Archive for 25 gennaio 2008

Associazioni e non… gare e non

Recentemente un nuovo commentatore (benvenuto Cristiano) è intervenuto nel blog per raccontarci la storia delle danze sportive negli ultimi anni in Italia.
Mi è sembrata una bella occasione per iniziare a raccontare a grandi linee la storia del tango in Italia (e chi balla da tanto tempo è invitato a raccontarci la sua esperienza..) anche per capire se sia possibile una distinzione tra i ballerini di tango e di altre danze…

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Circa una decina d’anni fa, quando questo ballo era agli esordi in Italia, era stato scoperto da pochissime persone e quindi le occasioni di ballo erano relativamente poche.
Quindi l’organizzazione delle serate era per lo più lasciata alla volontà dei singoli che avevano voglia di incontrare gli amici….
E quei cento tangueri che ballavano si spostavano dalla festa di uno a quella dell’altro, creando serate che erano più baraccate insieme che eventi in senso classico e tradizionale.

Poi lentamente il tutto si è trasformato ed evoluto in un fenomeno associativo: i gruppi di amici diventavano associazioni, nell’ottica di continuare ad organizzarsi le cose da soli  per mantenere il costo ridotto, e per curare la qualità e gli ambienti. In quel periodo nacque FAItango, nell’ottica di voler premiare il fenomeno associativo e per fornire un substrato di comunicazione e di relazione, oltre che di servizi, alle associazioni che crescevano e si sviluppavano.

Oggi siamo di fronte ad una nuova evoluzione: il tango attira sempre di più, e quindi diventa interessante anche per gli organizzatori professionali, che possono provenire da altri balli.
E, temo, giocoforza, che queste persone provenienti da altri balli porteranno un loro bagaglio culturale il che può avere aspetti positivi, laddove si concretizza in maggiore capacità nell’organizzare eventi a vantaggio dell’utenza finale, ma anche aspetti negativi nel momento in cui si vogliono replicare schemi di comportamento che nulla hanno a che fare con questo ballo.

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Non sono timorosa di questa evoluzione, perchè credo che l’ambiente del tango sia forte ed assolutamente in grado di assorbire gli aspetti positivi e rigettare quelli negativi. Ma, soprattutto, credo che questo ambiente rimarrà forte e sano nel momento in cui si faranno scoprire ai nuovi ballerini le emozioni che ci muovono quando balliamo, lo stare bene insieme per il divertirsi fine a sè stesso, il regalare agli altri le nostre energie per migliorare le cose.

Personalmente non credo nelle gare, soprattutto nel tango. Si, è vero, c’è un’anima esibizionista in ciascuno di noi, altrimenti non balleremmo il tango. Ma vivo questo ballo nel senso di dare la possibilità al mio estro artistico di esprimersi, e non sono convinta che questo sia misurabile. E comunque vivrei come una privazione il fatto di essere parificata agli altri in un unico contesto di criteri di giudizio, quando invece ho scoperto ed apprezzato del tango che ognuno ci mette il suo, e crea uno stile unico ed irripetibile.

Voi come la pensate?
Credete che ci sia spazio per una mentalità associativa, giocata sul mettersi a servizio degli altri e sull’investimento nell’ambiente?
Credete che le gare siano positive o negative a priori? Oppure che non vi comunichino nulla? Intanto qui potete leggere come la pensa FAItango nel suo statuto… 🙂

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Il Tango è per tutti!!!

Pa’ que bailen los muchachos via’ tocarte, bandoneón.
Bailen todos, compañeros, porque el baile es un abrazo:
bailen todos, compañeros, que este tango lleva el paso….
No te quejes, bandoneón, que esta noche toco yo.

Perchè ballino i ragazzi voglio suonarti, bandoneon.
Ballate tutti, amici, perchè il ballo è un abbraccio:
ballate tutti, amici, perchè questo tango guida il passo…
Non te la prendere, bandoneon, che questa sera, suono io.

Pa’ que bailen los muchachos – Aníbal Troilo y Enrique Cadícamo – 1942
QUI la versione di Troilo con Goyeneche … e chi sennò?!
QUI invece Troilo e la delicata poesia della chitarra di Grela.

Grazie Pichuco!
🙂

Ieri, oggi, domani …