Archive for agosto 2007

Il punto T

E’ con profonda emozione che annuncio che ha accettato di farmi ripubblicare sul blog suoi articoli il Professor Pedro Pugliese, ordinario di Antropologia di danze di coppia dell’Università degli Studi di Buenos Aires.

Dicevo ripubblicare perchè questo articolo è datato 2005: FAItango infatti esiste da tanti anni, ed in questo periodo di tempo ha prodotto un sacco di materiale che è stato inserito nel settore “chiacchiere al caffè” del sito principale.

Ho chiesto al Prof. Pugliese di farmi ripubblicare alcuni suoi interventi perchè significativi, e secondo me ulteriormente da valorizzare. E lui mi ha risposto di si.

Ecco il suo articolo sul punto T.
 
«Il Punto T? Un’invenzione senza prove»
di Pedro Pugliese

Tangologi, milongologi, valsologi, oltre che milioni di tanguere, lo cercano da oltre mezzo secolo. Da quando – siamo nel 1950 – Ernesto Tanghenberg sostenne in un articolo apparso sull’ «International Journal of Tangasmology» di avere rilevato,nel tessuto sottocutaneo del petto delle frequentatrici delle milonghe, la presenza di un fascio di fibre nervose che, quando stimolate ballando nello stile apilado, sembravano aumentare il piacere nella danza, fino a condurle all’estasi e al totale cedimento emotivo.

Una ricerca diventata quasi ossessiva dopo che, venti anni fa, uscì un libro dedicato a questa presunta e inesplorata nuova parte dell’anatomia femminile («The T-Spot and Other Discoveries About Human Tangasm») che, proprio in onore di Mr. Tanghenberg, venne ribattezzata il «Punto T».

Ma secondo un articolo pubblicato nell’ultimo numero dell’ «American Journal of Tangology & Milongology» quel punto non esiste, anzi è una specie di «Ufo tangologico». «E’ incredibile come l’esame di 12 tanguere, delle quali solo cinque avrebbero individuato il T-Spot, abbia creato la base per provare l’esistenza di questa struttura anatomica», osserva Gardelio Carlitos, professore della Tango University nello Stato di New York. «E se si passa agli studi anatomici, sembra improbabile che una parte di tessuto sia rimasta introvabile per tutti questi anni».

Di qui, dunque, la sua conclusione: «Finchè non verrà condotta una completa e attenta indagine istologica, il T-spot e’ destinato a restare una sorta di ufo tangologico: molto ricercato, molto discusso, ma mai verificato con strumenti oggettivi».

Sia Tanghenberg sia gli autori del libro che ha finito per rendere popolare il «Punto T» non hanno saputo presentare alcuna evidenza clinica della sua esistenza, solo aneddoti riferiti da alcune ballerine e reazioni comportamentali. Ma questo non ha impedito un’intensa e spesso frustrante ricerca dell’elusivo punto, con manuali e riviste femminili che indicano i segreti per individuarlo, nonche’ alla diffusa ed amorevole esortazione dei cavalieri alle dame di turno: “apilate más”, dimostrando cosi’ la proverbiale e disinteressata “caballerosidad” dei “milongueros”.

Carlitos, dopo aver studiato per anni tutta la letteratura sul caso, ha scoperto che l’unica prova scientifica, se così la si può chiamare, della sua esistenza è il racconto di alcune tanguere.

Troppo poco. Se poi si passa dalla aneddotica alla anatomia e alla biochimica c’è ancora meno. «Studi dell’interno della parete toracica non hanno prodotto alcuna traccia di questa struttura», -continua Carlitos-. Ci fosse stata, sarebbe stata trovata.

L’evidenza scientifica usata per provare l’esistenza del ‘’Punto T’’ – conclude – è così inadeguata da essere ridicola».

Tango e lingerie: Agenda Aubade

Agenda Aubade 2004 – Leçons de Tango

 

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Per visualizzare tutta la collezione clicca qui

Aubade continua ad incantare le nostre agende. La stagione 2004 è collocata sotto il segno del tango. Con audacia il fotografo Pedro Lombardi imprime all’universo del tango la sua grazia e la sua sensualità. Alla bellezza dei corpi vestiti di merletti si aggiunge il sortilegio della danza. Una evocazione latina inedita per magnificare di giorno l’incanto del corpo femminile.

Aubade 2004 è tango anche all’insegna della musica: per l’occasione è stato infatti inciso un cd con una compilation di tanghi.

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1.

El Tango – Astor Piazzolla (Hi Perspective remix)

 

 

2.

Miloguero De Ayer – El Arranque

 

 

3.

Mi Corazon – (Electronic remix  – Campo)

 

 

4.

Ventanita Florida – Roberto Goyeneche/Nestor Marconi

 

 

5.

Libertango – (Electronic mix by Hi Perspective)

 

 

6.

El Viaje – (Astor Piazzolla) – Nestor Marconi

 

 

7.

Sensuel – Ensemble Pari’s Tengo/Richard Galliano

 

 

8.

Naranjo En Flor – (Electronic mix)

 

 

9.

Comme Il Faut – Salgan – De Lion

 

 

10.

Tus Besos Fueron Mios – Victoria Moran

 

 

11.

Que Te Importa Que Te Llore – Ariel Ardit Y Orquesta El Arranque

 

 

12.

Adios Nonino – (Electronic mix – Hi Perspective)

 

 

13.

Tanguero Del Rey – Orquesta Escuela De Tango

 

 

14.

Caminito – Marcello Mastroianni/Nicola Piovani

 

 

15.

Vuelvo Al Sur – (Electronic mix – Koop)

 

 

16.

Tango Tango – Astor Piazzolla

Questo CD, è una collezione di pezzi di tango-fusion da Astor Piazzolla remixato, a nuovi remix di pezzi dei Bajofondo tangoclub e tanghi di esecutori quali El Arranque, Roberto Goyeneche e Astor Piazzolla. Di particolare interesse sono segnalati “El tango” e “Naranjo en Flor”.

Il tango: sentimento e filosofia di vita

E’ il titolo di uno degli ultimi libri che ho letto. L’ho comprato per il solito motivo (se c’è scritto Tango in copertina lo devo leggere) e perchè mi serviva un altro libro per avere la spedizione gratis. Lo so, come motivazione è loffia, ma sono sincera!

sentimento e filosofia di vita - Xenia editore

L’autrice è una psicologa e psicoterapeuta di Milano (pare che ultimamente abbia una calamita per il genere…vedi articolo
La vita non è un tango) e si interessa dei temi sulla comunicazone nei rapporti di coppia ed è stata diverso tempo in Argentina.

Il libro inizia con un capitolo sulle origini e sulla storia del tango: dove è nato, la guardia vieja, gli strumenti, il ruolo di Parigi, la guardia nueva, fino al presente. Mi è sembrato un buon copia/incolla di altre cose che ho già letto, utile come “Bignami” per chi non ha fatto altre letture del genere (un pò di ripasso, poi non fa mai male).

Il secondo capitolo tratta del tango-canzone: gli autori, i poeti, i cantanti, i temi e i tanghi. Ci sono anche i testi tradotti di alcuni tanghi divisi per tematiche: i luoghi, i sentimenti, gli amori, l’alcool, le donne, il lamento, la solitudine, ecc… Interessante per chi ama sapere di che parla il tango che sta ballando, ma non conosce l’idioma.

Poi si passa al Tango-danza, cioè al ruolo della donna nel ballo, i luoghi della milonga, i ballerini e il loro rapporto con la musica, l’arte del comunicare.

Per concluedere il libro sono riportate alcune interviste fatte a personaggi più o meno illustri del mondo del tango: ai ballerini e coreografi Alejandro Aquino,  Osvaldo Rodan, Luis Grondona e Martha Anton.

In definitiva un libro carino: un centinaio di paginette che mi hanno fatto compagnia in una torrida domenica di questo pazzo agosto.

fra tutti riporto un pezzo dove l’autrice descrive una cosa che penso ma che non so dire con così tante parole.
Io dico sempre “bisogna studiare!“; l’autrice dice: “L’incontro dura circa tre minuti e in questo tempo concentrato avviene la magia: ma non si tratta certo di una magia improvvisata, spontanea, perchè non si può ballare il tango se non lo si impara. L’improvvisazione, intesa come il fenomeno creativo di movimenti che sottolineano la perfetta armonia con la musica e con il/la partner, avviene successivamente, quando si è già in possesso della tecnica e dello stile“.
In buona sostanza anche lei dice “bisogna studiare!

Elisabetta Muraca – Il Tango: sentimento e filosofia di vita – Ed Xenia

Un caro saluto
Chiara

Tango murales

Murales de tango

I Tanghi che mi piacciono: El Lloròn (II Parte)

Ed ecco a voi la mia traduzione, molto libera, di questo divertente pezzo, col preziosissimo aiuto della mia assistente tecnica argentina, Lorena, durante una pausa di lavoro.

Purtroppo non tutti i testi dei tanghi sono reperibili in rete o sui libri e allora ci si diverte a provare quanto meno a capirne il senso da soli.

(Qualora trovaste grossolani errori, segnalateli pure)

El lloròn (clicca)
1890
Letra di Enrique Cadìcamo
Musica di Ambrosio Radrizzani

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Yo… soy pa’ el amor muy blando y a la mujer pa’conquistarla
Io sono per l’amore molto facile e per conquistare la donna
yo le hago ver de cuando en cuando que hay que llorar pa’ enamorarla…
io le faccio vedere che di tanto in tanto bisogna piangere per farla innamorare…

Hoy… me dicen los muchachos: “Que hacès, lloròn…que no se diga”
Oggi….mi dicono i ragazzi: “Che fai piagnone…..che non si dica”,
pero a mi què… si el que más liga yo bien sé que es el llorón…
ma che mi importa…. se è quello che mi fa ottenere di più
io so bene che è il piagnone
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…
(Solo): No me preocupa lo que digan…
(Solo): Non mi preoccupa quello che dicono…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…
(Solo): A veces llora el que más liga …
(Solo): A volte è chi piange che ottiene di più…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…
(Solo): La circunstancia es la que obliga y siempre…siempre primero yo…
(Solo): E’ la circostanza che mi obbliga e sempre… sempre per primo io…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…

(Solo) Yo pa’ llorar soy un artista…
(Solo): Io per piangere sono un artista…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…

(Solo): No hay una que se me resista…y siempre…siempre primero yo…
(Solo): Non ce n’è una che mi resista…e sempre…sempre per primo io…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…..

Soy… el Picaflor del Norte, m’e diplomao haciendo cortes.
Sono…un donnaiolo del Nord, diplomato nel fare la corte.
Por diversión yo tallo y rompo y pa’ bailar soy como trompo…
Per divertimento io taglio e rompo e nel ballo sono come una trottola…
A ninguna me le achico…Les canto “Flor”, me juego entero…
Non mi fa paura nessuna… Gli canto “Fiore”, mi gioco tutto…
Soy pa’l amor “jarabe ‘e pico”…¡Hacerse a un lao… que paso yo!…
Sono il massimo per l’amore… Farsi di lato che passo io !

“No Hay Tierra Como La Mia”

calabriaargentina 

No Hay Tierra Como la Mia potreste sentir cantare ad un argentino come ad un calabrese, orgogliosi e attaccati come siamo alle nostre radici, ai nostri luoghi, alle nostre usanze. Sapevo che l’ondata emigratoria in sud America fosse stata massiccia e drammatica, agli inizi del secolo scorso, ma mai avrei potuto immaginare, da calabrese, quanto ho appreso da questo articolo.

L’ECO D’ITALIA (ARGENTINA) RICORDA L’EMIGRAZIONE CALABRESE IN AMERICA LATINA

   
Marked by Paolo Barbalace   
mercoledì, 14 febbraio 2007

Fonte Agenzia AISE – 14.02.2007 – 11:36

BUENOS AIRES\ aise\ – “Nel numero 1867 dell’11 gennaio 2007 di questo giornale, abbiamo fatto un po’ di storia sulla presenza degli italiani in terra Argentina. Abbiamo parlato dei liguri, i primi a giungere in questa parte del Sud America. Proseguiamo ora il discorso sulle varie comunità dei corregionali occupandoci di quella più numerosa, che da tempo, e tuttora, è stanziata nel territorio: la calabrese”. 

Così Vittorio Galli, dalle pagine de L’eco d’Italia, giornale in lingua italiana edito a Buenos Aires, ricorda la storia dell’emigrazione calabrese in terra argentina.”L’emigrazione dalla Calabria – scrive Galli – è un fattore storico e sintomatico, fa parte della storia stessa di questa regione come un capitolo importante.

A partire dalla fine del 1800, ma ancor più nei primi anni del 1900, si sono riversate in Argentina tante persone quante gli abitanti residenti in Calabria. Qui si sono radicati con operosità, con capacità lavorativa non indifferente in quasi tutti i settori: tra i più importanti, l’edilizia e la pesca. Oggi, a Mar del Plata, esistono alcune importanti imprese ittiche che sono gestite da calabresi; non si tratta solo di pescatori, ma di capaci imprenditori che hanno creato strutture di conservazione, lavorazione, trasformazione ed esportazione del pesce con rilevanza internazionale”.

“Egualmente, – prosegue – nel settore edile si sono distinte persone divenute tra i personaggi più conosciuti in Argentina in tale ambito. Settori specifici sono oggi diretti dai calabresi; tra questi, oltre alla pesca e all’edilizia, vi è il turismo, la floricultura e l’agricoltura. È sufficiente dire che all’interno della Camera di Commercio italiana in Buenos Aires vi è una specifica associazione di imprenditori calabresi. Si potrebbe aggiungere, parafrasando, che così come alcuni territori vennero chiamati New England o New York, parte dell’Argentina potrebbe chiamarsi Nuova Calabria”.

Galli ricorda inoltre in Argentina l’importanza del ruolo delle Associazioni: “nella sola Buenos Aires”, secondo i dati forniti dal Consolato Generale d’Italia per l’anno 2004, “se ne conta un totale di 270. Ben il 27 per cento di queste – scrive – sono calabresi; ciò a significare quanto il raggruppamento di persone e la collaborazione tra genti della stessa terra sia stato e sia tutt’oggi molto importante e come tale fenomeno abbia rilevanza specialmente per i calabresi”.

L’Eco d’Italia passa poi in rassegna i nomi dei calabresi emigrati in Argentina divenuti famosi per il loro impegno professionale, specie in ambito artistico: tra questi, “Arturo Emilio De Luca, di Cosenza, professore di pittura nella Scuola Nazionale de Bellas Artes”, che “dipinse gli affreschi nella Chiesa di S. J Evangelista nella Capitale Federale.

Un altro De Luca, in questo caso Giuseppe, si dedicò alla scultura; ricevette il primo premio per le sue opere sia nel 1937 che nel 1938 e fu docente nella Facoltà di architettura della capitale. Antonio Pugia, di Polia (CZ) fu docente di disegno nell’Accademia delle Belle Arti, scultore e scenografo nel Teatro Colon e autore della “Columna de la vida” che si trova a la “esquina” tra Calle Florida e Tucuman. Anche il Prof. Ferruccuio Cacciapuoti, di Cosenza, fu docente di disegno all’Accademia Nac. de Bellas Artes. Il sacerdote Don Domingo Mazzeo si dedicò, invece, a studi scientifici e fu iniziatore e organizzatore della scuola penale della Penitenciaria Nacional”.

Nella musica, Galli cita “Antonino Nucara di Pizzo Calabro, attore comico. Emilio Pelaia, di Limbadi, fu professore di violino nel Conservatorio “Manuel de Falla” e del Conservatorio “D’Andrea”, diresse il suo Conservatorio “Pelaia”, e lavorò intensamente anche come giornalista e conferenziere. Giuseppe Arena, di Palmi, compose numerose opere musicali per bande militari quali “General Belgrano”, “Patricios”, “Victorica”, e fu anche docente di gruppi bandistici.

Emilio Capizzano di Rende fu maestro stabile della Compagnia lirica di Buenos Aires, diresse molte opere e fu anche compositore di musica varia. Alfonso De Maria di Catanzaro, fu concertista di mandolino e fondò il Conservatorio “Beniamino Cosi” dirigendolo per vari anni. Vincenzo Scaramuzza di Cotronei, fu il fondatore del Conservatorio che porta il suo nome; diede concerti di piano e compose arie musicali tra le quali “Hamlet”. Anche Gaetano Bagnati di Tropea, fu membro eccellente del quartetto “Melani”, fondò il Conservatorio “Almagro” e compose vari brani musicali.

Giovanni Imbroisi di Paola, fu Maestro di banda del 7° Reggimento di Fanteria e compositore di varie marce tra le quali “A mi bandera”. Ma non è da dimenticare la soprano Romana Baldanza di Tropea, che fondò l’Accademia di canto in Buenos Aires. Un illustre figlio di Calabria fu Domenico Perrupato di Mormanno (CS): Presidente della commissione del giornale “L’operaio italiano”; uno dei quattro membri che raccolsero fondi per oltre 100mila pesos per la costruzione dell’Ospedale Italiano; fece parte della direzione del “Nuovo Banco Italiano” (poi Banco de Credito Argentino) e fece costruire il Teatro Broadway di Av., Corrientes 1279″.

“Oggi, – conclude Galli – come già accennato, la comunità calabrese è particolarmente viva e prosegue con numerose attività nelle Associazioni: si ricorda ad esempio, la “Settimana Calabrese” che da vari anni raccoglie numerosi consensi; e per ultimo, un doveroso omaggio va rivolto a Gaetano Cario di Parenti (CS) che fondò vari giornali in America Latina e fu componente importante nella storia delle Associazioni bonaerensi”. (aise)

Festa dei bloggers in argentina

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Sabato primo settembre festa dei bloggers (e non solo) che si sono dati appuntamento tutti in Argentina, Buenos Aires: Plaza del Obelisco. 13hs.

Ultriori notizie le trovate su http://todopor2clicks.com.ar/super-blogfest-2007/

Ps. Noi quando la facciamo???