Archive for ottobre 2007

Quino: paradosso

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Quino

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Sondaggio di Opinione: quando lei risponde “no, grazie”; lei ti ha dato il due di Pikke

Vi sarà sicuramente capitato, prima o poi, che lei vi rispondesse “no grazie”…

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Cosa fate in questi casi ? E’ giusto dare una seconda possibilità alla fanciulla o la si “bolla” a vita 🙂 ?

1) Per me non è importante, le do’ una seconda possibilità e casomai anche una terza;

2) Ha finito di ballare con me, le stampo un bel bollo sulla fronte !!! 😀

3) Forse la inviterò, un giorno, ma chissà quando….e se…

* Vorrei sottolineare che è lecito che una donna possa rifiutare un invito per qualsivoglia motivo, è nelle regole del gioco, anche se è meglio non abusare 😀 della pratica.

Omaggio a Josè Maria Contursi

Il 31 ottobre del 1911 nasceva a Lanús, uno dei sobborghi di BsAs, Josè Maria Contursi, per gli amici Katunga, uno dei più grandi parolieri del nostro amato tango. Era figlio d’arte: suo padre, Pascual Contursi, era altrettanto noto come paroliere e cantante. (Nella foto J.M. Contursi)

Ho imparato ad apprezzare il nostro festeggiato da quando ho conosciuto la sua tormentata storia d’amore con Susana Gricel Viganò; dalla loro lunga storia sono uscite delle bellissime poesie, che messe in musica da Mariano Mores (un genio), o altri, sono diventati dei capolavori del tango.

Ve la racconto brevemente… si fa per dire perchè è lunghetta ma adorabile. Eppoi tempo ce n’è, con il ponte!
Lei nasce a BsAs ma presto si trasferisce con la famiglia a Cordoba perchè la mamma è malata e pare che l’aria di Capilla del Monte sia molto salubre. Cresce nel paesino aiutando il padre nella stazione di servizio della famiglia e intanto sogna il mondo di Buenos Aires, che le amiche, rimaste là, le descrivono nelle lettere: prende lezioni di canto.
Le amiche stesse le propongono un viaggio a BsAs e lei, accompagnata dalla madre, le va a trovare. Sono giorni vertiginosi: caffè, ristoranti, negozi, persino le audizioni in radio, dove le amiche sono ben introdotte.
Durante una di queste visite alla radio, le presentano un distinto e impomatato giovanotto, una promessa nel dorato mondo del tango. Lei era una piacevole adolescente, lui un giovane di nove anni più grande, ma già sposato e con una figlia: il ostro Katunga. Per Gricel è amore a prima vista. Lui è un vero dandy…

Gricel torna al paese, ma non è più la stessa di prima: è innamorata. Il caso vuole che qualche anno dopo, Contursi si ammali e il medico gli consigli un pò di convalescenza nella salubre terra di Cordoba. Allora le amiche di Gricel (amiche comuni) gli ricordano che può farsi ospitare dalla famiglia di lei. E così è. Senza sapere cosa lo aspetta, il poeta si reca controvoglia nel piccolo paesino. Gricel è diventata una bella ragazza…
E lì nulla può contro l’amore.
Per lei è amore, e quello vero; per lui si tratta solo di un’altra stella da aggiungere alla sua bandiera di seduttore. Almeno crede …
Ma l’amore ha i suoi tempi…

I primi sentori si hanno nel 1941 quando nel tango “En esta tarde Gris” (adoro la splendida versione di Troilo con Goyeneche ) Contursi scrive: “che voglia di piangere ho in questa sera grigia…nel suo tichettare la pioggia mi parla di te…I miei occhi chiusi ti vedono uguale a ieri che tremi implorando di nuovo il mio amore…e oggi la tua voce torna a me in questa sera grigia. Vieni, mi dicevi triste…che in questa solitudine non resiste la mia anima; vieni e abbi pietà del mio dolore, che sono stanca di piangerti, di soffrire, di aspettarti e di parlare sola con il mio cuore…Non ho saputo comprendere la tua disperazione e senza pensare mi sono allontanato sulle ali di un altro amore. Quanto solo e triste mi sono ritrovato, quando mi son visto tanto lontano e ho capito il mio errore… Non è possibile che io viva così, con questo amore, tanto incastrato, come una maledizione!”
O ancora nelle parole di Tabaco (anche di questa adoro la versione di Goyeneche … e come potrebbe essere diversamente?) dove dice “La tua voce nasce dalle ombre come un lontano rimprovero, la tua voce che piange mi nomina mentre più di un fantasma mi appare in questa notte…Tanto, tantissimo e di più, alle mie mani mancano le tue mani amanti; tanto, tantissimo e di più mi stordisco al saperti così vicina e così distante. E mentre fumo, il fumo forma la tua figura, e nell’aroma del tabacco la tua fragranza mi parla di distanza, del tuo oblio e della mia follia….”
Scusate ma io vado fuori di testa quando ascolto questi tanghi!!!

Nella foto i due a Capilla del Monte.

Allora, il nostro si inventa un’altro problema intestinale per raggiungere nuovamente la giovane Gricel, causando dolore alla moglie che sicuramente intuiva tutto. Ma, nonostante lo strazio, il poeta non riesce a lasciare la moglie e la figlia e torna a casa. Per Gricel inizia una vita di pianti e dolore. Contursi le scrive sempre e in una della tante lettere, le manda le parole di una tango, Gricel, che ha scritto per lei.
Le dice (QUI la versione di De Angelis): “Non avrei mai dovuto pensare di conquistare il tuo cuore…E nonostante ciò ti ho cercata finchè un giorno ti ho incontrata e con i miei baci ti ho stordita senza che mi importasse che eri una buona ragazza. La tua illusione fu di cristallo e si ruppe quando partii perchè mai, mai più son tornato. Quanto amara fu la tua pena! Non dimenticarti di me della tua Gricel mi dicesti baciando il crocifisso. E oggi, che vivo impazzito perchè non ti ho dimenticato, neppure ti ricorderai di me. Gricel! Gricel! Poi mi è mancata la tua voce e il calore del tuo sguardo, come un pazzo ti ho cercata ma mai ti ho ritrovata e in altri baci mi son stordito. La mia vita fu un inganno! Che ne sarà di me, Gricel?! Sia fatta la volontà di Dio perchè le sue colpe ha già pagato colui che tanto dolore ti ha causato.

La ragazza diventa conosciuta nel suo paese come “Gricel, quella del tango“, frequenta balli dove tutti fanno a gara per avere il privilegio di ballare con lei; prova a dimenticare Contursi anche sposandosi, ma non è fortunata, nè innamorata e il marito la abbandona per un’altra qualche anno dopo.
Ma, c’è il lieto fine: venti anni dopo, Gricel viene a sapere dall’amico Ciriaco Ortiz (ci sarà andato apposta?) che Contursi è rimasto vedovo e che si consola nell’alcol, passando le sue gironate in una confiteria a bere birra e wisky per dimenticare. Lei corre a BsAs, dall’amore della sua vita e per qualche anno viviono felici fra la capitale e Capilla del Monte. Si sposano, ma la salute di Contursi, ormai compromessa dall’alcol li fa vivere insieme solo quattro anni.

Ecco qua! La storia vera di questo amore ha commosso e continua a commuovere generazioni su generazioni, per la bellezza e la profondità che Contursi è riuscito a trasmetterci e che sentiamo ogni volta nei suoi tanghi.
L’ho fatta lunga, e non vi parlerò degli altri capolavori di quest’uomo. Solo due titoli: un vals “Bajo un cielo de estrellas” e una milonga “Milonga de mis amores“. Scusate se è poco!!!

Auguri Katunga! (Ma perchè Katunga poi?!)
Un caro saluto 
Chiara

Tremate tremate le streghe di FAIblog son tornate!

Feliz Halloween!!!

Il professionista

Cosa ci tenete nella sacchetta delle scarpe? Talco? Raschietto? Fazzolettini per pulire i piedi (le signore coi sandali si impolverano un sacco)? Spille da balia? Deodorante? Arnica per i pestoni? Ago e filo? … Insomma vi ho detto cosa ci tengo io!
🙂
😀
🙂

Cortina Musicàl: Dejame un Beso (Salsa)

Dejame un Beso
Salsa Kids
Salsa

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Dejame un beso que me dure hasta el lunes
Lasciami un bacio che mi duri fino al lunedì
un beso grande, un beso immenso
un bacio grande, un bacio immenso
Dejame un beso que me dure hasta el lunes
Lasciami un bacio che duri fino al lunedì
Un beso grande, un beso immenso
Un bacio grande, un bacio immenso
Que me sostenga, que sea mi alimento
Che mi sostenga, che sia il mio alimento
Ay, dejame un beso
Ay, lasciami un bacio
que me dure hasta el lunes
che duri fino al lunedì
para no morir de celos
per non morire di gelosia
para esperar tu regreso
per aspettare il tuo ritorno
Dejame un beso que me dure hasta el lunes
Lasciami un bacio che duri fino al lunedì
para olvidar que manana
per dimenticare che domani
comienza el fin de semana
comincia il fine settimana
Dejame un beso que me dure hasta el lunes
Lasciami un bacio che duri fino al lunedì
para llenar el silencio
per riempire il silenzio
que dejas cuando te vas
che lasci quando te ne vai
porquè contigo se van mi suenos
perchè con te se ne vanno i miei sogni
Dejame un beso que me dure hasta el lunes
Lasciami un bacio che duri fino al lunedì
Que arranque todo el dolor
Che sradichi tutto il dolore
que se apodera de mi
che si impossessa di me
Hasta el lunes
Fino al lunedì
Fin de semana sin ti
Fine settimana senza di te
Siempre que llega te vas
Sempre che arriva, tu te ne vai
Siempre que llega te vas
Sempre che arriva, tu te ne vai
Siempre que llega te vas
Sempre che arriva, tu te ne vai
Siempore que llega te vas
Sempre che arriva, tu te ne vai
Fin de semana sin ti
Fine settimana senza di te
Comienza mi soledad
Comincia la mia solitudine
Comienza mi soledad
Comincia la mia solitudine
Para quererte, para sonarte,
Per amarti, per sognarti,
Para calmar ese tormento
Per calmare questo tormento
Dejame un beso grande un beo immenso
Lasciami un bacio grande un bacio immenso
Para quererte para sonarte
Per desiderarti, per sognarti
Para calmar ese tormento
Per calmare questo tormento
Dejame un beso que sea mi alimento
Lasciami un bacio che sia il mio alimento
Para quererte, para sonarte,
Per amarti, per sognarti,
Para calmar ese tormento
Per calmare questo tormento
Dejame un beso grande un beso inmenso
Lasciami un bacio grande un bacio immenso
Dejame un beso que me dure hasta el lunes
Lasciami un bacio che mi duri fino al lunedì
Para llenar el silencio
Per irmepire il silenzio
Que dejas cuando te vas
Che lasci quando te ne vai
Porquè contigo se van mi suenos
Perchè con te se ne vanno i miei sogni
Dejame un beso que me dure hasta el lunes
Lasciami un bacio che duri fino al lunedì
Que arranque todo el dolor
Che sradichi tutto il dolore
Que se apodera de mi
Che si impossessa di me
Hasta el Lunes
Fino al lunedì
Para quererte, para sonarte,
Per desiderarti, per sognarti,
Para calmar ese tormento
Per calmare questo tormento
Dejame un beso grande
Lasciami un bacio grande
Dejame un beso inmenso…
Lasciami un bacio immenso…

 Ed ecco il video…

Il potere di un bacio: arriva la fine della settimana e lei se ne va… sconforto e solitudine mi assalgono, ma basta che tu mi lasci un bacio e sarà per me di gran conforto !!! “Para quererte, para sonarte, dejame un beso que sea mi alimiento”.

Una salsetta romantica dei tempi salseri ormai andati da parte di un “ragazzo” semplice che non conosce salse sofisticate o per palati sopraffini, ma dirette al cuore dei semplici. (senza nulla togliere alle altre)

Italiani d’Argentina

Nel tratto di costa ligure dove vivo non è raro incontrare persone dal nome ispanico e dal cognome di antica appartenenza locale o addirittura genovese. Sono i ritornati: figli, nipoti, spose e mariti, insomma nuclei o frammenti di famiglie emigrate in un anno più o meno lontano per fare “la fortuna” in America latina. La fortuna si sa è assai più che capricciosa … Così queste genti rientrate dal sud-America non sono sempre ricche, a volte nemmeno benestanti. Alcuni hanno preso di petto l’onda sbagliata del tempo; sono partiti troppo tardi, o ritornati troppo presto, hanno avuto troppo timore del loro divenire laggiù, oppure troppo poco. Generazioni a cavallo di un oceano, figli di antichi italiani e padri di perfetti argentini. Quello che continuiamo a invidiare ai nostri italiani d’Argentina, il concetto di “sconfinato” così estraneo a noi qui. Viene legittimo il sospetto che valga la pena rischiare gli esiti della propria esistenza per la bellezza di terre infinite; che valga la pena anche di essere orgogliosi della propria scelta, per aver desiderato un orizzonte che si sperde agli occhi.” ( Ivano Fossati)

Italiani d’Argentina – Ivano Fossati (Ho sognato una strada)
Ecco, ci siamo
ci sentite da lì?
in questo sfondo infinito
siamo le ombre impressioniste
eppre noi qui
guidiamo macchine italiane
e vino e sigarette abbiamo
e amori tanti.
Trasmettiamo da una casa d’Argentina
illuminata nella notte che fa
la distanza atlantica
la memoria più vicina
e nessuna fotografia ci basterà.
Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
oramai certa come il tempo che farà
con che scarpe attraverseremo
queste domeniche mattina
e che voglie tante
che stipendi stani
che non tengono mai.
Ah, eppure è vita
ma ci sentite da lì?
in questi alberghi immensi
siamo file di denti al sole
ma ci piace, sì
ricordarvi in italiano
mentre ci dondoliamo
mentre vi trasmettiamo.
Trasmettiamo da una casa d’Argentina
con l’espressione radiofonica di chi sa
che la distanza è grande
la memoria cattiva e vicina
e nessun tango mai più
ci piacerà.
Abbiamo l’aria di italiani d’Argentina
ormai certa come il tempo che farà
e abbiamo piste infinite
negli aeroporti d’Argentina
lasciami la mano che si va.
Ahi, quantomar quantomar per l’Argentina.
La distanza è atlantica
la memoria cattiva e vicina
e nessun tango mai più
ci piacerà
Ahi, quantomar
Ecco, ci siamo
ci sentite da lì?
ma ci sentite da lì?

(dedicato agli amici argentini d’Italia)
Un caro saluto
Chiara