FAIblog

Il blog di FAItango

Archivio per Marzo 2008

Ballare o lavorare, questo è il dilemma!

Pubblicato da Alberto su Marzo 31, 2008

Alzi la mano chi non ha mai avuto mal di schiena… ecco mi sento in buona compagnia….
Alla prima lezione di tango ero un pò in ansia, mi ricordavo che ballare liscio mi procurava mal di schiena, avevo il timore che la cosa si ripetesse.
In effetti al termine della lezione avevo un certo fastidio, dopo la seconda lezione avevo un forte dolore.
Dopo la terza ero molto dispiaciuto perche il tango mi interessava e volevo capirne di più ma la schiena soffriva e pensavo seriamente di mollare.
L’insegnate si profuse in rassicurazioni spiegando che è possibile che alcuni muscoli facciano male per un pò a causa dei movimenti inusuali,  in particolare le spalle e la schiena per la tensione emotiva e l’eccessiva forza impiegata per mantenere il busto nella corretta posizione. Dopo un po’, forse un mese, i dolori sono scomparsi e con il tempo ho potuto verificare quanto bene faccia camminare con la schiena dritta (quante volte, da piccolo, me lo ha ripetuto mia madre!!!).

mal di lavoro

Mi è costato fatica e ancora mi costa perche cambiare postura non è ne facile ne questione di cinque minuti, possono volerci anche anni, ma una volta compreso quanto si stia meglio, lo sforzo vale sicuramente il risultato, purtroppo ogni tanto sul lavoro qualche manovraccia la faccio e mi tocca saltare qualche milonga, stavo pensando…. non è che mi toccherà cambiare mestiere per continuare a ballare il tango? Mi sa che anche in questo caso non sono l’unico…..

Alberto

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Ma allora è vero…

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 31, 2008

… che anche la Barbie balla il tango! ;-)

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Tango queer?

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 31, 2008

Tango queer?

Questa foto mi ha sempre affascinata. Chi ne sa di più?

Chi sono? Quando? Perchè sono in acqua? Chi li ha fotografati?…..

;-)

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Un viaggio a BsAs

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 30, 2008

Ne abbiamo parlato tante volte. Un desiderio di molti tangueros è quallo di fare un viaggio a BsAs. Però spesso si rimanda: non c’è il tempo, non ci sono i soldi, manca una buona compagnia per partire … è troppo lontano e si è spaventati da ciò che non si conosce. Oggi è domenica e vi offro un viaggio per Buenos Aires. Economico, veloce e divertente! Siete pronti???? 

Allacciate le cinture!!!

Bagagli in Aereoporto

Come ogni viaggio verso la capitale del tango, si parte in aereo. L’arrivo con vista sulla scacchiera di Baires, interrotta solo dalla fila di grattacieli della via principale, che sembrano i denti di una balena che si affaccia sul mare, è qualcosa di veramente emozionante. Ecco un ATTERRAGGIO perfetto, senza mal d’aria e con ottima visuale!

All’arrivo, appena il tempo di cambiarti d’abito; non si ha mai l’abbigliamento giusto quando arrivi … sarà perchè sei dall’altra parte dell’Equatore? E nemmeno ti sei cambiato che già, per ambientarti, vai a fare un giro mangereccio in uno dei MILLE CAFE’ ! Seduto davanti alla tua tazza di caffè, con un bel piatto di dolciumi vari, guardi la città che passa davanti alla vetrata e studi l’ambiente!

Oggi è il primo giorno. Ti vuoi guardare un pò intorno. Per il tango c’è tempo! 
Come non detto! Appena fai due passi, senti arrivare da dietro l’angolo, le note di un tango! Corri a vedere! Niente popò di meno che un’INTERA ORCHESTRA! Roba che, a ragione, da noi, ci farebbero un seratone!

Ma ora basta con le chiacchiere. Bisogna riposare un pò perchè stasera c’è lo SPETTACOLO AL TORTONI e poi la milonga. E’ sabato sera … li voglio proprio vedere questi PORTENI DOCall’opera! Un ocho cortado, un giro, et volià…sembra facile!

Facile o non facile, qualche lezione bisogna prenderla! Vieni a BsAs e non fai nemmeno una lezione? Ti puoi fermare qui…il metodo sembra valido! E i maestri sono eleganti!

tango lesson

Quando hai voglia di rilassarti puoi fare qualcosa di diverso. Potresti andarti a sedere su una panchina nel cimitero de LA CHACARITA. Magari ci ritrovi pure Gardel… Mannaggia! E chi si ricorda mai se sta li o nell’altro cimitero. Vabbè… uno vale l’altro. Se non trovi Gardel, ci troverai Evita!

Capita anche che non hai voglia di tango. Magari prendi un TAXI e vai in giro per la città. La 9 de julio, l’Obelisco, il Colon, … proprio così. Te li puoi vedere da dentro il taxi, magari ascoltando una voce di tango! E potresti anche farti portare a LA BOCA! Perchè no? L’odore di mare ti farà bene!

Sarà l’aria che si respira, sarà questa musica di tango, ma da subito senti la nostalgia per questo posto. Però devi tornare a casa perchè l’opera sia completa. Non puoi avere nostalgia se ci stai!
Buenos Aires la devi sognare, da oltre oceano. Solo così amerai il tango.
E il viaggio finisce.
Torni a casa con questo rumore e questi odori nel cuore. ADIOS BUENOS AIRES!

(Ringrazio tutti quelli che hanno documentato i loro viaggi, quelli che hanno avuto voglia e modo di partire, quelli senza i quali questo viaggio non sarebbe stato possibile! :-) )
Chiara

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Vedo tango

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 30, 2008

E’ tempo di fragole
E’ tempo di fragole!  
:-P

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Patti chiari, amicizia lunga…

Pubblicato da emanuele su Marzo 29, 2008

Questo è un articolo dedicato alle coppie fisse: quelle che vogliono evitare di tornare a casa dalla milonga col muso lungo.

MusoLungo

(già: non è un problema per i singles..)

Succede talvolta che uno dei due (spesso il maschio) balli a sazietà, mentre l’altro scalda la sedia.
Da questa (comprensibile) frustrazione, prende le mosse poi un codazzo di recriminazioni, tipo:

“se era così potevi lasciarmi a casa”

“usciamo insieme solo se ti impegni a ballare con me”

“quando ci sono io non devi correre appresso alle bonazze”…

(e chi più ne ha più ne metta!)
Ma se usciamo per divertirci, perché tornare a casa arrabbiati? Non sarebbe meglio pensarci prima?
Il gruppo di amici (o il gruppo della scuola di tango) può risolvere il problema, ma non sempre si esce in gruppo… che fare?
Secondo voi si può fare un “contratto premilonga“? stabilire prima di partire le regole da osservare (esempio: balliamo insieme 1 tanda si e 1 no, oppure 1 tanda ogni 3, solo la prima e l’ultima, e via così).

Okkey

Okkey, il patto è giusto!

È una soluzione accettabile? voi cosa fate in questi casi?

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Oui! Je suis Sylvie Vartan!

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 29, 2008


Sylvie Vartan – El tango aquel – 1976

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Tango per i piccoli

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 28, 2008

Ventiseiesimo Zecchino d’Oro (1983) - Tango, mago Tango – Diana Platania

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Omaggio a Gerardo Matos Rodriguez

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 28, 2008

Il 28 marzo del 1897 nasceva a Montevideo, nell’altra sponda del Rio de la Plata, il pianista, giornalista e compositore Gerardo Hernán Matos Rodríguez, detto Becho, da tutti conosciuto come uno dei papà della Cumparsita.

Inizialmente nemmeno lui aveva capito di aver composto quello che per molti diventerà l’inno del tango, tanto è vero che vendette i diritti del brano all’editore Breyer di Buenos Aires. Però li ricomprò nel 1923, grazie all’aiuto di alcuni amici.
A detta di molti esperti del settore, La Cumparsita è molto semplice e d elementare, ma proprio per questo ben si è prestata alle migliaia di orchestrazioni differenti che ne sono state fatte!
Se volete conoscere la sua storia QUI trovate diverse curiosità. Se invece volete ascoltarne di curiose, vi rimando a quelle postate QUI da Mario Cambiaghi, famoso collezionista di questo tango!

Oltre alla sua carriera come console dell’Uruguay, che lo portò anche in Europa, ovviamente si dedicò alla musica, componendo per alcuni film e per la sua orchestra tipica. Altri suoi tanghi che sicuramente tutti abbiamo ballato o ascoltato sono ad esempio Che pausa oì, con le parole di Cadicamo oppure Adios Argentina La muchacha del circo.

Ogni milonga in cui musicalizzo si apre con la Cumparsita e si chiude con tre o quattro versioni della stessa. Oggi più che mai!!! ;-)

Un caro saluto
Chiara

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Cartoline da Buenos Aires

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 28, 2008

Il tango in ogni dove!

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Il tango di Jannacci

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 27, 2008

Non parlo del mitico Enzo, ma del suo “figliol prodigio”: Paolo Jannacci. Paolo, come leggo nella biografia del suo SITO, suona il pianoforte, la fisarmonica e il basso elettrico, arrangia e compone.  Veramente eclettico!

The Best Live – Milano – Teatro Smeraldo – 13 marzo 2007 

Ha lavorato con grandi nomi del mondo dello spettacolo, del Jazz, del cabaret, del cinema. Per citarne solo alcuni: Dario Fo, Ornella Vanoni, Cochi & Renato, Articolo 31, Giorgio Gaber e Paolo Rossi, Chico Buarque e Massimo Ranieri, Roberto Vecchioni, le cantanti Paola & Chiara, Max Pezzali, i comici Ale&Franz, ecc…
Ha composto diverse colonne sonore, musica per il cinema, per la pubblicità, per documentari e ha all’attivo diversi album di cui uno dedicato al tango.

Ed è ovviamente di questo che voglio parlare: si tratta del cd “My tangos” del 2005. Lo avevo dimenticato in un cassetto ma me lo ha ricordato l’ottimo Maniacus!

La copertina del Cd e il fascicolo con intervista all’autore

Per la realizzazione super tecnologica del disco, Paolo si è avvalso della collaborazione di Michele Monestiroli (armonica cromatica, violino, viola), di Marco Ricci (contrabbasso e basso elettrico)e di Giorgio Cocilovo (chitarra classica). Il Cd contiene dieci brani e potete saperne di più a questo LINK.  Per presentarlo lo stesso compositore dice “Solo il tango è in grado di evocare emozioni struggenti…solo la fisarmonica è in grado di interpretarle“. Si può essere più o meno d’accordo, ma è sicuramente suggestivo.

QUI potete ascoltare il brano Destino, anche se forse un brano solo non basta per rendersi conto dell’opera! Tanto per togliersi una curiosità se non si conosce il Cd.  :-)

Un caro saluto
Chiara

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Tango in bianco e nero

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 27, 2008

Shoes mania
Certo che quella delle scarpe è una bella mania!!!
:-)

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Della serie … ohi mama!

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 26, 2008

Ohi mama

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Tango: affinità di pelle

Pubblicato da emanuele su Marzo 26, 2008

Affinità di pelle?

pelle

Non c’è un motivo razionale se il tango “funziona” o “non funziona” con una determinata persona.

È una inspiegabile sintonia (o distonia) che abbiamo provato un po’ tutti: persone che ci sono simpatiche, ma non ci vorremmo mai ballare insieme, oppure altre che non ci dicono granché, ma per ballare sono il massimo…

Certe volte con una persona ci balli anche se sai che ti farà una doccia di sudore, o anche se magari è principiante, perché capisci che c’è sintonia.

Certe volte scopriamo che alcuni/e vanno bene per la milonga ma non per il tango, o viceversa…

Ecco, questa è una delle cose che mi affascinano, del tango!

Anche per questo, ogni serata può essere una sorpresa, una scoperta…

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Tango: le esibizioniste.

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 26, 2008

Ma siamo davvero tutte così? :lol:

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Il tango, salvagente dell’eros?

Pubblicato da Alberto su Marzo 25, 2008

Un’amica mi ha consigliato questo libro, “L’ intelligenza erotica” di E. Perel, ovvero come riattizzare il fuoco della passione in un rapporto di lunga durata in cui, citando l’autrice, “la sicurezza sentimentale è stata pagata in termini di svalutazione erotica”.
Le ho detto “per come sto adesso o è troppo tardi, sono già separato o è troppo presto, sono da poco fidanzato”  lei ha risposto  “non vederla come l’aspirina da prendere quando ti ammali ma come le vitamine per far si che non succeda”, mi ha convinto, qui è possibile anche ascoltare l’intervista di RadioAlt.

Copertina del libro

L’ho trovato molto interessante e in certi passaggi il parallelo col modo del tango è stato inevitabile in particolare mi è diventata più chiara un cosa che prima percepivo soltanto.
Oltre alle emozioni suscitate dalla musica, nell’abbraccio del tango, nell’improvvisazione del ballo, nel cambiare spesso ballerina per poi ritrovarla dopo una tanda o una milonga, ci sono molte delle caratteristiche proprie dell’eros; l’autrice descrive come paradosso il fatto che in un rapporto cerchiamo stabilità sicurezza prevedibilità e continuità ma che però troviamo “eroticamente stimolante” quelle situazioni in cui ci sia imprevedibilità rischio sorpresa e mistero….
E ancora, siamo oppressi da una marea d’impegni quotidiani e non ”troviamo” il tempo per far l’amore, l’autrice suggerisce che programmare dei momenti in cui ci sia la possibilità di un’incontro erotico è inevitabile, abbandonando l’illusione che l’amore si faccia così “quando viene” si può giocare con l’attesa e il pregustare quello che verrà, come una buona cenetta che ti fa venire l’acquolina in bocca quando sei ancora al supermercato a comprare gli ingredienti….
Anche prima di una serata milonghera, magari un pò speciale, ci preparimo con cura pensando al vestito, le scarpe ecc. ci ingegnamo astutamente per accaparraci il ballerino/a giusto/a nella tanda migliore…. E magari spostiamo anche qualche impegno per non giungere a sera già esausti…..

In questa società le distanze tra le persone sono aumentate, l’intimità è stata riconosciuta come bisogno solo quando è diventato più difficile ottenerla, siamo giunti alla glorificazione della comunicazione verbale. Parlo, dunque sono. Crediamo ingenuamente che la nostra intima essenza possa essere efficacemente comunicata sopratutto con le parole, il linguaggio del corpo è considerato più sincero e profondo e imparare il tango vuol dire prenderne maggiore consapevolezza del proprio e quello del partner di ballo.

E poi il tema delle fantasie erotiche, cito testualmente –“Fino a tempi recenti le fantasie sessuali hanno avuto cattiva fama …//…molti credono che non siano altro che una magra consolazione per una libido frustrata e per la mancanza di occasioni…//…una volta anch’io condividevo questo punto di vista limitato per cui la fantasia era il pane del povero…//…nella mia pratica professionale sono arrivata a considerare le fantasie come preziosa risorsa immaginativa sia coltivata individualmente o insieme alla coppia …//…dandoci un’occasionale via di fuga dal nostro rapporto, serve come potente antidoto alla débâcle della libido all’interno del rapporto. In parole semplici l’amore e la tenerezza sono arricchite dalle spezie dell’immaginazione

In conclusione possiamo dedurre che il tango, con la musica, l’atmosfera, i suoi codici e i suoi riti offra una notevole quantità di queste cosidette “spezie”  ….. da gustare ognuno a casa sua naturalmente….. Sempre che tutto vada come l’abbiamo immaginato !!!

 

Desideri segreti

Mandi, Alberto.

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Tango: personaggi di ieri, oggi e domani

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 25, 2008

Saldrá no sé de dónde con su cabello al viento,
con su vieja guitarra, su estampa de juglar;
la risa dulce y franca, la barba larga y blanca,
los ojos que parece que miran más allá….

Uscirà, non so da dove, coi suoi capelli al vento,
con la sua vecchia chitarra, il suo aspetto di giullare;
la risata dolce e sincera, la barba lunga e bianca,
gli occhi che sembrano guardare più il là…

El último juglar – Saúl Cosentino y Ernesto Pierro – 1998
QUI un assaggino di S. Cosentino (piano) e C. Rossi (voce)
Un tango moderno con il sapore dell’antico

Un giullare d’oggi

 

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Tango “fantasma-gorico”

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 25, 2008

Tango fantasmagorico

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24 Marzo 1976: non dimentichiamo i fratelli argentini

Pubblicato da dctango su Marzo 24, 2008

“Balliamo e gioiamo in questo giorno di Pasquetta, ma non dimentichiamo le sofferenze e le atrocità patite dai nostri fratelli argentini !” 

Una lettura politica di quanto accaduto nel Sud America nei decenni passati l’ho trovata in questo articolo su internet: mi sembra interessante leggerlo e comunque farsi una propria idea in massima libertà.

Sono passati 32 anni dal giorno in cui un golpe militare cambiò tragicamente la storia argentina. In quest’ennesimo anniversario è d’obbligo ricordare le innumerevoli vittime e denunciare i colpevoli, in memoria uno sterminio silenzioso e a purtroppo a lungo taciuto. Intanto emerge sempre più l’appoggio statunitense al governo militare.

desaparecidosIl 24 marzo 1976 una giunta militare composta dal generale Jorge Videla, comandante in capo dell’esercito, dall’ammiraglio Emilio Eduardo Massera, comandante della marina militare, e da Orlando Ramon Agosti, comandante dell’aeronautica, prese il potere con un golpe si stato. Oggi 24 marzo 2008, a distanza di 32 anni, siamo qui a parlare di 30 mila desaparecidos (il 30% di origine italiana), 2.300 omicidi politici ed oltre 10.000 arresti politici, 2 milioni gli esiliati. 500 sono invece i bambini che sono stati sottratti brutalmente alle proprie madri, prima sequestrate e poi sistematicamente uccise dopo il parto, per essere affidati alle famiglie dei militari.

In Argentina, diversamente da quello che avveniva nel vicino Cile di Pinochet, venne adottata una “strategia rivoluzionaria”. Niente arresti di massa o fucilazioni, sebbene fosse subito proclamata la legge marziale, ma sequestri illegali, torture e infine l’eliminazione fisica. Crimini raccapriccianti, un genocidio selettivo, che eliminò con una feroce repressione tutti i meccanismi di solidarietà creati all’interno delle organizzazioni dei lavoratori e dei movimenti sociali urbani, ma anche tanta gente comune, non necessariamente di sinistra: intellettuali, professionisti, operai.

golpe argentinaPerò Argentina e Cile condividono buona parte delle motivazioni che sfociarono con le rispettive dittature militari, sono infatti gli esempi classici di come negli anni settanta, tanto semplicemente quanto brutalmente, venne imposto il neoliberismo in molti paesi in via di sviluppo, ossia attraverso un colpo di stato militare, appoggiato dalle classi dominanti tradizionali, oltre che dal governo statunitense (ora a quanto pare invece primo esportatore mondiale di democrazia). Anche in Argentina infatti al golpe seguirono i prestiti del Fondo Monetario Internazionale e l’affidamento dell’economia ai “Chicago boys” (gruppo di economisti chiamati così in virtù della loro adesione alle teorie neoliberiste di M.Friedman che insegnava all’università di Chicago). Proprio con il golpe gli Usa, in stretta alleanza con i militari riuscirono, a trasformare anche l’Argentina in una cavia di capitalismo estremo, reprimendo qualsiasi movimento di opposizione, e iniziando un opera conclusasi poi con l’Argentina di Menem, rendendo definitivamente il paese schiavo del FMI, del fondamentalismo di libero mercato e dell’ortodossia neoliberista.

Come spesso accadeva quindi c’era l’ombra statunitense ad appoggiare i regimi autoritari e le storie di violenze contro i movimenti popolari, esclusivamente per meri interessi economici e di sfruttamento. Gli Usa infatti accettavano, in particolare in America Latina, l’utilizzo di dittature militari repressive, appoggiandole e stringendoci forti alleanze economiche, sorvolando sulla violazione di qualsiasi diritto di base.

desaparecidos argentinaGli ultimi tasselli per capire la connessione Usa – Argentina sono usciti fuori dagli archivi statunitensi e sono stati resi noti dai National Security Archives, un’organizzazione universitaria non governativa americana molto attiva nel campo della ricerca. Aggiungono qualche particolare a quanto già si sapeva rispetto all’atteggiamento di Washington e dei suoi rapporti con le dittature sudamericane.

Questo è uno dei dialoghi emersi tra il presidente statunitense Henry Kissinger e il ministro degli esteri argentino Cesar Augusto Guazzetti, risalenti al giugno 1976:

Guazzetti: “Il nostro principale problema è il terrorismo….assicurare la sicurezza interna del paese…l’Argentina ha bisogno da parte degli Stati Uniti di comprensione e supporto, anche per la crisi economica.

Kissinger: “Abbiamo seguito le vicende argentine da vicino. Vediamo bene il nuovo governo e vogliamo che ce la faccia. Faremo il possibile perché ce la faccia

Ma le cose da vicino, ricordano i ricercatori americani, le aveva seguite anche la stampa americana, il Congresso e la stessa ambasciata Usa in Argentina che si era lamentata proprio con Guzzetti anche per il sequestro e la tortura di cittadini americani. Le violazioni che avevano caratterizzato i primi tre mesi della dittatura erano dunque ben note.

Ma Kissinger si dimostrò comprensivo: “Sappiamo che siete in difficoltà….sono tempi curiosi quelli in cui attività politiche, criminali e terroristiche tendo ad emergere senza una chiara separazione. Capiamo che dovete stabilire un’autorità…. farò quel che posso”.

Dopo circa un mese poi, il 9 luglio, il principale consigliere di Kissinger, Harry Shlaudeman, gli forniva particolari sui sistemi applicati dagli argentini, che utilizzavano “...il metodo cileno…terrorizzare l’opposizione, anche a costo di uccidere preti e suore….”. Il 7 ottobre a New York, il fatto è noto da tempo, Kissinger aggiustò il tiro con Guzzetti: “…prima avrete finito meglio sarà”.

Chiara appare quindi la copertura statunitense alla criminale dittatura argentina, che in questa data è giusto ricordare e farne memoria storica.

Allo stesso modo in cui è fondamentale ricordare le migliaia di desaparecidos ed i loro assassini soprattutto in questi giorni in cui comincia ed essere fatta giustizia, anche con le condanne in Italia e con i numerosi processi finalmente in pieno svolgimento in Argentina.

Fondamentale è ricordare anche e soprattutto per non dimenticare.

chat desaparecidosPregevole a riguardo, ad esempio, un iniziativa di un artista argentino che ha lanciato una campagna in ricordo dei desaparecidos attraverso MSN di Messanger. Si chiama “NN red 2007” e consiste nell’utilizzare come “nick”, tra il 24 ed il 31 marzo, il nome di un desaparecido includendo anche una sua foto, in modo tale da generare nelle chat uno spazio per fare memoria e riflettere sulla storia.

Un video interessante e toccante lo trovate su….

http://puntoybranca.blogspot.com/

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Chi è l’angelo di Astor Piazzolla?

Pubblicato da Nonna Papera su Marzo 24, 2008

“O Signore, nostro Dio,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi?
E il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli…”
( Salmo 8 )

Angel en la Recoleta

Angel nel Cementerio de la Recoleta

Un pò altisonante, ma bel modo per iniziare questo lunedì dell’Angelo!
Gli angeli da sempre hanno solleticato la fantasia degli uomini, e, negli ultimi anni, complice una cultura NewAge, sono tornati di grande attualità. Ma per restare in tema di tango, oggi voglio parlare della Suite del Angel, quella che Astor Piazzolla ha dedicato all’Angelo.

Musica straordinaria; Piazzolla è stato un grande rivoluzionario nella composizione di questa musica: rivoluzionario per i tangueri, per i classicisti, per i jazzisti; e rivoluzionario anche nella scelta dei tempi che compongono i temi di questa suite: un preludio moderato con Introduccion al Angel; una splendida milonga lenta, la famosissima Milonga del Angel; una ritmata Muerte del Angel e una chiusura maestosa con Resurreccion del Angel. Un “tango sacro” a cui molti artisti hanno dedicato lavori, raccolte e Cd.

Ultimamente mi è capitato di incontrare una di tali formazioni che si sono dedicate anche a questo ciclo: il quartetto dei Four For Tango. Li ho sentiti qualche settimana fa a San Marino in un concerto, in acustica: una piccola saletta, senza microfoni e amplificatori, seduta in prima fila a sentire tutta la meccanica degli strumenti: ogni respiro del bandoneon (M. Pitocco) e ogni graffio e pizzico sulle corde del violino (A. Vavassori). Ho potuto respirare tutta l’energia trasmessa dal pianista (R. Mastroserio) e commuovermi con le lacrime del contrabbassista (G. Rinaldi)! E’ stata una bellissima emozione!  Se capitano dalle vostre parti ve li consiglio caldamente e agli organizzatori di feste ed eventi suggerisco di farci un serio pensierino! :-)

I Four For Tango a Gravina

Ma ora la domanda sorge spontanea: di che Angel stiamo parlando? Un angelo custode, uno degli Arcangeli? Chi è l’angelo a cui Piazzolla ha dedicato questo lavoro? E citando il simpatico Carmine Faraco di Colorado Cafè direi “La domanda non è chi è, no…la domanda è… ppecchè”!
Sacro e profano … tipico di FAIBlog!   :-D

Poi già che sono in vena di domande, chiederei se rientra nello stesso progetto di Piazzolla anche il bellissimo ”Tango dell’Angel” o se si tratta di tutt’altro angelo! ;-)

Fra gli amici del bolg gli esperti non mancano: fatevi sotto ragazzi!!!
:-)

Un caro saluto e felice Pasquetta!
Chiara

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