Antonio Agri nacque a Rosario il 5 maggio del 1932. Un violinista eccezionale.

Il giorno seguente alla sua morte per cancro nel 1998, sul Clarin di BsAs scrivevano: “Quasi autoditadda, trascorse la maggior parte della sua carriera con Astor Piazzolla, che lasciò solo per lavorare, come violinista, nell’Orchestra Stabile del Teatro Colon”. Pare che per questo abbandono Piazzolla ci rimase molto male, dopo averlo portato con se in giro per tutto il mondo (anche a Roma lo abbiamo visto nelle registrazioni di Piazzolla con Mina).
Diceva lo stesso Agri: “Astor mi disse di tutto, che lo lasciavo per le scure assi del Colon, che cercavo la sicurezza di una pensione… E aveva ragione. Mozart o Vivaldi non mi hanno mai dato quello che mi ha dato il tango. Quello che sono lo devo al tango“.
Certamente Piazzolla gli aveva dato tutta la libertà che l’estro di Agri richiedeva: se qualche volta Agri, suonando, aggiungeva qualcosa allo spartito di Piazzolla, prima ancora che lo stesso aprisse bocca, il violinista lo apostrofava dicendo “Zitto! Sto lasciando un contributo!”
Per omaggiarlo, vi faccio riascoltare uno dei capolavori che amo di più: Agri, Morgado e Goyeneche in un Viejo Ciego da brivido…tre grandi musicisti … tre grandi autori, Manzi, Piana, Castillo … un gran tango (QUI). E come si dice ”Agri dejo el violin y esta tocando el arpa!”
Un caro saluto
Chiara


