco? Era uno che suonava spesso in Europa e aveva gusti ‘particolari’!”
Si brava!!!proprio lui! L’orchestra argentina di Eduardo Bianco! Il mio preferito era Mi dolor… ci conquistavo un sacco di donne … sai io ballavo anche benino!
Davvero? Ma cosa? Il tango standard o l’argentino?”
Tutto! Tanto è uguale! Le donne voglion esser strette…mica fare tanti balli! Basta farle girare…così le gira la testa…e … zac!”
Gulp!” 😯
“…E dopo mi fai fare un giro su questa giostra? ” 😀
Eccome no! Dopo balliamo

Mi chiama un amico: mi invita a ballare. “Mister Codevilla” si siede a guardare. Ogni tanto butto l’occhio… Scuote la testa…al terzo tango mi fa ciao con la mano, si alza e se ne va…
… forse per lui, il nostro non è tango argentino! 🙂

Nel frattempo mi sono documentata su Pierino Codevilla…e aveva quasi ragione lo strano tipo.
Famoso era famoso, tango era tango, magari non prorpio argentino doc, comunque abbastanza triste per essere suonato da Eduardo Bianco. Parla di lui Angelo Vicini in QUESTA  video-intervista, raccontando le origini del suo tango, la sua fama (negli anni trenta più famoso della Garbo!), mostrandoci alcune bellissime foto d’epoca; QUI potete ascoltare qualche suo brano, riarrangiato da un moderno trio: c’è anche un bel libro “Pierino Codevilla il vogherese re del tango” ….ovviamente un mio prossimo acquisto! 😉

Non si finisce mai di imparare! Grazie Mister Codevilla!
Torna a trovarmi che ti devo un ballo! 😀

Un caro saluto
Chiara

Solo il tuo nome non so ricordare

Alla milonga

Solo il tuo nome non so ricordare

Ero triste
gli occhi bassi a guardare lontano
i pensieri impigliati in momenti passati
delusione, sconforto, non so cominciare

la musica incalza, tutti che ballano,
guardando per terra volevo sparire…

ma le scarpe per prime
le gambe, la gonna,
il tuo viso, i tuoi occhi,
dolce il sorriso
mi hai teso la mano
ho detto “non sono capace”.

Batto le ciglia,
non eri sparita
ancora le scarpe, la gonna, la mano
il tuo viso, il tuoi occhi
hai detto “proviamo, ad ogni passo è più facile”

Il tango è iniziato e parlava d’amore
con grande lentezza ballavamo noi due
con grande pazienza aspettavi il mio invito
con poca grazia facevo i miei passi

ad un giro leggero l’abbraccio si è chiuso
un solo corpo, migliaia di occhi
“ ….cosa diranno?”
“….non stanno guardando… vai bene … fai piano”

a cosa pensavo non posso spiegare
la mente si svuota, resta solo il sentire,
sentire il tuo cuore che batte
a tempo col mio

è giunto il silenzio e ancora abbracciati
mi hai detto “stai fermo che ricominciamo….”

(Alberto)

FAI-unadomanda: il tango di uno Stradivari.

La prendo un po’ alla larga così mi spiego bene. Chi sia Salvatore Accardo penso non ci sia bisogno di dirlo. O forse si? 😉

Torino 1986 – Foto by Piero de Marchis

Vabbè! E’ uno dei più conosciuti violinisti italiani: nato a Napoli nel 41, esordisce tredicenne eseguendo in pubblico i Capricci di Paganini, motivi che diventeranno la sua specialità. Vince concorsi prestigiosi, sale alla ribalta e, fra gli anni sessanta e ottanta, vive un’epoca di grande fama e splendore, portando il bel suono italiano in tutto il mondo.
I ricchi cachet gli permettono di comprarsi ben due Stradivari, i preziosi violini del liutaio cremonese:
precisamente sono l´Hart del 1727 (in passato appartenuto anche al grande violinista Zino Francescatti) e l’Uccello di Fuoco del 1718 (appartenuto a Saint-Exupéry …e qui ci sarebbero un mondo di cose da dire…).
Possedendo due capolavori come quelli, il mondo dei compositori non lo vede più come un mero violinista, e inizia a comporre pezzi proprio per lui!  Fra questi anche il nostro amato Astor Piazzolla. Per Salvatore ha composto la bellissima Milonga en Re, che QUI possiamo sentire suonata da Gidon Kremer.

Ma Astor e Salvatore furono legati anche da una profonda amicizia, non solo professionale.
Si erano conosciuti in Sudamerica alla fine degli anni sessanta, durante una torurnè. Ed erano sempre rimasti in contatto.
Racconta Accardo: “Con lui ho visto lo sbarco sulla luna. Una serata che ci ha catapultati nella modernità. Negli anni 70 andavo spesso in Sudamerica. Quando sentii la sua musica per la prima volta rimasi folgorato. Schivo e generoso era un uomo difficile ma capace di grande amicizia“.
Rimase colpito, tanto da incidere molti brani di Piazzolla e da inserirlo pressochè stabilmente nel repertorio dei suoi concerti. Tutti pezzi trascritti e riadattati dallo stesso Accardo, in modo che il violino, al posto del bandoneon, potesse mantenere intatte le varie sfumature emozionali, ma soprattutto la forza comunicativa e struggente delle opere di Piazzolla. Per chi lo volesse sentire, esistono tre CD (registrati per la Fonè il tecnologia SACD ibrida…roba da intenditori! Li dicono interessanti…) dedicati a Piazzolla: Le grand Tango, Oblivion e Adios Nonino.

Adios Nonino

Oblivion

Le Grand Tango

Ma ecco che arriva la domanda!
Accardo racconta: “Nel 1965 Piazzolla venne in Italia. Con lui suonava Antonio Agri. Aveva un violino bianco che sembrava comprato al mercato. Rimasi talmente impressionato dalla sua bravura che gli prestai il mio Stradivari del 1720 per incidere il disco con Astor».
Per la verità in altre fonti ho trovato scritto che Accardo prestò il suo violino ad Agri per registrare un disco, sempre in Italia, ma come solista.
Dunque la mia domanda è: cosa registrò Agri con lo Stradivari di Accardo? E soprattutto, ciò che maggiormente conta, avete da farcelo sentire? 😆

Intanto per ingannare l’attesa…

Accardo play Piazzolla

Un caro saluto
Chiara

Vedo Tango

 

Tango: amore di una estate.

Entonces, playa y sol, arena y viento,
la mirada del milagro y el verano del amor.
Entonces, cada noche fue una aurora,
cada aurora una caricia, cada beso una canción.
Entonces, en un tiempo que me duele
fuimos dos pero tan juntos que sobraba un corazón.
…Vino una ola y se llevó, como un barquito de papel,
nuestro romance que no fue….
…Y entonces, castillito sobre arena, de una ola,
¡cuánta pena!, el amor se derrumbó….

E allora, spiaggia e sole, sabbia e vento,
uno scambio di sguardi e una estate d’amore.
E allora, ogni notte fu un inno,
ogni aurora una carezza, ogni bacio una canzone.
E allora, in un tempo che mi provoca dolore,
fummo in due, però così uniti da bastarci un solo cuore.
… E’ arrivata un’onda e come una barchetta di carta
si è portata via il nostro romanzo , che non è stato….
E poi, come con un castello di sabbia, che dolore!
un’onda ha distrutto l’amore…

Amor de verano – Luis Stazo y Federico Silva – 1965
QUI l’orchestra di Stazo con Rosanna Falasca
Le parole di questo tango sono di una poesia speciale…
Silva è veramente un gran poeta!
Adoro l’uso di “entonces” ripetuto come a cullare l’orecchio che ascolta;
 evocativo il doppio uso della parola “aurora”;
la passione di un amore che nasce a prima vista…
e che muore senza un perchè… com’è nell’ordine delle cose,
come il mare cancella ciò che è disegnato sulla sabbia!
QUI il testo completo.

Un sereno e caldo solstizio d’estate a tutti!
Chiara

Tutti al mare, tutti al mare

Tempo di sole, tempo di mare. E allora in spiaggia con il grandi del Tango!!!
Precisamente un tranquillo pomeriggio di sole con il Sexteto Tango…vi piacerebbe?

Per chi non dovesse conoscere questo prodigioso sexteto, posso dire che più o meno alla fine degli anni sessanta, l’orchestra di Osvaldo Pugliese, incontrò qualche problema per via della salute del suo direttore e pianista. Così alcuni dei musicisti della formazione, i più “anziani” del gruppo, decisero di formare una orchestra tutta loro, raccogliendo l’idea dello stesso Pugliese, di ridurre un pò la formazione, creando un sexteto di Decariana maniera: nacque così il Sexteto Tango. Durante i primi tempi, per qualche mesetto, tennero i piedi su due staffe, per poi separarsi “consensualmente”, in forma definitiva, da Pugliese.
Come pianista si propose Julian Plaza che sapeva suonare sia il piano sia il bandoneon. Come violini passarono Oscar Herrero e Emilio Balcarce; come contrabbasso passò Alcide Rossi; come bandoneon passarono Osvaldo Ruggiero e Victor Lavallén; il cantante all’inizio fu Jorge Maciel. La nuova formazione debuttò nell’ottobre del 1968 nel mitico locale “Caño 14“.

Numerose le tournè, i concerti nei più importanti e famosi teatri del mondo, dal Colon di BsAs al Giappone… Uno stile inconfondibile grazie agli arrangiamenti originali: basti pensare ai nomi che abbiam fatto, fra cui Ruggiero, Plaza, Lavallén e Balcarce, tutti grandi arrangiatori e compositori!!!!

 

En la playa con el Sexteto (clicca sulla foto per ingrandire)

Nella foto che vi propongo, scattata in Uruguay a Punta del Este nel 1970, molti dei componenti del Sexteto Tango, in compagnia di amici e altri artisti (e che artisti!) sono a godersi un bel bagno di sole!
Accucciato a sinistra Nestor Marconi (allora il bandoneonista del Sexteto di Francini); i cinque per terra da sinistra sono Victor Lavallen del Sexteto Tango; Enrique Mario Francini violinista e direttore dell’omonimo sexteto; Oscar Benavidez, allora ballerino al Caño14 e mascotte del Sexteto (tutti avevano una figlia da fargli sposare! :-); Emilio Balcarce, violinista del Sexteto; Cesar, il cassiere del locale…non a caso in vacanza insieme a quelli del Sexteto!!! 😉
Un pò in disparte, ma sempre seduto un pensoso Atilio Stampone. In piedi da sinistra, Julian Plaza, Alcide Rossi e Jorge Maciel del Sexteto, e il cantante di Francini, Antonio Maida.
A scattare la foto? Oscar Herrero del Sexteto,… ma per questo dobbiamo fidarci di ciò che dice Oscar!!!

Allora prendiamo una bella macchina del tempo e andiamo a fare le ferie in spiaggia con questi signori…in fondo, son passati solo 38 anni!!! 😀
Per i più pigri, c’è sempre la possibilità di ascoltare i loro capolavori comodamente seduti nel proprio giardino, restando nel 2008! Ve ne propongo due… scelti per ovvie ragioni: Danzarin di Plaza e La Bordona di Balcarce! 😉

Un caro saluto
Chiara

Cortìna Musicàl: Mi ci Vuol la Fidanzata

Natalino Otto – Mi ci Vuol la Fidanzata

Quando il tango diventa un mestiere

Appena ti avvicini al tango vedi un mondo di gente che vuole divertirsi e sa come farlo…

Poi prendi confidenza coi maestri che magari sono entusiasti del loro lavoro e magari pensi “che bel lavoro, fanno un mestiere che piace e diverte”…

Poi vai a a ballare e scopri che non è così… poi chiacchieri – fra uno stage e l’altro – coi docenti, e scopri quello che è evidente, comprensibile, logico: se uno fa una cosa per mestiere, ovviamente per divertirsi o riposarsi farà  qualcosa di diverso, no?

croupier

Conoscete un pescatore di professione (per intenderci, di quelli che tutti i giorni escono col barcone) che abbia la passione della pesca sportiva? O un croupier che nelle sere libere vada a giocare al casinò? O un ginecologo che.. (no, questo lasciamolo perdere…)

Insomma, mi avete capito: prendiamo uno che tutte le sere insegna a ballare, che magari di giorno perfeziona la tecnica perché è impegnato in uno spettacolo, che sabato e domenica è su un palco a ballare…

quando c’è una sera libera vi stupisce se si mette in pantofole alla tivù, o se va alla bocciofila invece di andare in milonga?

Sicuramente gli toccano già gli extra coi parenti, affini e conoscenti vari (dai che mi insegni a ballare, portami a veder ballare il tango argentino, ecc ecc)

Dopo tutto questo, poniamo anche che gli venga voglia di uscire una sera con qualcuno a ballare, magari una seratina “intima”… c’è il serio rischio che uno stuolo di allievi ed ex allievi lo costringa a “fare gli straordinari”: gli dici di no??? si ma un tango solo??? sono stanco, grazie???

Per non parlare di “maestri rivali” che magari sono in sala per criticare…

naso finto

Se vuoi una serata tutta tua, o fai 100 km per ballare in incognito, o ti metti occhiali scuri e naso finto!

Volendo parafrasare Guccini, “io ballo quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi…” loro no.

NON INVIDIO I DOCENTI DI TANGO!

Sondaggio: in quale milonga vado?

Ne parlavamo tempo fa, ma mi è rimasta ancora qualche curiosità! Sicuramente abbiamo fatto sondaggi simili, ma si parlava soprattuto di cosa ci piace trovare in milonga o dove ci piace stare. Qui c’è da capire perchè decido di uscire di casa e andare proprio li! 😉

E’ una domanda complessa, ma mi piacerebbe che rispondeste in sincerità, anche in modo diretto, semplice semplice, indicando la preferenza.

Foto by Grigioscuro

Vado a ballare e decido di andare proprio in quella milonga perchè…

a) C’è solo quella.
b) Ci vanno i miei amici.
c) E’ vicina a casa.
d) Son sempre andato li e ci sono affezionato.
e) Mi piacciono gli organizzatori.
f) Mi piace il T.j. (Tang Jockey).
g) Mi piace il locale.
h) Costa poco.
i) C’è un grande evento.
l) Il personale di sala mi tratta bene.
m) C’è un buon livello di ballo.
n) Ci sarà una esibizione.
o) Ci fanno una lezione gratuita.
p) Ci va il mio maestro.
q) C’è una bella pista.
r) …non mi viene in mente altro…aggiungete voi! 🙂

Proposte:
s) per cambiare e non vedere sempre le stesse facce

z) c’è gnocca… (no! Questa opzione non l’ha proposta Nick! 🙂 )