Archive for 4 gennaio 2008

Intra…vedo tanga

Per Nick…vediamo se la febbre gli sale o sparisce! 😉

Annunci

Della serie … ohi mama!

Qualcuno me la spiega ?

Traggo letteralmente da “Palchetti Patavini” la Gazzetta dell’Idealista, del 2003.
‘La torsione viene eseguita essenzialmente a partire dal busto, mantenendo, per quanto possibile, la frontalità di quest’ultimo con quello della ballerina e ‘sacando’ con passo di retro sul suo piede di appoggio: si tratta della sacada posteriore, una delle figure più difficili e spettacolari del tango fantasia e poco adatta al tango salòn…’segue qui.
L’articolo, molto ben scritto, mi fa’ sorgere spontanee alcune domande che rivolgo ai nostri esperti Patricio, Chiara e Aurora, ma anche a tutti coloro che volessero dire la propria.
1) Che c…o vuol dire ‘tango fantasia’ ? Certo ne ho già sentito parlare, ma tra i tanto citati salòn, milonguero (no di certo) e nuevo, dove si colloca ???
2) Ma perchè la sacada posteriore in un normale corso di tango salòn non ve l’hanno mai insegnata: a me si ! E allora non era più tango salòn ? E cos’era ‘Tango salùm” ???  😀
3) Se leggete tutto l’articolo dice che è roba da professionisti farla come si deve. Io dico che è roba da ballerini avanzati bravi, ma da professionisti c’è roba ben più difficile di una torsione con busto e sacada posteriore.
Naturalmenete da parte di un ballerino che non è maestro, non vuole farlo,ma che legge e osserva. A voi la parola …  😉

I Tanghi che mi piacciono: Mi Dolor

Come introduzione a questo tango lasciatemi solo dire che lo adoro, letteralmente…
E’ sicuramente nella Top 20 dei miei preferiti ed uno di quelli a cui difficilmente saprei rinunciare in una serata di tango !!! 

Mi dolor
Tango
1930
Música: Carlos Marcucci
Letra: Manuel Meaños

mi_dolor.jpg

Vuelvo de tierras muy lejanas donde ayer
Torno da terre molto lontane dove sono stato
fuera a buscar olvido a mi dolor,
in passato a dimenticare il mio dolore,
consuelo al alma que sufrió, al creer
consolazione per l’anima che ha sofferto, nel credere
en los engaños y promesas del amor.
agli inganni e alle promesse d’amore.
Rumbo al olvido, que es un bálsamo al sufrir,
Meta per l’oblio, che è un balsamo per la sofferenza,
partí llevando en mi amargura
partii portando nella mia amarezza
el cruel recuerdo de la ventura
il ricordo crudele della felicità
que en otros tiempos junto a ti creí vivir.
che in altri tempi insieme a te credetti di vivere.

Fui esclavo de tu corazón
Sono stato schiavo del tuo cuore,
y a tus caprichos yo cedí
cedetti ai tuoi capricci
y me pagaste con traición.
e mi ripagasti con il tradimento.
Hoy, curada mi alma de su herida,
Oggi, curata la mia anima dalla sua ferita,
pienso que nunca he de volver
penso di non dover ritonare mai più
a mendigar tu querer.
a mendicare il tuo amore.

Porque allá donde fui
Perchè la’ dove sono stato
mis pesares a olvidar
a dimenticare i miei dolori
del amor conocí
conobbi le delizie
las delicias hasta embriagar.
dell’amore fino ad ubriacarmene.
Mi dolor llegó a curar.
Il mio dolore giunse a curare.
Mi pasión sólo dio
Ho dato solo la mia passione
los sentidos para amar,
i sensi per amare,
pero mi alma dejó
ma la mia anima lasciò
su pureza conservar
conservare la sua purezza
y así pronto llegó
e così giunse presto
sus tristezas a olvidar.
a dimenticare le sue tristezze.

Pero hoy te he visto junto a mi lado pasar.
Ma oggi ti ho visto passare vicino al mio fianco.
Mi corazón tan rápido latió
Il mio cuore cominciò a battere tanto rapidamente
que aquella herida que creí curar
che quella ferita che avevo creduto di curare
ante tu vista de improviso se entreabrió,
alla tua vista si è improvvisamente riaperta,
pues no bastaron para calmar mi dolor
giacchè non bastarano per calmare il mio dolore
ni las caricias ni el olvido.
ne’ le carezze ne’ l’oblio.
De nuevo sufro por ser querido
Soffro ancora per essere amato
y hoy, como entonces, soy esclavo de tu amor.
e oggi, come allora, sono schiavo del tuo amore.

La versione cantata da Angel Vargas, Qui; quella di Juan D’Arienzo con Osvaldo Ramos, Qui; e infine l’indimenticabile versione strumentale dell’Orchestra di Alfredo De Angelis, Qui. E questaversione con chitarre di Maurè Hèctor, Qui.

Questa mi mancava: il tango brasileiro!

Chi sia Ernesto Nazareth forse lo sanno in pochi. Di sicuro fino a qualche giorno fa, io non lo conoscevo. Poi un amico mi ha regalato un Cd con un suo pezzo, forse uno fra i più famosi, Cavaquinho (QUI), e mi sono incuriosita: l’ho cercato e mi si è aperto un mondo! Quello del tango brasileiro di fine ottocento e primi novecento! Tutt’altra cosa rispetto al tango rioplatense, ma a sentire bene … forse qualcosa si ritrova. In certi momenti mi pare di vedere Rodolfo Valentino che lo balla! 🙂

Ernesto Júlio de Nazareth nacque a Rio de Janeiro nel 1863 da una modesta famiglia che però amava la musica. La madre era infatti un’ottima pianista e lo iniziò allo studio dello strumento. Poi passò agli studi più seri in conservatorio, sempre restando però con un “orecchio” rivolto alla musica popolare e tradizionale (valsa, samba, choro…). Se volete conoscere di più questo poliedrico artista, QUI trovate un’accurata biografia in italiano.

Cercando cercando ho trovato dunque che Nazareth, compose fra gli altri brani, anche numerosi tanghi brasiliani, molti dei quali sono stati raccolti nel disco Tango Brasileiro. Fra questi il famoso Odeon (QUI il tango dedicato al locale dove suonò per molti anni, nella versione per solo piano come era stata creata), Brejeiro o Escorregando (Dc non fare battutacce…leggi bene! 😉 ). Se siete curosi di sentire la musicalità di questo tango, QUI potete ascoltare degli assaggini del disco.

Ecco! Ne ho imparata un’altra!
Sperando di aver fatto cosa gradita anche a voi.
Un caro saluto
Chiara

Tango shoes

Versione femminile delle  co-respondent shoes. QUI, in un vecchio post, maggiori info.