Il regno del tango

Non son neanche del paese, ho una valigia di carton,
sono vestito, sì, in borghese, ma dentro c’è il bandoneon…
Potrei sembrare un ragioniere, anche un geometra potrei,
ma un tango sento io gridare in fondo ai sentimenti miei…

Fermo davanti ad un cinema del novecento ed è li,
dove ogni tanto fan musica sei giorni no e un giorno sì.
Dan poco o niente di stipendio per un tanguero encantador
è questo, dunque, il bel compendio di un’esistenza di languor…
ma non importa, però vivo un bel silenzio nel rumor
e osservo con lo sguardo bravo il paesaggio dell’amor…

Ci sono anime segrete fregate da un’ispirazion,
sono persone che hanno sete di dadaismo, di astrazion…
di un erotismo sconfinato che sembra quasi una illusion
come un mistero mormorato sui tasti del bandoneon…
e sull’ingresso del cinema la proprietaria mi fa:
“qui sono io la musica, và via, pezzente, và, và”
Come una furia dinamica, come se fosse un capron,
scalciando, brutta bisbetica, coi piedi sul bandoneon…

Bandoneon, vecchio leon mordila…
bandoneon, vecchio leon mordi….

Il Regno Del Tango – Paolo Conte – Elegia (2004)
QUI da ascoltare mentre leggi

[ADIÓS+NONINO+DEL+BANDONEÓN.jpg]

“Adios Nonino del bandoneon” By Felix Berroa

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