Il teatro Colon

Tutti noi frequentatori di Blog abbiamo senz’altro visto le commoventi immagini di Pugliese al Teatro Colon.

Per chi se le fosse perse, nel video potete vedere un “riassuntino” cioè la Yumba suonata da Pugliese e da tutti i maestri che nel tempo hanno fatto parte delle sue orchestre.

Ma oggi voglio dire qualcosa in più su questo meraviglioso teatro.

In realtà ci fu un primo teatro Colon in prossimità della Plaza de mayo. Fu inaugurato nel 1875 con La traviata e chiuso già nel 1888. Attualmente è sede della Banca centrale argentina e all’epoca fece scalpore perchè fu il primo edificio costruito con cemento armato.

Il secondo e attuale Teatro Colon  doveva essere inaugurato nel 1892. Ma anche in Argentina la politica ha sempre creato non pochi problemi  (addirittura alcuni degli architetti impegnati vennero assassinati!) e l’inaugurazione ebbe luogo nel maggio del 1908 con una trionfale Aida di Verdi. Qui sotto una foto del nuovo Colon in una suggestiva veduta notturna (fra le strade Viamonte – Tucuman – Libertad y Cerrito)

Il teatro COlon in veduta esterna notturna

Oggi è uno dei luoghi prediletti dai turisti in visita a Buenos Aires grazie ad una architettura sfarzosa e ricca, con stucchi, fregi, vetrate colorate, busti in marmo, e il bellissimo Salone Dorato in cui si tengono feste, mostre e concerti. Qui sotto una foto del Salon Dorado (a me ricorda la reggia di Versailles…)

Salon Dorado

La caratteristica fondamentale di questo Teatro resta comunque l’acustica e le capienza (circa 3000 posti di cui 2500 seduti) che lo hanno reso famoso a livello mondiale, alla stregua dell’ Operà di Paris e di Vienna. Questo è il colpo d’occhio che gli artisti vedono affacciandosi sul palco… da far tremare le gambe anche al più provetto ballerino di danza classica o al cantante lirico di fama mondiale!

 

la sala vista dal palcoscenico

Da sempre, infatti, il Colon è stata meta ambita da ballerini classici e cantanti lirici di tutto il mondo, in quanto per maggiorparte il cartellone comprende opere e balletti. Fino agli anni 60-70 era pressochè interdetto però al tango, considerato musica e ballo di serie B. Ovviamente grandi del calibro di Pugliese, Piazzolla, Copes (solo per nominarne alcuni) hanno interrotto questa spiacevole credenza, portando al Colon anche il genere che noi amiamo tanto!

Un caro saluto

Chiara 

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8 responses to this post.

  1. Posted by nicola on luglio 18, 2007 at 11:01 am

    ciao Chiara,
    sono nuovo dell’ambiente tango…mi sto programmando un viaggio a buenos aires a novembre e ho letto questo tuo articolo sul tatro colon che conserverò tra i miei appunti.
    ciao
    nicola

    Rispondi

  2. Brava Chiara
    a parlare del Colon

    In Novembre, sara ed Io, eravamo a Buenos Aires . Al teatro Colon davano un concerto di Mercedes Sosa che avrebbe concluso le rappresentazioni, che riprenderannoa ristrutturazioni ultimate.
    Chiaramente i biglietti erano introvabili.
    Per qualche anno quindi il teatro non sarà agibile.

    Per chi volesse godere, però, del Colon da un punto di vista letterario consiglio di leggere il romanzo di Mujica Lainez intitolato “EL GRAN TEATRO” (non credo esista nella traduzione in italiana). E’ un’affresco della società portena di inizio secolo che ha come palcoscenico appunto il gigantesco teatro.
    Non è male come libro, ma niente in confronto al bellissimo “Bomarzo” (esiste in italiano) che consiglio a tutti di leggere.

    Baci

    Rispondi

  3. Posted by Chiara on luglio 18, 2007 at 11:49 am

    Grazie Daniele per le segnalazioni dei libri. Sempre preziose!

    Ciao
    Chiara

    Rispondi

  4. Posted by aurora on luglio 18, 2007 at 1:05 pm

    Perchè non pubblichi una recensione sul libro? Se siamo riusciti a far partire tango radar bene, altrimenti ti linkiamo!
    E’ sempre bello curiosare nei titoli.

    Rispondi

  5. ciao Chiara,
    facendo delle ricerche sul teatro Colon mi sono imbattuta in questo tuo post.
    hai tralasciato un dato molto importante di questo teatro, il principale costruttore e architetto non venne assassinato ma porto’ a termine regolarmente la sua opera cioe’ questo magnifico teatro come stabilito. Esso era francesco Saverio Pellizzari, un italiano, un mio paesano visto che nacque a Sospirolo in provincia di Belluno dove io risiedo e dove si sta da tempo celebrando il centenario di questo teatro con delle manifestazioni che valorizzano oltre che il costruttore nostro paesano anche i nostri amici argentini. Attualmente una delegazione Sospirolese si trova proprio li per festeggiare il centenario proprio il 25 maggio. Dedichero’ anche io un post nel mio blog a giorni. Naturalmente ti aspetto assieme ai tuoi lettori.
    Un caro saluto
    Dona

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  6. Grazie Dona per le notizie.
    ovviamente qualcuno degli architetti doveva esserci rimasto!
    🙂
    Buono che fosse un nostro connazionale!
    Anche io sapevo del centenario, ma non della delegazione italiana! Bella questa cosa!
    Sicuramente leggeremo il tuo resoconto!

    Rispondi

  7. Posted by Maria Sara Tonazzi on maggio 30, 2008 at 3:37 am

    Estimados:aunque tengo este apellido,no he aprendido vuestro hermoso idioma ,pero creo que podran entenderme.Lamentablemente nuestro querido Teatro Colon(pertenezco al taller de escenografia desde hace 23 años)que tan magistralmente han realizado vuestros connacionales hace 100 años y cuya acustica es famosa asi tambien como por la belleza de sus formas y la calidad de sus producciones realizadas enteramente en sus talleres,ha sufrido los embates de una desafortunada intervencion con animos de restaurar pero en este momento tenemos un teatro destruido y desfinanciado,y con grandes dudas de su reapertura,ruego por este medio que se ponga,el que asi lo desee,en contacto con el blog “habitues del teatro colon”,alli encontrara una carta que sera enviada al jefe de gobierno y a la legislatura instandolos a la reapertura y al modelo de teatro que ha cosechado hasta ahora tantos logros,y que a la que lo considere podra adherir.Agradeciendo desde ya todo el apoyo y deseando poder en un futuro recibirlos en “nuestra casa”como asi consideramos al Colon todos los que con amor trabajamos alli,saludos cordiales.Maria Sara Tonazzi

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  8. Carissima Maria
    Grazie del messaggio. In questi giorni abbiamo seguito anche dall’Italia le vicissitudini del vostro amatissimo teatro….perchè piace anche a noi! 🙂
    Sappiamo dei festeggiamenti avvenuti “senza teatro”, sappiamo delle numerose manifestazioni di protesta avvenute al di fuori dal teatro. Io personalmente mi sono informata leggendo il blog
    degli amici del teatro “http://habituesdelteatrocolon.wordpress.com”.
    La situazione sembra davvero critica. In bocca al lupo … come si dice da queste parti! 🙂
    Chiara
    p.s. Forse fecero più festeggiamenti per i centì’anni del club Colon de futbol! 😦

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