Archive for luglio 2007

Animazione

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Chi può ballare?

“Ciò che ho da offrirvi potrebbe rappresentare la chiave dell’immortalità. ” Così dice Gene Wilder all’inizio di questo brano, dimostrando poi la coordinazione che il mostro riesce ad avere, prima nella camminata e poi nel ballo.

Sembrerebbe che solo il mio momento dissacratore mi spinga a postare questo video.

In realtà mi chiedevo: quante volte persone che avremmo dato per assolutamente inadatte si sono poi ritrovate brave in questo ballo, il tango, che tante volte ci fa scoraggiare? E quante volte noi stessi ci siamo poi scoperti capaci nel fare quella colgada che ci sembrava impossibile, o quel giro nel quale ci sentivamo papere piuttosto che cigni?

E Gene Wiler continua: “da ciò che era una volta una massa di tessuti privi di vita, vi presento ora un colto, sofisticato dandy di città!”. Quante volte abbiamo sentito la nostra vita trasformata, nel tango ed altrove?

Per la cronaca, la canzone che balla il giovane Frankenstein con il mostro è puttin’on the ritz” (metti in scena al Ritz) di Irvin Berlin dalla colonna sonora dell’omonimo film del 1930.

Rilancio la domanda: quante volte alla fine ci sentiamo dei veri ballerini in pista? Comunque ora guardatevi l’originale!

Caceres sotto la pioggia

Ieri sera Rimini ospitava una delle tappe del tour di Juan Carlos Caceres in Italia. Tuoni, fulmini e saette hanno accolto l’eclettico artista rioplatense (parigino di adozione) e il suo gruppo. Nella tarda serata nel giro di poche ore il tempo è cambiato radicalmente: da un cielo limpido e assolato, con un caldo ben estivo, siamo passati a vento, freddo, pioggia e nuvoloni, come non vedevamo da tempo da queste parti (anche se i contadini ringraziano 🙂 ).

Il palco era già stato montato, le prove di luci e suoni erano già state fatte e non si poteva spostare tutto al coperto. Gli organizzatori ci hanno tenuto in sospeso fino all’ultimo: il concerto si fa, no! si cancella. E noi al freddo ad aspettare la decisione. C’è chi si è organizzato come poteva, visto che nessuno aveva previsto tanto freddo.

Il pubblico infreddolito aspetta il concerto

Poi Caceres è uscito dalle quinte, ha tolto gli impacchettamenti sopra al piano, ha fatto accendere le luci e si è seduto a strimpellare. Il pubblico si è rincuorato, ma ancora nulla. Lui voleva suonare, il resto del gruppo un pò meno (vento, freddo e qualche goccia non ispiravano certo a tirar fuori il violoncello o il bandoneon).

Caceres al piano

Dopo una serie di discussioni fra loro e l’organizzazione, Caceres ha detto più o meno “Io dal piano non mi tolgo. Il concerto si fa!”. Ha salutato il pubblico, ha chiamato sul palco i percussionisti (eccezionali) Javier Estrella e Marcelo Russillo, e con una piccola e simpatica presentazione in italo-ispanico-francese ha detto che avrebbero fatto un mezzo concerto “in famiglia” per essere pronti a scappare in caso di pioggia. E il concerto è iniziato. La Corte degli Agostiniani di Rimini si è riempita dei ritmi della Murga, del Candombe, dell’Habanera, della Milonga e, perchè no, del Tango! Un viaggio nello spazio e nel tempo.

La formazione ridotta nella splendida cornice Riminese

Il tutto è durato un’oretta abbondante e non sono mancati i classici del repertorio (su Toca Tango ci siamo dovuti alzare per forza per ballare, in un angolino dietro alle sedie del pubblico!). Bellissima la versione di Los muchachos de Paris, ma mi è mancata Vuelvo al Sur. Qualche brano non lo conoscevo: forse è del nuovo disco.

Comunque Caceres è stato simpaticissimo. Alla fine non si è risparmiato con autografi, foto, domande e tutti ne abbiamo approfittato.

Caceres con Deborah

Questa bellissina ragazza con il maestro purtoppo non sono io. Ho fotografato Deborah, una cara amica, nonchè bravissima tanguera. Un omaggio a entrambi e un caro saluto a voi.

Chiara

Mi ultimo tango

Fa caldo! Ricordo gli assolati pomeriggi d’estate di quando ero adolescente e restavo a casa a guardare la tv. Mi sono fatta , per l’occasione, una cultura di film da far impressione: Sordi, Vianello, Tognazzi, Al Bano, Franchi e Ingrassia, Totò, Doris Day, Jerry Luis,…ero di bocca buona, prendevo tutto, di tutto, di più!

Quando, girovagando per la rete, ho trovato i video del film di cui sto per parlare, ho avuto un tuffo al cuore e in tre secondi mi sono ritrovata nella casa paterna, sulla mia poltrona preferita, con il telecomando (a filo) in una mano e pane, con sale e olio nell’altra!

La locandina del film “Mi ultimo Tango”

Il film si intitola “Mi ultimo tango“, in Italia “L’ultimo tango” , ed è del 1960. I regista Luis Cesar Amadori ha selezionato per la pellicola Sara Montiel (anche cantante) e Maurice Ronet.

Io non l’ho visto, ma chi lo ha visto racconta che è la storia di una cantante che, diventata cieca, respinge l’amore della sua vita (pare il testo di un tango), ma lui non si arrende e, fra scambi, viaggi e false identità, riesce a farla operare; lei torna a vedere e lui la sposa. Prima del lieto fine però lei ha l’occasione di cantare diversi tanghi tra cui A media luz, Volver, Melodia de arrabal, Yira yira,  Nostalgias e Uno.  Ha un modo di cantare molto “spagnolo”, diverso dalla pronuncia argentina a cui siamo abituati, e poi fa tutta una serie di mossette per accompagnare il brano, interpretandolo nel contesto del film. Ad esempio quando canta Uno, si capisce che già si sono lasciati e si lanciano sguardi eloquenti – probabilmente non era ancora diventata cieca 🙂

Ecco di seguito alcuni spezzoni del film:
Nel primo la protagonista “balla” “A media luz” credo sulla musica di Edgardo Donato (aiutatemi voi), ma non lasciatevi ingannare dalla musichetta introduttiva…

Nel secondo sempre lei canta lo stesso tango

Nel terzo canta “Uno

L’ho fatta lunga ma mi sembrava una bella nota di colore!

Un saluto

Chiara

Caldo d’altri tempi

Si racconta (Todotango) che il giorno in cui Gardel incise Madreselva con Canaro, fosse primavera, però nello studio della compagnia Odeon dove si registrava, faceva un caldo da sembrare estate. Ovviamente non potevano accendere il ventilatore e l’aria condizionata, silenziosa, non esisteva. Tutti gli orchestrali erano imbevuti di sudore. E anche Gardel.

Studio di registrazione Odeon

Gardel non resistendo al caldo e si tolse la giacchetta. Poi il gilet. Passo dopo passo si tolse anche la camicia che lo stava asfissiando. Dopo la camicia partirono i pantaloni e le calze. Per ultime partirono anche le mutande! peccato non avere una foto 😉
Dunque el Zorzal (così era soprannominiato) rimase solo con le scarpe e gli occhiali che usava tenere per  leggere le parole, in piccola scrittura, sulla partitura.
Giusto giusto in quel momento entrò nella sala di registrazione il tecnico, un tedesco, a detta di Canaro, austero e precisino, che era il capo dello studio di registrazione e che sempre tormantava tutti gli artisti con le sue pignolerie. Al vedere il cantante in un simile stato, lo riprese seriamente
– Però signor Gardel , cosa vorrebbe dire tutto questo!
E Gardel, con gran soddisfazione gli rispose:
-Questo vuole dire, caro il mio vecchietto, che non devi fare tanto il santarello, perchè mi hanno confidato che anche tu in Germania eri piuttosto “navigato”!
L’orchestrà si scompisciò in una risata fragorosa. Il tecnico, quasi inciampando scappò veloce e senza salutare.

Gradel canta alla radio

Diciamo che si divertivano con poco! (ma forse è colpa della traduzione, perchè sicuramente i termini usati sono più “coloriti”)
Un fresco saluto
Chiara

Dyango

Dyango è un cantante spagnolo (è nato a Barcellona nel 1940). Negli anni settanta ha avuto un discreto successo come cantante melodico del “pop latino”. Due dei suoi figli sono anch’essi diventati cantanti, ma si sono dedicati a un genere più “movimentato”. Comunque fino a qualche tempo fa non era raro sentirli cantare insieme.

Oltre che in Spagna, ovviamente la sua musica è stata esportata in tutti i paesi di lingua ispanica e dunque anche in Argentina. Molti argentini si sono innamorati ascoltando le sue canzoni e lo hanno definito, per il suo aspetto, il “Tom Jones” spagnolo. Probabilmente per ringraziare i suoi fan d’oltre Oceano, ha regalato anche bellissime interpretazioni di tanghi, forse anche perchè era amico di Goyeneche. Adoro la sua interpretazione di Tabaco che si può trovare nell’album Yo Canto Tango!

Per voi ho selezionato una bella interpretazione di Nostalgia bellissimo tango con le parole di Cadicamo. Nel video Dyango duetta con Manuela Bravo, cantante argentina molto nota per le sue interpretazioni di Fado.

Buon ascolto e buona settimana

Chiara

 

Asi se escuchaba el Tango

Vitrola, victrola o più semplicemente grammofono!