Archive for dicembre 2007

Cin cin

Dedicato a chi passerà la serata ballando … augurandovi di non stare troppo tempo a sedere,
nè perchè non vi invitano, nè per le troppe esibizioni!

🙂
😀
🙂

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Il vecchio e il nuovo

Recuerdos con ternura atesorados en noche de nostalgia a evocar
todos juntos y hermanados en común emoción de celebrar.
Un tiempo viejo ha pasado y otro nuevo llegará
cuidando siempre lo heredado nueva esperanza irradiará.
La magia inspiradora del pasado es llama intensa en el presente
anuncia el futuro iluminado cual rostro feliz resplandeciente….

I ricordi conservati con affetto, evochiamo tutti insieme fraternamente
in questa notte di nostalgia, con l’intenzione comune di celebrare.
Un tempo vecchio è passato, e un altro nuovo arriverà
attenuando ciò che abbiamo ereditato e una nuova speranza irradierà.
La magia ispiratrice del passato è fiamma intensa nel presente
annuncia un futuro illuminato come immagine felice e risplendente….

La noche de la nostalgia – Nelson Pilosof y Beatriz Lockhart – Montevideo 24 ago 2001.

Il vecchio e il nuovo

In Uruguay, la patria degli autori di questo tango, La noche de la nostalgia si festeggia il 24 di agosto, in una giornata di inverno. Le parole mi sono sembrate però adeguate anche per la nostra Noche Vieja, la Noche Buena, la notte di San Silvestro. In questa notte raccogliamo le esperienze, i ricordi dell’anno che è passato e facciamone tesoro, per prepararci a un luminoso 2008!

Tanti auguri!!!
Chiara

Mundo gaucho

Omaggio a Pedro Florindo Sassone

Violinista, direttore e compositore (12 gennaio 1912 – 31 gennaio 1982), il suo nome d’arte era Florindo ma il suo nome vero, battesimale, era Pedro.
Nacque nel barrio di Liniers, dove espletò i suoi primi studi musicali e si diplomò professore di violino.

– Nel 1930 debuttò in un gruppo diretto da Antonio Polito che si esibiva su Radio Belgrano. L’anno seguente fece il salto di qualità diventando violinista dell’Orquesta di Roberto Firpo. Ma è con Osvaldo Fresedo che forgia il suo modo di sentire il tango e questo contatto lo marcherà per sempre.

– Nel 1935 forma la sua prima orchestra, debutta il primo gennaio del 1936 su Radio Belgrano e pratica al cabaret Marabù con la voce di Alberto Amòr.

– Nel 1940 abbandona la radio e la musica per dedicarsi ad affari personali fino al 1946 quando riesuma una modesta formazione con nuovi musicisti, per suonare in caffè e sale da ballo

– Nel 1947 riorganizza la propria orchestra, ritorna alla radio con grande successo e comincia a competere con i grandi direttori. Torna a calcare i più importanti scenari porteñi e le sale da ballo.Ma al di là dei suoi indiscussi meriti fu fondamentale la presenza del vocalist Jorge Casal perchè ciò avvenisse. Questo giovane cantante irruppe nel modo artistico grazie a Sassone, con grande ripercussione, oscurando gli altri cantanti per la brillantezza e la potenza della sua voce.Come altri maestri aggregò altri cantanti alla sua orchestra,  e mise tra gli altri sotto contratto Roberto Chanel.

Passarono gli anni, la televisione ormai era diffusa e Florindo era uno dei primi direttori che si presentarono davanti alle telecamere. Nel 1960 giunse a tenere un programma dove era lui la stella.

– Nel 1962, l’orchestra contava un’equipe eccezionale di musicisti: Osvaldo Requena al piano; nella línea dei bandoneones erano Pastor Cores, Carlos Pazos, Jesús Méndez y Daniel Lomuto; tra i violinisti, Roberto Guisado, Claudio González, Carlos Arnaiz, Domingo Mancuso, Juan Scafino y José Amatriali; con Enrique Marcheto al contrabasso.

– Nel 1966 viaggiò in Giappone dove presenziò nelle città più importanti nel giro di pochi mesi. In questa occasione portò come cantante Mario Bustos. Sei anni più tardi vi ritorna con un’altra volce: Luciano Bianco.

– Colombia e Venezuela lo accolgono nel 1975 e a Caracas, suonò insieme ad una delegazione artistica argentina.

Florindo Sassone no ha una importante produzione come compositore, pero possiamo distinguere, tra i suoi temi, più successi: la milonga “Baldosa floja” con la collaborazione di Julio Bocazzi ed il tango “El último escalón”, con Javier Mazzea, entrambi dalla penna di Dante Gilardoni. Gli appartengono anche i tanghi strumentali “El relámpago“, “Cancha” ed insieme a Mazzea, “Rivera Sud”, “Bolívar y Chile”, “Tango caprichoso”, “Esquina gardeliana“, tra gli altri.
Florindo Sassone forgiò un proprio stile che era una via di mezzo tra il Maestro Carlos Di Sarli e Osvaldo Fresedo e giunse ad avere uno stile che pur influenzato da questi grandi del tango era del tutto peronale. Bisogna ascoltare attentamente una incisione strumentale per percepire dove si nascondono Fresedo e Di Sarli.

Quindi, alla fine di questa bella storia, vi propongo l’ascolto di alcuni dei pezzi in mio possesso interpretati da questo Autore, una specie di compilation fatta da me, ce ne sono alcuni che sono davvero particolari:

1. Felicia

2. Yira, Yira

3. La Viruta

4. Violin Gitano

5. Tango de las Rosas

6. Tango Azul

7. Madreselva

8. Orquideas a la Luz de la Luna

9. Nostalgias

10. La Paloma

11. Bahia Blanca

12. Pescadores de Perlas

13. Danzarìn

14. El Lloròn (Tango)

15. La Cumparsita

FAIquiz: “Verdemar” o “verde mare” ?

Secondo voi il celebre tango si Contursi parla di una donna chiamata Verdemar, parola che compare maiuscola, oppure parla del mare verde ? 
A parte gli scherzi è sicuramente poetico rivolgersi così ad una donna, chiamandola verde mare con intento metaforico: “Sei come il mare verde”: e voi cosa ne pensate ? Sapete qualcosa di più ? Parla di Gricel ?

Giuro che se l’aveva già detto Chiara nel post su Contursi cambio blog 😆

I Tanghi che mi piacciono: Verdemar

Verdemar
Tango
1943
Música: Carlos Di Sarli
Letra: José María Contursi

Verdemar… Verdemar…
Verdemar… Verdemar…
Se llenaron de silencio tus pupilas.
Le tue pupille si sono riempite di silenzio.
Te perdí, Verdemar.
Ti ho perso, Verdemar.
Tus manos amarillas, tus labios sin color
Le tue mani gialle, le tue labbra senza colore
y el frío de la noche sobre tu corazón.
ed il freddo della notte nel tuo cuore.
Faltas tú, ya no estás,
Manchi tu, non ci sei più,
se apagaron tus pupilas, Verdemar.
si sono spente le tue pupille, Verdemar.

Te encontré sin pensarlo y alegré mis días,
Ti ho incontrato senza pensarlo e ho rallegrato i miei giorni;
olvidando la angustia de las horas mías.
dimenticando l’angustia delle mie ore.
Pero luego la vida se ensañó contigo
Ma dopo la vita si esasperò con te
y en tus labios mis besos se morían de frío.
e nelle tue labbra i miei baci morivano di freddo.
Y ahora… ¿qué rumbo tomaré?
E adesso… che rotta prenderò ?

Caminos sin aurora me pierden otra vez.
Percorsi senza aurora mi smarriscono un’altra volta.
Volverás, Verdemar…
Tornerai, Verdemar…
Es el alma que presiente tu retorno.
E’ la mia anima che presagisce il tuo ritorno.
Llegarás, llegarás…
Giungerai, giungerai…

Por un camino blanco tu espíritu vendrá
Per un bianco cammino verrà il tuo spirito
Buscando mi cansancio y aquí me encontrarás.
cercando la mia stanchezza e qui mi incontrerà.
Faltas tú… Ya no estás…
Manchi tu… non ci sei più…
Se apagaron tus pupilas, Verdemar.
Si sono spente le tue pupille, Verdemar.

Le versioni di Julio Sosa, Qui; Miguèl Calò e Raul Iriarte, Qui o con Roberto Rufino, Qui; Carlos Di Sarli con Oscar Serpa, Qui o con Roberto Rufino, Qui.

Tango: l’ultimo saluto

Yo no quiero la comedia de las “lágrimas sinceras”,
ni palabras de consuelo, no ando en busca de un perdón;
…Esta noche para siempre terminaron mis hazañas
un chamuyo misterioso me acorrala el corazón…
Nada le debo a la vida, nada le debo al amor…

Io non voglio la commedia delle “lacrime sincere”
ne parole di consolazione, non vado in cerca di un perdono;
… Questa notte per sempre finiscono le mie gesta
una voce misteriosa confonde il mio cuore…
Nulla devo alla vita, nulla devo all’amore…

Como abrazado a un rencor – Rafael Rossi y Antonio Miguel Podestá – 1930
QUI la versione di Adriana Varela

C’è chi va e chi resta

Dedicata a un caro amico:  c’è chi va … c’è chi resta …