Sondaggio d’Opinione: Il “Vero” Tango ?

Ultimamente un post mi ha fatto riflettere su questa vicenda di cui, sicuramente in salse diverse, si sarà già discusso altrove. Esiste un modello supremo di tango argentino o “tutto è tango” come qualcuno sostiene ?
Per me il vero tango esiste ed è quello interpretato dai musicisti della guardia vieja e guardia nueva(fatte salve le recenti orquestas tipicas). Finito questo periodo che ha avuto il suo culmine nella decade d’oro, un tale, di nome Astor Piazzolla ha sublimato il tango e lo ha portato sui palchi, sui set cinematografici e nei teatri. Ciò non vuol dire che non lo si possa ballare, ma non in milonga, bensì secondo ben studiate coreografie. Lo so la mia visione è molto “ortodossa” e forse poco aperta ai nuovi gusti contemporanei, ma parte dall’idea che questi compositori pensassero prima di tutto a far ballare il tango alla gente comune e nelle milonghe. Posso sbagliarmi e per questo voglio sentire le vostre opinioni in merito, certo che commentatori più autorevoli di me possano chiarire questo quesito. Avete facoltà di massacrarmi. 😀
Ancora: chi potrebbe dire che Gardel non cantasse dei tanghi… ma il vero tango ballato non era certo quello che lui cantava (infatti nessuno si azzarderebbe a mettere Gardèl in una milonga).
Vi dirò di più anche Bajofondo, Tanghetto, il Tango Turco (non me ne voglia DJ Morokal) per me non sono il “Vero Tango” anche se poi li mettiamo in milonga e li balliamo con i passi del tango.

L’Immagine non è l’oggetto

Socrate

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76 responses to this post.

  1. Per Chiara: lo so che in milonga mettiamo tutto e di tutto di più….quand’è il caso di commemorarlo anche Gardèl…ma questo è un altro discorso. Io voglio parlare di modelli assoluti et insuperabili. Eppure qualche anno fa’ non l’avrei mai detto….ma rispetto ad adesso conoscevo molto meno la musica.
    SMENTITEMIIIII 😆

    Rispondi

  2. Mi piace molto questa frase: “L’immagine non è l’oggetto”.
    Da sola vale un post! 🙂
    Fa meditare veramente! Ma l’hai scritta per farmi sbarellare? 😀

    Ovviamente deduco che stiamo cercando di parlare di “vero” tango solamente in senso musicale. Il “vero” tango in quanto ballo lo lasciamo ad altra discussione…
    Ma possiamo???
    Si può parlare di tango solo in quanto musica o solo in quanto ballo?
    O si devono considerare entrambi e tener conto anche del contorno in cui musica e ballo vengono/venivano vissuti? Si può prescindere il ballo dalla musica, il fermento culturale ed economico che faceva da sottofondo a quel tango?

    E poi, prima di esprimermi vorrei capire meglio.
    Vogliamo parlare della musica o delle orchestre che suonavano quella musica?
    Se mi parli di un tango anni quaranta, ti va bene anche se me lo suona una orchestra di trentenni d’oggi? O vuoi solo l’orchestra de las estrellas?

    Ohibò!
    Ma che sto dicendo?
    🙂

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  3. Rispondo sull’onda del “turno di notte” che sto facendo in ospedale. Quindi senza riflettere.
    A me piacciono i tanghi che sono ballabili senza doverli coreografare prima, ma anche che sono così belli come musica che li ascolti più e più volte fino a farli diventare tuoi a tal punto che li balli “a memoria”. Questo con alcune incisioni vecchie per me è molto difficile, mentre con versioni di “Vecchi tanghi” fatte da nuove orchestre mi viene molto più facile. Nonchè con versioni ballabili di Piazzolla o altro.
    Insomma, se le orecchie sentono, il cuore batte e i piedi si muovono, per me è tango da ballare.

    Art

    Rispondi

  4. Posted by motogio on maggio 1, 2008 at 12:56 am

    “questa mela non è una mela” R.Magritte

    ogni tango è un tango e anche gotan

    oggi è il 1 maggio, esattamente come un anno fa.
    Ma è proprio vero, o solo sul calendario?
    Cosa unisce e cosa differenzia i diversi stili di tango?

    Io penso che la maturità della sensibilità artistica
    porti a una grande unificazione, rendendo superflue le differenziazioni.
    Molte cose fra loro distanti si vedono simili.

    La ricerca dell’essenza di una cosa diventa la ricerca
    della sua componente primordiale, dove tutto può accadere.

    Per sentire la componente primordiale del tango,
    bisogna ricercare l’Africa al suo interno,
    come ad es. quì

    e notare come dal minuto 6 si può canticchiare la cumparsita
    sopra il ritmo di Mamady.

    Se lo si sente o intuisce, il tango diventa realmente
    una forza della natura, come in queste meraviglie:


    Da questi ritmi è scaturito il tango. Sentendoli in sottofondo
    a Nido Gaucho o Verdemar o Esqualo
    si capisce che il vero tango è il tango:

    “questa mela è una mela” motogio

    abrazos
    (ora vado a letto)

    Rispondi

  5. Posted by Niky on maggio 1, 2008 at 1:17 am

    Bravo Art hai inteso lo spirito del post. Intendevo proprio questo, anche se non è esplicito: il vero tango ovvero quello da ballare, quello “col compàs” !!!

    Rispondi

  6. Posted by Niky on maggio 1, 2008 at 1:20 am

    Per Chiara: evidentemente mi sta bene anche se lo suonano dei trentenni oggi perchè l’operazione che stanno mettendo in atto, quella di avvicinarsi all’oggetto è estremamente difficile e al tempo stesso interessante. Quindi ben vengano Fervòr, Tipica Imperial, El Arranque etc Già la Fierro la vedo lontana dai canoni del ballo.
    Come sempre opinioni opinabili !!! 😀

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  7. Rispondo a Gio.
    In questo caso non è il tango in se’ che platonicamente ricerchiamo bensì il tango da ballo in se’ e credo, ma è una mia modesta opinione, che il livello massimo di sintonia tra orchestra e piedi dei ballerini sia stata raggiunta nel periodo che ho indicato.
    Le orchestre tipiche odierne, pur mantenendo una loro identità, cercano di avvicinarsi allo stile di questa o quella orchestra ma senza raggiungere mai quello stesso livello. In milonga vedo che la gente balla con difficoltà le nuove orchestre e talvolta me lo dicono pure.
    La mela sarà una mela
    ma la Tipica Fervòr non è Di Sarli
    e Color Tango non è Pugliese.

    Rispondi

  8. “credo che il livello massimo di sintonia tra orchestra e piedi dei ballerini sia stata raggiunta nel periodo che ho indicato….”

    Dipende sempre dai piedi del ballerino.
    Smettiamola di ragionare guardandoci la punta dei piedi!
    Allarghiamo i nostri orizzonti!
    🙂

    Rispondi

  9. Io li ho ristretti e mi ci trovo bene !!!
    Non dimenticare Chiara che la gran maggioranza dei ballerini dellamilonga non sono maestri ne’ ballerini di professione e noi di loro stiamo parlando oggi in questo post, della gente semplice che va a ballare e si trova di fronte un “escualo”, brrr che paura, anzichè una semplice “cumparsita”.

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  10. A meno che uno non ragioni così: io gli metto di tutto purchè ballino, anche se ballano male, non importa, l’importante è che il pezzo piaccia ed entusiasmi il pubblico…ma a me sembra di tradirli. 😉

    Rispondi

  11. Posted by lucy on maggio 1, 2008 at 11:12 am

    più vado avanti e più ritorno sui miei, è proprio il caso di dirlo, passi. di norma non mi chiudo alle cose diverse e lontane dal mio sentire: anzi, mi incuriosiscono e vorrei sperimentarle tutte, potendolo. con il tango ho fatto lo stesso: sia per il ballo che per la musica in sè.
    ma il mio tango e la musica si sono progressivamente messi a dieta. credo che, come cosa di questo mondo, il tango tenda ad un ideale irraggiungibile che sta nel “mondo delle idee” e che tutto ciò che noi interpretiamo rappresentiamo ne partecipi. però ci sono gradi di maggiore o minore vicinanza all’ideale: chi lo può dire? questo sia per la musica che per il ballo. quest’ultimo mostra di avere punte estreme che si sono di molto ridimensionate ultimamente (così come i loro interpreti: a dieta anche loro!), la musica non ancora: perché la musica ha una vita propria e non ha bisogno di muoversi in uno spazio per esprimersi. ma credo che non si ridimensionerà nel senso del ritorno alle origini: solo si allontanerà, e spero, non avremo scrupoli a considerarla non-tango (già ce n’è molta che è non-tango eppure viene suonata e ballata). la considereremo semplicemente musica. d’altra parte piazzolla non ha mai pensato ai tangueri scrivendo la sua musica: anzi li aborriva.

    Rispondi

  12. Grazie della testiminianza Lucy
    Debbo solo contraddire l’ultima tua affermazione. Pare infatti, e ci sono testimonianze dirette, che Piazzolla non aborrisse affato i ballerini. Semplicemente quando componeva la sua musica non era principalmente rivolta a loro.
    Che Piazzolla aborrisse i ballerini per la sua zoppia è una delle tante leggende metropolitane e su tangueros dovrebbe esserci un recente intervento di “Frafino” a tal proposito.

    Sul mondo delle idee, il tango ideale etc soprassiedo per sentire altre opinioni in merito.

    Rispondi

  13. “Io li ho ristretti e mi ci trovo bene !!!”
    Beh! Nick non ti preoccupare! Li ho abbastanza larghi per tutti e due!
    🙂

    “Non dimenticare Chiara che la gran maggioranza dei ballerini della milonga non sono maestri ne’ ballerini di professione…”
    e questo che significa?
    Il cuore grande lo hanno anche loro. Anzi! Possono averlo anche loro, se non si lasciano condizionare dai “lavatori di cervello”…che purtroppo crescono a vista d’occhio!
    🙂

    Rispondi

  14. Posted by motogio on maggio 1, 2008 at 12:05 pm

    per me la musica è un tessuto continuo
    e la danza cerca la smagliatura nel tessuto, per infilarsi dentro.
    Proprio come quando giriamo un golfino per vedere dove infilare
    le maniche o la testa.
    Per questo cito le danze afro, dove ogni ballante è schiavo del ritmo e del compas,
    ma dove, nello stesso tempo, e padrone di distorcerlo, interpretarlo,
    rallentarlo, accelerarlo, fregarsene e andare completamente fuori tempo.

    In questo vedo la profonda ricchezza e la nobile stirpe
    del tango. Con l’aggiunta meravigliosa del dialogo, non solo
    con la musica, ma anche tra ballerini.

    Noi oggi stiamo vivendo una evoluzione del compas.
    Sicuramente a causa e merito della cultura contemporanea,
    molto inter-contaminata nelle etnie e nelle cronologie
    (mi viene in mente Pat Metheny http://www.youtube.com/watch?v=6jip0fskuxQ&feature=related ).
    Il compas contemporaneo non può essere un 2/quarti metronomico.

    Quando tu Lucy ritorni a una semplicità schematica, in effetti
    raffini la tua tecnica e ricerchi una trance attraverso gesti
    conosciuti più dal tuo corpo che dalla tua testa.
    Una evoluzione, un balzo avanti che attinge alla primordialità.

    E’ quindi naturale che le orchestre attuali risentano degli stimoli
    ritmici. E’ altrettanto naturale che i ballerini non abbiano difficoltà
    a sincronizzarsi.

    Rispondi

  15. Posted by motogio on maggio 1, 2008 at 12:21 pm

    ci sono fior fiore di ballerini che si avvicinano al tango
    e sembrano zombie artritici.
    Poi se c’è una cortina di salsa o valzer o boogie woogie
    li vedi volare e ballare, senza toccare la pista!!!

    😐

    allora chiedo perché non trans-portano la loro maestria nel tango?

    allievi che vengono messi tranquilli e rassicurati,
    ai quali vengono mostrati i punti di contatto e non solo
    le differenze tra i balli, diventano subito bravi ballerini
    e, soprattutto, bravi interpreti.

    ciauz

    Rispondi

  16. Lavoratori di cervello ????

    Rispondi

  17. Posted by Niky on maggio 1, 2008 at 12:36 pm

    Vuol dire, vuol dire. La musica deve essere proposta per un pubblico in grado di ballarla non solo per pochi eletti capaci di farlo. Ecco perchè io invoco un tango semplice con compàs ben scandito…per tutti !

    Rispondi

  18. Bene!
    Teniamoli tutti ben ordinati e uniformati questi soldatini del tango!
    E guai a mostrar loro un pò di luce!

    Allora fa bene quel maestro che propone pratiche per i suoi allievi,
    fra pochi intimi, “in ambiente protetto”!
    Ma dai!!!!
    😉

    Rispondi

  19. Scusa Chiara, ma spezzo una lancia in favore di Niky! a metter su musica bisogna prima di tutto interagire con la sala.
    Poi, per carità, magari in piccole dosi si può provare a metter su qualcosa di meno conformista (a “educare” i gusti, se vuoi…), ma con molta moderazione. Mi spiego:

    Ho visto tande con musiche impossibili, dove già dal primo brano vedevi gente andarsi a sedere, ma il musicalizador se ne frega e va avanti con la sua scaletta alla faccia della sala…
    Così ci si fa odiare: è lo stesso (mutatis mutandis) di quello che balla con la principiante pretendendo di insegnarle a ballare. In milonga ci si va per divertirsi!

    Non pensi che sia anche triste per uno che magari ha a fatica trovato il coraggio di invitare (perché principiante, o timido, o… ) dover dire: “scusa ma ti riaccompagno al posto perché con questa musica non riesco a combinare nulla” IN MILONGA CI SI VA PER DIVERTIRSI!

    Rispondi

  20. Ma certo!
    In milonga ci si va per divertirsi!
    E chi sta dicendo il contrario?
    Non mi piace quando si dice “io invoco un tango semplice con compàs ben scandito…per tutti”
    Ecco non è per tutti.
    C’è anche chi, dopo tre ore di compas semplice e ben scandito ha voglia di un azzardo.
    Mica roba da chiodi!

    Un pò di fantasia, magari un pezzo “en vivo” con qualche inaspettata variazione.
    Chessò un Pugliese/Piazzolla “finally together” o un più tranquillo Sexteto Major?
    Spesso sono i timidi principianti che si divertono di più su questi pezzi!!!
    Che ne sanno loro di questo fantomatico ed ecumenico compas!?
    Ovviamente dipende da ciò che è stato lor insegnato….
    🙂

    Rispondi

  21. Posted by lucy on maggio 1, 2008 at 2:39 pm

    ricadiamo sempre nel solito annoso problema: come/che cosa ballare su una data musica. io non sono dell’idea che si possa/debba ballare lo stesso stile su tutte le musiche. la presenza di percussioni nelle realizzazioni moderne o nelle rivisitazioni dà qualche problema all’interpretazione classica. sono infatti contenti i principianti perchè una musica meno “canonica” permette di sentire meno la pressione della inadeguatezza del proprio ballo. io vedo che se proponi qualcosa di particolare la maggior parte va a sedersi e la pista si riempie (bastano otto coppie) di nuevisti. non esprimo giudizi, tanto si sa, da più parti, come la penso.

    Rispondi

  22. Giusto! Adeguare il ballo alla musica…
    parole sante!
    🙂

    Però, contrariamente a molti, a me non da fastidio vedere gente che non va a tempo. Io do a tutti il tempo per imparare! E mi piace pure ballarci. Ottimo esercizio di sensibilità alla marca. Spegnere le orecchie e via!!! 😉
    Ovviamente non per tutta la sera!
    😉

    Rispondi

  23. Posted by Niky on maggio 1, 2008 at 3:27 pm

    Secondo me l’argomento è vasto e siamo andati un po’ fuori tema.
    Mi basti semplicemente dire questo: io pure vado fuori dagli schemi, ad un certo punto della serata, la platea lo richiede e metto musica che per me non è più tango.
    E proprio questo voglio dire: bajofondo non è più vero tango, Piazzolla è decisamente fuori dagli schemi, Tango turco, greco, afghano, indiano che sia per me non è tango !!! Ma se la gente si diverte… 😀

    Rispondi

  24. Posted by motogio on maggio 1, 2008 at 3:30 pm

    tarallucci & vino

    in fondo siamo italiani 🙂

    (per fortuna e per genetica 🙂 )

    Rispondi

  25. Posted by Niky on maggio 1, 2008 at 3:32 pm

    Certo non volevo bacchettare nessuno…
    Però ogni tanto qualcuno che viene da fuori e ti fa la battutina che in Italia balliamo tutto, persino le cortine e la sigla del telegiornale, si sente… ahahahah

    Rispondi

  26. Dunque mi pare di capire che per te è tango solo se è certa musica, e se lo balli in un certo modo!

    Un pò limitativo… io ho la coda da nonna papera, e con tutte ste piume, questo vestito mi va un pò stretto! Vedi che non porto nemmeno le mutande? Le scarpe si, ma le mutande no!
    😀

    Rispondi

  27. Per me è Otro tango il resto, chiamalo tango elettronico, tango alternativo, tango del buco del c…o ma non chiamarlo tango argentino. 😀

    Non mi dire ste cose mutandose, Nonna Papera, che lo sai che mi sale il livello degli ormoni !!! 😆

    Rispondi

  28. Secondo me si vuole avere la pretesa di assimilare al tango argentino i nuovi generi che daesso sono scaturiti. Se tu mi dici color tango e Imperial cosa suonano io ti dico tango joven ma pur sempre tango argentino. Ma se prendiamo bajofondo, tanghetto e compagnia bella non mi puoi più dire che è la stessa cosa. E fammi avere la presunzione di dire che ci vuole una preparazione specifica anche per ballarli.

    Rispondi

  29. Chiarallucci e vino, come dice il buon vecchio Cambiaghi!
    (Piuttosto Mario stai preparando le valige…gurada che manca poco….:-) )

    In Italia balliamo tutto? Certo siamo troppo forti!
    Devi vedere poi che spasso qui in Romagna! 🙂
    Per forza che balliamo le cortine! Mica son roba stitica da intenditori!
    Qui da noi vanno alla grande mazurca, polka, boogie, valzer romagnolo, rock,
    l’immancabile salsa e perchè no, una chacarera, una pizzica, una danza del ventre
    o un carnavalito. Abbasso la globalizzazione! 🙂

    Rispondi

  30. Persino la Carla Pugliese, che a me piace tanto, ho potuto verificare che è difficile da ballare. E ripeto io parto dal livello medio della milonga.

    Ritornando all’esempio che ti ho fatto sulle orchestre giovani è certo tango argentino ma non raggiunge il livello di ballabilità delle orchestre dell’epoca d’oro – IMHO –

    Sono belle, bellissime, a me piacciono tanto e le metto ma l’impatto che hanno con la milonga non è lo stesso delle orchestre classiche.

    Rispondi

  31. Il problema Chiara è che ti ballano tutto come tango e lo sai meglio di me….

    Rispondi

  32. No!
    Le cortine se hanno un ritmo ben riconoscibile (il folk romagnolo ad esempio) vengono ballate in modo rigorosamente adeguato. E quanto son bravi!!!
    Certo che se il dj mette quelle cose indecifrabili (che spesso piacciono solo a lui)
    è ovvio che le ballo come mi pare…se proprio non ho voglia di sedermi.

    O insomma! Da quando ti è venuta tutta sta puzza sotto al naso?
    🙂
    Se crescendo in cultura si diventa così categorici, voglio rimanere ignorante a vita!
    😆

    Rispondi

  33. No, io credo solo che ci voglia un po’ di rispetto per le cose, e se rispettiamo la grandezza di personaggi come D’Arienzo, Di Sarli, Troilo e Pugliese chiamiamo almeno le cose con il loro vero nome e non mettiamo tutto in un unico calderone come siamo soliti fare noi italiani…

    Riguardo all’ignoranza, cara Chiara, addentrandomi nelle Guradie del tango ho scoperto la mia sconfinata ignoranza e davanti a me vedo ancora molti anni di paziente ascolto anche dei “minori”. Questo mi fa venire in mente, però, che forse un musicalizadòr prima di avventurarsi a conoscere tutte le cose più strane che il panorama dell'”Otro tango” propone, dovrebbe fare lo sforzo di conoscere i classici. IMHO

    Rispondi

  34. Senti per me non mi puoi accostare questa roba:

    a quest’altra

    Rispondi

  35. 😆
    😆
    😆

    Rispondi

  36. Giusto!
    Ma chi lo fa?
    Nelle mie miloghe metto al massimo un paio di tande di “Altro-tango” (ecco! chiamiamolo così che tango nuevo mi fa schifo!) non per questo metto roba da pianto!
    Perchè come dice Brenda Asnicar nella sigla di un telefilm per la Tv (QUI)

    Tango lloron
    No me vengas con un tango llorón
    que yo necesito ritmo (aha)
    por que hay música en mi corazón
    y a mi no me da lo mismo….
    🙂
    😀
    🙂

    Comunque per spiazzare certi santoni del tango, basta molto poco. A furia di canonizzare, restano confusi anche se metti un “Ya sale el tren” magari nella versione di Calò, con tanto di chiuf chiuf e campanacci!!! 🙂

    Rispondi

  37. El Espiante ???

    Rispondi

  38. Anche!
    E potrei fartene una lista infinita di pezzi che spiazzano! E non perchè manchi loro il compas o l’orchestra! E’ solo questione di uniformità…ti assicuro!
    😉

    Rispondi

  39. Vedo che anche tu ti regoli come me, comunque, relegando certa musica alla fine della serata…
    Poi dipende dalla composizione della milonga: se prevale un certo tipo di clientela allora…conviene adattarsi, almeno io faccio così.

    Rispondi

  40. Comunque la mia attenzione non è rivolta ai “santoni” del tango bensì al ballerino medio. Almeno… cerco di farlo.

    Rispondi

  41. Caro Niki, solo ora ho letto il tuo post e solo ora posso risponderti.
    Non voglio assolutamente eccepire sulle tue considerazioni sul “vero tango” ma il musicalizador o TJ o come vogliam chiamarlo deve fare i conti sempre con le persone che ballano in milonga. Non puo’ ergersi a protagonista imponendo i suoi gusti, ma deve sempre “sentire”, tastare il polso della serata. A me capitano sere dove penso che vada il “nuevo” ed invece mi accorgo che la pista si anima solo col “classico”; altre sere dove invece accade il contrario.

    A tal proposito voglio io passarti la palla proponendoti alcune semplici domandine, Visto che sono appena tornato da un festival dove nelle due milonghe serali si sono alternati 2 tra i migliori dj che musicalizzano in Italia voglio chiederti:
    1) che reazioni avresti se un musicalizador mettesse come cortina fiorello e baldini che parlano per 2 minuti e passa????
    2) e se un musicalizador nella stessa suonasse “Flores del alma” per tre volte?
    3) e se il musicalizador eccelso mettesse solo tande di 4 tanghi+3 vals+ 4 tanghi+3vals+2 milonghe+5 tanghi+3 vals??? (ma che fine hanno fatto le milonghe!!!!?????)
    4) e se il musicalizador eccelso si accorgesse che dopo appena due ore di milonga le persone iniziano ad andar via??? che fa continua a mettere “il vero tango” o si “converte” al nuevo?

    Stretta e’ la foglia larga e’ la via, dite la vostra che ho detto la mia.
    Un saluto
    DjMorokal (un filino basito)

    Rispondi

  42. Posted by lucy on maggio 4, 2008 at 9:21 pm

    le domande sono rivolte a niky ma penso che una risposta la possiamo dare tutti. il musicalizador eccelso in questione ha sbajato proprio. a parte che eccelso non vuol dire niente perché gli equilibri nel tango sono sottilissimi e ho qualche dubbio che anche i più gettonati piacciano uniformemente a tutti tutte le volte. a me per esempio IL più famoso non piace quasi mai. un altro abbastanza famoso mi fa piangere e piangono in tanti ma lo dico solo io. altri sempre in mezzo come il prezzemolo sbagliano serate in tronco che ti chiedi che gli è successo e, in generale, come mai queste celebrità che a volte svuotano le piste rimangono celebrità. il tango non è musica da discoteca. tutti i balli hanno i loro pezzi forti, ma il tango esige non solo pezzi ma pezzi in tande equilibrate per stile ed armoniche. il bello è tirare fuori tande di autori diversi che si richiamano per ritmo e tonalità: troppo facile rifilare quattro canaro o quattro di sarli. equilibrio addirittura di vetro nella scelta delle tre milonghe. povere milonghe: spesso scompaiono per ore. per me una serata con poche milonghe è di una noia mortale. se aggiungi il ricorso a più di due tande di tango contemporaneo beh, allora, è fatta.

    Rispondi

  43. Caro DJ Morokal mi aspettavo una replica più veemente considerati i tuoi gusti musicali comunque sulla prima parte non posso che essere d’accordo con te. Infatti, se leggi tra le righe, ho detto più volte di mettere anche quello che non considero vero tango nelle mie serate… A parte il fatto che molti pezzi di bajofondo Otros Aires e quant’altro mi piacciono, pur considerandoli altro genere, bisogna SEMRE fare i conti con la pista. Proprio nell amia ultima serata, accortomi che la percentuale di giovani e nuevisti era tendente allo zero, ho eliminato quasi tutti i pezzi elettronici e la serata è filata liscia. Non oso pensare cosa sarebbe accaduto se avessi lasciato Narcotango, Gotan, e soprattutto Bajofondo. Probabilmente la pista si sarebbe svuotata prima e invece ho continuato fino alle 1.40.

    Riguardo a quello che dici nelle domandine anche lì mi trovi d’accordo ma va molto al gusto personale. Io avevo avuto una mezza idea di mettere la voce di Pugliese come cortina ma era troppo lunga. Riguardo ai tre flores del alma ricordo che uno solo qui in Italia ha questo vezzo di ripetere più volte lo stesso brano, Picherna, ma a musicalizadòr come Picherna tutto è concesso e se sono tre versioni differenti una più bella dell’altra ben vengano.
    Riguardo alla successione vals-tango-milonga io posso parlare per me e dire che seguo rigorosamente lo schema ^tango tango vals – tango tango milonga^ chissà, forse sono troppo rigoroso…ma finora funziona anzi, spesso mi chiedono qualche milonga in più.
    Credo che vada a discapito dei DJ che compiono eccessive stranezze il fatto di compierle. Noi poveri mortali non possiamo far altro che criticare e restare a guardare.

    Rispondi

  44. Concordo anche con te Lucy anch’io spesso mi son chisto certuni come facciano ad essere considerati i migliori DJ di tango. Io ho un sacro rispetto per Picherna e vorrei toglierlo dalla querelle in atto, almeno per quanto mi riguarda, ma certi altri, come dici tu, fanno veramente piangere eppure vengono chiamati sempre: misteri della fede !!! E soprattutto come diceva DJ Morokal, a loro tutto è concesso.

    Poi non è detto che elettronico o otro tango voglia dire “giovani” e tango classico voglia dire “vecchi” i due generi piacciono indistitamente ad entrambi. Bisogna piuttosto stare attenti al genere di ballo che si sta praticando in pista per scegliere questo eo quel genere musicale.

    E comunque una serata senza milonghe…è triste !

    Rispondi

  45. Posted by Niky on maggio 5, 2008 at 9:23 am

    Non ho risposto alla quarta domanda di DJ Morokal anche se penso sia implicito nei miei discorsi. Se anche dopo un minuto di “vero tango” la platea (in questo caso incolta, almeno per me) ti chiede discoteca tu gliela metti perchè per me, l’ho sempre detto andando spesso controcorrente, il primato spetta alla pista, poi vengono i nostri gusti personali.
    Proprio durante l’ultima mia serata di tango un tipo che io chiamo “la spina” mi si è conficcato al fianco per criticare le mie selezioni musicali e mi ha detto delle cose che lasciavano chiaramente trasparire la sua visione eccessivamente idealistica del fare il musicalizadòr….e cioè:
    1) Secondo lui era un discorso fuori dal mondo seguire il gusto della pista e non quello personale. Intanto gli facevo notare che la pista era piena…
    2) Per lui era un’offesa ai grandi del tango mettere roba come Otros Aires che utilizzano le voci di defunti per i loro pezzi, a suo modo di vedere in modo assai irrispettoso…intanto la gente li ballava.
    3) Per lui la serata doveva esser scandita solo da tanghi col compàs perchè così è nelle milonghe argentine tradizionali…io metto anche altro e la gente balla.

    Alla fine della serata ho avuto la soddisfazione di ricevere ancora complimenti da più persone…non so se sarebbe stato lo stesso affidandomi ai consigli della “spina” che comunque considero una cara persona, forse un po’ invadente.

    Comunque guardatevi da quelli che vengono da Baires e che ci sono stati più volte e che vogliono pontificare sul vostro operato. Qui siamo in Italia.

    Rispondi

  46. Posted by Franco on maggio 5, 2008 at 10:41 am

    Ciao Niky, a proposito di musicalizadores, questo fine settimana ho avuto modo di ascoltare Punto y Branca.
    L’ho apprezzato molto.
    😉

    Rispondi

  47. Eccomi a dire la mia!
    Una serata storta capita a tutti. Almeno penso possa capitare, visto che, come si diceva, le playlist son sempre soggette a continue mutazioni. E il Tj (bella questa definizione!) è umorale!

    Anche io alle volte mi diverto a fare tande con lo stesso pezzo: generalmente milonghe o vals.
    Una tanda di “Que nadie sepa mi sufrir” in varie versioni, tra le quali la francese della Piaf; oppure una tanda di “Milonga sentimental” di varie orchestre, azzardando anche quella degli Otros (tra parentesi secondo me le citazioni che fanno usando la voce di Gardel sono la vera genialata del gruppo: chi dice che è macabro non ha capito nulla. Primo è un modo per far rivivere un mito, secondo non sono pezzi scelti a caso: “milonga sentimental” è stata la prima milonga scritta, per come la intendiamo oggi, e la frase “Percanta que me amuraste” è tratta da “Mi noche triste”, che è considerato il primo tango cancion della storia del tango…altro che sfruttare i morti! E’ storia! chiusa parentesi)

    Bravo Jorge (Punto y Branca) anche perchè gestire una serata dopo la musica dal vivo, dopo le esibizioni è difficilissimo. Creare l’onda, partendo a musicalizzare dalle 1,30 è quasi impossibile!
    Al di la di tutto mi son piaciute tanto le chiacchiere che abbiamo fatto durante le esibizioni. Interessantissime! 😉

    Rispondi

  48. Posted by lucy on maggio 5, 2008 at 12:40 pm

    le spine nel fianco sono, come i belli i brutti gli stupidi etc., diffusi equamente sul territorio. ovunque ci sono degli scoppiati rancorosi che non gli va mai bene niente. quelli che ti criticano la musica sono ben rappresentati: forse sono un club, una confraternita, una loggia. la descrizione fatta da niky è perfettamente incollabile su alcune spine venete sempre alle prese con critiche e consigli non richiesti.

    Rispondi

  49. Posted by Franco on maggio 5, 2008 at 1:28 pm

    Notavo, assieme ad altri amici/amiche, che Punto y Branca metteva come cortine dei pezzi di tango elettronico e li lasciava per intero.. al motto di “y ora una cortina electronica”

    Rispondi

  50. Penso che con una pista così affollata, una tanda di elettronico sarebbe stato un suicidio!
    Carino da fare, annunciandolo come faceva Jorge.
    Impensabile metterla e tacere!
    🙂
    O forse no. Sandro051 lo ha fatto nell’ultima milonga a cui son stata. E ha funzionato.
    😉
    Insomma nulla di nuovo sotto al sole!
    😀

    Rispondi

  51. Posted by Niky on maggio 5, 2008 at 3:13 pm

    Felice che il mio amico Jorge sia piaciuto. E come poteva essere altrimenti….con una esperienza come la sua ?
    😀

    Rispondi

  52. Posted by Franco on maggio 5, 2008 at 3:16 pm

    Ah.. mi sono accorto che c’era anche SuperSabino come dj.. a questo punto non so più quando suonava uno o l’altro.. cmq bravi entrambi.

    Rispondi

  53. Posted by Niky on maggio 5, 2008 at 3:24 pm

    Il secondo l’ho sentito solo una volta a Mantova e non mi ha entusiasmato. Ma è solo una volta…

    Rispondi

  54. No Supersabino sabato non c’era. C’era solo Jorge! tutta la sera.

    Rispondi

  55. Posted by Franco on maggio 5, 2008 at 6:37 pm

    Ah ok, nel programma non era specificato.. mi era venuto il dubbio
    🙂

    Rispondi

  56. Mi sorprende constatare che c’è ancora in giro gente che si aspetta di sentire tande di Piazzolla in milonga…
    Secondo il mio personalissimo gusto ci sono molti autorevoli compositori che Lo precedono in quanto a ballabilità, e potrei fare una lunga lista. Piazzolla va bene per un fine serata con Oblivion o qualcuno dei suoi pezzi di inizio carriera.

    Rispondi

  57. Ieri ho chiuso la milonga con Oblivion, Romance del diablo, Tango appassionado e Vuelvo al sur cantata da Goyeneche. Una libidine!!!
    🙂

    Rispondi

  58. Appunto ma non mi vorrai fare credere che lo metti sempre… e neanche spesso…

    Rispondi

  59. Una tanda dolce di Piazzolla o di Galliano (che suona Piazzolla), a fine serata sempre!!!
    Ci manda a letto soddisfatti!!!
    🙂

    Rispondi

  60. Posted by lucy on maggio 6, 2008 at 8:12 am

    oblivion nella versione di morgado ultimamente mi pare “acchiappi” più dell’originale. no, pe’ di’…

    Rispondi

  61. Si però Chiara lo sai benissimo che un Piazzolla anche di primo pelo nel bel mezzo della serata è un grosso azzardo. Come sai anche che come ultima tanda puoi mettere anche i Pooh 😆

    Rispondi

  62. Si Morgado non è male, ma ci sono molte versioni di Oblivion suonate da tante orchestre che sono bellissime.
    Non c’è formazione più o meno numerosa, più o meno argentina, più o meno tanguera, che non abbia la bellissima milonga di Piazzolla nel suo repertorio.
    Però per me lui è il migliore! Il suo bandoneon piange le note in un modo speciale.
    Son così….mi affeziono!
    😉

    Rispondi

  63. Io metto spesso come ultimo pezzo un Oblivion di Piazzolla cantato da Milva, bellissimo…

    Rispondi

  64. Non dimenticare Chiara che i ballerini si aspettano di ballare ciò che si può ballare e non ciò che piace a noi. Pure a me piace mettere delle orchestre nuove salvo poi accorgermi che la gente non le balla ma le ballicchia rimanendo ferma sul posto perchè con c’è abbastanza compàs.
    Io credo che questo mestiere, o hobby che sia, vada fatto in modo critico altrimenti tutto è uguale e a questo punto meglio mettere su un Juke Box.

    Rispondi

  65. Ma perchè ti misuri con i tuoi piedi?
    Se tu non sai ballare Piazzolla, o se la gente che frequenta le tue milonghe non lo sa ballare, non pensi che possa essere diverso da queste parti?
    E chi ha detto che non possa essere piacevole anche ascoltare qualcosa che non sai ballare?
    Ti siedi, prendi un bel bicchiere di vino, sorseggi e ascolti, magari guardando chi si è buttato in pista. Lasci libera la tua fantasia…lei si che lo balla Piazzolla….eccome!
    Il tango è anche questo.
    O no?
    🙂

    Rispondi

  66. Hai toccato il tasto dolens e cioè saper ballare Piazzolla.
    Ora, siccome da queste parti solo pochi lo sanno ballare e siccome io mi rivolgo al milonguero medio e non ai superballerini allora cerco di volare basso. Mettere Piazzolla a metà serata significa mettere in difficoltà la maggioranza dei ballerini perchè diciamocelo chiaramente, Chiara, Piazzolla come si deve lo ballano in pochi (ed io non mi ci metto, certo). Se poi dalle tue parti sono superdotati e per di più te lo chiedono anche allora fai bene a metterlo ma non fare assurgere questo comportamento alla normalità di ciò che accade nelle milonghe nostrane perchè lo sai meglio di me, da musicalizadòra, che Piazzolla non è la tanda per far ballare i ballerini di una milonga. Possiamo considerarla una chicca che si propone una tantum e neanche a metà serata (cioè nel clou del ballo) ?

    Naturalmente IMHO

    Rispondi

  67. Il tasto dolens è saper ballare BENE Piazzolla.
    Ma non occorre essere superdotati. Basta lasciare che il tuo cuore e le tue orecchie parlino ai tuoi piedi. E il gioco è fatto!
    Ma tu ci hai mai provato?
    Potresti restare sorpreso!
    🙂

    Rispondi

  68. Posted by Niky on maggio 6, 2008 at 11:54 am

    Io ballo tutto se la milonga me lo consente…
    Se un disgraziato mi mette Piazzolla quando la pista è gremita mi sa che mi verrà oltremodo difficile.

    Rispondi

  69. Potrebbe essere anche un modo carino per svuotarla un pò la pista…qualche volta può servire!
    🙂
    E poi mi spieghi che differenza di difficoltà c’è fra ballare un Oblivion e un tango “greco”?

    Rispondi

  70. Posted by Niky on maggio 6, 2008 at 12:12 pm

    Infatti alla fine tutto è uguale anche i Pooh, te l’ho già detto.

    Riguardo a tango querido mi sono sentito di precisare che sono mie opinioni perchè ho avuto la sensazione che queste venissero prese come assiomi o dogmi e come tali confutate.
    Sinceramente a me non me ne frega niente: se vogliono ballarsi Piazzolla con mezza pista infuriata che lo facciano pure.
    Come detto sopra il fine serata ha una valenza diversa. Chiarù io alla mia sequenza Di Sarli D’Arienzo Troilo Pugliese non ci rinuncio neanche se viene “la spina” da Buenos Aires a dirmi che Pugliese eè pesante e che Troilo non lo mettono.

    Rispondi

  71. Posted by Niky on maggio 6, 2008 at 12:15 pm

    Io svolgo questo hobby in modo molto attento e mi confronto con i ballerini. Ho notato che c’è una esigenza diffusa di “compàs”…e io cerco di darglielo !

    Rispondi

  72. niky sei impazzito? o la paternità ti ha regalato la luce?
    fino a poco tempo fa ci facevi due OO così sul tango nuevo.
    come mai questo cambio di direzione? sarà mica perchè mettendo musica ti sei accorto che una cosa è il cazzotango e uno il ballo ballabile?

    giuseppe

    Rispondi

  73. Posted by Niky on maggio 29, 2008 at 4:07 pm

    😉 😉 😉

    Rispondi

  74. Posted by Niky on maggio 29, 2008 at 4:15 pm

    Per Beppe: credo che mettere musica e cercare al contempo di far ballare la gente aiuti molto nel selezionare le orchestre con il giusto compàs. L’elettronico lo metto perchè la pista lo richiede non perchè ne sia veramente convinto. Come già detto per me è “Otro tango” non il vero caro vecchio tango argentino. Non me la sento di dire che non è tango, credo che sia un modo diverso di suonarlo e di ballarlo e che comunque dei distinguo vadano fatti. Riguardo alla mia posizione su Piazzolla non è una poszione alla “Alex drastico”: solo che nelle mie selezioni non c’è molto spazio per quel genere di tango che per me va bene anzi benissimo per la esibizione, meno per la milonga. Se poi mi capiterà di musicalizar per degli amanti di Piazzolla che me lo chiederanno… una tanda ci può scappare ma con la stessa valenza dell’elettronico e cioè con scarsa convinzione da parte mia. Vorrà dire che per mia cultura andrò ad ascoltarmi il periodo Piazzolla Troilo e Piazzolla Fiorentino, al massimo quelli ma l’Escualo e il libertango preferirei vedermeli a teatro.

    Rispondi

  75. Niky!???
    Ce rifai co sto Piazzolla? E lascialo dormì en pace!
    😀

    Rispondi

  76. Era per Beppe !!! Si vede la foto che ho postato ?

    Rispondi

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