FAIblog

Il blog di FAItango

Archivio per Dicembre 2007

Cin cin

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 31, 2007

Dedicato a chi passerà la serata ballando … augurandovi di non stare troppo tempo a sedere,
nè perchè non vi invitano, nè per le troppe esibizioni!

:-)
:-D
:-)

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Il vecchio e il nuovo

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 31, 2007

Recuerdos con ternura atesorados en noche de nostalgia a evocar
todos juntos y hermanados en común emoción de celebrar.
Un tiempo viejo ha pasado y otro nuevo llegará
cuidando siempre lo heredado nueva esperanza irradiará.
La magia inspiradora del pasado es llama intensa en el presente
anuncia el futuro iluminado cual rostro feliz resplandeciente….

I ricordi conservati con affetto, evochiamo tutti insieme fraternamente
in questa notte di nostalgia, con l’intenzione comune di celebrare.
Un tempo vecchio è passato, e un altro nuovo arriverà
attenuando ciò che abbiamo ereditato e una nuova speranza irradierà.
La magia ispiratrice del passato è fiamma intensa nel presente
annuncia un futuro illuminato come immagine felice e risplendente….

La noche de la nostalgia – Nelson Pilosof y Beatriz Lockhart – Montevideo 24 ago 2001.

Il vecchio e il nuovo

In Uruguay, la patria degli autori di questo tango, La noche de la nostalgia si festeggia il 24 di agosto, in una giornata di inverno. Le parole mi sono sembrate però adeguate anche per la nostra Noche Vieja, la Noche Buena, la notte di San Silvestro. In questa notte raccogliamo le esperienze, i ricordi dell’anno che è passato e facciamone tesoro, per prepararci a un luminoso 2008!

Tanti auguri!!!
Chiara

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Mundo gaucho

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 31, 2007

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Omaggio a Pedro Florindo Sassone

Pubblicato da dctango su Dicembre 30, 2007

Violinista, direttore e compositore (12 gennaio 1912 – 31 gennaio 1982), il suo nome d’arte era Florindo ma il suo nome vero, battesimale, era Pedro.
Nacque nel barrio di Liniers, dove espletò i suoi primi studi musicali e si diplomò professore di violino.

- Nel 1930 debuttò in un gruppo diretto da Antonio Polito che si esibiva su Radio Belgrano. L’anno seguente fece il salto di qualità diventando violinista dell’Orquesta di Roberto Firpo. Ma è con Osvaldo Fresedo che forgia il suo modo di sentire il tango e questo contatto lo marcherà per sempre.

- Nel 1935 forma la sua prima orchestra, debutta il primo gennaio del 1936 su Radio Belgrano e pratica al cabaret Marabù con la voce di Alberto Amòr.

- Nel 1940 abbandona la radio e la musica per dedicarsi ad affari personali fino al 1946 quando riesuma una modesta formazione con nuovi musicisti, per suonare in caffè e sale da ballo

- Nel 1947 riorganizza la propria orchestra, ritorna alla radio con grande successo e comincia a competere con i grandi direttori. Torna a calcare i più importanti scenari porteñi e le sale da ballo.Ma al di là dei suoi indiscussi meriti fu fondamentale la presenza del vocalist Jorge Casal perchè ciò avvenisse. Questo giovane cantante irruppe nel modo artistico grazie a Sassone, con grande ripercussione, oscurando gli altri cantanti per la brillantezza e la potenza della sua voce.Come altri maestri aggregò altri cantanti alla sua orchestra,  e mise tra gli altri sotto contratto Roberto Chanel.

Passarono gli anni, la televisione ormai era diffusa e Florindo era uno dei primi direttori che si presentarono davanti alle telecamere. Nel 1960 giunse a tenere un programma dove era lui la stella.

- Nel 1962, l’orchestra contava un’equipe eccezionale di musicisti: Osvaldo Requena al piano; nella línea dei bandoneones erano Pastor Cores, Carlos Pazos, Jesús Méndez y Daniel Lomuto; tra i violinisti, Roberto Guisado, Claudio González, Carlos Arnaiz, Domingo Mancuso, Juan Scafino y José Amatriali; con Enrique Marcheto al contrabasso.

- Nel 1966 viaggiò in Giappone dove presenziò nelle città più importanti nel giro di pochi mesi. In questa occasione portò come cantante Mario Bustos. Sei anni più tardi vi ritorna con un’altra volce: Luciano Bianco.

- Colombia e Venezuela lo accolgono nel 1975 e a Caracas, suonò insieme ad una delegazione artistica argentina.

Florindo Sassone no ha una importante produzione come compositore, pero possiamo distinguere, tra i suoi temi, più successi: la milonga “Baldosa floja” con la collaborazione di Julio Bocazzi ed il tango “El último escalón”, con Javier Mazzea, entrambi dalla penna di Dante Gilardoni. Gli appartengono anche i tanghi strumentali “El relámpago“, “Cancha” ed insieme a Mazzea, “Rivera Sud”, “Bolívar y Chile”, “Tango caprichoso”, “Esquina gardeliana“, tra gli altri.
Florindo Sassone forgiò un proprio stile che era una via di mezzo tra il Maestro Carlos Di Sarli e Osvaldo Fresedo e giunse ad avere uno stile che pur influenzato da questi grandi del tango era del tutto peronale. Bisogna ascoltare attentamente una incisione strumentale per percepire dove si nascondono Fresedo e Di Sarli.

Quindi, alla fine di questa bella storia, vi propongo l’ascolto di alcuni dei pezzi in mio possesso interpretati da questo Autore, una specie di compilation fatta da me, ce ne sono alcuni che sono davvero particolari:

1. Felicia

2. Yira, Yira

3. La Viruta

4. Violin Gitano

5. Tango de las Rosas

6. Tango Azul

7. Madreselva

8. Orquideas a la Luz de la Luna

9. Nostalgias

10. La Paloma

11. Bahia Blanca

12. Pescadores de Perlas

13. Danzarìn

14. El Lloròn (Tango)

15. La Cumparsita

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FAIquiz: “Verdemar” o “verde mare” ?

Pubblicato da dctango su Dicembre 30, 2007

Secondo voi il celebre tango si Contursi parla di una donna chiamata Verdemar, parola che compare maiuscola, oppure parla del mare verde ? 
A parte gli scherzi è sicuramente poetico rivolgersi così ad una donna, chiamandola verde mare con intento metaforico: “Sei come il mare verde”: e voi cosa ne pensate ? Sapete qualcosa di più ? Parla di Gricel ?

Giuro che se l’aveva già detto Chiara nel post su Contursi cambio blog :lol:

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I Tanghi che mi piacciono: Verdemar

Pubblicato da dctango su Dicembre 30, 2007

Verdemar
Tango
1943
Música: Carlos Di Sarli
Letra: José María Contursi

Verdemar… Verdemar…
Verdemar… Verdemar…
Se llenaron de silencio tus pupilas.
Le tue pupille si sono riempite di silenzio.
Te perdí, Verdemar.
Ti ho perso, Verdemar.
Tus manos amarillas, tus labios sin color
Le tue mani gialle, le tue labbra senza colore
y el frío de la noche sobre tu corazón.
ed il freddo della notte nel tuo cuore.
Faltas tú, ya no estás,
Manchi tu, non ci sei più,
se apagaron tus pupilas, Verdemar.
si sono spente le tue pupille, Verdemar.

Te encontré sin pensarlo y alegré mis días,
Ti ho incontrato senza pensarlo e ho rallegrato i miei giorni;
olvidando la angustia de las horas mías.
dimenticando l’angustia delle mie ore.
Pero luego la vida se ensañó contigo
Ma dopo la vita si esasperò con te
y en tus labios mis besos se morían de frío.
e nelle tue labbra i miei baci morivano di freddo.
Y ahora… ¿qué rumbo tomaré?
E adesso… che rotta prenderò ?

Caminos sin aurora me pierden otra vez.
Percorsi senza aurora mi smarriscono un’altra volta.
Volverás, Verdemar…
Tornerai, Verdemar…
Es el alma que presiente tu retorno.
E’ la mia anima che presagisce il tuo ritorno.
Llegarás, llegarás…
Giungerai, giungerai…

Por un camino blanco tu espíritu vendrá
Per un bianco cammino verrà il tuo spirito
Buscando mi cansancio y aquí me encontrarás.
cercando la mia stanchezza e qui mi incontrerà.
Faltas tú… Ya no estás…
Manchi tu… non ci sei più…
Se apagaron tus pupilas, Verdemar.
Si sono spente le tue pupille, Verdemar.

Le versioni di Julio Sosa, Qui; Miguèl Calò e Raul Iriarte, Qui o con Roberto Rufino, Qui; Carlos Di Sarli con Oscar Serpa, Qui o con Roberto Rufino, Qui.

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Tango: l’ultimo saluto

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 30, 2007

Yo no quiero la comedia de las “lágrimas sinceras”,
ni palabras de consuelo, no ando en busca de un perdón;
…Esta noche para siempre terminaron mis hazañas
un chamuyo misterioso me acorrala el corazón…
Nada le debo a la vida, nada le debo al amor…

Io non voglio la commedia delle “lacrime sincere”
ne parole di consolazione, non vado in cerca di un perdono;
… Questa notte per sempre finiscono le mie gesta
una voce misteriosa confonde il mio cuore…
Nulla devo alla vita, nulla devo all’amore…

Como abrazado a un rencor – Rafael Rossi y Antonio Miguel Podestá – 1930
QUI la versione di Adriana Varela

C’è chi va e chi resta

Dedicata a un caro amico:  c’è chi va … c’è chi resta …

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Tutti a Buenos Aires…..?

Pubblicato da doribaby su Dicembre 30, 2007

Metà degli amici tangueri è già stata a Baires, l’altra metà ha intenzione di andarci, o comunque vorrebbe farlo… Anch’io , d’altra parte, non nego che un viaggetto lo farei, se solo non avessi un consorte letteralmente terrorizzato dalle tante ore di aereo.
Generalmente chi balla salsa non corre a Cuba, chi frequenta uno di quei bellissimi corsi di danze popolari irlandesi non ha neppure nell’anticamera del cervello l’idea di recarsi in Irlanda per ballare, le numerose amiche che ormai si sono appassionate alla danza del ventre limitano le loro performances alla palestra sotto casa in occasione del saggio di fine anno…
Invece, noi tangueri…

“Voglio/devo andare a Buenos Aires”.Perchè?

-1)Solo lì posso incontrare l’essenza del tango

-2)Voglio conoscere da vicino il popolo e la cultura del tango

-3)Voglio ballare con un vero /a tanguero /a

-4)Avendo saputo fatti mirabolanti sulle milonghe portene..non vedo l’ora di ballarci

-5)Sono stanca di essere invitata con una pacca sulla spalla..

-6)Potrò invitare una mujer con uno sguardo….

-7)Pura curosità….

-8)Almeno, al ritorno, potrò anch’io sfoggiare un po’ di spagnolo, indossare scarpe di “Comme il faut” e dire, ad alta voce :” A Baires è tutta un’altra cosa..”

-9)Perchè se non ci vai…che tanguero sei??

-10)Perchè…così fan tutti..

-11) Perchè…????

A voi la parola!

Dori

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La ronda

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 30, 2007

Quante coppie servono per smanare una ronda ordinata?
:-)

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La criolla Nelly Omar

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 29, 2007

L’ottimo Gino ci segnala che sul Clarin del 27 dicembre è uscita una intervista a Nilda Elvira Vattuone, in arte Nelly Omar, una delle più grandi cantanti di tango e folklore, nata a Guaminí nel lonano 1911, soprannominata “Gardel con polleras“. La signora, alla sua veneranda età ha pubblicato un nuovo disco, La Criolla, e in occasione della presentazione ha rilasciato una simpatica intervista.

Questo lavoro in realtà è stato registrato nel 2004, ma il suo produttore Gustavo Santaolalla, (quello dei Bajofondo?) ha aspettato un pò per pubblicarlo. Registrarono il disco ma poi non se ne fece più nulla. L’anno successivo, in occasione della pubblicazione del libro di Santaolalla Café de los Maestros,  il produttore usò il brano Viejo Jardin (il primo del disco di Nelly) nel Cd allegato al libro, senza però nominare Nelly da nessuna parte. La Nostra battagliera si arrabbiò molto e probabilmente “per farsi perdonare” il produttore decise di pubblicarle il disco, seppur con qualche anno di ritardo!

In occasione della pubbliczione, i due si sono presentati in un tradizionale Hotel del quartiere Recoleta, insieme a Gustavo Mozzi, musicista e coproduttore, in un ricevimento informale e molto rilassato.
Hanno presentato il disco, una raccolta di dodici brani folkloristici, tutti selezionati dalla stessa Nelly: si va dalla milonga al vals criollo, dalla cancion pampeiana alla Zamba. QUI potete ascoltare un assaggino dei dodici brani del disco.

Il ricevimento è poi proseguito con una sentita intervista alla cantante che nonostante i 96 anni, ha ancora una acutezza e una memoria di ferro e dunque funziona come un ottimo “archivio” di fatti, volti e avvenimenti legati al mondo del tango.
Le hanno chiesto come si era trovata a registare brani che non cantava da tanto tempo e magari un pò fuori moda; ha risposto con una frase del nostro Arturo Toscanini: “La musica che non raggiunge l’anima non è musica” dunque non importa la moda, ma ciò che la musica comunica al cuore.

Bellissimi i suoi ricordi legati al tango, ad esempio a Solamente ella che le compose Manzi con Demare e che mai registrò (forse questo rimpianto glielo rende più caro) e che oggi è un cavallo di battaglia del grande Ariel Ardit. Ma anche lei parla del suo cavallo di battaglia, Desde el alma e del suo incontro con Pugliese circa questo vals.

Poi l’intervista prosegue e Nelly ci racconta come trascorre la sua giornata, ci dice che fa ginnastica per mantenersi in forma, ascolta musica classica, canta accompagnandosi con la chitarra …
Quali sono i suoi progetti per il futuro? Registrare un nuovo disco, però di tanghi, indipendentemente dal fatto di trovare o meno un produttore. Se non lo troverà lo farà lei stessa!

Per chi volesse leggere l’intervista di Nelly e anche quella a Santaolalla nell’articolo, QUI il link alla pagina del Clarin.

Questo è un bell’esempio per tutti noi, su come si può vivere a lungo realizzando i nostri sogni!

Grazie Gino ;-)
Un caro saluto
Chiara

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Sebastian Arce Y Mariana Montes

Pubblicato da Alessandro su Dicembre 29, 2007

Finalmente l’amico Gigi (Cartoongigi) si è deciso a pubblicare su youtube gli unici video che a me mancano (acc! ho dimenticato la videocamera in cabina…) ma forse è stato meglio così… dal vivo Sebastian Arce e Mariana Montes lasciano a bocca aperta…

Nella milonga poi sono davvero eccezionali…

Bello il brano del secondo video (milonga…) chi mi decodifica titolo e versione? ^___^

Alessandro

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Dos por cuatro

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 29, 2007

2×4
Vedi Lucy perchè ne parliamo sempre? ;-)
:lol:

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Cortina Musicàl: Charleston

Pubblicato da dctango su Dicembre 28, 2007

Mai provato a mettere come cortina un charleston ? Beh in pista si potranno vedere ballerini accennare i famosi steps di questo divertente ballo anni ‘20. 

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Tecnica e passione

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 28, 2007

tecnica e passione

la Tecnica e la Passione
Foto by Maniacus (El Indio en BsAs 2007)

L’eccellente Maniacus ha il pc fuori uso e da un Internet Point mi ha pregato di farvi i suoi più sinceri auguri di Buone Feste. E come posso esaudirlo se non con una bella foto in tema con l’ultimo sondaggio di Dc?

Un abrazo
Chiara

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Sondaggio di Opinione: Tecnica o Passione ? O entrambe ?

Pubblicato da dctango su Dicembre 28, 2007

Come spesso mi capita, traggo spunto per i miei post da fatti della vità di ogni giorno.
L’altra sera, in milonga, parlavo con un argentino e questi sosteneva che in Europa si da’ molta più importanza alla tecnica, attraverso cui i ballerini esprimerebbero se stessi, rispetto a quanto non si verifichi in Argentina e, anche se non lo ha detto esplicitamente, si capiva dalle sue parole che qui in Italia, sentiva mancare un certo quid che invece è presente nelle milonghe argentine. Parlava di ‘interpretazione della musica’. Che manchi un po’ di sale alla ricetta del nostro tango ?

O sono i soliti luoghi comuni sull’Argentina e la Vecchia Europa.
Abbiamo tecnica, ma ci manca la passione ???

Beh, io non lo so, sinceramente, però attenzione, non è il primo argentino a cui sento fare affermazioni del genere ed io non prendo troppo alla leggera i pensieri della gente comune. Che ci sia un fondo di verità ??? 

 

Secondo voi nel tango argentino ci vuole tecnica, passione o entrambe le cose ???
E da noi gli ingredienti sono tutti presenti ?

Dite la vostra, se vi va…

By Niky

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FAIquiz: Habanera e Tango

Pubblicato da dctango su Dicembre 28, 2007

Ieri, durante una mia serata da musicalizadòr, ho fatto amicizia con 2 ballerini particolarmente appassionati di tango e di lirica. Allora ho colto l’occasione per ricordare loro l’habanera della Carmen, e che l’habanera, in particolare, è mamma del Tango così come il Candombe è il papà se volgliamo riassumere un bel quadretto familiare.
Però i conti non tornavano perchè in effetti ricordavo che la habanera cubana e non la habanera spagnola, era antenata del nostro tango. Così quando loro mi hanno chiesto cosa c’entrasse l’habanera spagnola con il tango non gli ho saputo rispondere ed ho immaginato, che la dominazione spagnola nelle terre di Centro America avesse portato questa musica anche lì: invece……..
Tornato a casa ricordando un mio vecchio post su di un altro blog ho fatto i compitini ed ho ripassato un po’ di storia scoprendo l’arcano.
E voi, lo sapete quale relazione intercorre tra i due tipi di habanera, quella spagnola e quella cubana ?

Maria Callas – La Carmen di Bizet: Habanera

VI rimando quindi al blog Vogliaditango per la soluzione, Qui.

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Ancora un tango

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 28, 2007

Il mio primo giorno di vacanza l’ho passato per metà nel letto a leggere un libro, comprato come sempre per via del titolo: Ancora un tango della genovese Fulvia Bardelli. Mentre leggi la recensione, puoi ascoltare Mi Buenos Aires querido cantato da Marga Fontana (QUI)

Se il libro Amore Tango mi era sembrato un romanzo della serie Harmony, questo è della serie Harmony Passion :-)
La trama è piuttosto semplice: Letizia Traverso è nata a Buenos Aires e vive nella capitale con i genitori e due fratelli, tutti immigrati italiani che sognano di tornare in patria; tutti tranne lei. Il romanzo è ambientato a metà degli anni quaranta, durante il trionfo di Evita, che ovviamente è una beniamina della ragazza. E Letizia sogna di diventare come lei, di riscattarsi dalla sua miseria e diventare famosa. Grazie alla bellissima voce, perfetta per interpretare i tanghi più struggenti, e al suo splendido e florido aspetto, viene contattata, sedotta, irretita da un losco individuo, lo Zingaro, gestore di un locale-bordello dove la fa esibire di nascosto dai genitori e, approfittando della sua inesperienza le fa conoscere i piaceri della passione, a volte dolce e a volte violenta. E lei cade nella rete.

Letizia abbagliata dal successo, dalle novità “amorose”, si lascia abbindolare e decide di partire con lo Zingaro per una lunga tournè, lasciando la famiglia e il giovane innamoratino Esteban, tutto “acqua e sapone” , ma tipo interessante pure lui! ;-)
La seconda parte del romanzo fa un salto temporale di sette o otto anni e ci fa ritrovare una Letizia ancora carina, ma consumata dalle disillusioni, dal fumo e dall’alcol. Lo Zingaro l’ha sfruttata in ogni senso, anche come merce di scambio per pagare i suoi debiti di gioco. La giovane italiana con la testa piena di sogni non c’è più e ci sono solo rimpianti e amarezze.
Un manager di teatro, Videla, contattato per una serie di serate, intuisce le potenzialità della voce di Letizia e apprezza il calore che quella voce, segnata dalle dolorose esperienze, può regalare a chi ascolta cantare il tango; così l’aiuta a rientrare a BsAs. Lì dopo gli ultimi episodi di dolore e sfruttamento, ….. beh! non vi racconto come va a finire la cosa, ma ovviamente il finale è il più roseo che possiate immaginare!

Insomma un libro in cui il tango fa da sottofondo musicale e la magia di BsAs è lo sfondo di una storia di passione struggente. Vi riporto un pezzetto di racconto, quello dell’audizione di Letizia, quella che la riporterà alla sua BsAs.

“Videla li condusse in sala. Sul palco era già pronto il bandoneonista che lanciò a Letizia uno sguardo carico di comprensione. <<Signorina Paloma [nome d'arte di Letizia], vi ripeto il mio invito>>, le sussurrò Videla con gentilezza. <<Cantate quello che amate di più e non preoccupatevi di nulla: ho già pensato io a tutto.>> Lei gli rivolse un sorriso riconoscente e salì tremante la scala ai bordi del palco. <<Allora signorina? Cosa devo suonare?>> Letizia rispose d’istinto: <<Mi Buenos Aires querido, per favore>>. Le prime note riempirono la sala deserta e Letizia, pur dolorante ed emozionata, iniziò a cantare a occhi chiusi e a ogni verso ripensava alla sua casa, alla calda luce dei tramonti sul mare, agli odori della sua città perduta per sempre. Senza rendersene conto le lacrime cominciarono a scorrerle sul viso e le parve persino di scorgere il volto di Esteban che guardandola le sorrideva e le sussurrava: <<Torna da me…torna da me>>.

Il pezzo terminò e ci fu un lungo silenzio. Letizia riaprì gli occhi: la luce di un potente riflettore le impediva di capire cosa stesse accadendo in platea. manuel le sfiorò una mano: << Io l’avevo detto a Don Videla. Voi il tango lo avete nel sangue, Non ho mai sentito tanto dolore e tanta passione nella voce di una donna>>, poi, abbassando la voce per farsi udire solo da lei, <<fate un favore a me e a voi, tornate in Argentina. E tornateci da sola……>>.”

Il personaggio che mi è piaciuto di più è Astor, detto il Triste, il bandoneonista del primo locale, La rosa scarlatta, un personaggio ben caratterizzato, sempre pronto per un consiglio, carico di pazienza ed esperienza; un vero amico per Letizia.
Nel complesso ho trovato il libro rilassante e adatto per la mia mezza giornata di vacanza. Carino per chi ama il genere.

Fulvia Bardelli - Ancora un tango – Sperling Paperback

Un caro saluto
Chiara

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Cartoline da BsAs

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 28, 2007

Estación Inclan
Obras de Alfredo Sabat
Homenaje a Azucena Maizani (1902 – 1970)

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Cortina musical: Ancora

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 27, 2007

E perchè non un pò di musica italiana? Adoro questa canzone del cantante e fisarmonicista Eduardo de Crescenzo. Ricordo ancora quando la presentò nel 1981 al Festival di Sanremo, in un debutto passato un pò in sordina. Mi fece un’infinita tenerezza perchè se non ricordo male cantò con il gesso. Mi pare a una gamba … o era un braccio … ma non ci giurerei! 
Ma da allora Ancora resta una delle mie poesie preferite. Ascoltala QUI.

Ancora

È notte alta e sono sveglio
sei sempre tu il mio chiodo fisso
insieme a te ci stavo meglio
e più ti penso e più ti voglio.
Tutto il casino fatto per averti
per questo amore che era un frutto acerbo
e adesso che ti voglio bene io ti perdo
Ancora… ancora…ancora…
perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te
e non me ne frega niente senza te
anche se incontrassi un angelo direi
non mi fai volare in alto quanto lei

È notte alta e sono sveglio
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia
che prima o poi farò lo sbaglio
di fare il pazzo venir sotto casa
tirare sassi alla finestra accesa
prendere a calci la tua porta chiusa, chiusa…

Ancora… ancora…ancora…
perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te
e non me ne frega niente senza te
anche se incontrassi un angelo direi
non mi fai volare in alto quanto lei.

E chi non ha mai provato questo struggimento d’amore…non sa cosa si è perso! ;-)

Un caro saluto
Chiara

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Tango: storie di vita

Pubblicato da Nonna Papera su Dicembre 27, 2007

… Qué bien se baila sobre la tierra firme.
Mañana al alba tenemos que zarpar.
La noche es larga, no quiero que estés triste.
Muchacha, vamos… no sé por qué llorás.
Diré tu nombre cuando me encuentre lejos.
Tendré un recuerdo para contarle al mar….

Come si balla bene sulla terra ferma!
Domani all’alba dobbiamo salpare.
La notte è lunga, non voglio che tu sia triste.
Ragazza, dai, non so perchè piangi.
Dirò il tuo nome quando sarò lontano,
Avrò un ricordo da raccontare al mare….

Mañana zarpa un barco – Lucio Demare y Homero Manzi – 1942
QUI la versione di Di Sarli cantata da Rufino, la mia preferita

 

Questo bellissimo brano, vista l’epoca in cui è stato scritto, poteva benissimo adattarsi anche ai soldati che si imbarcavano per la guerra in Europa. Magari non sognavano di tornare al Riachuelo, per ascoltare il lamento del bandoneon, ma i sentimenti con cui si imbarcavano erano senz’altro gli stessi!

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