Sondaggio di Opinione: Como se Baila el Tango ?

“Primero la musica con su compas y melodia,
Segundo el sentimiento, Tercero
la elegancia, Por ultimo las figuras”.
Asì se baila!!!

Il celebre adagio testè citato pone degli interrogativi: ma sappiamo davvero come si balla il Tango ? Per voi cos’è più importante, imparare cento figure da esibire alla prima occasione nella milonga di turno ? Provare intima complicità con il partner di ballo ? Riuscire a muoversi come felini nella milonga affollata con eleganza sopraffina ? Provare forti emozioni e saperle trasmettere al partner ? Sarebbe fin troppo scontato dire che tutto è importante quindi….quali sono le priorità per voi ballerini di tango ? E in particolare cosa preme di più alle ballerine ? 😉

Vi lascio con un pezzo di Rodolfo Biagi e Hugo Duvall che si chiama Bailerina de Tango, Qui e Asì se Baila el Tango di Alberto Castillo, Qui.

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67 responses to this post.

  1. Un Maestro di tango l’altra sera sosteneva che le coreografie sono la morte del tango perchè il tango è prima di tutto improvvisazione e non una sequenza di passi studiati a memoria.

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  2. Le coreografie a teatro sono la vita dei professionisti!
    Le coreografie in milonga sono inutili!

    I passi sono fondamentali…li impari e poi quando li sai bene, bene, bene, ma bene, allora li devi dimenticare! E non parlo di sequenza, ma di singoli passi.
    Tutti ci siamo aggrappati ai passi come fossero scogli per naufraghi in mezzo al mare in tempesta. E senza i passi non saremmo qui. Ora ci piace altro, ma perchè dimenticarci del nostro percorso!
    Saremmo ancora qui se dall’inizio ci avessero fatto “solo” camminare? Credo proprio di no!
    🙂 Avevamo una fame di passi da fare invidia a un bulimico!

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  3. Posted by Niky on maggio 30, 2008 at 4:15 pm

    Va bene…
    Però forse bisognerebbe raccomandare agli allievi e raccomandare a se stessi di non ballare a memoria ma come detta il proprio stato d’animo, il proprio cuore, in quel dato momento e soprattutto ascoltando la musica e interpretandola: sulla tal strofa le faccio fare questo, sulla tal’altra invece ci sta bene quest’altro…..etc Sbaglio ?

    Rispondi

  4. Secondo me non c’è bisogno di raccomandazioni.
    E’ una evoluzione naturale.
    Prima ti affoghi di passi, poi cerchi la definizione, le rifiniture.
    Come maestro indichi la via…chi la segue continua…chi non la segue…dopo un pò smette!
    Anche per forza! Gli va in tilt il cervello con tutti quei passi! 🙂

    Rispondi

  5. Posted by Franco on maggio 30, 2008 at 4:36 pm

    Le sequenze sono un esercizio per assimilare dei movimenti.
    Con il tempo si impara a smotarle e ricomporle a caso (come i lego)..
    Però sono un esercizio fondamentale per acquisire, e potere cambiare il movimento senza pensarlo.
    Sennò in pista che fai..? Ti fermi perchè ti hanno spezzato la sequenza..? Naaaa.. 😀

    Rispondi

  6. Posted by Niky on maggio 30, 2008 at 4:54 pm

    Infatti ma per voi cosa conta di più ritornando in topic ?

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  7. Per me più di tutto conta la voglia di emozionarsi, di lasciarsi andare, di non temere l’errore. Provare e divertirsi!
    Detto niente?
    🙂

    Rispondi

  8. Posted by Niky on maggio 30, 2008 at 5:01 pm

    Si la naturalezza sicuramente aiuta. Per me che sono un narcisista conta moltissimo anche la percezione che possono avere gli altri di me a partire dalla mia ballerina e quindi “l’eleganza del movimento”. Come già detto in altri post per me, in questa fase del mio tango, è importantissimo ballare a tempo: ho notato che le ballerine, quando ci riesco bene, lo apprezzano !

    Rispondi

  9. Posted by Franco on maggio 30, 2008 at 5:07 pm

    Provare intima complicità con il partner di ballo e riuscire a muoversi come felini nella milonga affollata con eleganza sopraffina.. chiedo troppo 😆

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  10. A me piace l’uomo che va a tempo, ma mi piace tanto l’uomo che mi sa sorprendere…quello che non balla tutti i tempi, quello che li sa raddoppiare, dimezzare, che sa stare “intensamente” fermo, che sa ballare le pause!
    🙂

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  11. Grande Franco: por ultimo las figuras….anche se….
    anche se l’altra sera sono uscito con quattro conoscenti di Bergamo due dei quali si sono esibiti in pista in sequenze piuttosto elaborate e numerose figure. Tango salon/nueveggiante. Beh ragazzi, lo facevano a tempo, non erano male a vedersi e non disturbavano la ronda quindi li accetto !

    Rispondi

  12. Per Chiara: penso che sia da professori di matematica, senza offesa, ballare tutti i tempi. credo che io anche mettendomi d’impegno non ci riuscirei mai….

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  13. Si Franco chiedi troppo! 😉
    Anzi no, non chiedi nulla.
    L’importante è sentirsi eleganti felini, non tanto esserlo per chi ci guarda…

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  14. Allora il mondo è pieno di prof di matematica!
    Forse solo qui in Romagna che il liscio ha regnato sovrano?!

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  15. A meno che tu non sia un narcisista come me. A me per esempio appaga molto che la ballerina si accorga di qualcosa di positivo che mi riguarda e me lo dica anche. Così come se ne accorgano anche i miei amici e/o conoscenti. E’ una debolezza lo so ma così è ! 😉

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  16. Io ogni tanto qualche battuta me la perdo e cado su quella successiva ma non ne faccio un dramma !

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  17. Posted by Franco on maggio 30, 2008 at 5:23 pm

    Nel momento in cui scendi in pista ti sottoponi agli sguardi di chi è seduto.. Se vuoi ballare per forza di cose devi farlo.
    Quindi siamo tutti un pò narcisi..
    Tutti vogliamo fare bella figura..
    Chi vorrebbe il contrario..?

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  18. Giusto lo siamo un po’ tutti, chi più, chi meno…

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  19. Posted by Franco on maggio 30, 2008 at 5:28 pm

    A livello inconscio..
    E’ chiaro che la prima attenzione va alla tua ballerina del momento, ed anche per questo vuoi fare bella figura, per lei, con lei..
    Altrimenti stai seduto e non affronti la pista.

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  20. Però credo che cercando di fare figure complesse si rischia di perdere di vista tutto il resto.
    L’altra sera vedevo ballare dei ballerini abbastanza bravi impappinarsi su una volcada marcata da Lui un po’ goffamente e con perdita di equilibrio. Ho pensato: che peccato…hanno rovinato tutto quello che avevano fatto prima. La tentazione immediata infatti è distogliere lo sguardo…

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  21. Quello che intendevo dire io è che non è tanto importante sembrare “belli”, ma sentirsi “belli”. Sentirsi eleganti, ma non dei padreterni! Questo è fondamentale.
    Io quando ballo mi sento una regina…indipendentemente dal cavaliere!
    Che ci volete fare? Mi son sempre piaciuti i film in costume…
    … da bagno!
    😆

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  22. “Bellezza al bagno” ti è piaciuta questa originalissima versione di asi se baila el tango di Castillo ? Io non la conoscevo questa con la chiacchierata iniziale 😉

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  23. E come mai agli stages si insegnano soprattutto figure ??? Perchè la figura vende di più ??? Forse gli utenti preferiscono fare quattro sequenze in croce che andare ad uno stage di musicalità o che ne so io di altro che non siano solo quattro figure ? (PROVOCATORIO)

    Rispondi

  24. Si il Castillo charliero l’ho visto anche in un video su uttubbe!
    Agli stage cosa vuoi insegnare?
    Un’ora. Venti coppie. Livelli e basi differenti. Per limare certe cose ci vuole tempo e attenzione al singolo bailarin!
    Meglio un passo: ti porti la telecamera, ogni tanto lo provi, e prima o poi scoprirai che l’hai imparato!
    🙂

    Rispondi

  25. Già….
    Lo sai che ho abbandonato gli stage da circa 4 anni. Molto meglio cento passi in milonga e osservare i ballerini bravi. In my personal opinion

    Rispondi

  26. Posted by Franco on maggio 30, 2008 at 6:10 pm

    beh..la musicalità la fai a lezione con il tuo maestro..

    Dato che uno stage costicchia.. pretendi qualcosa che a casa non trovi..
    Da qui a praticarlo poi è un altro paio di maniche.. ma intanto, se hai fatto bene i compiti, il tuo corpo ha immagazzinato la cosa per il futuro.

    Io come approccio, cerco di affrontare il tango nei suoi vari aspetti..
    Ho fatto sempre corsi e stages di tango salon, aperto e chiuso, parallelamente quest’anno un corso di tango nuevo. Ora sto pensando di approfittare di uno stage di milonguero che sarà in zona a giugno.. Così da avere un’idea complessiva dell’argomento.
    Dato che penso che non si finisce mai di imparare, sicuramente ci saranno nozioni interessanti da applicare al fine di definire e personalizzare il mio proprio stile. 😉

    Rispondi

  27. Se il maestro è bravo….
    Ultimamente una mia amica è andata a Milano e si è trovata molto bene con due giovani maestri argentini, Fernando y Nayla che le hanno fatto lezione sulla musicalità. Per lei era una cosa bella e soprattutto nuova !

    Pure io ho cercato di seguire salon e milonguero ma ho visto che era troppo impegnativo…

    Rispondi

  28. Posted by Franco on maggio 30, 2008 at 6:20 pm

    Ti saluto che la moglie mi reclama a casa.. e sono ancora in ufficio.. 😀

    Rispondi

  29. Anche la mia 😉

    Rispondi

  30. Come si cambiaaaa per non morire (di fame) come si cambia per amoreeeee ( del tango)
    Certo che il tango e la politica italiana vanno a braccetto.l’amico niky fino ad un anno fa ballava solo tango nuevo cacca. adesso stilo milonguero puro. quando io ne parlavo sembravo il pazzo di turno e ora?
    sincerità o convenienza?
    giuseppe

    Rispondi

  31. Si ma io cosa ci guadagno ? Neh ?

    Rispondi

  32. Ma tu non eri affatto pazzo Beppe….però…vuoi mettere il divertimento di remarti contro ?
    Credo che fossi, o sei, solo un po’ oltranzista. IO se dei salonisti o dei nuevisti ballano bene e non danno fastidio li accetto. Tu non so ! 😉

    Rispondi

  33. Una volta abbiamo fatto una querelle in diretta, mentre facevi la tua trasmissione tang’on air, sulla ballabilità di verano porteno di Piazzolla, ricordi ? Io come allora penso ancora che Piazzolla sia ballabile, ma oggi come musicalizadòr ritengo che sia più “opportuno” ballarlo fuori dalla milonga oppure verso le ore tarde quando ormai la folla è andata via. Perchè ho di meglio da proporre come ballabilità durante una serata….e poi so che è genere difficile caratterizzato da pause, accelerazioni e decelerazioni del ritmo, insomma va interpretato !
    Sfumature…..

    Rispondi

  34. Io Beppe non sono cambiata di una virgola!
    Mi piace sempre tutto, ballo ancora tutto, non mi sconvolgo di niente!
    Comodo eh?
    🙂

    Rispondi

  35. Io non ho niente da guadagnarci da eventuali “cambi di rotta” anche perchè non mi atteggio come alcuni a “maestrino venditore di passi” e anche se fosse, ma non è, il nuevo tira di più del milonguero quindi ci perderei sicuramente.

    Io sono sincero: ballare tango nuevo non è facile, ci vuole equilibrio e spazio e se non ce li hai rischi di infastidire la ronda o di fare qualcosa di molto brutto a vedersi.

    Questo non vuol dire che il milonguero sia facile, ma almeno mi appoggio alla ballerina che “me da na mano” 😆

    Rispondi

  36. Ma che discorso nuovo nuovo… come si balla il tango… e si finisce a parlare di stile…. naturalmente! 8)

    Il buon Niky si e’ convertito al milonguero… meglio tardi che mai… direbbero in molti!

    Io “nasco” milonguero e tale resto… cambia la mia scuola ed io cambio scuola…

    Ma come si balla il tango?!?! Come si vuole! Come piace!

    Il tango DEVE ESSERE DIVERTENTE… PIACEVOLE… altrimenti cosa balliamo a fare? Se vogliamo fare ginnastica andiamo in palestra.

    Lo stile milonguero e’ il mio preferito… pochi passi… fatti bene… (ho dimenticato i mille passi imparati l’anno scorso… ho eliminato gli stage… sto cercando di rallentare… e credo che sia la strada giusta… )

    Non credo che chi balla aperto o salon sbagli… o non abbia ancora capito… Forse ha scelto quello stile perche’ piu’ gli piace!

    … o forse non ha mai conosciuto qualcosa di diverso.

    Credo che un buon ballerino debba avere un’infarinatura di ogni stile… e poi un suo stile preferito… questo gli consente di poter ballare con tutti/e e di poter apprezzare ancora di piu’ quando incontra la “persona giusta”….

    Credo che sia necessario imparare i passi… perche’ senza passi non si può ballare… ma credo anche che i passi fondamentali siano soltanto 4… avanti… indietro (senza esagerare) a destra e sinistra… che con tutti i gradi di rotazione e dimensione possibili formano qualsiasi altro passo…

    Credo il tango sia un ballo senza fine… dove non si finirà mai di imparare… senza per questo dover “inventare” un nuovo stile…

    Credo che sia il massimo quando… senza pensarci… il “passo giusto” esce da solo… naturalmente… e magicamente!

    ….

    Rispondi

  37. Si si è parlato di stile ma come sempre siamo andati un po’ off topic. In realtà il post chiedeva riferendosi all’adagio qual è la vostra priorità tra ritmo ,eleganza, sentimento e figure, che è un po’ diverso….

    Vai Ale dicci la tua 😉

    Rispondi

  38. Posted by maniacus on maggio 30, 2008 at 9:35 pm

    io dico la mia:
    1) sentimiento
    2) ritmo
    3) eleganza
    4) passi

    Stile: qualsiasi,dipende dalla musica, dalla ballerina, dalla onda che c’è in milonga, dal mio umore… dai miei calli….

    Rispondi

  39. Sottoscrivo maniacus… permettetemi di aggiungere un bel punto prima di tutti…

    Rispetto per gli altri… prima di tutto….

    Perche’ il sentimento… il ritmo, eleganza e passi passano in secondo piano… se qualcuno mi sbatte contro come un bulldozer… mi pesta i piedi oppure mi pianta un tacco nella gamba…

    😉

    Quindi se la pista e’ affollata… piedi per terra ed occhi aperti…

    qualunque sia il vostro stile…

    grazie!

    Rispondi

  40. Non riesco a non pensare al tango come ad un linguaggio. Ci ammazzano di frasi idiomatiche (i “passi”) per qualche anno di corso e/o stage, ma di quelle frasi, alla fine,ci restano parole e modi, e così come non citeremmo a memoria Neruda per parlare d’amore ma possiamo adoperare le sue parole per dire la nostra sull’argomento così ci troviamo ad usare passi singoli per trasmettere la nostra emozione.(Sì, per me conta “solo” questo)
    Una sola volta in uno stage ci hanno fatto lavorare sul singolo movimento, e ovviamente i due terzi delle persone si sono sentite tradite e declassificate a principianti. Io ero felice, ma (si sa) sono un principiante a vita.

    Art

    Rispondi

  41. Io una volta ho fatto un lavoro su un singolo movimento e ti assicuro che non mi è rimasto niente.

    Riguardo all’adagio di cui sopra lo sento molto mio e non credo sia nato per caso, ma sia stato formulato per definire delle qualità del ballo che sono importanti. Ecco perchè cerco di averlo sempre presente. 🙂

    Grazie Art

    Rispondi

  42. Il tango e’ comunicazione… e senza linguaggio non c’e’ comunicazione.

    Si puo’ ballare intensamente una tanda senza dire una parola (hem… veramente si dovrebbe sempre!!!) ma qualche volta si resta senza parole anche tra un brano e l’altro… oppure alla fine della tanda…

    ed e’ proprio quando si resta senza parole che c’e’ stata molta comunicazione!!!

    IMHO…

    (ps: mi fa piacere chi parla di tango = emozioni… e che conta solo questo… perche’ mi trova assolutamente d’accordo… cara art… siamo in due… principianti a vita… ma finchè ci sentiamo principianti è buon segno… iniziero’ a preoccuparmi quando penserò di essere un masterclass… (e quanti ce ne sono!!! 😉

    Rispondi

  43. Vero quello che dici Ale ma lo sai che mi raccontavano che in Argentina la socialità ha un ruolo preponderante ? Che ci si ferma a parlare e conoscersi fino a metà del primo brano e poi si parte, si scambiano battute tra un tango e l’altro, e anche alla fine della tanda….

    Rispondi

  44. Riguardo al tuo 31…
    ci guadagni in credibilità.
    è risaputo che tutti i ballerini o la stragrande maggioranza di loro quando matura si da al milonguero, e tanto più sono bravi tanto più il loro tango è intimo, essenziale, pulito.
    Spesso in anarcotango si era parlato del ballerino INVISIBILE.

    Per me questo ballerino è il migliore in assoluto. La donna risalta (senza esagerare)grazie ai minimi comandi dell’uomo.
    Fateci caso…se in una milonga a colpo d’occhio vi saltano agli occhi delle coppie di ballerini saranno sicuramente quelli esagerati, mentre i bravi, quelli davvero bravi li noterete solo cercandoli perchè saranno talmente impegnati a ballare il LORO tango da passare quasi inosservati.

    Rispondi

  45. Una cosa è sicura: oggi rispetto a ieri sempre più noto che molti di quelli che mi sembravano “grandi ballerini” perchè facevano passi articolati ed elaborati, mi appaiono invece goffi e fuori tempo.
    Ma questo non credo che sminuisca in qualche modo il tango nuevo o il tango aperto in genere, vuole solo dire che fare quel tipo di tango e farlo bene non è da tutti; ci vuole senso del tempo, coordinazione motoria, e una buona dose di equilibrio. Per questo motivo stimo e rispetto quelli che lo ballano bene.
    E certo anche il milonguero non è afatto facile specie se fatto con cura e attenzione ad ogni singolo impercettibile movimento.
    BENVENUTO A BEPPE 😉

    Rispondi

  46. Come si balla il tango…
    Io metterei al primo posto la socialità…fondamentale per me è il il rispetto per le altre coppie.

    al secondo la “mujer” lei è l’oggetto soggetto del mio tango, senza di lei….

    terzo,la musica da ballare e intrepretare

    quarto postura marcacionecc

    i passi e le figure preconfezionate?cosa sono ?

    Rispondi

  47. Comunque ho notato che coloro che organizzano serate con un’alta percentuale di nuevisti tende a prendere grandi saloni dove tutti possono muoversi agilmente e speirmentare le proprie figure ed il proprio tango. In questi posti, allora, possono coesistere generi diversi senza scontri o rischio di farsi male. Una volta feci la battuta chiamandoli “tangodromi”.
    Recentemente ho ballato con due insegnanti argentine di tango: una sulla cinquantina con cui ho ballato milonguero e l’altra giovane con cui ho ballato tango aperto. Mi ha emozionato molto di più la prima. Sarà il contatto fisico per cui si entra davvero in intimità ?

    Rispondi

  48. risposta ad alessandro n°36

    Ciao alessandro concordo pienamente con te sul numero minimo di passi da imparare e nel mio caso vistoche insegno da insegnare.

    Per l’uomo: camminata,passo di lato (aborro il passo indietro contro ronda perchè lo trovo pericoloso)

    per la donna: camminata passo di lato, ocho avanti, ocho indietro

    con questi passi e dalla fantasia nascono tutti gli altri..

    Rispondi

  49. Le figure preconfezionate, Beppe, sono troppo spesso passi imparati a memoria a lezione o stages. Però è vero quello che diceva anche Chiara, più o meno tutti ci aggrappiamo o ci siamo aggrappati a delle sequenze imparate a lezione anche se col tempo e con l’esperienza impari a trovare nuove soluzioni in milonga improvvisando e facendo certi movimenti o certe pause a seconda della battuta musicale (il compàs).
    Io debbo denunciare una cosa. Secondo me c’è una corsa a vendere passi da parte dei maestri perchè gli allievi vogliono il “colpo ad effetto” per far bella figura in pista. Forse sono pessimista ma credo che “la forma” abbia la meglio nelle nostre milonghe sulla sostanza di un ballo meno articolato e più goduto. Facendo le figure tanti perdono il piacere di ballare sulla musica, è come se perdessero il contatto con il resto del mondo intenti ad eseguire quel passaggio.
    Spero di non sembrar saccente, in fondo sono solo mie impressioni…..e da quando faccio il musicalizadòr guardo molto di più la pista !

    Rispondi

  50. Io il passo indietro l’ho eliminato da tempo sostituito dal passo di lato o al massimo da un passettino ma “ino” “ino” indietro.
    Nelle milonghe piccole quelli che partono indietro dovrebbero essere seriamente redarguiti dai gestori dei locali, ma siamo ancora molto lontani da questa educazione civica della milonga.

    Rispondi

  51. Una volta una conoscente argentina, al Tangoy (Milano), criticava i ballerini nostrani dicendo “non c’è sentimento, non c’è compàs”.
    Il sentimento lo leggi sulla faccia della gente, spesso, quando questa interpreta la musica, la segue, si lascia emozionare, contagiare da essa. Qualcuno arriva addirittura a cantarla mentre balla. Se si è sordi è logico che si perde qualcosa. Riguardo al compàs credo che sia anche un problema di orecchio: non tutti ce l’abbiamo, ma ripeto se non facciamo lo sforzo di ascoltare la musica al danno si aggiunge la beffa e ci becchiamo pure delle critiche da chi sa veramente cos’è il tango: la signora era una vera portena di Buenos Aires.

    Rispondi

  52. Caro Art!
    Ma allora è per questo che quando vai in trasferta stai “zitto zitto”!
    🙂
    😀
    😉

    Rispondi

  53. Chiaretta ma quanto dormi ??? 😀 😀 😀

    Rispondi

  54. Guarda che ero a scuola … e a fare la spesa!!!
    🙂

    Rispondi

  55. Anche oggi che è sabato !!! Ho pensato male che ieri te la fossi goduta e ti fossi ritirata tardi e ti fossi svegliata altrettanto tardi, della serie “bella vita” !!!

    Rispondi

  56. Beh! Tango (avevo da provare la “castrata” con Franco!); a nanna alle 2 e sveglia alle 7!
    Scuola dalle 8 alle 10. Poi spesa al mercato: dalla Rosina, la mia contadina spacciatrice di frutta e verdura, e dal formaggiaro sardo (che è anche un tanguero pentito) per ricotta e pecorino. Me lo sto lavorando affinchè torni in milonga … anche perchè è carino da morire!!! Vedi che penso anche alle amiche singles? 😉

    Rispondi

  57. Posted by maniacus on maggio 31, 2008 at 10:28 am

    La professsoresssa, matematica, tanguera, nonna papera, internauta e anche…. massaia: EVVIVA!!!!

    Rispondi

  58. Ecco “como se baila el tango”!
    Viviendo cada dia!
    Olè!

    😀

    Rispondi

  59. Paperazza sempre in giro sei !!! 😀
    Ma una parada mai ?

    Rispondi

  60. Posted by alberto on maggio 31, 2008 at 11:53 am

    Ciao a tutti,
    58 messaggi in 2 giorni.. vuol dire che l’argomento è vivo!
    E credo che lo sia sempre stato.
    Mi permatto di stampare con un bel copia-incolla la discussione e girarla ai nostri allievi (soprattutto i piu’ giovani) cosicchè non sentano solo la nostra “campana” ma capiscano che i loro dubbi, timori, domande, sono di tutti.
    Ed anche che non mi vengano a chiedere quandoimpariamolasacadacheunomelhafattafare…
    Personalmente penso che il tango sia un linguaggio non verbale.
    Attenendosi a questa definizione tutto va a posto:la coreografia, la “sequenza”, è un copione che serve solo per recitare ma non nel comunicare effettivamente, ma anche imparare a memoria maineimisalberto o debuckisondeteibol all’inizio serve .
    Imparare la grammatica(la tecnica) è essenziale, si puo’ essere autodidatta, con la dovuta esperienza o seguire un insegnante di cui si ha fiducia.
    Mi permetto anche di suggerire una lezione che svolgiamo ciclicamente:
    si fanno dei bigliettini e le ballerine scrivono cosa non piace del ballerino(in genere, non del proprio) e altrettanto fanno i ballerini nei confronti delle ballerine: assicuro che i risultati sono sorprendenti e non solo del tipo:”si dovrebbero lavare meglio”,l’ottica relativa alla qualità del ballo à totalmente diversa(beh questo appare già nella discussione copiaincollata)Fatto cio’ in coppia il lavoro è semplicemente quello di attenersi alle indicazioni del partner, senza pensaree ai passi anzi…Solitamente c’è un notevole salto di qualità nell’ascolto reciproco…
    E per concludere permettetemi una frase di un vecchio milonguero e maestro di canyengue(El Gallego Manolo) rifrendosi agli stili ed al modo di ballare:
    “ci sono 2 modi di ballare:bene e male”
    Alberto
    P.s. per tirarcela un po’ ho obbligato tutti gli allievi che non l’hanno mai frequentato, a seguire il seminario di musicalità dei Color Tango, ergo…primero la musica!

    Rispondi

  61. Bell’intervento Alberto. Fossero tutti come te… i 58 interventi non sarebbero soprattutto di noi di Faiblog….. 😉 ma anche di avventori simpatici e con voglia di confrontarsi come te.
    Grazie dell’attenzione prestata a queste nostre “quattro chiacchiere in compagnia”.

    Io vorrei solo aggiungere, parlando in generale, di non fare le “sante guerre di religione” quando ci si approccia a questi argomenti. Ognuno di noi ha sposato uno o più stili, ma non prendiamoci troppo sul serio e non creiamo “gruppi di appartenenza” che dividono il mondo del tango e sono sovrastrutture che non servono a migliorarne il livello di godibilità e la socialità.

    Io non butto nel cesso i 6 anni di tango aperto ora che ballo milonguero: quando capita, con la ballerina giusta, se si presenta l’occasione, ritiro fuori quello che ho imparato in passato. L’importante è farlo bene, come dice Alberto. Ci proviamo !

    Rispondi

  62. Ciao Alberto!
    Grazie per la visita. Bello il seminario dei Color. Gio mi lo ha regalato in dvd…veramente ben fatto!!!
    A quando un bel canyenguino?
    🙂

    Rispondi

  63. Posted by alberto on maggio 31, 2008 at 1:42 pm

    Ciao Chiara,
    alla prossima…nella bella Riviera Romagnola speriamo!
    E propongo un ulteriore esercizio stilistico denominato “Diavolo e Acquasanta”
    2 coppie che ballano El Flete, una in stile Canyengue ed una in stile Tango Nuevo
    L’effetto è quello di un’interpretazione diversa della stessa sincera passione…

    Rispondi

  64. Mi pungi sul vivo!
    El flete! Uno dei miei super-preferiti!!!
    Potrei davvero ballarlo in qualsiasi modo!
    Il primo amore non si scorda mai!!!
    🙂

    Rispondi

  65. Mi piace sta storia del diavolo e l’acqua Santa, mi ricorda Simona l’amica di Chiara ed una certa festa…..
    Io ho ottima memoria per certe cose…. 😀

    Rispondi

  66. Si! Soprattutto se ha il vestito bianco e trasparente!!!
    Come questo QUI
    🙂

    Rispondi

  67. Visto che memoria eh ? 😉

    Rispondi

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