FAIblog

Il blog di FAItango

Archivio per Gennaio 2008

Cento anni! Atahualpa Yupanqui

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 31, 2008

Il 31 gennaio del 1908 nasceva il grande Atahualpa Yupanqui. Oggi avrebbe compiuto 100 anni! Non credo di doverlo presentare. Ci ha regalato tanti capolavori del folklore argentino e adorabili milonghe, suonate e cantate con la passione “sbiascicata” che solo lui sapeva trasmettere.
Auguri!

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Cartoline da BsAs

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 31, 2008

Uno dei bar più tradizionali di San Telmo.
Di proprietà ispanica, il suo nome ricorda gli immigranti inglesi
che si stabilirono numerosi nella zona, per la costruzione della ferrovia,
nei tempi che furono. (foto by
ClixYou)

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Tango raptus?

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 31, 2008

O era meglio un “Ohi … mama!” ?

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El trafico en las milongas

Pubblicato da lidiaferrari su Gennaio 30, 2008

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Fue la lectura de Florencio Escardó, amante y conocedor de Buenos Aires, su descripción de costumbres porteñas y, entre ellas las del tráfico de la ciudad, que estimuló en mi la comparación con el tránsito en las milongas. La delicia de su forma de observar la sensibilidad porteña, junto con su ojo clínico derivan en un lúcido diagnóstico del tráfico de Buenos Aires en 1970 (no actual, sin duda). A pesar de la falta de obediencia a las leyes del tránsito vehicular de los porteños, observa un ordenador fundamental: la inteligencia y la improvisación. Sospecho que en las milongas porteñas, donde la cantidad de bailarines por metro cuadrado es tan numerosa que vista de afuera semeja una lata de sardinas en movimiento, la posibilidad de que el tránsito sea fluido, ameno y muchas veces impecable no se debe al estilo de baile, a la forma de bailar, ni al respeto de códigos estrictos. Por el contrario, sobrevuela en esas milongas que se ven prolijas y ordenadas la libertad y la velocidad de la improvisación. La dificultad en remedar en otros lugares a las milongas porteñas es que esos comportamientos son producto de costumbres, hábitos, comodidades cristalizados, sin necesidad de decretos o leyes de ningún orden.

El espacio puede escasear pero el buen bailarín porteño no intenta apropiárselo sino compartirlo para su felicidad en el baile. Evita los atascos, los embotellamientos, los choques, como en la ciudad de 1970. No lo hace por generosidad sino por el egoísmo de fecundar un espacio colectivo donde todos, pero sobre todo él mismo, puedan bailar bien. Y no necesita imposición de ningún tipo para lograrlo.

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Tango: parole senza importanza

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 30, 2008

Escuchame pensando que estoy lejos.
Nada acerca mejor que la distancia.
No te diré sentencias ni consejos,
Ni escucharás mentiras ni alabanzas.
Escuchame, al pasar, indiferente,
como se escucha el ruido en la distancia.
Olvida las palabras que te cuente,
mis palabras no tienen importancia.

Ascoltami pensando che sia lontano.
Nulla avvicina di più della distanza.
Non ti darò nè giudizi nè consigli.
Non ascolterai bugie nè elogi.
Ascoltami, come viene, indifferente,
come si ascolta un rumore in lontananza.
Dimentica le parole che ti dico,
le mie parole non hanno importanza…

Palabras sin importancia – Homero Manzi y Juan Cedrón
QUI la versione cantata dall’autore.

Quanto amore…
quanto struggimento…
Troppe volte vorremmo dire, vorremmo gridare, vorremmo…
ma fingiamo,
per primi con noi stessi,
che quelle che abbiamo da dire,
siano solo parole senza importanza!

Adoro questo tango.

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Tango Murales

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 30, 2008

Murales

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Lavori in corso: la pagina eventi

Pubblicato da aurorabeli su Gennaio 29, 2008

Questo è un post atipico, (lo dico subito, così poi non vi lamentate :-) )…
FAItango vuole sempre migliorare i propri servizi, ed è in continuo studio su come ottenere questo risultato.
Non vi promettiamo il mondo… non vi promettiamo di creare un modo di vivere il tango idilliaco e senza problemi… ;-)

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ma promettiamo di lavorare per voi!!!!

Una delle cose che stiamo pensando di arricchire di contenuti è la pagina relativa agli eventi contenuta nel sito principale. Inutile presentarla: certamente conoscete tutti questa bacheca degli eventi legati al tango, serata per serata. Qualche mese fa il nostro webmaster l’aveva rielaborata. Ora, nell’ottica di offrire una informazione sempre più variegata a chi legge gli annunci delle serate, stiamo pensando di modificarla di nuovo.

La nostra idea, dopo aver consultato i musicalisador, è di organizzare l’inserimento dei dati della serata precisando alcune caratteristiche della selezione musicale che verrà inserita, grazie ad una maschera a scrittura libera, preceduta dalla voce “Selezione musicale“, nella quale il singolo inserzionista scriva liberamente.
Per capirci, l’effetto finale è che gli utenti del tango dovrebbero venire a sapere in anticipo se durante la serata si ballerà sul tango classico, sul tango elettronico o su una fusione delle due tipologie musicali, e se si useranno o meno cortine. Con la conseguenza che non dovrebbero esserci situazioni di insoddisfazione legata alla musica.

Ora, vi chiederete: perchè lo dite proprio a noi?

La ragione è semplicissima, vogliamo la vostra opinione!!

Vogliamo sapere se vi piace l’idea di creare una banca dati più completa sulle serate, e che tipo di problemi avete trovato nell’inserire i dati, oppure nella consultazione del servizio. Vorremmo avere i vostri consigli su come migliorare le cose… Questa richiesta è rivolta a tutti, esperti e meno esperti. Siamo curiosi di capire se la cosa vi interessa perchè abbiamo visto che ci sono opinioni differenziate: c’è chi vorrebbe una precisione assoluta sulla tipologia di musica adottata, c’è che invece ritiene che la musica vada dosata sul pubblico e sia inutile fare queste precisazioni.

Quindi ritenete utile conoscere in anticipo la tipologia di musica che verrà inserita/utilizzata nel corso della serata? O viceversa pensate che sia compito di un musicalisador tastare il polso della situazione, e modificare la musica in rapporto alla gente che si trova davanti e pensate che sia inutile sapere in anticipo che cosa ascolterete?
Volete sapere in anticipo se un musicalisador usa solo musica elettronica o tradizionale, o se talvolta si lascia trascinare in una tanda diversa? O qualsiasi tipo di musica vi va bene, basta ballare il tango?
Ci sono altri suggerimenti che ci potete dare per migliorare la pagina eventi ai quali non abbiamo pensato?

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Vogliamo confrontarci con voi, per riuscire a fare sempre il meglio….

Quindi fate sentire la vostra voce!!!

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Omaggio a Héctor Varela

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 29, 2008

Il 29 gennaio del 1914 nasceva in Avellaneda, Salustiano Paco Varela, in arte Hector Varela. Fu grande direttore, arrangiatore e compositore, e prima ancora bandoneonista.

Nelle nostre milonghe si sente molto raramente, eppure negli anni 50 la sua era una delle orchestre più richieste dai ballerini della capitale. Allievo di D’Arienzo, suonò nelle sue fila per quasi dieci anni, poi partecipò ad altre grandi formazioni, diventando un bandoneonista molto ricercato. Nel 1950 decise di tentare la sorte con una sua formazione. Chi si aspettava un neo D’Arienzo, dovette ricredersi. Ritmo e avanguardia si, ma con uno stile tutto personale! In seguito all’enorme successo della vendita dei suoi dischi, fu considerato un pò troppo commerciale e accusato di aver messo la sua arte al servizio del tango ballato nella sua forma più popolare. Io, per quello che può contare, gli dico anche grazie!

Compose diversi brani: quello che mi piace ricordare, anche perchè è il mio preferito è Bien pulenta, composto nel 1950 insieme a D’Arienzo con le parole di C. Waiss (QUI la versione di Rotundo, anche se preferisco quella di D’Arienzo). Un brano di grande successo, tanto da dare il nome anche a una nota milonga e a più di una formazione attuale e passata. Nel tango ci descrivono l’elogio alla vera coppia di tangueros d.o.c.:

Yo soy de aquellas horas
que laten dentro ‘el pecho,
de minas seguidoras,
de hombres bien derechos
tallando tras cartón.

QUI una raccolta di brani suonati dall’orchestra di Hector Varela. E dalle vostre parti si suona?

Un caro saluto
Chiara

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Sa baila chacarera!

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 29, 2008

Chacarera

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Convenzione per il Festival di Istanbul

Pubblicato da aurorabeli su Gennaio 28, 2008

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In questi giorni la federazione ha raggiunto un accordo con gli organizzatori del Festival di Istanbul, che si terrà nei giorni tra il 3 ed il 6 di luglio.

I nostri associati potranno godere di uno sconto del 15% sul prezzo di tutte le attività, a condizione, ovviamente, di portare e  mostrare la tessera FAItango al momento del pagamento, tessera che come tutti sapete da quest’anno è unica in tutta Italia.

Questo è il programma generale del Festival.

Let’s dance where the civilisations dance !

5th International Istanbul Tango Festival

3-6 July 2008

Mariano Chicho Frumboli – Juana Sepulveda
Sebastian Arce – Mariana Montes
Adrian Veredice – Alejandra Hobert
Pablo Villarraza – Dana Frigoli
Damian Rosenthal – Celine Ruiz

Orquesta Istanbul Academia Project

Prezzi
*****
Intermediate block, 5 classi (a persona), 7.5 hrs, 120E
Advanced block, 5 classi (a persona), 7.5 hrs, 120E
Master block, 5 classi (a persona), 7.5 hrs, 120E
Women Technique, 4 classi, 6 hrs, 100E
Special classes block, 5 classi (a persona), 7.5 hrs, 120E
Milonga classes block, 5 classi (a persona), 7.5 hrs, 120E
Improvisation block, 5 classi (a persona), 7.5 hrs, 120E
Musicality block, 5 classi (a persona), 7.5 hrs, 120E

Abbonamento Milongas con abbonamento per un block, (4 milonga & show) , 60 E
Abbonamento Milongas senza block, (4 milonga & show), 65 E

Chi si registrerà per più di un block di lezioni, riceverà uno sconto di 10 euro per ogni block successivo al primo.

Servizio Shuttle tra le locations.

Milongas nei luoghi storici di Istanbul

Shopping durante il festival…

Organization : El Encuentro

Contatti:
Person : Aydogan Arkis
E-mail : info@istanbultangofestival.com
Phone : +90-532-583-2824

Web site : www.istanbultangofestival.com
E-mail : info@istanbultangofestival.com

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Intervista a Luciana Valle

Pubblicato da aurorabeli su Gennaio 28, 2008

Iniziamo con questa intervista una collaborazione costante con Susy di Cesena, che intervisterà diversi artisti e poi inserirà queste interviste sul sito della sua associazione. Noi ve le segnaleremo non appena saranno pubblicate.

Questo è l’inizio dell’intervista a Luciana Valle, cofondatrice della milonga El motivo tango.

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Sono qui con Luciana Valle, a Villa Malcolm, Buenos Aires, Avenida Córdoba 5064, alla scuola Elmotivotango, e ora Luciana mi spiegherà che cos’è Elmotivo: una pratica, una scuola, un luogo dove si fanno molte cose nuove ed importanti per il tango.

Sì,Susy, come hai detto, Elmotivo è un po’ tutto questo. Noi lo definiamo uno spazio integrale dedicato al tango ballato, ed è nato prima come una scuola ed una pratica, ma poi è diventato un luogo dove organizziamo concerti, serate da ballo con orchestre dal vivo, vendita di abiti da tango. E a dire il vero abbiamo tentato di definirlo come una fucina di ciò che sta succedendo nel tango oggi a Buenos Aires, una fucina del tango giovane, un punto di riferimento, un luogo di incontro, un po’ tutto questo.

Chi sono gli organizzatori de Elmotivo?

Elmotivo è stato creato tre anni fa da Dina Martinez, Valencia Batiuk e da me, Luciana Valle. Noi tre siamo nel mondo del tango da molto tempo, abbiamo lavorato a lungo assieme, facendo ricerca, con un gruppo di studio e di innovazione, per oltre 10 anni, ed è nato un po’ da un bisogno nostro personale. Eravamo stanche dell’ambiente del tango, con le milonghe fino a notte fonda, con codici a volte un po’ chiusi, e avevamo voglia di ballare in un ambiente un po’ più rilassatoNoi siamo della generazione che ha vissuto le pratiche prima, come quella di Gustavo Naveira a Cochabamba; poi, non so come, all’improvviso la pratica è scomparsa, non c’erano più pratiche in giro, noi avevamo voglia di ballare in un ambiente più informale, ma non sapevamo dove andare.

Per continuare a leggere l’intervista clicca qui

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Il tango di Chopin

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 28, 2008

Tranquilli. Non ho scovato un tango scritto da Frederic Chopin. Magari vi potrei proporre un suo vals, tipo il vals “Del minuto” (QUI in una originale revisione cantata dalla simpaticissima Nacha Guevara, versione che gli humorelos conosceranno benissimo), ma non lo farò.
Sicuramente, però, il compositore e pianista polacco ricorre spesso nelle parole e nelle note della nostra musica preferita.

L’esempio più clamoroso lo abbiamo nel tango Aquel nocturno del 1932, scritto da Daniel Álvarez (QUI la versione cantata da Héctor Mauré).
La poesia di questo tango racconta del ricordo dell’incontro di due amanti, sul calar della notte, in un profumato giardino di rose, quando lei chiede al violino che li accompagna, di suonare un notturno…

No recuerdas!… Una alcoba perfumada,
una dama, un caballero y un violín.
Y mientras tanto la tarde agonizaba,
entre pétalos de rosa en el jardín,
con los ojos me pedías que tocara
aquel nocturno que empezaba así….

E in questo momento, dopo qusta strofa, nel tango parte veramente il notturno di Chopin suonato dall’orchestra di turno. C’è anche nella versione che vi ho proposto. Chissà come e se ballavano anche questa parte, i nostri amici d’oltreoceano! ;-)

Poi Chopin lo troviamo nominato in molti tanghi: non vi sto a fare l’elenco, ma dirò che è sempre associato a un qualcosa di romantico e nostalgico. Per questo va molto d’accordo con il tango! Un vals, però, che tutti conosciamo sicuramente, è El viejo vals di Charlo e J.G. Castillo (QUI una bella versione a due voci cantata da Ruiz e Campos; la mia versione preferita). I due amanti ascoltano il vals di Chopin, ma lei pare già distante, più intenta ad ascoltare la musica, che le parole d’amore di lui.

Al lánguido compás de un vals de Chopin,
mi amor te confesé sin ver que más
llamaba tu interés aquel vals.

Alcuni giocolieri della sperimentazione del tango hanno anche proposto qualche performance di tango a suon di Chopin. Ho visto su un blog qualche tempo fa, un filmato in tal senso; non me ne vogliano ma non ricordo qual era il blog, con tutti quelli che leggo! Però ho salvato il link del video. Eccolo QUI per gli amanti del genere.

Per finire, vi voglio lasciare a un video, dove il capolavoro del maestro polacco, il Vals brillante, è suonato dal magico bandoneon di Gabriel Clausi. Non perdetelo!!!!  (QUI anche il suo Vals in Do minore )

Ma è vero che un virtuoso del tango può suonare la musica classica … mentre non sempre è vero il viceversa? Ops cosa ho chiesto mai!  ;-)

Un caro saluto
Chiara

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Cartoline da BsAs

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 28, 2008

El Indio

Foto by Maniacus (BsAs 2007)

Il badante per le compagne di merende! ;-)

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Sondaggio di Opinione: il Limite

Pubblicato da dctango su Gennaio 27, 2008

 Reduce dalla lettura di un blog “vicino di casa” mi pongo un interrogativo: qual è il limite che un tanguero deve porsi nel suo corso formativo, quali i modelli da prendere come esempio e come termine ultimo a cui tendere ? Un ballerino da esibizione o il milonguero bravo atteso in tutte le milonghe dalle ballerine che lo aspettano ansiose di godere di quei 7-9 minuti di una tanda.
Anche perchè, se uno continua a rincorrere una chimera, rischia di non arrivare mai e di perdersi. Spero di non esser stato troppo filosofico…. :D  

C’è un limite ? Se c’è qual è? 

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Il ballo dell’essere

Pubblicato da Alberto su Gennaio 27, 2008

Salve a tutti vorrei presentarvi un libro, l’autore si chiama Serge Wilfart e il titolo è “Il canto dell’ essere”.

L’autore è stato un cantante lirico che nel suo percorso di ricerca si è scontrato con le rigidità dei dogmi di quel ambiente, nel tentativo di andare oltre non solo ha creato un metodo per sviluppare la voce nel canto sia classico che moderno, ma attraverso una lunga pratica “sul campo” ha affinato una serie di esercizi che hanno lo scopo di ritrovare l’armonia tra la voce il corpo e lo spirito.

Riassumendo solo uno dei concetti fondamentali, Serge suggerisce che ognuno di noi alla nascita è libero e istintivo, (vi siete mai chiesti come un neonato così piccino piangendo riesca a produrre tanto volume?) nel percorso che lo porterà a essere un persona adulta riceve i condizionamenti imposti dall’educazione familiare e sociale, tenderà a uniformarsi agli stereotipi che lo circondano e subirà le conseguenze emotive dei traumi e delle disgrazie che umanamente capitano più o meno a ognuno di noi.
Questo processo creerà dei blocchi e delle tensioni, che si posso evidenziare nella relazione dell’individuo con il respiro e la voce. In questo libro l’autore illustra il percorso di alcuni allievi e di come sia possibile ristabilire un armonia tra mente e corpo attraverso alcuni esercizi vocali e come il superamento dei blocchi porti un cambiamento nella vita di queste persone sia nel rapporto con se stessi che con gli altri.
In pratica migliora la qualità della comunicazione, si acquista fiducia in se stessi, e si diventa più consapevoli e sensibili alla qualità delle relazioni, fino al punto (in certi casi) di non proseguire delle amicizie che appariranno all’improvviso “sterili o superficiali”.

foto autore

Ho vissuto questa esperienza due volte, la prima frequentando per tre anni una serie di corsi di canto tenuti da una professoressa laureata all’accademia di Mosca.
La seconda con il tango argentino.
Mi sono accorto che da quando lo ballo, da quando mi esercito nell’ascolto della ballerina è migliorato “l’ascolto” anche con le altre persone, sono più sensibile ai loro atteggiamenti, mi accorgo di particolari che prima non notavo e non mi riferisco solo alle scarpe ma in generale al modo di porsi, di gesticolare e di muoversi, nel bene e nel male perche quando devo intrattenere una conversazione con una persona antipatica certe cose mi danno più fastidio.

E’ successo anche a voi ?
Naturalmente nel libro c’è molto di più e l’argomento è assai complesso, anche se a un occhio cinico non sfuggirà il fatto che sia un meraviglioso spot per i suoi seminari, tuttavia vale la pena leggerlo per aprire una finestra su un mondo che può rivelarsi insospettabile.
In fondo può essere visto come partecipare a uno stage con un famoso tanghero/a: quando esci magari non hai imparato chissà che cosa, però hai allargato l’orizzonte.
Mandi
Alberto

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Il giorno della memoria

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 27, 2008

Pido castigo

Por estos muertos, nuestros muertos
pido castigo.
Para los que de sangre salpicaron la patria
pido castigo.
Para el verdugo que mandó esta muerte
pido castigo.
Para el traidor que ascendió sobre el crimen
pido castigo.
Para el que dio la orden de agonía
pido castigo.
Para los que defendieron este crimen
pido castigo.
No quiero que me den la mano
empapada con nuestra sangre
pido castigo.
No los quiero de embajadores
tampoco en su casa tranquilos.
Los quiero ver aquí juzgados
en esta plaza en este sitio.
Quiero castigo, quiero castigo.

(Pablo Neruda)

Paese che vai, epoca che vai, schifezza che trovi!
Per non dimenticare;
perchè non si ripeta.

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Opplà!

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 27, 2008

Opplà

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Son glosas … de tango!

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 26, 2008

Era usanza nelle milongas porteñas, soprattutto nelle grandi feste del carnevale, quando le orchestre suonavano per tutta la notte, seppur alternandosi fra loro, creare occasioni per far riposare gli orchestrali. E allora si andava di “glosas“, interventi verbali, momenti in cui il fine dicitore di turno, il poeta, il payador, o semplicemente l’organizzatore, prendeva la parola e intratteneva i convenuti. C’erano i semplici intrattenitori che chiedevano “un applauso per la signorina al tavolo al centro che festeggia la ventiduesima primavera”, “un caro ringraziamento a ….. che questa sera ci ha onorati con la sua presenza”, “Il club … ricorda che ….”. Sicuramente qualcuno raccontava anche storielle divertenti! :-)

Poi c’erano i poeti, quelli che incantavano il pubblico con la recita di qualche brano. Uno di questi, forse il poeta per eccellenza, fu Hector Gagliardi, detto “El triste“. Averlo alla propria festa era un lusso, come avere una delle orchestre più quotate. Nelle riunioni del club, quelle tenute per decidere i programmi delle serate, spesso si sentiva: “los socios piden Héctor Gagliardi!“. Nel video una delle poesie create anche per queste occasioni

Nel prologo di un libro scritto da Gagliardi, il grande Homero Manzi si chiede “si es un poeta, un payador o un cantor”. Non lo sa e conclude dicendo “pero se, eso si, que él canta y que su pueblo lo escucha”. QUI qualche info in più per chi è interessato.

BUENOS AIRES (Héctor Gagliardi)

Sol de América Latina,
sobre el Río De La Plata,
te traigo la serenata,
de tu gente que te admira,
por eso con tus esquinas,
con tus barrios y tus calles,
yo te canto Buenos Aires,
capital de la Argentina…
Sos la máquina que avanza,
al compás del porvenir,
la cuna de mi sentir,
y el norte de mi confianza,
sos la meta que se alcanza,
siguiendo la Cruz del Sur,
tu canción es gratitud,
y tu bandera esperanza…
Buenos Aires de mi amor,
fuiste cielo de mi escuela,
el nene de Andrés Ferreyra,
de mi primer inferior,
la tiza, el borrador,
mi jarrito niquelado,
cuaderno cuadriculado,
y el faber numero 2…
Fuiste la calle cortada,
al lado de la placita,
la quema de mi bolita,
la troya de mi billarda,
la gambeta del veinte agarra,
mi trompito zumbador,
y barrilete cantor,
que del cielo me coleaba…
Sos el ayer perfumando,
con la astucia del Rusito,
la nobleza del Sapito,
y la fuerza del pelado,
y ese llanto estrangulado,
cuando buscaba afligido,
los cinco que había perdido,
por el bolsillo agujereado…
Vos conociste el debut,
del primer pantalón largo,
de los tropiezos amargos,
que tuve en mi juventud,
y de la cruel inquietud,
cuando vi que derribaron,
la casa en que me acunaron,
allá por el bario sur…
Tus estrellas lo sabían,
cuantas veces demoraba,
cuando mi novia esperaba,
para ver si me quería,
de las peras que le hacía,
de los celos que invente,
y le sabes que le soy fiel,
y la quiero todavía…
Buenos Aires de mi amor,
como nos cambia la vida,
vos la ciudad presumida,
y yo triste y soñador,
pero que importa el dolor,
que va enhebrando el recuerdo,
nunca lloro lo que pierdo,
porque nací jugador…
Por eso cuanto te digo,
lleva un acento de orgullo,
el de saber que soy tuyo,
y de que vos sos mi amigo,
y ponete al lado mío,
cuando juegue con la muerte,
que de pie con ventisiete,
le aguanto la falta envido…
Sos la pitada final,
del cigarro que se fuma,
sos un barbijo de luna,
en un patio de arrabal,
sos tango sentimental,
que me llena de tristeza,
y sos la media cabeza,
del gran premio nacional…
Sol de América Latina,
sobre el Rio De La Plata,
te traigo la serenata,
de tu gente que te admira,
por eso con tus esquinas,
con tus barrios y tus calles,
te cantamos Buenos Aires,
capital de mi Argentina…

Profonda, sentita, ricca di evocazioni. A me piace. ;-)

Un caro saluto
Chiara

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Tango grafiti

Pubblicato da Nonna Papera su Gennaio 26, 2008

San Telmo – BsAs 2007

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Associazioni e non… gare e non

Pubblicato da aurorabeli su Gennaio 25, 2008

Recentemente un nuovo commentatore (benvenuto Cristiano) è intervenuto nel blog per raccontarci la storia delle danze sportive negli ultimi anni in Italia.
Mi è sembrata una bella occasione per iniziare a raccontare a grandi linee la storia del tango in Italia (e chi balla da tanto tempo è invitato a raccontarci la sua esperienza..) anche per capire se sia possibile una distinzione tra i ballerini di tango e di altre danze…

associazione.jpg

Circa una decina d’anni fa, quando questo ballo era agli esordi in Italia, era stato scoperto da pochissime persone e quindi le occasioni di ballo erano relativamente poche.
Quindi l’organizzazione delle serate era per lo più lasciata alla volontà dei singoli che avevano voglia di incontrare gli amici….
E quei cento tangueri che ballavano si spostavano dalla festa di uno a quella dell’altro, creando serate che erano più baraccate insieme che eventi in senso classico e tradizionale.

Poi lentamente il tutto si è trasformato ed evoluto in un fenomeno associativo: i gruppi di amici diventavano associazioni, nell’ottica di continuare ad organizzarsi le cose da soli  per mantenere il costo ridotto, e per curare la qualità e gli ambienti. In quel periodo nacque FAItango, nell’ottica di voler premiare il fenomeno associativo e per fornire un substrato di comunicazione e di relazione, oltre che di servizi, alle associazioni che crescevano e si sviluppavano.

Oggi siamo di fronte ad una nuova evoluzione: il tango attira sempre di più, e quindi diventa interessante anche per gli organizzatori professionali, che possono provenire da altri balli.
E, temo, giocoforza, che queste persone provenienti da altri balli porteranno un loro bagaglio culturale il che può avere aspetti positivi, laddove si concretizza in maggiore capacità nell’organizzare eventi a vantaggio dell’utenza finale, ma anche aspetti negativi nel momento in cui si vogliono replicare schemi di comportamento che nulla hanno a che fare con questo ballo.

logo_associazione.jpg

Non sono timorosa di questa evoluzione, perchè credo che l’ambiente del tango sia forte ed assolutamente in grado di assorbire gli aspetti positivi e rigettare quelli negativi. Ma, soprattutto, credo che questo ambiente rimarrà forte e sano nel momento in cui si faranno scoprire ai nuovi ballerini le emozioni che ci muovono quando balliamo, lo stare bene insieme per il divertirsi fine a sè stesso, il regalare agli altri le nostre energie per migliorare le cose.

Personalmente non credo nelle gare, soprattutto nel tango. Si, è vero, c’è un’anima esibizionista in ciascuno di noi, altrimenti non balleremmo il tango. Ma vivo questo ballo nel senso di dare la possibilità al mio estro artistico di esprimersi, e non sono convinta che questo sia misurabile. E comunque vivrei come una privazione il fatto di essere parificata agli altri in un unico contesto di criteri di giudizio, quando invece ho scoperto ed apprezzato del tango che ognuno ci mette il suo, e crea uno stile unico ed irripetibile.

Voi come la pensate?
Credete che ci sia spazio per una mentalità associativa, giocata sul mettersi a servizio degli altri e sull’investimento nell’ambiente?
Credete che le gare siano positive o negative a priori? Oppure che non vi comunichino nulla? Intanto qui potete leggere come la pensa FAItango nel suo statuto… :-)

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