Lavori in corso: la pagina eventi

Questo è un post atipico, (lo dico subito, così poi non vi lamentate 🙂 )…
FAItango vuole sempre migliorare i propri servizi, ed è in continuo studio su come ottenere questo risultato.
Non vi promettiamo il mondo… non vi promettiamo di creare un modo di vivere il tango idilliaco e senza problemi… 😉

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ma promettiamo di lavorare per voi!!!!

Una delle cose che stiamo pensando di arricchire di contenuti è la pagina relativa agli eventi contenuta nel sito principale. Inutile presentarla: certamente conoscete tutti questa bacheca degli eventi legati al tango, serata per serata. Qualche mese fa il nostro webmaster l’aveva rielaborata. Ora, nell’ottica di offrire una informazione sempre più variegata a chi legge gli annunci delle serate, stiamo pensando di modificarla di nuovo.

La nostra idea, dopo aver consultato i musicalisador, è di organizzare l’inserimento dei dati della serata precisando alcune caratteristiche della selezione musicale che verrà inserita, grazie ad una maschera a scrittura libera, preceduta dalla voce “Selezione musicale“, nella quale il singolo inserzionista scriva liberamente.
Per capirci, l’effetto finale è che gli utenti del tango dovrebbero venire a sapere in anticipo se durante la serata si ballerà sul tango classico, sul tango elettronico o su una fusione delle due tipologie musicali, e se si useranno o meno cortine. Con la conseguenza che non dovrebbero esserci situazioni di insoddisfazione legata alla musica.

Ora, vi chiederete: perchè lo dite proprio a noi?

La ragione è semplicissima, vogliamo la vostra opinione!!

Vogliamo sapere se vi piace l’idea di creare una banca dati più completa sulle serate, e che tipo di problemi avete trovato nell’inserire i dati, oppure nella consultazione del servizio. Vorremmo avere i vostri consigli su come migliorare le cose… Questa richiesta è rivolta a tutti, esperti e meno esperti. Siamo curiosi di capire se la cosa vi interessa perchè abbiamo visto che ci sono opinioni differenziate: c’è chi vorrebbe una precisione assoluta sulla tipologia di musica adottata, c’è che invece ritiene che la musica vada dosata sul pubblico e sia inutile fare queste precisazioni.

Quindi ritenete utile conoscere in anticipo la tipologia di musica che verrà inserita/utilizzata nel corso della serata? O viceversa pensate che sia compito di un musicalisador tastare il polso della situazione, e modificare la musica in rapporto alla gente che si trova davanti e pensate che sia inutile sapere in anticipo che cosa ascolterete?
Volete sapere in anticipo se un musicalisador usa solo musica elettronica o tradizionale, o se talvolta si lascia trascinare in una tanda diversa? O qualsiasi tipo di musica vi va bene, basta ballare il tango?
Ci sono altri suggerimenti che ci potete dare per migliorare la pagina eventi ai quali non abbiamo pensato?

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Vogliamo confrontarci con voi, per riuscire a fare sempre il meglio….

Quindi fate sentire la vostra voce!!!

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35 responses to this post.

  1. Riguardo al discorso musicalizzazione abbiamo già detto in separata sede, però ripeto la mia anche qui: ben vengano le migliorie e la maggior informazione, ma non vorrei che troppa informazione obbligatoria diventasse una “gabbia” dorata per chi vuole mettere annunci.

    Riguardo ai pb tecnici segnalo che se cambi idea, cioè se mentre stai pubblicando un annuncio, per caso clicchi su “torna alla maschera di inserimento”, l’annuncio scompare e devi riscrivere tutto. Mi capita quando uso l’opzione “modifica annuncio”, non so se succeda anche con i nuovi inserimenti.
    Poi capita anche quando il sistema non ti approva in automatico una parola ( o una parte di essa). Punizione: devi riscrivere tutto. Aaaarg!!! 😀
    Però adesso ho imparato. Una copia prima di salvare i dati non me la leva nessuno 😉

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  2. Posted by Franco on gennaio 29, 2008 at 7:12 pm

    ..Ho avuto lo stesso problema quando ho inserito l’annuncio a capodanno.. ad ogni modifica dovevo copiare tutto il testo precedente, cancellare il vecchio annuncio, crearne uno nuovo incollandoci il testo precedentemente copiato.. e poi modificarlo prima di salvare.. (..ma il tasto modifica che ci sta a fare..?).
    Fortuna che di computer ne mastico abbastanza.. sennò avrei dovuto veramente ricopiare ogni volta il testo.. 🙂

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  3. Posted by aurorabeli on gennaio 29, 2008 at 7:45 pm

    Sai Chiara, anche in me si dibattono due anime: una che ama l’ordine, l’altra anarchica, che ama vivere il momento con meno complicazioni possibili…
    La seconda anima mi porterebbe a dire: che barba, una regola in più!
    La prima invece gioirebbe dell’avere più informazioni.
    Forse la soluzione sta in un’altro modo di interpretare la cosa (in medio stat virtus): la pagina eventi è un indubbio metodo per chiunque, più bravo o meno bravo ad organizzare, per pubblicizzare la prossima serata. A tutti noi sono capitate serate tragicomiche senza musicalisador e senza gli elementi minimi per una milonga. Personalmente prendo queste serate con filosofia, capita anche questo..
    Ma nell’ottica di voler organizzare e mantenere un servizio, penso possa essere un metodo per chiarire al pubblico se si tratta di una serata valida….

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  4. Anche secondo me la via di mezzo e’ la cosa migliore.
    Ben venga quindi una struttura all’interno della quale compilare i campi… (aiutano a non dimenticare nulla).
    Concordo sull’utilità di segnalare il tipo di musica… e tutti i dati che sono stati proposti nell’email di Piero… e sulla possibilità di integrare la segnalazione con un campo variabile… sinceramente non saprei cosa aggiungere…
    C’e’ tutto quello che serve… oltre agli ovvii luogo ed orario… tipo di musica… costo di ingresso… obbligo di tessera associativa o meno… tipo e costo della stessa… ogni elemento che mi venisse in mente era nella lista…
    Mi sembra un passo avanti… approvo senza ombra di dubbio!

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  5. Parlo da insersionista di Faitango che si è dovuta porre il problema e lo ha dovuto rigirare agli organizzatori della milonga che segnalo.
    Il fatto è che non sempre si può sapere in anticipo quanti e quali tanghi e cortune ci saranno.
    Il buon musicalizador di quaggiù (El capitan) si muove su una pianificazione orientativa (tanghi classici) ma poi (com’è giusto che sia) fiuta la tendenza della serata, asseconda il sentire della pista. Sentire che è variabile.
    Il musicalizador di quaggiù seguirebbe di suo ( e spesso lo fa) una musicalizzazione ortodossa (tango classico, niente elettronico e cortine non ballabili)
    Ma col tempo ha dovuto ammorbidire la sua naturale tendenza.
    La pista spesso eclama un po’ di elettronico oppure balla volentieri certe cortine.
    El capitan la accontenta lì per lì, quando e se sente che la pista chide. A volte costantemente, a volte raramente. Insomma il musicalizador deve sapere interpretare (e sennò che ci sta a fare) la sensibiltà collettiva, il “sentire” di quelli che ballano. Questo non può farlo prima.
    Confesso da vecchia utente della milonga che, pur avendo precisi gusti musicali e precisi orientamenti e precise aspettative di musicalizzazioni, non mi interessa sapere prima cosa andrò a ballare. Anzi. Mi piace essere sopresa. Pronta a tutto il tango che puo esserci.
    Non amo l’elettronico in genere, ma alcune cose mi divertono molto, mi piace ballarle ogni tanto (anche se non ci farei un’intera serata!). Così come non amo l’abuso di marcette lagnose, tipo intere mezzore di le presunte perle sconosciute. In media stat virtus. Per me.
    Forse conoscere in anticipo la tipologia musicale della serate è utile per i puristi della materia, anche per coloro che vogliono sapere quello che trovano (o che prodotto pagano).
    Io appartengo certamente alla categoria di coloro che pensano che sia compito (e responsabiità) del musicalisador tastare il polso della situazione e modificare la musica in rapporto alla gente che si trova davanti. Il che non significa che qualsiasi tipo di musica mi vada bene.
    Credo che avere tutti i dettagli minuziosi delle serate sia utile a quelli che hanno l’imabrazzo della scelta tra una milonga e l’altra. Ciò accade soprattutto nel tango metropolitano, nelle grandi città.
    Nel tango di provincia dove spesso c’è una sola milonga (a volte itinerante!) questo discorso non si può fare.
    In generale, come ebbi a dire già al buon Leli, NON sempre si può sapere anticipatamente cosa, come, quando e quanto. Spesso non lo sanno nemmeno gli organizzatori.
    Soprattutto in realtà di provincia dove il tango è giovane e trovare una milonga stabile è ancora una faticosa entusiasmante conquista.

    Hasta la milonga, siempre!

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  6. Ben detto farolit.
    Importante sapere luoghi, orari, costi, tesseramento, ecc. Spesso non ci è dato scegliere per la musica. O mangi la minestra…o salti dalla finestra! 😀

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  7. Posted by Franco on gennaio 30, 2008 at 8:56 am

    ..è già stato detto tutto, e concordo.
    Gradirei andare in una milonga ed essere sorpreso dal/dalla DJ, senza dovermi aspettare le solite cose.. Anch’io amo essere sorpreso e confesso di avere depennato dalla mia lista dei “preferiti” alcune milonghe della zona per la selezione musicale particolarmente barbosa e sempre uguale, nonostante il passare del tempo.

    Mia moglie è un’amante del tango elettronico, io con il passare del tempo ho cominciato a preferire quello tradizionale.. Capite quindi che la varietà della selezione musicale diventa importante per l’armonia famigliare.. 🙂

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  8. Posted by marina2312 on gennaio 30, 2008 at 9:43 am

    Sono assolutamente d’accordo con Farolit.

    E aggiungo un altro piccolo rischio: i musicalizador (soprattutto se non sono molto esperti)tendono a partire con una propria idea preconcetta su cosa va messo in milonga senza poi fare i conti con la pista, con esiti a volte fallimentari. Il fatto di dichiarare preventivamente le loro intenzioni rischia di estremizzare questa tendenza (“Siete stati avvisati, adesso non lamentatevi…”).

    Certo, se una serata è dichiaratamente solo dedicata ad un genere (tango nuevo, gli anni ’40, una particolare orquesta) gli oragnazzatori avranno comunque la sensibilità di indicarlo nella descrizione della serata, ma se la musica è varia forse non è necessario dichiararlo.
    Forse sarebbe più utile creare occasioni di confronto, di scambio di opinioni, (come è già questo blog) con una pagina dedicata sul sito principale, per dare ai musicalizador una sorta di feedback. Comunque alla fine quello che fa la differenza è la cultura e la sensibilità del musicalizador…

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  9. Posted by aurorabeli on gennaio 30, 2008 at 10:23 am

    Gli interventi che avete fatto sono interessanti e mi incuriosiscono molto: sembrano portare quasi tutti (Franco a parte, per eccezioni familiar-tanguere 🙂 ) verso la conclusione che non ritenete necessaria questa specificazione relativamente alla musica che verrà inserita nella serata.

    Trovo la cosa peculiare, perchè nella discussione tenuta nella list dei musicalisador si sono levate molte voci a sostenere l’utilità del servizio, forse nell’idea che il ruolo del musicalisador sia anche di formazione del pubblico tanguero…

    Le cose sono due: o chi è intervenuto prima ora non lo sta facendo, oppure ha cambiato idea!!!

    🙂

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  10. Posted by Niky on gennaio 30, 2008 at 10:54 am

    Vedo con piacere che molte delle cose scritte dai nostri lettori ed in particolare da Farolit, ribadiscono molte delle cose da me enunciate in altra sede (musicalizadores). 🙂
    In particolare vedo una tendenza a voler camuffare il proprio interesse o l’interesse della pista per l’elettronico quando poi, se vai in una mionga qualsiasi, spesso ti capita di ascoltarlo. Chissà perchè tutti si atteggiano a tradizionalisti o semplicemente perchè gli “elettronici” non parlano…. (Provocazione)

    Rispondi

  11. Posted by Niky on gennaio 30, 2008 at 11:02 am

    Ribadisco:

    Quando la pista richiede a viva voce elettronico, bisogna somministrarglielo;

    Quando in una serata arriva una comitiva di gente inaspettata che vuole un certo tipo di musica non la si può deludere;

    Il bravo musicalizadòr non deve incaponirsi nelle proprie scelte musicali tanto per soddisfare il proprio orecchio ed il proprio gusto (personalissima opinione);

    Non si sa mai come andrà una serata, spesso anch’io inserisco all’ultimo minuto tande che non avrei pensato di mandare;

    La gente ama essere sorpresa, magari con un pezzo particolare che neanche ti aspettavi o un pezzo che non ascoltavi da tanto tempo;

    Non eccedere con l’elettronico altrimenti diventa ua serata a tema;

    E ne avrei ancora. Spero di aver dato spunti alla discussione anche se molte cose sono già state dette. 😆

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  12. Posted by marina2312 on gennaio 30, 2008 at 12:11 pm

    Credo che il problema non sia elettronico si/elettronico no, ma piuttosto: quanti ballerini hanno il coraggio di ballare un pezzo sconosciuto??

    Ci sono tanghi elettronici che riempiono la pista e altri che svuotano la sala, di solito dipende da quanto sono conosciuti dai ballerini presenti.

    Lo stesso vale per le perle che nessuno conosce: spesso i ballerini preferiscono ascoltarle prima di decidere che magari si potevano anche ballare.

    Poi, come in tutte le cose, ci sono gli estremisti: i talebani che se è successivo al ’40 non è tango e quelli che che preferiscono ballare la siglia di carosello piuttosto che un tranquillo Calò, ma non si possono mettere le musiche solo per gli estremisti.

    Sulle serate di tutto elettronico credo che il problema, al di là dei gusti personali, è che davvero non sono stati ancora pubblicati (o non sono ancora diffusi) abbastanza brani “belli” per riempire una serata, quindi si finisce per andare avanti con mezze ore di Piazzolla (sempre bello ma non sempre ballabile) o ore di chillout fusion dub rap a prescindere che siano belli o ballabili.

    Riuscire ad accontentare un po’ tutti i gusti e a mantenere la pista “calda” è il compito non facile del musicalizador…

    Rispondi

  13. Posted by Franco on gennaio 30, 2008 at 12:25 pm

    x Aurora :

    A me non interessa sapere prima cosa suonerà il/la DJ..
    ..gradirei un pò di varietà e sensibilità verso la pista e non un programma rigido.. ma questo a quanto mi è dato a capire è poi il sentimento prevalente..

    x Marina :

    Si potrebbe fare una serata di soli tanghi elettronici, volendo, io ne ho una bella collezione che, a parte pochi pezzi, non sento suonare da nessuna parte.. pigrizia dei musicalizadores ad aggiornarsi..?

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  14. Posted by dctango on gennaio 30, 2008 at 12:38 pm

    Marina ti devo contraddire subito.
    Una sera ho proposto due brani di seguito, uno conosciuto a tutti, dei Gotan, uno sconosciuto dei Bajofondo eppure la pista non si è affatto svuotata.

    Rispondi

  15. Ho partecipato a una serata di solo elettronico. Eravamo pochini. Io e Gio siamo andati perchè ci piace fare esperienze nuove che siano alla nostra portata, senza troppi sacrifici.
    A musicalizzare c’era una ragazza di cui non ricordo il nome (forse Sonia), comunque maestro e dj rinomato proprio per l’elettronico. Penso che nel suo paese (Monaco?) abbia una milonga fissa di solo elettronico. Almeno così avevo capito (potrei indagare per essere più precisa, ma non ne ho voglia!).
    Non credo ripeterei la cosa. L’unico fatto positivo è stato che a un certo punto noi donne ci siamo messe a ballare da sole, stile discomusic, e abbiamo ballato tutta sera, divertendoci. Ma non era tango. 😉

    Riguardo all’uso di elettronico in milonga, io cerco di non esagerare. Soprattutto non mi piace quando parte l’elettronico e dura più di una tanda. Mi piacciono molto le milonghe elettroniche e ogni tanto provo a proporre qualche novità. Però concordo con Marina perchè spesso se metti un pezzo troppo nuovo, in pochi lo ballano perchè non lo conoscono. E il gusto dell’avventura? tanto poi il ritmo del tango non è che riservi tutte ste sorprese!Gli esperimenti li faccio a fine serata, quando restiamo in pochi e allora la pista diventa il regno di chi rimane e di chi mi chiede qualche pezzo particolare!!! 🙂

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  16. Posted by dctango on gennaio 30, 2008 at 12:56 pm

    Cara Marina, in effetti così non è stato sulla list musicalizadores da cui sono reduce da alcuni giorni di discussione e da cui scaturisce questo post.
    In effetti l’esigenza di aggiornare FAITANGO eventi nasce dal fatto che qualche utente si è lamentato di aver trovato una serata del tutto diversa da quello che si aspettava, quindi nel rispetto e nella tutela del diritto di ogni utente di divertirsi e di scegliere secondo i propri gusti. Ecco perchè io penso, che seppur in forma semplice, sia necessario dare una indicazione del tipo di serata proposta. Una indicazione, in modo tale che chi vuole ballare tango tradizionale e solo quello non si trovi inconsapevolmente in una serata di elettronico.
    Riguardo alle serate di tango elettronico secondo me si possono fare ma sono dedicate ad una platea molto particolare e non a tutti i tangheri, come è ovvio. Di questo possiamo parlare…

    Rispondi

  17. Posted by dctango on gennaio 30, 2008 at 12:57 pm

    Chiara se il nuovo è ballabile lo abballano, fidati ! 😆

    Rispondi

  18. Ballare il ballabile? Non lo dire a una che ballerebbe anche l’himno nacional! 🙂
    A me è capitato di essere scaricata a metà tanda perchè il ballerino non conosceva il brano proposto dal dj (era un vals di Troilo). Mi son sempre chiesta se fosse stata una scusa! Comunque l’ho infamato. Gli ho detto “vorrai mica ballare tutta la vita sempre e solo ciò che conosci?” Però poi ho pensato che magari prima lo voleva ascoltare. beh! Vabbè! Io una in mezzo alla pista non l’avrei smollata, anche a costo di non beccare un finale (che poi in tanti non lo beccano nemmeno della Cumparsita!) 😉

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  19. Posted by dctango on gennaio 30, 2008 at 1:05 pm

    Non si molla una ballerina in mezzo alla pista, mai !!! 😦

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  20. Posted by doribaby on gennaio 30, 2008 at 1:45 pm

    Parlo da utente di milonga e non da dj.Il musicalizador ha certe necessità, che posso capire:tenere la pista piena.Quindi flessibilità massima..
    Da utente…di milonghe metropolitane, direi che ..riporto alcune frasi di Farolit:
    “..Credo che avere tutti i dettagli minuziosi delle serate sia utile a quelli che hanno l’imbabrazzo della scelta tra una milonga e l’altra. Ciò accade soprattutto nel tango metropolitano, nelle grandi città…”
    Io posso fortunatamente scegliere a volte tra piu’ milonghe nella stessa sera,e mi piacerebbe poter scegliere anche in base al parametro “musica”.
    Insomma, perchè caduta libera, se posso utilizzare un paracadute??? Chi ama le sorprese, solitamente parte in quarta e non utilizza “certe “informazioni. Ma c’è chi desidera utilizzarle.Perchè no?
    Ciao Auri!!!!
    Dori

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  21. Dico la mia, anche se è già stato detto quasi tutto e concordo con diversi interventi – qui però si chiedeva il parere PERSONALE, ed il mio è che avere le notizie in anticipo sul tipo di serata AIUTA, non guasta mai. Se a qualcuno non interessano ok, non c’è l’obbligo di leggerle….

    Personalmente sono per il tango tradizionale, non perchè mi senta talebano ma semplicemente perchè risponde meglio al mio gusto personale – per lo stesso motivo amo Chopin e non amo Tchaikovsky, amo Ligabue e non amo Pelù….

    Ballando da 5 anni ho trovato spesso serate in cui “ti becchi” la tanda / le tande elettroniche perchè evidentemente piacciono.
    Solitamente quello è il momento per prendere una boccata d’aria o una bevuta, senza critiche per nessuno. La “sorpresa” la aspetto volentieri con un TANGO sconosciuto: ce ne sono centinaia, e non tutti necessariamente argentini.

    Credo che la sensibilità del musicalizadòr sia ESSENZIALE, ne conosco alcuni (pochi) veramente in grado di gestire una bella serata, seguendo un filo conduttore dal quale volentieri mi faccio portare – altri ahimè adottano maniere alquanto discutibili nel proporre musica, passando con leggerezza dal Pugliese all’elettronico, alla tanda di due tanghi e due milonghe.

    La “bella serata” è ovviamente un giudizio personalissimo, un cocktail dei vari ingredienti vissuti sulla propria pelle, ma dalla bella musica non posso proprio prescindere!

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  22. Posted by Iko on gennaio 30, 2008 at 8:27 pm

    Salve a tutti!
    A me farebbe davvero piacere sapere prima a grandi linee la selezione proposta nella serata, così almeno io, cercherei di evitare le milonghe dove il musicalizador manda solo vecchie registrazioni di tanghetti scricchiolanti, personalmente preferisco arrangiamenti recenti e incursioni nell’elettronico.
    Questa è solo la mia opinione!!

    Rispondi

  23. Posted by marina2312 on gennaio 31, 2008 at 12:07 pm

    Recentemente ho molto a che fare con ballerini principanti e tutti (non è una casistica ampia, ma a me ha fatto riflettere) hanno orrore dei vecchi tanghi (le famose marcette in particolare) e piuttosto ballerebbero della discomusic come fosse tango. Ho provato a spiegare che questo funziona soprattutto quando si è principianti, quando ballare musica sconosciuta è la norma (non conoscendo ancora il tango anche GalloCiego è sconosciuto..) ma quando si accumula un po’ di esperienza, ballare un tango che si conosce bene permette di “beccare” la pausa o il crescendo in modo magistrale (e quando un ballerino riesce in questo io, come ballerina, vado in estasi:))
    Ho ripensato a quando ero principiante io, a come detestavo io stessa le “marcette”, le stesse che adesso ballo molto volentieri e che propongo (con moderazione) quando mi capita di mettere la musica in una milonga. Credo che sia necessario un certo periodo per abituare l’orecchio alle sonorità un po’ retrò dei tanghi vecchi, mentre le sonorità dei Gotan sono assolutamente accattivanti per chiunque.
    D’altra parte credo che sia giusto in milonga rispettare anche i gusti di chi, per mancanza di familiarità, fa fatica a sopportare una serata intera di musica degli ani ’30.

    Le serate di solo tango elettronico a cui ha assistito mi sono sembrate abbastanza pesanti anche se la gente ballava: non so se per imperizia dei musicalizador o per mio gusto personale, ma alla fine la musica mi annoiava moltissimo e mi sembrava di non essere la sola (in effetti quando alla fine, a grande richista, si è passato a Tanturi, ho visto le reazioni di entusiasmo della sala). Quando mi capiterà di partecipare ad una serata di tango elettronico davvero riuscita, sarò la prima a rallegrarmene.

    Rispondi

  24. Posted by Franco on gennaio 31, 2008 at 3:13 pm

    Premetto che, come già accennato in precedenza, possiedo una fornitissima collezione di tango nuevo, che ascolto sempre volentieri in macchina.. però da qui a ballarlo tutta la sera..

    .. sono reduce dal festival di cesena, e penso di poter dire con cognizione di causa che una serata di solo tango elettronico, anche se fattibile per quantità e varietà di brani, risulterebbe davvero tosta per chi come me predilige il classico..
    La serata festivaliera del sabato nonostante gruppo dal vivo (otros aires) ed esibizioni di tutti i maestri, è stata veramente pesa..

    ..In questi casi, forse un pò estremi, sarebbe sicuramente meglio sapere prima il programma musicale..

    ..ma de gustibus..

    Rispondi

  25. Beh! Franco. Quando vedi il nome del gruppo che suona…i nomi dei maestri che ballano…il titolo del Festival … sei già un bel pezzo in avanti! 🙂

    Rispondi

  26. In questo campo non ho molta esperienza, provo a dire la mia.

    Se è vero che il tango elettronico attira più gente soprattutto giovani…
    Allora poter scegliere tra tante milonghe quella che mette la musica che si preferisce non è sempre un vantaggio, avere tutte le informazioni sul tipo di musica potrebbe essere una lama a doppio taglio.

    Non è che poi i principianti vanno solo dove c’è abbastanza elettronico e diradano le occasioni per
    “trovarsi a dover ballare” i tanghi d’epoca ?

    Non è che poi per paura che non venga gente uno si trova a mettere più tango elettronico in cartellone e di cnseguenza in milonga, di quello che avrebbe voluto?

    Mi spiego meglio:

    Mi ricordo quando in una milonga degli inizi ho ascoltato una serie lunghissima di tanghi d’epoca. Volevo andarmene, ma gli altri ballavano, allora mi sono fermato solo per guardare e cercare di capire… dopo il ripetersi di questa situazione in altri luoghi mi sono rassegnato a ballare meglio che potevo questa musica con questi suoni così lontani dal mio gusto.
    Con il tempo alcuni di questi brani mi sono piaciuti altri li ballo ancora alla meno peggio, però ho capito il loro fascino e la loro importanza ma non avrei frequentato questi posti avendo un alternativa…
    Il problema della mercificazione dell’ evento milonga potrebbe essere agevolato cercando di offrire un genere di tande che attiri più gente possibile, badando così al solo introito economico a discapito delle serate in cui un bravo musicalizador cerca di produrre la sua arte che sappiamo non consiste solo nell’ inserire il cd dal lato giusto……

    Io penso che l’ anima del Tango che instilla passione ai ballerini che danzano con il cuore, abbracci una quantità di persone sufficientemente grande da riuscire a mantenere viva la Tradizione della milonga nonostante i tempi attuali tendano a ridurre tutto in numeri di euro.
    Se non altro me lo auguro.

    Rispondi

  27. Posted by Franco on febbraio 1, 2008 at 2:59 pm

    ..hai ragione Chiara, ma ero andato anche il giovedì al Verdi e lì la serata è stata varia ed equilibrata con tutti i generi musicali..
    Anche le performances dei maestri mi sono sembrate migliori..

    Del resto la varietà ti fà apprezzare di più le cose..

    Ma questo è solo il mio modesto parere.

    Ciao 😉

    Rispondi

  28. Posted by Franco on febbraio 1, 2008 at 3:36 pm

    Concordo con te, Alberto.

    Quando dici:”Mi ricordo quando in una milonga degli inizi ho ascoltato una serie lunghissima di tanghi d’epoca. Volevo andarmene..”

    Io da principiante ho odiato i classici, ma solo alcuni brani.
    Li ho odiati ancora prima di andare in milonga.
    Odiavo solo i brani che si ripetevano a lezione.. perchè erano sempre gli stessi.. una palla..
    Però mi piaceva il tango.. ed ho stretto i denti.
    Però questo “imprinting” ha fatto sì che ancora oggi, quando li mettono in milonga, mi procurano un senso di fastidio.. ma solo “quei brani”..
    Col senno di poi, ora che ho imparato ad apprezzare i classici..non sarà che “quelli” sono proprio brutti..?
    Sì, pensandoci bene erano, sono proprio brutti.!!

    Bisognerebbe insegnare agli insegnanti a curare anche la selezione musicale a lezione, ne gioverebbero tutti !

    Rispondi

  29. Sai Franco che mi incuriosisci!
    Mi piacerebbe sapere di che brani stiamo parlando!
    Un bacione

    Rispondi

  30. Posted by Franco on febbraio 1, 2008 at 4:19 pm

    A memoria non li ricordo.. appena ho un attimo vado a vedere nel mio “archivio” musical-tanguero e poi ti dico.. 😉

    Rispondi

  31. MA CHE DISCORSI! Una serata solo elettronico o solo pugliese o solo d’arienzo…… che pizza! a proposito, per me una serata deve essere come un pasto bilanciato un po’ di tutto senza esagerare.
    Venire incontro alle esigenze dei milongueri, certamente, ma anche con uno spirito sperimentale e di stimolo per tutti.
    Certo non tutte “le serate escono col buco” ma insomma, bravo DC continua così.

    Rispondi

  32. Posted by niky on febbraio 1, 2008 at 7:23 pm

    Grazie Maniacus,
    io di solito sono un po’ restio a parlare delle “mie serate” perche’ e’ da poco che musicalizzo e quindi mi mette un certo disagio: mi sembra quasi di salire in cattedra senza avere i titoli e difatti cosi’ e’, purtuttavia penso che la mia pur breve esperienza possa comunque essere di aiuto a comprendere qualcosa sul tema di cui stiamo parlando e allora mi lascio andare e ve ne parlo ugualmente.

    Io di solito preferisco non irrompere nel bel mezzo della serata con tanghi elettronici e li relego di solito alla fine, alle ultime tande. Fa’ eccezione una milonga in cui vado la domenica in cui la percentuale doi gente che ama l’elettronico e’ alta e allora anticipo un po’ ma non metto mai due tande consecutive di elettronico. Di solito ne metto una di due soi brani, alla fine di una tanda di vals o di milonga per poi riprendere alternando con un classico Fresedo o un Di Sarli: cosi’, credo, non si annoia nessuno e difatti finora nessuno e’ venuto a lamentarsi.

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  33. Discutere della musica è un tema tipicamente europeo. E il problema è di natura culturale. Il nocciolo della questione è stabilire se l’ombelico del “mondo tanguero” sia Buenos Aires o meno. Oppure difendere la nostra, seppur periferica cultura del tango o meno. Come accaduto più volte nel secolo scorso molti input sono giunti a BAires dall’Europa. Il tango elettronico, il nuevo degli anni 50-60, le contaminazioni, piacciono molto più a noi che ai porteni. Il problema di che musica passare ad una serata, per Damian Boggio & Co. riguarda il numero delle persone che ballano… la pista per loro dev’essere sempre piena ma a rendere efficace il richiamo saranno sempre e soltanto i brani della decade de’or. Le divagazioni e ciò che rendono uniche le serate di un grande musicalizador porteno sono le cortinas(che spesso lo identificano), le divagazioni con tandas della guardia nueva (De Caro, Tipica Victor) e magari un fine serata con qualche novità di tango contemporaneo. Per il resto, la musica che si ascolta, è quella di sempre… tutto è molto legato alla tradizione. Questo vale per le milongas…. discorso diverso è quello delle practicas dove una certa avanguardia musicale inizia a diffondersi anche oltre oceano. Che fare qui da noi? Sinceramente a me, per definirlo tango non basta una base elettronica campionata e un bandoneon… mi sembra musica che nasce con l’intento commerciale di vendere un po’ nel vecchio continente e magari approfittare del momentaneo interesse verso il genere. Un po’ come gli spaghetti con le vongole e la coca-cola agli americani in visita alla valle dei templi… dulcis in fundo. Secondo me un musicalizador dovrebbe evitare le brutte sorprese e dovrebbe conoscere bene il tango musicalmente. Avere a priori un’idea di cosa sta provando la gente in sala, se è annoiata o se ha voglia di rilassarsi… vivere l’insieme dei presenti come un grande eco-sistema che ragiona all’unisono. E a quel punto avere già mente che tandas inserire successivamente. Gente come Boggio o Picherna sanno far divertire con musica che all’80% è degli anni ’40. Vi siete mai chiesti come mai loro riescano e i nostrani no?
    p.s. Qui a Catania da poco più di un anno inziano a farsi vedere le practicas intese in senso “porteno”… quella portebbe essere la giusta location per divagare con l’elettronica.

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  34. Grazie per la preziosa testimonianza.

    Ci sono tante cose che si dicono: il “a BsAs si fa così” dipende molto da dove è stato chi lo dice, dove aveva la testa e soprattutto da cosa voleva vedere o sentire!
    E questo è sempre così: vedi ciò che vuoi vedere, senti ciò che vuoi sentire!

    Una serata divertente se la crea la singola persona, con le sue aspettative, il suo umore, la sua voglia di divertirsi. Ci sono dj che son più bravi di altri ad aiutarti in questo, ma non è tutto merito/colpa loro.

    Ad esempio ieri sera alla consolle mi hanno detto di tutto: “Che bella musica: molto classica però mi piace perchè i tuoi tanghi son belle versioni cantate”; “Mi piace questa musica perchè non ci son tutti quei tanghi cantati!”; “Che belli questi elettronici: quante novità!”; “Mi metti un pò di tango tradizionale? (ho fatto solo due tande di elettronico alle due di notte!)”.

    Cosa voglio dire? Nono lo so; di sicuro non capisco più che musica ho messo! Sorrido.
    😀
    🙂
    😉

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  35. Io nelle ultime due serate ho ricevuto una valanga di complimenti. Non lo dico per immodestia e li tengo nel giusto conto: i brani che hanno spopolato non erano tanghi:
    un tango para milognuita, Tango to tes nefelis, nostalgia de tango (di un siciliano), Vacanze Romane, Oblivion (milva Piazzolla). Naturalmente preceduti dall’epoca d’oro per tutta la serata o quasi.
    Anche le nuove orchestre di Buenos Aires sono state apprezzate (2 sole tande) e gli elettronici 1 tanda di 2 per sera. Ieri ho provato due brani difficili: mi confesion e diferente e me li hanno ballati.

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