Il tango di Jannacci

Non parlo del mitico Enzo, ma del suo “figliol prodigio”: Paolo Jannacci. Paolo, come leggo nella biografia del suo SITO, suona il pianoforte, la fisarmonica e il basso elettrico, arrangia e compone.  Veramente eclettico!

The Best Live – Milano – Teatro Smeraldo – 13 marzo 2007 

Ha lavorato con grandi nomi del mondo dello spettacolo, del Jazz, del cabaret, del cinema. Per citarne solo alcuni: Dario Fo, Ornella Vanoni, Cochi & Renato, Articolo 31, Giorgio Gaber e Paolo Rossi, Chico Buarque e Massimo Ranieri, Roberto Vecchioni, le cantanti Paola & Chiara, Max Pezzali, i comici Ale&Franz, ecc…
Ha composto diverse colonne sonore, musica per il cinema, per la pubblicità, per documentari e ha all’attivo diversi album di cui uno dedicato al tango.

Ed è ovviamente di questo che voglio parlare: si tratta del cd “My tangos” del 2005. Lo avevo dimenticato in un cassetto ma me lo ha ricordato l’ottimo Maniacus!

La copertina del Cd e il fascicolo con intervista all’autore

Per la realizzazione super tecnologica del disco, Paolo si è avvalso della collaborazione di Michele Monestiroli (armonica cromatica, violino, viola), di Marco Ricci (contrabbasso e basso elettrico)e di Giorgio Cocilovo (chitarra classica). Il Cd contiene dieci brani e potete saperne di più a questo LINK.  Per presentarlo lo stesso compositore dice “Solo il tango è in grado di evocare emozioni struggenti…solo la fisarmonica è in grado di interpretarle“. Si può essere più o meno d’accordo, ma è sicuramente suggestivo.

QUI potete ascoltare il brano Destino, anche se forse un brano solo non basta per rendersi conto dell’opera! Tanto per togliersi una curiosità se non si conosce il Cd.  🙂

Un caro saluto
Chiara

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3 responses to this post.

  1. Tango molto raffinato…Paolino suona molto bene.

    Ottima segnalazione Chiara…bravissima

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  2. Azzardo un commento….
    il timbro di fisarmonica mi fa un pò strano a sentirlo dialogare con piglio da tango argentino, il brano è molto lavorato in studio ma non eccessivo, non troppa roba, bella la stereofonia della fisa… il genere dovrebbe essere il nuevo, peccato per la base ritmica (quello che dovrebbe essere il rullante) che ha un’impasto decisamente elettronico e quindi lo classficherei in quest’ultimo genere….. lo sviluppo della melodia non è certo innovativo, esattamente quello che ci si aspetta, finisce con uno sfumato… mi ricorda Kate Bush ….se lo mettono lo ballo di sicuro, forse non comprerei il disco, ma bisognerebbe sentire gli altri brani….è così ben confezionato che mi puzza d’operazione commerciale nel tentativo di trovare una strada a questo bravo musicista che in Italia come tutti fatica a brillare di luce propria, che con un padre così è ancora più difficile…

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  3. Posted by lucy on marzo 28, 2008 at 10:02 pm

    è un disco che ho da un anno, non mi piace, si salvano a mio parere un paio di pezzi.

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