Archive for novembre 2007

Le irregolari: Buenos Aires horror tour

L’ultimo libro che ho letto me lo ha passato mia mamma, dicendomi “ti piacerà”. E aveva ragione … come sempre…
E’ stata la ciliegina sulla torta di questi giorni. E’ da un pò che, come mi giro, trovo notizie, articoli, libri, spettacoli teatrali, musica, tutto, con un unico comun denominatore: il dramma dei desaparecidos. Il libro, che consiglio caldamente, è stato scritto da Massimo Carlotto, patavino di nascita e sardo di adozione, e tratta in forma autobiografica uno dei temi più scottanti degli ultimi vent’anni quello appunto dei 50.000 (e più) sudamericani (argentini e non solo), rapiti, torturati, barbaramente uccisi o comunque scomparsi. In una parola i Desaparecidos.

La storia racconta di Massimo che si reca come turista a BsAs, anche per trovare notizie di suo nonno. Il nonno, emigrato in Argentina, una volta tornato a casa, non aveva più raccontato nulla di quegli anni alla sua famiglia.
Inocencio, il gestore dell’albergo dove Massimo alloggia, sin dal primo giorno capisce che Carlotto non è un turista come gli altri, e lo indirizza ad un’altra forma di turismo: un viaggio nella memoria, un viaggio per conoscere e per non dimenticare. Il traghettatore di Massimo in questo inferno è Santiago, un autista di bus, che ogni sera ripercorre le strade di BsAs visitando i luoghi dell’orrore (da cui il sottotitolo del racconto). Passa dalle case dei giovani rapiti, snocciolando nomi, date, e descrizioni; ritrova i campi clandestini dove venivano portati i ragazzi, campi “ospitati” in scuole, officine, magazzini; racconta le storie degli aguzzini, dei comandanti, degli uomini ancora al potere grazie all’amnistia governativa copri-orrori. Nel tour non mancano le visite alle case delle ragazze, mogli, fidanzate, in attesa di un bambino, torturate e tenute in vita fino al parto per poter vendere o regalare il neonato al miglior offerente. Ovviamente Massimo entra in contatto con il gruppo delle nonne (le Abuelas de Plaza de Mayo) che cercano questi nipoti mai conosciuti; conosce i gruppi delle mamme e dei figli dei desaparecidos, anch’essi impegnati a scoprire che fine hanno fatto i loro cari, almeno per trovare le loro ossa e sapere dove mettere un fiore; ne ascolta le storie quando, come ogni giovedì, sfilano in Plaza de Mayo perchè nessuno dimentichi. Tra i vari personaggi, Massimo entra in contatto anche con Estela Carlotto, una delle fondatrici delle Abuelas e scopre che, oltre al cognome, ha anche molto di più in comune.  

Estela Carlotto

Ovviamente la colonna sonora del libro è il tango, e come potrebbe essere altrimenti se l’autore fa un tour a Buenos Aires? Troviamo il tango nei dischi che gli ufficiali si litigano quando spartiscono il bottino di un saccheggio, nelle case dei prelevati; c’è il tango di Homero Manzi, suonato e ballato al Cafè Tortoni, ma spiato da dietro le quinte, perchè “l’unico modo per capire BsAs è spiare dal buco della serratura. La facciata è giusto una truffa per i turisti di passaggio…”; c’è il tango improvvisato da Massimo quando lo spirito del nonno si appropria delle sue gambe.
E c’è il tango, una milonga, Milonga de un triste, scritta da Ricky Gianco e da Maurizio Camardi per protestare contro il capitano Alfredo Astiz, detto l’angelo della morte, che nonostante le atrocità commesse, continua a sostenere fermamente la loro necessità. (Trovate altre info su autore, libro e musica QUI)

Milonga de un triste
Balla il capitano
felice incrocia i piedi con la sua signora
io lo guardo dalla vetrina del caffè
e il dolore mi scende un po’ più a sud dell’anima

Balla il capitano
con passione bacia la sua signora
io lo guardo dalla vetrina del caffè
e ricordo le tue labbra il primo bacio di mattina
Ti incontro mille volte al giorno
nei dettagli di altre donne
camminano veloci senza mai voltarsi indietro
Buenos Aires non finisce mai
En la noche cierro los ojos pero sueño despierto
leo tus viejas cartas
palabras de amor jovencito
otra vez me quedo dormido abrazado a mi soledad
Ti cerco nella nostra piazza
mi passi accanto insieme agli altri
hai lo stesso profumo di tua madre
da vent’anni non lo cambi mai
Nello specchio frugando tra le mie
cerco di immaginare le tue rughe di oggi
il capitano ha voluto che tu rimanessi per sempre giovane
gli è bastato un vago cenno della mano
Dicono che hai guardato verso sud
nessuno ricorda il mio nome tra i tuoi denti
dicono che fosse aprile o forse maggio nessuno ricorda dove
Buenos Aires non finisce mai
Si te paso al lado levántate por favor
háblame dulcemente como un tiempo
yo sigo viviendo para no olvidarte
y no perdono al capitán.

Non vi racconto più nulla e vi lascio con le parole dell’autore:
«Scendendo mi fermai sul secondo gradino: «Quanto è lungo questo tour?». Il conducente alzò le spalle: «Non ti basterebbero tutte le notti della tua vita. Buenos Aires non finisce mai».

Massimo Carlotto – Le irregolari:Buenos Aires horror tour – Edizioni tascabili e/o Roma

Un caro saluto
Chiara

Tango en Seattle

Il tango della Bellucci

Avete presente il tango che Antonio Banderas balla nel film Take the lead (QUI)? Si tratta del brano Asi se baila el tango dei Bailongo (QUI); presto diventerà molto conosciuto.
Pare infatti che Gabriele Muccino lo abbia scelto come colonna sonora per lo spot ai reggiseno della linea Intimissimi, girato in questi giorni in Portogallo, e interpretato dalla nostra Monica Bellucci.

Nello spot, che si intitola Heartango la Bellucci ci mostra interessanti lingerie che sbucano da tenute in pelle da sexy- motociclista, oppure da quelli di una temeraria taxista alla guida di un vecchio taxi; ma il clou ce lo offre la minisottoveste con cui la bella tifernate balla un tipico tango d’albergo con l’attore Josè Fidalgo.

Monica Bellucci Gabriele Muccino

Il belloccio ci voleva, altrimenti noi che guardavamo?! 🙂
Pare che l’attrice italiana abbia preso anche qualche lezione di tango per girare la scena, e rendere al meglio. Vedremo presto gli spot in TV e al cinema, con il risultato di tali lezioni. E chissà che alla Bellucci non sia rimasta la voglia di imparare per davvero il tango … magari ce la ritroveremo in milonga!

QUI il video in anteprima, dal sito di intimissimi.

Un caro saluto
Chiara

Intervista ai Medialuna Tango Project

 I Medialuna Tango Project sono un gruppo milanese costituito da Alessandra Fossati (Voce), Gianluca Pozzi (Piano, tastiere, Composizione e arrangiamento brani) e Gianfranco Panighini (Chitarra, tastiere, Composizione e arrangiamento brani).

Il 23 11 2007 è uscito il loro primo album dal nome ‘Una Flor y Dos Corazones’

unaflorcover.jpg

Una flor y dos corazones 4:28
(Gianluca Pozzi/Gianfranco Panighini) tango

Alfonsina y el mar 3:54
(Ariel Ramirez/Falucho Luna) zamba

Tango tres 4:01
(Gianluca Pozzi/Gianfranco Panighini) tango

Fragilidad 4:19
(G. Sumner) tango

Milongút 3:05
(Gianluca Pozzi/Gianfranco Panighini) milonga

Vals de medialuna 3:17
(Gianluca Pozzi/Gianfranco Panighini) vals

Vuelvo al sur 4:24
(Astor Piazzolla/Fernando E. Solanas) tango

Chromatango 3:36
(Gianluca Pozzi/Gianfranco Panighini) tango

Quanto ti ho amato 3:19
(Nicola Piovani/Roberto Benigni) vals

Come e quando sono nati i Medialuna Tango Project, parlateci un po’ della vostra storia.
Gianluca:
Il progetto Medialuna nasce un po’ per caso. Una sera di aprile del 2007, mi trovavo con mia moglie, Luis Castro e Claudia Mendoza a cena, dopo uno stage di musicalità svolto a Crema. Avevo da tempo voglia di regalare qualcosa di personale a questi due meravigliosi insegnanti Argentini. Alessandra Fossati (nella foto in basso, la voce femminile che ha inciso le cover del disco di ale.jpgUna flor y dos Corazones), venne da me con l’idea di registrare un pezzo di folklore Argentino: Alfonsina y el Mar. Brano che al dire il vero all’epoca non conoscevo, ma subito suscitò in me al primo ascolto una grande emozione. Decisi così di riarrangiarlo in una versione più ballabile rispetto a quella cantata da Mercedes Sosa. Quella famosa sera di aprile regalai a Luis e Claudia quel singolo brano registrato nel mio studio, per ringraziarli della loro amicizia. Il giorno successivo Luis mi chiamò e mi fece un sacco di complimenti. Mi disse che dovevo assolutamente fare un disco con altri brani e che avrebbero volentieri appoggiato questo nuovo progetto, magari ballando alcuni di queste nuove composizioni. A questo punto mi misi al lavoro alla stesura di altri pezzi, ma sentivo che mancava qualcosa a livello compositivo e melodico. Nacque qui la collaborazione più importante con il musicista Gianfranco Panighini, chitarrista e compositore professionista.
Gianfranco: Io e Gianluca ci conosciamo praticamente fin da bambini, è capitato qualche volta di trovarci a fare una piacevole suonata, ma a una certa età ci siamo persi di vista, io diventato padre mi sono trasferito, lui nel frattempo, ha intrapreso seriamente un percorso di studio di pianoforte, nonostante il suo lavoro fosse impegnativo e abbia poco a che fare con la musica. Questa è vera passione. In questo modo è rimasto puro, non dovendo scendere a compromessi per vivere di musica come invece ho dovuto fare io. Tornando a noi, questi brani che ha preparato erano le prime cose sue che sentivo dopo anni; scevri da velleità commerciali, e prodotto di puro gusto. Un lavoro veramente ben fatto. Me li ha sottoposti perché avrebbe voluto, su Vuelvo al sur una parte di chitarra solista. Guarda caso però nel corso di questi anni io mi ero appassionato alla musica di Piazzolla e mi sarebbe piaciuto provare a scrivere dei brani. Così abbiamo trovato entusiasmante questa idea che è diventata avventura, e ci siamo messi in gioco per sperimentare la nostra creatività compositiva nell’ambito del tango. Non ci siamo risparmiati per niente, e sfornavamo idee a raffica, spinti anche dalla presa di coscienza, che ne stava uscendo un sound originale.

Il vostro sound come si colloca nel panorama musicale del tango, vi ispirate a qualche “orquesta” o artista in particolare ?
Gianluca:
Per quanto mi riguarda ho studiato per molti anni jazz con il maestro Massimo Colombo. Il tango è entrato a far parte della mia vita grazie a mia moglie. Il modello che ci ha sicuramente influenzato per la realizzazione di questo progetto è Astor Piazzolla. Anche se abbiamo cercato di rendere più fruibile il disco da un pubblico comunque attento alla qualità, ma comunque meno di nicchia, lavorando sull’aspetto ritmico e la particolare cura delle melodie. Questo ci ha portato a creare un sound personale che sta a metà tra la tradizione del tango classico e i risvolti ritmici più lounge ed elettronici. Sicuramente uno sguardo al passato è stato comunque rivolto, non si può esimersi di ascoltare, prima di scrivere Tango, le grandi orchestre come quelle di Carlos Di Sarli, Anibal Troilo, Osvaldo Fresedo, Miguel Calò, Juan D’Arienzo e Osvaldo Pugliese.
Gianfranco: Avvalorando e volendo entrare nel dettaglio di quanto detto da Gianluca direi che, ancor più che stare a metà tra il tango classico e quello elettronico, il nostro disco abbraccia completamente i migliori aspetti, a nostra opinione, di ambedue: la cura delle melodie che si è un po’ persa nel tango elettronico, l’abbiamo efficacemente recuperata, e l’uso dei grooves già positivamente testato da Gotan Project e simili, rende l’ascolto gradevole anche a un ascoltatore non necessariamente appassionato al tango. Questa è un analisi post produzione, cioè non è stata pensata a tavolino prima di cominciare, ci siamo resi conto durante il lavoro, che si delineava questo sound come se avesse vita propria.

 Alla vostra sinistra Gianluca Pozzi, alla vostra destra  Gianfranco Panighini

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È uscito il primo album, ‘Una flor y dos corazones’, farete una tournee ? Avete in mente un nuovo progetto musicale ???
Gianluca: No… questo progetto nasce come progetto realizzato in studio, non escludiamo a priori un attività live ma per ora non è prevista. Stiamo già lavorando al secondo album. Gianfranco: Mi associo.

Di questo nuovo album quali sono i vostri pezzi preferiti ?
Gianluca: Sicuramente i brani che preferisco sono Una flor y dos Corazones, Tango Tres, Vals de Medialuna.
Gianfranco: Una flor y dos corazones di sicuro, ho chiesto a Gianluca che fosse il primo pezzo del disco, secondo me il brano che più ci rappresenta. Qui si sente veramente la nostra potenzialità, sia individuale che sinergica. È il brano fatto a due cuori, ognuno ha messo quello che meglio sa fare. Gianluca crea delle ambientazioni formidabili dove creare una melodia è veramente stimolante. Sono molto legato poi a Chromatango che per me è un tributo all’enorme Piazzolla. Mi piace molto poi, come Gianluca riarrangia o meglio ripensa (mi piace di più il termine) le cover che al mio ascolto, trovo appaganti talvolta più dei nostri pezzi, questo nonostante il riscontro degli ascoltatori che sembra apprezzino di più i nostri brani originali.

E se doveste scegliere tre pezzi da suonare come cover, dal vivo, quali scegliereste (ditemene almeno 3)
Gianluca: Sicuramente quelli che preferisco …. ribadisco Una flor y dos Corazones, Tango Tres, Vals de Medialuna.
Gianfranco: stavo pensando ad un elenco, ma vengono fuori tutti i brani. Amo suonare, e tutti i pezzi del disco mi darebbero emozione.

Pensate di mantenere la stessa linea musicale o sono previste innovazioni nella musica così come nel gruppo ?
Gianluca: E’ un progetto in costante evoluzione non ti saprei rispondere in questo momento, sicuramente la linea compositiva sarà questa. Magari se ce ne sarà necessità aggiungeremo ulteriori elementi acustici.
Gianfranco: La nostra collaborazione è giovane, e sicuramente quello che abbiamo capito, è che funziona, può solamente maturare, e siamo sulla strada giusta per equilibrare le nostre capacità individuali in funzione di uno scopo comune. Inoltre le nostre influenze musicali vanno oltre il tango, quindi chi puo dire?

Secondo voi, tra quelle moderne, qual è l’Orquesta tipica de tango che vi convince di più ?
Gianluca: I Medialuna Tango Project 🙂 no a parte gli scherzi… L’orchestra Color Tango, i Tangoseis, Beba Pugliese, l’orchestra di Leopoldo Federico.
Gianfranco: mi associo.

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Niky: ho ascoltato a lungo i vostri brani e quello che mi ha colpito di più e che mi fa’ ballare di più è Tango Tres, ma l’album è tutto bello, i nostri complimenti e…largo ai giovani !

Per saperne di più:

Link al sito ufficiale: www.medialunatango.com

Link myspace: www.myspace.com/medialunatangoproject

Tango: cartoline da BsAs

Yo soy parte de mi pueblo y le debo lo que soy;
hablo con su mismo verbo y canto con su misma voz….
… Barracas, La Boca, Boedo, Belgrano, Palermo, Urquiza,
Pompeya, San Telmo, Montserrat, Villa Crespo, Lugano ….
… cada uno me trae un recuerdo, cada uno me da una emoción…

Io sono parte del mio popolo e gli devo ciò che sono:
Parlo con la sua stessa parola e canto con la sua stessa voce…
… Barracas, La Boca, Boedo, Belgrano, Palermo, Urquiza,
Pompeya, San Telmo, Montserrat, Villa Crespo, Lugano ….
… ciascuno mi porta un ricordo, ciascuno mi regala una emozione…

Los cien barrios porteños – Rodolfo Sciammarella y Carlos Petit – 1945 – Vals
QUI la versione ovviamente di Alberto Castillo

Barrio San Telmo

Foto by Maniacus (BsAs 2007)

Tango lesson … in famiglia

Sondaggio by Maniacus

Il nostro amico Maniacus, ormai nostro spacciatore di foto porteñe, ci ha proposto un interessante sondaggio. Chiede:

Preferite milonghe affollatissime dove si cammina a malapena o sale semideserte dove poter dar sfogo a tutto il repertorio di passi acquisito?
O in subordine
Preferite arrivare all’inizio di una serata quando c’è poca gente e quindi ballare per pochi intimi oppure aspettate la fine della serata quando ormai non c’è più nessuno?

Milonga portena

Foto by Maniacus (BsAs 2007)

Ovviamente la foto fa parte della sua collezione! 😉
Un caro saluto
Chiara