Cari amici, ho salutato con gioia l’apparizione di ben 3 cd di tango per iniziativa del Gruppo Repubblica-Espresso. Tuttavia un enorme svarione, nonché la necessità di puntualizzare in positivo ciò che sta accadendo nel mondo musicale del tango di Buenos Aires mi hanno spinto a scrivere questa mail a L’Espresso.
Vorrei che ne foste a conoscenza, anche perché non so se la rivista troverà lo spazio o l’utilità nel pubblicarla.
Abrazos
Pier Aldo
Egregio Direttore, egregio dott. Dentice,
da anni mi interesso della grande cultura del tango argentino, per fare conoscere la quale -al di là dei pesanti stereotipi di cui essa soffre particolarmente in Italia- ho fra l’altro scritto due libri, “Il tango è una storia d’amore, e non una rosa in bocca” e “Tango, musica per ballare – guida per ballerini, dj di tango e musicisti”, entrambi editi da Sigillo di Lecce. Sono stato pertanto entusiasta nell’apprendere dell’iniziativa dell’Editoriale L’Espresso relativa alla pubblicazione di ben tre cd di tango, e ancor più lo sono stato quando ho saputo che nell’iniziativa era stato coinvolto Ignacio Varchausky, uno dei personaggi fondamentali nella resistenza e nella rinascita della cultura del tango di oggi. Vedere in un articolo italiano i cognomi di Pugliese e Salgán è stata per me un’emozione, un momento atteso da tanto tempo. Peccato che un orribile refuso abbia cambiato il nome al grande Osvaldo Pugliese (forse il più grande musicista di tango prima di Piazzolla, stilisticamente parlando), facendolo diventare “Oscar”. Come se Giuseppe Verdi fosse diventato Giovanni… Al di là di ciò, vorrei confortare l’ottimo Alberto Dentice: straordinarie pellicole come “Buena Vista Social Club” sul tango ne esistono almeno due. La prima è di un paio di anni fa, si chiama “Si sos brujo”, e racconta proprio la storia della nascita dell’ Orquesta Escuela de Tango di Emilio Balcarce, con Varchausky e compagni alla ricerca dei grandi vecchi maestri che potessero insegnare loro a suonare “come un tempo”. La seconda è appena uscita in Argentina, e si chiama “Café de los Maestros”, da un progetto di Gustavo Santaolalla. Ovviamente, di queste pellicole, come di tutta la grande musica del tango, in Italia non si sa nulla. “Oscar” Pugliese insegna…
Cordiali saluti e un grazie per ciò che state facendo.
Pier Aldo Vignazia




