Apprezzo tanto il sassofonista e clarinettista argentino Gato Barbieri, nato il 28 novembre 1934 a Rosario.
Dice che iniziò a suonare il clarinetto all’età di 12 anni, quando sentì Charlie Parker suonare “Now’s The Time”, e continuò a studiarlo a Buenos Aires. Iniziò poi a collaborare professionalmente con l’orchestra di Lalo Schifrin e racconta di quel periodo: “Juan Peron era al potere e non ci era permesso di suonare jazz. Dovevamo anche suonare musiche tradizionali, così inserivamo nel repertorio del tango e altre cose come carnevalito”. Ecco una sua intervista.
Barbieri ha avuto diverse fasi nella sua vita di artista, come racconta un suo fan: una prima fase avangardista (a metà degli anni ‘60); una seconda fase di ricerca di cultura, spiritualità, politica (tardi anni 60, primi ‘70): una terza fase di successo come artista pop jazz (tardi ‘70- inizio ‘80); una quarta fase volta a ricostruire la sua identità come artista (anni ‘80) ed infine dal 97 un ritorno al pop jazz.
In Italia è molto conosciuto per la sua collaborazione con Bertolucci, e la composizione della colonna sonora del film ultimo tango a Parigi.
A me piace ricordare più del film originale la parodia girata nel 1973 da Franco Franchi, diretta da Nando Cicero e dal titolo Ultimo tango a Zagarol. Qui trovate la scena in cui il burro serve a Franco …. per condire il panino!
Sono gocce di memoria
Queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
Incancellabile
Le infinte volte che
Mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
E’ inafferrabile la tua assenza che mi appartiene
Siamo indivisibili
Siamo uguali e fragili
E siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
Sto correndo verso te
Siamo nella stessa sorte
Che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
Un destino, un’eternità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferabile
Racconterò di te
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante
Come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Il 13 maggio del 1933 nasceva a Villa Adelina in provincia di BsAs il cantante Ubaldo Pedro Santieusanio, in arte Osvaldo De Santi, ma da tutti i tangueri conosciuto come Osvaldo Ramos. Attualmente uno dei cantanti di tanghi con tanta esperienza e ancora vivente!
Di sicuro ciascuno di noi ha ballato almeno una volta un tango cantato da lui, il più delle volte suonato da D’Arienzo. QUItrovate l’intera collezione delle sue registrazioni!
Debuttò giovanissimo nelle confiterias della sua città, e dopo qualche concorso (di quelli che andavano tanto di moda, soprattutto in provincia) cominciò a cantare nelle orchestre: quella di Romero-Spinelli, poi con Leopoldo Federico, Alberto Mancione, Florindo Sassone, Troilo; infine Juan D’Arienzo lo chiamò per rimpiazzare Jorge Valdez, chiedendogli di cambiare pseudonimo (chissà perchè!), facendolo diventare definitivamente Osvaldo Ramos. Insieme a Armando Laborde e Alberto Echagüe diventò uno de Los solistas de D’Arienzo! E rimase con D’Arienzo fino alla fine.
Ha lavorato per la radio, per il cinema e anche per la televisione. Ha anche scritto alcuni tanghi: “Mi vida yo la reviento“, “El pan que repartió“, “Mariposa mentirosa“, “Bailarín milonguero“, “Corazón de poeta“, “Plegaria para un hijo“, “En el mismo bar“, ecc…; per questo lo possiamo considerare anche un poeta!
Dopo la morte di D’Arienzo, tornò a registrare in qualche occasione con il quartetto di Mario De Carlo e con l’orchestra di Omar Valente, infine negli anni novanta con “Los Dandys del Compás”.
Qualcuno sa se canta ancora? Quando mi imbatto in questi personaggi che hanno tanta storia vissuta, tanto da raccontare del tango, mi stupisco sempre che non ci sia molto di loro in rete: i suoi ricordi, interviste, foto, video… Peccato! Intanto un grande augurio di buon compleanno da tutti noi!!!