Tango: storia di un amore

Araca, corazon

(Enrique Delfino y Alberto Vaccarezza – 1927)

¡Araca, corazón… callate un poco
y escuchá, por favor, este chamuyo!
Si sabés que su amor es todo tuyo
y no hay motivos para hacerse el loco,
araca, corazón, callate un poco.
Así cantaba un pobre punga que a la gayola
por culpa de ella fue a descansar,
mientras la paica con sus donaires
por esas calles de Buenos Aires se echó a rodar.
Mas como todo se acaba en esta vida
una tarde salió de la prisión,
y al hallarla le dijo el pobre punga
“¡Volvé otra vez conmigo, por favorl
Volver no puedo” dijo la paica…
El amor mío ya se acabó“.
Pasó una sombra, cruzó un balazo,
cayó la paica y una ambulancia
tranquilamente
se la llevó.
Y nuevamente en las horas de la noche,
cuando duerme tranquilo el pabellón,
desde la última celda de la cárcel
se oye cantar del punga esta canción.
¡Araca, corazón… callate un poco
y escuchá por favor este chamuyo!
y no hay motivos para hacerse el loco,
Si sabés que su amor nunca fue tuyo
araca, corazón, callate un poco.

Questo è il racconto di una storia d’amore finita male, come probabilmente ce n’erano tante nella decade degli anni venti, epoca in cui è stato scritto questo tango. La civetta di turno che chiede gioielli, regali e bella vita e lui, per accontentarla, commette anche qualche illecito.
Questa storia ce la racconta un poeta, tutta per intero: infatti Vacarezza era famoso per i suoi testi lunghissimi, che costringevano i compositori ad aggiungere sempre strofe ai loro tanghi.

Lui è un povero innamorato in carcere: probabilmente ha commesso qualche furtarello per comprare doni alla sua amata; noi sappiamo che lei nel frattempo è in giro per BsAs a cercare un altro sprovveduto da abbindolare. Ma lui no, non lo sa e cerca di consolarsi così, aspettando di scontare la pena per riabbracciarla: “Attento cuore! Calamati un pò e ascolta queste parole. Se sai che il suo amore è tuo, perchè diventare pazzo”. Insomma “non ti preoccupare che lei ti sta aspettando!”. Poi finalmente esce di prigione e va da lei ad offrirle il suo amore, ancora immutato. Lei gli dice che non possono più tronare insieme perchè lei non lo ama più. Ovviamente lui, non padrone delle sue azioni, seppure per un istante, le spara … e torna il sereno: un’ambulanza “tranquillamente” se la porta via. In quel “tranquilamente” è racchiusa tutta la pace dei sensi che il tipo ha raggiunto dopo averle sparato! Sa cosa l’aspetta, ma è tranquillo. Quasi un destino segnato.
Adoro questi poeti che con un solo aggettivo sanno descrivere un preciso stato d’animo!
Ovviamente torna in carcere, però questa volta, di notte, nella sua cella, si consola così: “Attento cuore! Calmati un pò e ascolta queste parole. Non hai motivo per diventare pazzo se sai che il suo amore non era più tuo”. Insomma “di che ti preoccupi, tanto non ti amava…!” 🙂

Ma siamo sicuri che storie come queste non succedano più?….

Un caro saluto
Chiara

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2 responses to this post.

  1. Posted by Salvatore on aprile 22, 2008 at 11:34 am

    “…Si sabes que su amor nunca fue tuyo…”

    “…se sai che il suo amore non è mai stato tuo…”

    è più amaro.

    Rispondi

  2. Oh! Si Salvatore.
    Come hai ragione!
    🙂

    Non ho voluto fare una traduzione precisa, perchè ogni frase meriterebbe una riflessione. E’ di una intensità che mi sconvolge!
    Come sempre il tango!

    Baci

    Rispondi

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