“Primero la musica con su compas y melodia,
Segundo el sentimiento, Tercero
la elegancia, Por ultimo las figuras”.
Asì se baila!!!
Il celebre adagio testè citato pone degli interrogativi: ma sappiamo davvero come si balla il Tango ? Per voi cos’è più importante, imparare cento figure da esibire alla prima occasione nella milonga di turno ? Provare intima complicità con il partner di ballo ? Riuscire a muoversi come felini nella milonga affollata con eleganza sopraffina ? Provare forti emozioni e saperle trasmettere al partner ? Sarebbe fin troppo scontato dire che tutto è importante quindi….quali sono le priorità per voi ballerini di tango ? E in particolare cosa preme di più alle ballerine ?
Vi lascio con un pezzo di Rodolfo Biagi e Hugo Duvall che si chiama Bailerina de Tango, Qui e Asì se Baila el Tango di Alberto Castillo, Qui.
Il passo di oggi si chiama “la Castrada” e deve essere compiuto dalla ballerina con millimetrica precisione tra le gambe del varòn. Viene attuato soprattutto quando l’hombre è particolarmente antipatico o fa il saccente durante la tanda. La ballerina alla prima apertura di gambe dell’uomo deve effettuare una rotazione del proprio corpo , infilare la gamba tra quelle del varòn e con tutta la forza che può sollevarla fino a venire a contatto con i gioiellini del malcapitato. Di solito funziona !!!
Continuiamo a mostrare le copertine delle riviste di tango in occasione della loro uscita.
Questa volta ètango, giunta al terzo anno di pubblicazione, ci propone una novità: i Gotantouring, itinerari eno-gastronomici legati al tango, per conoscere sempre più la nostra bella Italia.
Nell’editoriale Adriana Pagnottelli racconta: “E l’incrocio magico dei segni che hanno intrecciato a ritroso la storia del tango argentino con l’Italia, sono tutti nella vicenda personale di Miguel Angel Zotto, nostra copertina e testimone del rincongiungimento alle origini, dipanando una volta tanto, l’intricata matassa del destino di tanti immigrati italiani di fine ’800″.
Poi tanto altro.. Maria de Buenos Aires, il Teatro Colon, un ritratto di Melingo scritto da PuntoyBranca.
Colgo l’occasione di questo video che adoro per celebrare la bellezza e la grazia di questa ballerina (in realtà del Varòn, che pure è mitico, non me ne frega niente ) e per invitare Flavia a rivedere con me la traduzione di questo tango, Una Emocion, che è uno dei miei preferiti. Lo trovi Qui.
Agoniza la tarde en el silencio es pesado su andar,
sofocante el calor no da tregua y no sopla
ese poco de brisa que haga refrescar….
Agoniza la tarde en silencio…
Es pesado su andar, mientras yo,
ensangrentada en mi pena
otra vez tengo sed de esos labios
que me han de negar….
Agonizza il giorno in silenzio ed è doloroso il suo andare,
soffocante il caldo che non da tregua e
non soffia nemmeno un poco di brezza per rinfrescare…
Agonizza la giornata in silenzio…
E’ doloroso il suo andare, mentre io,
dissanguata nel mio dolore
ancora ho sete di quelle labbra
che mi sono negate…
Verano – Joaquín Mora y Francisco Gorrindo – 1938 QUIla versione cantata da Mercedes Simone, con il Trío Piana-Garza-Kohan.
Probablmente un tango come questo non è da ballare, ma ad ascoltarlo io mi commuovo!