Archive for maggio 2008

Storia di un connubio: Piazzolla e Troilo

Si presenta a Piazzolla la grande opportunità……
Testo: Jorge Gutman
Traduzione: Fabio Antonucci

“Si presenta a Piazzolla la grande opportunità che andava cercando ansiosamente, cioè far parte della orchestra de Pichuco”.

LA RELAZIONE TRA ASTOR PIAZZOLLA E ANIBAL TROILO

Così come nella sua fanciullezza ebbe la fortuna di mantenere una sporadica amicizia con Carlos Gardel, quando questi visitò la città di New York, ad Astor Piazzolla si presentò la opportunità di conoscere, appena cinque anni più tardi, un altro dei grandi personaggi dalla storia della musica porteña, Anìbal Troilo, però questa volta la relazione fu più duratura e consistente.
Dobbiamo tornare all’anno 1939, quando un ragazzetto di appena 18 anni di età, accorreva quasi tutte le notti al caffè Germinal, della vecchia ed stretta calle Corrientes, ad ascoltare la orchestra diretta dal bandoneonista Anìbal Troilo.
In detta formazione suonava il violinista Hugo Baralis, che era amico del giovane Astor, e lo invitava a prendere un caffè e già che c’era, ad ascoltare l’orchestra. E, grazie a Baralis, che lo avvisa che uno dei bandoneonisti, Toto Rodriguez, era malato, si presenta a Piazzolla la grande opportunità che andava cercando ansiosamente, cioè far parte della orchestra del “Pichuco”.
Furono cinque gli anni in cui durò la presenza del giovane di Mar del Plata, nelle fila dei bandoneonisti di Anìbal Troilo, epoca che coincide con i l culmine della trionfale carriera della famosa orchestra; è in questo periodo che si produssero le prime registrazioni che ebbero successo nella storia della musica “tanguera”, e contemporaneamente, con l’inserimento del cantante Francisco Fiorentino, ottennero l’incarico di animare i grandi balli nei club più importanti nella Capitale federale e dintorni.
Egli però, non fu solamente un bandoneonista; a volte doveva sostituire Argentino Galvàn, che era l’arrangiatore della orchestra.
Il primo arrangiamento che scrisse fu la milonga Azabache, che permise a Troilo di vincere il concorso del programma Ronda de Ases indetto da Radio el Mundo, e il secondo fu il tango Inspiracciòn, che è una delle interpretazioni più riuscite dell’orchestra.
Raccontava Piazzolla che Inspiracciòn lo eseguirono nel ballo di carnevale del club Boca Juniors e che il pubblico, quando ascoltò le prime note del tango, smise di ballare e si avvicinò al palco per ascoltare ed applaudire i musicisti.

 ” Però, nonostante sia stato un successo trionfale, a Troilo non piacevano i miei arrangiamenti” , diceva Astor, ” perché possedevano una orchestrazione eccessiva ,e non servivano per ballare”. Pichuco rimproverava Piazzolla dicendogli: ” Gato, devi fare la musica per i ballerini, che pagano per entrare, altrimenti andiamo a morire “.

Però, nonostante questi piccoli attriti che si producevano a causa degli arrangiamenti di Astor e perché a volte gli sfuggivano gli accordi dalle mani durante le prove, la relazione tra il “Gordo” e Astor fu sempre molto buona. Il problema che ebbe Piazzolla, che lo portò a ritirarsi dalla orchestra, non fu il Pichuco, bensì alcuni componenti del gruppo che non erano d’accordo con le influenze classiche e moderne che passavano per la mente di Piazzolla, e la sua maniera di volerle interpretare. dall’altro lato, come diceva Astor, la orchestra già ” mi stava andando stretta.
Mentre suonava, Piazzolla si ritagliava del tempo per studiare con il maestro Alberto Ginastera, per perfezionarsi nella composizione musicale. Inoltre approfittò di questo periodo di vacche grasse, giacché guadagnava 800 pesos al mese, per sposarsi con la pittrice Dedè Wolf, matrimonio dal quale ebbero due figli, Diana e Daniel.
Quando, dopo cinque anni di collaborazione, Astor disse al “Gordo” che andava via per accompagnare Fiorentino, non la presero bene né Pichuco né soprattutto la madre di questi, la quale chiamò Dedè, la moglie di Astor, per contestare la decisione presa dal marito.
Però tempo dopo, quando nel 1946 Piazzolla presenta la sua propria orchestra, è lo stesso Troilo che gli fa visita il giorno del debutto e si complimenta con lui, augurandogli ogni bene in questa nuova tappa della sua vita.
Nonostante che al Gordo non piacesse molto la musica di Piazzolla, tanto che in varie occasioni dichiarò che era una cosa che non intendeva, seppe comunque valorizzare l’opera del suo amico, a tal punto che registrò nel decennio a cavallo degli anni 50 i tangos Para lucirse, Prepàrense, Contratiempo, triunfal, Lo que vendrà ed il tango che composero insieme: “Contrabajeando”. Negli anni 60, più precisamente nel 1966, incise “Verano Porteño” e il magistrale “Adiòs Nonino”.
Piazzolla allo stesso modo dimostrò a Troilo il suo profondo rispetto e affetto, scrivendo un tango con versi di Horacio Ferrer: “El Gordo Triste”, opera scritta in omaggio del suo amico ancora in vita, e dopo la morte di Pichuco, scrisse in suo onore la “Suite Troileana”, nella quale incluse quelli che secondo Astor rappresentano i quattro amori che Troilo ebbe nella sua vita: il bandoneon, Zita, Whisky e “escolazo”.
Che peccato non conoscere Astor in quel periodo, perché se avessi potuto gli avrei consigliato di aggiungere due capitoli nella sua Suite Troileana, che furono, secondo una mia semplice opinione, sua madre e l’amatissimo River Plate.
Dopo la morte di Troilo, Piazzolla ricevette da Zita Troilo uno dei bandoneon del Gordo, regalo che Astor accudì come una reliquia fino al termine dei suoi giorni.

Jorge Gutman -Traduzione di Fabio Antonucci (QUI)
 


“Zita” Escolaso Guitarra Tango Trio

Ancora un ultimo tango…

Sus ojos se cerraron,
y el mundo sigue andando…
se apagaron los ecos
de su reír sonoro
y es cruel este silencio
que me hace tanto mal….

I suoi occhi si son chiusi
e il mondo segue con il suo andare…
si son spente le eco
delle sue ristae sonore
ed è crudele questo silenzio
che mi fa tanto male…

Sus ojos se cerraron – Carlos Gardel y Alfredo Le Pera – 1935
QUI cantata da Gardel in persona
Dedicata a un amico tanguero che da ieri balla nella milonga del cielo. Ciao Ivan!

Foto by Sere

Sondaggio di Opinione: Como se Baila el Tango ?

“Primero la musica con su compas y melodia,
Segundo el sentimiento, Tercero
la elegancia, Por ultimo las figuras”.
Asì se baila!!!

Il celebre adagio testè citato pone degli interrogativi: ma sappiamo davvero come si balla il Tango ? Per voi cos’è più importante, imparare cento figure da esibire alla prima occasione nella milonga di turno ? Provare intima complicità con il partner di ballo ? Riuscire a muoversi come felini nella milonga affollata con eleganza sopraffina ? Provare forti emozioni e saperle trasmettere al partner ? Sarebbe fin troppo scontato dire che tutto è importante quindi….quali sono le priorità per voi ballerini di tango ? E in particolare cosa preme di più alle ballerine ? 😉

Vi lascio con un pezzo di Rodolfo Biagi e Hugo Duvall che si chiama Bailerina de Tango, Qui e Asì se Baila el Tango di Alberto Castillo, Qui.

“El Castrado”

Il passo di oggi si chiama “la Castrada” e deve essere compiuto dalla ballerina con millimetrica precisione tra le gambe del varòn. Viene attuato soprattutto quando l’hombre è particolarmente antipatico o fa il saccente durante la tanda. La ballerina alla prima apertura di gambe dell’uomo deve effettuare una rotazione del proprio corpo , infilare la gamba tra quelle del varòn e con tutta la forza che può sollevarla fino a venire a contatto con i gioiellini del malcapitato. Di solito funziona !!! 😉

Nuovo numero di è tango

Continuiamo a mostrare le copertine delle riviste di tango in occasione della loro uscita.

Questa volta ètango, giunta al terzo anno di pubblicazione, ci propone una novità: i Gotantouring, itinerari eno-gastronomici legati al tango, per conoscere sempre più la nostra bella Italia.

 

Nell’editoriale Adriana Pagnottelli racconta: “E l’incrocio magico dei segni che hanno intrecciato a ritroso la storia del tango argentino con l’Italia, sono tutti nella vicenda personale di Miguel Angel Zotto, nostra copertina e testimone del rincongiungimento alle origini, dipanando una volta tanto, l’intricata matassa del destino di tanti immigrati italiani di fine ’800”.

Poi tanto altro.. Maria de Buenos Aires, il Teatro Colon, un ritratto di Melingo scritto da PuntoyBranca.

Buona lettura!

Cortìna Musicàl: Vivere !


Vivere ! – Carlo Buti

E oggi vi propongo l’inno ideale della mia vita, una cortina di Carlo Buti che adoro e sento profondamente mia !!!

Ma quanto è f…. bella Geraldine ?

Colgo l’occasione di questo video che adoro per celebrare la bellezza e la grazia di questa ballerina (in realtà del Varòn, che pure è mitico, non me ne frega niente 😉 ) e per invitare Flavia a rivedere con me la traduzione di questo tango, Una Emocion, che è uno dei miei preferiti. Lo trovi Qui.