FAIblog

Il blog di FAItango

Archivio per Agosto 2007

Il punto T

Pubblicato da aurorabeli su Agosto 31, 2007

E’ con profonda emozione che annuncio che ha accettato di farmi ripubblicare sul blog suoi articoli il Professor Pedro Pugliese, ordinario di Antropologia di danze di coppia dell’Università degli Studi di Buenos Aires.

Dicevo ripubblicare perchè questo articolo è datato 2005: FAItango infatti esiste da tanti anni, ed in questo periodo di tempo ha prodotto un sacco di materiale che è stato inserito nel settore “chiacchiere al caffè” del sito principale.

Ho chiesto al Prof. Pugliese di farmi ripubblicare alcuni suoi interventi perchè significativi, e secondo me ulteriormente da valorizzare. E lui mi ha risposto di si.

Ecco il suo articolo sul punto T.
 
«Il Punto T? Un’invenzione senza prove»
di Pedro Pugliese

Tangologi, milongologi, valsologi, oltre che milioni di tanguere, lo cercano da oltre mezzo secolo. Da quando – siamo nel 1950 – Ernesto Tanghenberg sostenne in un articolo apparso sull’ «International Journal of Tangasmology» di avere rilevato,nel tessuto sottocutaneo del petto delle frequentatrici delle milonghe, la presenza di un fascio di fibre nervose che, quando stimolate ballando nello stile apilado, sembravano aumentare il piacere nella danza, fino a condurle all’estasi e al totale cedimento emotivo.

Una ricerca diventata quasi ossessiva dopo che, venti anni fa, uscì un libro dedicato a questa presunta e inesplorata nuova parte dell’anatomia femminile («The T-Spot and Other Discoveries About Human Tangasm») che, proprio in onore di Mr. Tanghenberg, venne ribattezzata il «Punto T».

Ma secondo un articolo pubblicato nell’ultimo numero dell’ «American Journal of Tangology & Milongology» quel punto non esiste, anzi è una specie di «Ufo tangologico». «E’ incredibile come l’esame di 12 tanguere, delle quali solo cinque avrebbero individuato il T-Spot, abbia creato la base per provare l’esistenza di questa struttura anatomica», osserva Gardelio Carlitos, professore della Tango University nello Stato di New York. «E se si passa agli studi anatomici, sembra improbabile che una parte di tessuto sia rimasta introvabile per tutti questi anni».

Di qui, dunque, la sua conclusione: «Finchè non verrà condotta una completa e attenta indagine istologica, il T-spot e’ destinato a restare una sorta di ufo tangologico: molto ricercato, molto discusso, ma mai verificato con strumenti oggettivi».

Sia Tanghenberg sia gli autori del libro che ha finito per rendere popolare il «Punto T» non hanno saputo presentare alcuna evidenza clinica della sua esistenza, solo aneddoti riferiti da alcune ballerine e reazioni comportamentali. Ma questo non ha impedito un’intensa e spesso frustrante ricerca dell’elusivo punto, con manuali e riviste femminili che indicano i segreti per individuarlo, nonche’ alla diffusa ed amorevole esortazione dei cavalieri alle dame di turno: “apilate más”, dimostrando cosi’ la proverbiale e disinteressata “caballerosidad” dei “milongueros”.

Carlitos, dopo aver studiato per anni tutta la letteratura sul caso, ha scoperto che l’unica prova scientifica, se così la si può chiamare, della sua esistenza è il racconto di alcune tanguere.

Troppo poco. Se poi si passa dalla aneddotica alla anatomia e alla biochimica c’è ancora meno. «Studi dell’interno della parete toracica non hanno prodotto alcuna traccia di questa struttura», -continua Carlitos-. Ci fosse stata, sarebbe stata trovata.

L’evidenza scientifica usata per provare l’esistenza del ‘’Punto T’’ – conclude – è così inadeguata da essere ridicola».

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Tango e lingerie: Agenda Aubade

Pubblicato da dctango su Agosto 31, 2007

Agenda Aubade 2004 – Leçons de Tango

 

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Per visualizzare tutta la collezione clicca qui

Aubade continua ad incantare le nostre agende. La stagione 2004 è collocata sotto il segno del tango. Con audacia il fotografo Pedro Lombardi imprime all’universo del tango la sua grazia e la sua sensualità. Alla bellezza dei corpi vestiti di merletti si aggiunge il sortilegio della danza. Una evocazione latina inedita per magnificare di giorno l’incanto del corpo femminile.

Aubade 2004 è tango anche all’insegna della musica: per l’occasione è stato infatti inciso un cd con una compilation di tanghi.

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1.

El Tango – Astor Piazzolla (Hi Perspective remix)

 

 

2.

Miloguero De Ayer – El Arranque

 

 

3.

Mi Corazon – (Electronic remix  – Campo)

 

 

4.

Ventanita Florida – Roberto Goyeneche/Nestor Marconi

 

 

5.

Libertango - (Electronic mix by Hi Perspective)

 

 

6.

El Viaje – (Astor Piazzolla) – Nestor Marconi

 

 

7.

Sensuel – Ensemble Pari’s Tengo/Richard Galliano

 

 

8.

Naranjo En Flor – (Electronic mix)

 

 

9.

Comme Il Faut – Salgan – De Lion

 

 

10.

Tus Besos Fueron Mios – Victoria Moran

 

 

11.

Que Te Importa Que Te Llore – Ariel Ardit Y Orquesta El Arranque

 

 

12.

Adios Nonino – (Electronic mix – Hi Perspective)

 

 

13.

Tanguero Del Rey – Orquesta Escuela De Tango

 

 

14.

Caminito – Marcello Mastroianni/Nicola Piovani

 

 

15.

Vuelvo Al Sur – (Electronic mix – Koop)

 

 

16.

Tango Tango – Astor Piazzolla

Questo CD, è una collezione di pezzi di tango-fusion da Astor Piazzolla remixato, a nuovi remix di pezzi dei Bajofondo tangoclub e tanghi di esecutori quali El Arranque, Roberto Goyeneche e Astor Piazzolla. Di particolare interesse sono segnalati “El tango” e “Naranjo en Flor”.

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Il tango: sentimento e filosofia di vita

Pubblicato da Nonna Papera su Agosto 31, 2007

E’ il titolo di uno degli ultimi libri che ho letto. L’ho comprato per il solito motivo (se c’è scritto Tango in copertina lo devo leggere) e perchè mi serviva un altro libro per avere la spedizione gratis. Lo so, come motivazione è loffia, ma sono sincera!

sentimento e filosofia di vita - Xenia editore

L’autrice è una psicologa e psicoterapeuta di Milano (pare che ultimamente abbia una calamita per il genere…vedi articolo
La vita non è un tango) e si interessa dei temi sulla comunicazone nei rapporti di coppia ed è stata diverso tempo in Argentina.

Il libro inizia con un capitolo sulle origini e sulla storia del tango: dove è nato, la guardia vieja, gli strumenti, il ruolo di Parigi, la guardia nueva, fino al presente. Mi è sembrato un buon copia/incolla di altre cose che ho già letto, utile come “Bignami” per chi non ha fatto altre letture del genere (un pò di ripasso, poi non fa mai male).

Il secondo capitolo tratta del tango-canzone: gli autori, i poeti, i cantanti, i temi e i tanghi. Ci sono anche i testi tradotti di alcuni tanghi divisi per tematiche: i luoghi, i sentimenti, gli amori, l’alcool, le donne, il lamento, la solitudine, ecc… Interessante per chi ama sapere di che parla il tango che sta ballando, ma non conosce l’idioma.

Poi si passa al Tango-danza, cioè al ruolo della donna nel ballo, i luoghi della milonga, i ballerini e il loro rapporto con la musica, l’arte del comunicare.

Per concluedere il libro sono riportate alcune interviste fatte a personaggi più o meno illustri del mondo del tango: ai ballerini e coreografi Alejandro Aquino,  Osvaldo Rodan, Luis Grondona e Martha Anton.

In definitiva un libro carino: un centinaio di paginette che mi hanno fatto compagnia in una torrida domenica di questo pazzo agosto.

fra tutti riporto un pezzo dove l’autrice descrive una cosa che penso ma che non so dire con così tante parole.
Io dico sempre “bisogna studiare!“; l’autrice dice: “L’incontro dura circa tre minuti e in questo tempo concentrato avviene la magia: ma non si tratta certo di una magia improvvisata, spontanea, perchè non si può ballare il tango se non lo si impara. L’improvvisazione, intesa come il fenomeno creativo di movimenti che sottolineano la perfetta armonia con la musica e con il/la partner, avviene successivamente, quando si è già in possesso della tecnica e dello stile“.
In buona sostanza anche lei dice “bisogna studiare!

Elisabetta Muraca – Il Tango: sentimento e filosofia di vita – Ed Xenia

Un caro saluto
Chiara

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Tango murales

Pubblicato da Nonna Papera su Agosto 31, 2007

Murales de tango

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I Tanghi che mi piacciono: El Lloròn (II Parte)

Pubblicato da dctango su Agosto 30, 2007

Ed ecco a voi la mia traduzione, molto libera, di questo divertente pezzo, col preziosissimo aiuto della mia assistente tecnica argentina, Lorena, durante una pausa di lavoro.

Purtroppo non tutti i testi dei tanghi sono reperibili in rete o sui libri e allora ci si diverte a provare quanto meno a capirne il senso da soli.

(Qualora trovaste grossolani errori, segnalateli pure)

El lloròn (clicca)
1890
Letra di Enrique Cadìcamo
Musica di Ambrosio Radrizzani

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Yo… soy pa’ el amor muy blando y a la mujer pa’conquistarla
Io sono per l’amore molto facile e per conquistare la donna
yo le hago ver de cuando en cuando que hay que llorar pa’ enamorarla…
io le faccio vedere che di tanto in tanto bisogna piangere per farla innamorare…

Hoy… me dicen los muchachos: “Que hacès, lloròn…que no se diga”
Oggi….mi dicono i ragazzi: “Che fai piagnone…..che non si dica”,
pero a mi què… si el que más liga yo bien sé que es el llorón…
ma che mi importa…. se è quello che mi fa ottenere di più
io so bene che è il piagnone
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…
(Solo): No me preocupa lo que digan…
(Solo): Non mi preoccupa quello che dicono…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…
(Solo): A veces llora el que más liga …
(Solo): A volte è chi piange che ottiene di più…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…
(Solo): La circunstancia es la que obliga y siempre…siempre primero yo…
(Solo): E’ la circostanza che mi obbliga e sempre… sempre per primo io…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…

(Solo) Yo pa’ llorar soy un artista…
(Solo): Io per piangere sono un artista…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…

(Solo): No hay una que se me resista…y siempre…siempre primero yo…
(Solo): Non ce n’è una che mi resista…e sempre…sempre per primo io…
(Coro): Llorón…
(Coro): Piagnone…..

Soy… el Picaflor del Norte, m’e diplomao haciendo cortes.
Sono…un donnaiolo del Nord, diplomato nel fare la corte.
Por diversión yo tallo y rompo y pa’ bailar soy como trompo…
Per divertimento io taglio e rompo e nel ballo sono come una trottola…
A ninguna me le achico…Les canto “Flor”, me juego entero…
Non mi fa paura nessuna… Gli canto “Fiore”, mi gioco tutto…
Soy pa’l amor “jarabe ‘e pico”…¡Hacerse a un lao… que paso yo!…
Sono il massimo per l’amore… Farsi di lato che passo io !

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“No Hay Tierra Como La Mia”

Pubblicato da dctango su Agosto 30, 2007

calabriaargentina 

No Hay Tierra Como la Mia potreste sentir cantare ad un argentino come ad un calabrese, orgogliosi e attaccati come siamo alle nostre radici, ai nostri luoghi, alle nostre usanze. Sapevo che l’ondata emigratoria in sud America fosse stata massiccia e drammatica, agli inizi del secolo scorso, ma mai avrei potuto immaginare, da calabrese, quanto ho appreso da questo articolo.

L’ECO D’ITALIA (ARGENTINA) RICORDA L’EMIGRAZIONE CALABRESE IN AMERICA LATINA

   
Marked by Paolo Barbalace   
mercoledì, 14 febbraio 2007

Fonte Agenzia AISE – 14.02.2007 – 11:36

BUENOS AIRES\ aise\ – “Nel numero 1867 dell’11 gennaio 2007 di questo giornale, abbiamo fatto un po’ di storia sulla presenza degli italiani in terra Argentina. Abbiamo parlato dei liguri, i primi a giungere in questa parte del Sud America. Proseguiamo ora il discorso sulle varie comunità dei corregionali occupandoci di quella più numerosa, che da tempo, e tuttora, è stanziata nel territorio: la calabrese”. 

Così Vittorio Galli, dalle pagine de L’eco d’Italia, giornale in lingua italiana edito a Buenos Aires, ricorda la storia dell’emigrazione calabrese in terra argentina.”L’emigrazione dalla Calabria – scrive Galli – è un fattore storico e sintomatico, fa parte della storia stessa di questa regione come un capitolo importante.

A partire dalla fine del 1800, ma ancor più nei primi anni del 1900, si sono riversate in Argentina tante persone quante gli abitanti residenti in Calabria. Qui si sono radicati con operosità, con capacità lavorativa non indifferente in quasi tutti i settori: tra i più importanti, l’edilizia e la pesca. Oggi, a Mar del Plata, esistono alcune importanti imprese ittiche che sono gestite da calabresi; non si tratta solo di pescatori, ma di capaci imprenditori che hanno creato strutture di conservazione, lavorazione, trasformazione ed esportazione del pesce con rilevanza internazionale”.

“Egualmente, – prosegue – nel settore edile si sono distinte persone divenute tra i personaggi più conosciuti in Argentina in tale ambito. Settori specifici sono oggi diretti dai calabresi; tra questi, oltre alla pesca e all’edilizia, vi è il turismo, la floricultura e l’agricoltura. È sufficiente dire che all’interno della Camera di Commercio italiana in Buenos Aires vi è una specifica associazione di imprenditori calabresi. Si potrebbe aggiungere, parafrasando, che così come alcuni territori vennero chiamati New England o New York, parte dell’Argentina potrebbe chiamarsi Nuova Calabria”.

Galli ricorda inoltre in Argentina l’importanza del ruolo delle Associazioni: “nella sola Buenos Aires”, secondo i dati forniti dal Consolato Generale d’Italia per l’anno 2004, “se ne conta un totale di 270. Ben il 27 per cento di queste – scrive – sono calabresi; ciò a significare quanto il raggruppamento di persone e la collaborazione tra genti della stessa terra sia stato e sia tutt’oggi molto importante e come tale fenomeno abbia rilevanza specialmente per i calabresi”.

L’Eco d’Italia passa poi in rassegna i nomi dei calabresi emigrati in Argentina divenuti famosi per il loro impegno professionale, specie in ambito artistico: tra questi, “Arturo Emilio De Luca, di Cosenza, professore di pittura nella Scuola Nazionale de Bellas Artes”, che “dipinse gli affreschi nella Chiesa di S. J Evangelista nella Capitale Federale.

Un altro De Luca, in questo caso Giuseppe, si dedicò alla scultura; ricevette il primo premio per le sue opere sia nel 1937 che nel 1938 e fu docente nella Facoltà di architettura della capitale. Antonio Pugia, di Polia (CZ) fu docente di disegno nell’Accademia delle Belle Arti, scultore e scenografo nel Teatro Colon e autore della “Columna de la vida” che si trova a la “esquina” tra Calle Florida e Tucuman. Anche il Prof. Ferruccuio Cacciapuoti, di Cosenza, fu docente di disegno all’Accademia Nac. de Bellas Artes. Il sacerdote Don Domingo Mazzeo si dedicò, invece, a studi scientifici e fu iniziatore e organizzatore della scuola penale della Penitenciaria Nacional”.

Nella musica, Galli cita “Antonino Nucara di Pizzo Calabro, attore comico. Emilio Pelaia, di Limbadi, fu professore di violino nel Conservatorio “Manuel de Falla” e del Conservatorio “D’Andrea”, diresse il suo Conservatorio “Pelaia”, e lavorò intensamente anche come giornalista e conferenziere. Giuseppe Arena, di Palmi, compose numerose opere musicali per bande militari quali “General Belgrano”, “Patricios”, “Victorica”, e fu anche docente di gruppi bandistici.

Emilio Capizzano di Rende fu maestro stabile della Compagnia lirica di Buenos Aires, diresse molte opere e fu anche compositore di musica varia. Alfonso De Maria di Catanzaro, fu concertista di mandolino e fondò il Conservatorio “Beniamino Cosi” dirigendolo per vari anni. Vincenzo Scaramuzza di Cotronei, fu il fondatore del Conservatorio che porta il suo nome; diede concerti di piano e compose arie musicali tra le quali “Hamlet”. Anche Gaetano Bagnati di Tropea, fu membro eccellente del quartetto “Melani”, fondò il Conservatorio “Almagro” e compose vari brani musicali.

Giovanni Imbroisi di Paola, fu Maestro di banda del 7° Reggimento di Fanteria e compositore di varie marce tra le quali “A mi bandera”. Ma non è da dimenticare la soprano Romana Baldanza di Tropea, che fondò l’Accademia di canto in Buenos Aires. Un illustre figlio di Calabria fu Domenico Perrupato di Mormanno (CS): Presidente della commissione del giornale “L’operaio italiano”; uno dei quattro membri che raccolsero fondi per oltre 100mila pesos per la costruzione dell’Ospedale Italiano; fece parte della direzione del “Nuovo Banco Italiano” (poi Banco de Credito Argentino) e fece costruire il Teatro Broadway di Av., Corrientes 1279″.

“Oggi, – conclude Galli – come già accennato, la comunità calabrese è particolarmente viva e prosegue con numerose attività nelle Associazioni: si ricorda ad esempio, la “Settimana Calabrese” che da vari anni raccoglie numerosi consensi; e per ultimo, un doveroso omaggio va rivolto a Gaetano Cario di Parenti (CS) che fondò vari giornali in America Latina e fu componente importante nella storia delle Associazioni bonaerensi”. (aise)

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Festa dei bloggers in argentina

Pubblicato da aurorabeli su Agosto 30, 2007

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Sabato primo settembre festa dei bloggers (e non solo) che si sono dati appuntamento tutti in Argentina, Buenos Aires: Plaza del Obelisco. 13hs.

Ultriori notizie le trovate su http://todopor2clicks.com.ar/super-blogfest-2007/

Ps. Noi quando la facciamo???

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I Tanghi che mi piacciono: El Lloròn (I Parte)

Pubblicato da dctango su Agosto 30, 2007

El Lloròn  

el lloron

1890
Letra di Enrique Cadìcamo
Musica di Ambrosio Radrizzani

L’origine di questo tango risale al 1890. Il bandoneonista Juan Maglio (Pacho) lo prese da un autore sconosciuto eseguendolo con grande successo nel Cafè La Paloma, che stava in Palermo, di fronte alle caserme del secondo Reggimento della fanteria e al fiumiciattolo Maldonado. Anni dopo El Lloron, con un lieve riarrangiamento musicale, appare firmato da Radrizzani. Nel 1937, Rodrigo Firpo realizzò un nuovo arrangiamento e sollecitò Cadìcamo a scriverne i versi. Interpretato da Charlo, fu un successo che dura fino ai giorni nostri.

“El Lloròn” milonga è uno di quei pezzi che non vorresti mai finire di ballare: divertente, ritmato, frizzante, non ti lascia restare seduto a guardare un solo attimo.

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La Boca?

Pubblicato da Nonna Papera su Agosto 30, 2007

Le case colorate

Le barche colorate e l’ambiente marinaro

barche colorate

Turisti e souvenir

Buon vino e scorci con finestre

finestre

Avete capito dove siamo? Sembrerebbe Buenos Aires, nel quartiere La Boca, se non fosse per il terreno poco pianeggiante!
Invece no!
Siamo nelle Cinque Terre della nostra Liguria!

Nella seconda metà dell’Ottocento, l’ondata di immigrazione in Argentina porta anche i nostri italiani oltre oceano. Molti di loro sono Liguri che si insediano nel sud di Buenos Aires, sulla foce del Plata e fondano il quartiere La Boca: case basse, lamiere coloratissime (la povertà non permette nè mattoni nè vernici, se non quelle di scarto). Così nel quartiere porteño rotroviamo gli scorci della Liguria, la tradizione marinara, i colori, il vino, i profumi, la lingua (basta pensare al Lunfardo).

Se è vero che a Buenos Aires c’è un pò di Italia, è vero anche che in Italia c’è un pò di Buenos Aires!!!

Un caro saluto
Chiara

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Tango grafiti

Pubblicato da Nonna Papera su Agosto 30, 2007

Tango grafiti

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Tutte le stelle del cielo

Pubblicato da aurorabeli su Agosto 29, 2007

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Da guardare in due… magari ballando.

Godiamoci queste ultime sere d’estate. Lo auguro a tutti, con questo fumetto di Mordillo, altro famoso argentino.

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“Otra Vez”…..”Otros Aires”

Pubblicato da dctango su Agosto 29, 2007

Cari lettori di FAIBLOG, spero di non annoiarvi parlandovi ancora degli Otros Aires a così beve distanza di tempo da un post piuttosto “farcito” di video e quant’altro. Solo che questa volta mi è successa una cosa molto carina, che volevo condividere con voi: Miguel Di Genova (chitarrista e voce del gruppo) proprio lui in persona, ha risposto ad una mia e-mail e mi ha messo al corrente di alcune cosette che trovo interessanti.

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Anzitutto ha dato un’occhiata al blog ed ha detto che gli sembra molto ma molto carino. (e vaiiiii) :o )

Poi, nella prima metà di gennaio, salvo rettifiche, gli “Otros” saranno ancora in Italia. Ci farà sapere le città quando saranno decise.

Ancora: stanno preparando un film documentario sugli Otros Aires.

Ed infine, il tanto atteso CD “Tres” prenderà parecchio tempo ancora – e questo mi consola perchè vuol dire che non si stanno lasciando prendere dal turbinio dei guadagni e che stanno lavorando seriamente a qualcosa di bello – Probabilmente sarà qualche remix o un CD dal vivo.

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Gli Otros Aires hanno inoltre un bellissimo sito che potrete trovare al seguente indirizzo:

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http://www.otros-aires.com.ar/

A presto, Niky

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Francobolli e fumetti

Pubblicato da aurorabeli su Agosto 29, 2007

A proposito di fumetti argentini, guardate quest’emissione di francobolli che dovrebbe essere del 1991…. 

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Chissà se riusciamo a trovare un’emissione di francobolli sul tango…

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I Tanghi che mi piacciono: Madreselva

Pubblicato da dctango su Agosto 29, 2007

Madreselva 

 Tango 1931

Música: Francisco Canaro
Letra: Luis César Amadori

caprifoglio

Vieja pared
del arrabal,
tu sombra fue
mi compañera.
De mi niñez
sin esplendor
la amiga fue
tu madreselva.
Cuando temblando
mi amor primero
con esperanzas
besaba mi alma,
yo junto a vos,
pura y feliz,
cantaba así
mi primera confesión.

Madreselvas en flor
que me vieron nacer
y en la vieja pared
sorprendieron mi amor,
tu humilde caricia
es como el cariño
primero y querido
que siento por él.
Madreselvas en flor
que trepándose van
es tu abrazo tenaz
y dulzón como aquel,
si todos los años
tus flores renacen,
hacé que no muera
mi primer amor…
Pasaron los años
y mis desengaños
yo vengo a contarte,
mi vieja pared…

Así aprendí
que hay que fingir
para vivir
decentemente;
que amor y fe
mentiras son
y del dolor
se ríe la gente…
Hoy que la vida
me ha castigado
y me ha enseñado
su credo amargo,
vieja pared,
con emoción
me acerco a vos
y te digo como ayer.

Madreselvas en flor
que me vieron nacer
y en la vieja pared
sorprendieron mi amor,
tu humilde caricia
es como el cariño
primero y querido
que nunca olvidé.
Madreselvas en flor
que trepándose van,
es tu abrazo tenaz
y dulzón como aquel…
Si todos los años
tus flores renacen,
¿por qué ya no vuelve
mi primer amor?

 

Caprifoglio

Vecchio muro
di periferia,
la tua ombra è stata
la mia compagna.
Della mia infanzia
senza splendore
l’amico è stato
il tuo caprifoglio.

Quando, tremando,
il mio primo amore,
speranzoso
bacia l’anima mia,
io, vicino a te,
pura e felice,
cantavo così
la mia prima confessione.

Caprifoglio in fiore
che mi ha visto nascere
hai sorpreso il mio amore.
La tua umile carezza
è come l’affetto
primo e caro
che provo per lui.

Caprifoglio in fiore
che sali arrampicandoti,
il tuo abbraccio è tenace
e dolce come quello di lui.
Se tutti gli anni
i tuoi fiori rinascono,
fa che non muoia
il mio primo amore.
Sono passati gli anni
e le delusioni
te le vengo a raccontare,
mio vecchio muro….

Così ho imparato
che bisogna fingere
per vivere decentemente,
che amore e fede
sono menzogne
e del dolore
la gente ride….
Oggi, che la vita
m’ha castigata
e mi ha insegnato
il suo amaro credo,
vecchio muro,
emozionata
mi avvicino a te
e ti parlo come allora.

Caprifoglio in fiore
che mi hai visto nascere
e accanto al vecchio muro
hai sorpreso il mio amore.
La tua umile carezza
è come l’affetto
primo e sentito
che mai ho scordato.
Caprifoglio in fiore
che sali arrampicandoti,
il tuo braccio è tenace
e dolce come quello di lui.
Se tutti gli anni
i tuoi fiori rinascono,
perchè non torna
il mio primo amore ?

 

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Bailarin compadrito

Pubblicato da Nonna Papera su Agosto 29, 2007

Vestido como dandy, peinao a la gomina
y dueño de una mina más linda que una flor,
bailás en la milonga con aire de importancia,
luciendo la elegancia y haciendo exhibición.

… Vestito come un dandy, pettinato con la brillantina
e padrone di una donna più bella di un fiore
balli in milonga con aria di importanza,
dimostrando l’eleganza e facendo esibizione…

Bailarin compadrito – Miguel Bucino (1929)

Oscar Benavidez al Festival di San Ginesio (estate 2007)

Oscar Benavidez – San Ginesio (MC) 2007
 

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Rondando tu esquina

Pubblicato da Nonna Papera su Agosto 29, 2007

Passavo di qua…
Se chi legge è una signora di una media età, ma penso anche una più giovane, almeno una volta nella vita si sarà sentita dire da un timido corteggiatore…passavo da queste parti e sono venuto a salutarti!

Dunque il titolo di questo tango e una di quelle situazioni comuni che il tango descrive tanto bene.

Il brano di cui parliamo, Rondando tu esquina, è del 1945 e ha la musica di Charlo e le parole di Cadicamo. E’ uno dei tanti tanghi dedicati alla solitudine che non manca quando un amore è difficile e tormentato. In questo caso il protagonista per finire le sue pene d’amore ha deciso di perdonare la sua lei, anche se la cosa creerà dicerie e commenti negli amici e negli altri. Questo tango è sempre stato molto apprezzato dagli interpreti di tutti i tempi e ne sono state suonate molte versioni, anche in ritmo caraibico.

Adoro ballare la versione di Pugliese cantata da Roberto Chanel e potete ascoltarla QUI
Ma mi piace anche la versione bolero-caraibica dell’ecuadoreño Julio Jaramillo che potete ascoltare QUI

Rondando tu esquina
Girando per la tua strada

Esta noche tengo ganas de buscarla, de borrar lo que ha pasado y perdonarla.
Questa sera ho voglia di incontrarla, di cancellare il passato e di perdonarla.
Ya no me importa el qué dirán ni de las cosas que hablarán…
Non mi importa ciò che diranno, nè di cosa parleranno.
¡Total la gente siempre habla!
Tanto la gente parla sempre!
Yo no pienso más que en ella a toda hora.
Io non penso più che a lei tutto il tempo.
Es terrible esta pasión devoradora.
E’ terribile questa passione che mi consuma.
Y ella siempre sin saber, sin siquiera sospechar mis deseos de volver…
E lei sta sempre senza sapere, senza nemmeno lontanamente sospettare, il mio desiderio di tornare….

¿Qué me has dado, vida mía, que ando triste noche y día?
Che mi hai fatto, vita mia, che sono triste notte e giorno?
Rondando siempre tu esquina, mirando siempre tu casa,
Girovagando sempre intorno al tuo angolo, guardando sempre la ta casa.
y esta pasión que lastima, y este dolor que no pasa.
e questa passione fa male e questo dolore non passa.
¿Hasta cuando iré sufriendo el tormento de tu amor?
Fin quando soffrirò per il tormento di questo amore?

Este pobre corazón que no la olvida me la nombra con los labios de su herida
Questo povero cuore che non la dimentica ma la nomina con le labbra della sua ferita
y ahondando más su sinsabor la mariposa del dolor cruza en la noche de mi vida.
e affondando ancor più nell’apatia, la farfalla del dolore attraversa la notte della mia vita.
Compañeros, hoy es noche de verbena!
Amici, oggi è una notte di festa!
Sin embargo, yo no puedo con mi pena y al saber que ya no está,
Senza soluzione, io non posso stare con la pena di sapere che non c’è,
solo, triste y sin amor me pregunto sin cesar.
solo e triste, senza amore mi arrovello senza fine.

Un caro saluto
Chiara

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Vedo tango

Pubblicato da Nonna Papera su Agosto 29, 2007

Foglie ballerine

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Luis Enriquez Bacalov

Pubblicato da dctango su Agosto 28, 2007

Luis Enriquez Bacalov, pianista e compositore, nasce il 30 marzo del 1933 a San Martin (BA) Argentina. Inizia la sua formazione musicale all’età di cinque anni con il professor Enrique Baremboin continuando poi gli studi con Berta Sujovolsky (allieva di Schnabel).

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Inizia giovanissimo la sua attività concertistica in Sudamerica e in Spagna come solista, in duo con il violinista Alberto Lisy ed in vari gruppi da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane, lavorando in questa disciplina per la Radio e la televisione Colombiana, dove inoltre fa conoscere, come interprete, la produzione pianistica americana dell’Ottocento e del Novecento.Dopo aver iniziato lo studio del pianoforte in Argentina, completa gli studi a Buenos Aires. Inizia quindi una serie di concerti nell’intero Sudamerica, svolge studi di perfezionamento a Parigi, dove è ingaggiato come pianista in night-clubs. Brillante esecutore, si dedica al concertismo, alla composizione e a varie attività musicali. Dopo alcuni anni arriva finalmente in Italia, affermandosi fin da subito come brillante arrangiatore prima per la casa discografica CETRA e poi per la RCA. Alla CETRA collabora con Claudio Villa (del quale è stato anche pianista accompagnatore nei concerti fino alla fine degli anni ‘50) e Milva (per citare i più noti).  

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 In Italia, dal 1959, si vede offrire l’opportunità di comporre musiche per il cinema, attività svolta, fino al 1963, con lo pseudonimo di Luis Enriquez; poi i produttori utilizzano per un po’ sia lo pseudonimo che il nome vero (dal 1967/68 le partiture sono firmate esclusivamente col nome vero).Una volta passato alla RCA, nel 1960, Bacalov si mette subito in luce curando gli arrangiamenti delle canzoni di Nico Fidenco (memorabile quello per “Legata a un granello di sabbia”), Sergio Endrigo, Rita Pavone (“La partita di pallone”, “Cuore”, “Il ballo del mattone”, “Che m’importa del mondo”), Umberto Bindi (“Un ricordo d’amore”, “Il mio mondo”), Neil Sedaka (“La terza luna”, “I tuoi capricci”, “L’ultimo appuntamento”). Con Sergio Endrigo Bacalov forma un sodalizio quasi ventennale, testimoniato da canzoni come “Io che amo solo te” ( altro indimenticabile arrangiamento ), “Se le cose stanno così”, “Era d’estate”, “Canzone per te”, “Lontano dagli occhi”, “L’arca di Noè”, “Una storia”, “Elisa Elisa”.
Dopo diversi commenti abbastanza corrivi, Bacalov va sempre più raffinando la sua partecipazione, dedicando ad alcune pellicole particolare attenzione e precisando un impegno sempre maggiore. Da segnalare: La noia (1963, di D. Damiani); La congiuntura (1964, di E. Scola); Il Vangelo secondo Matteo (1965, di P.P. Pasolini: scelta delle musiche); Una vergine per il principe (1965, di P. Festa – Campanile); Questa volta parliamo di uomini (1965, di L Wertmüller); Una questione d’onore (1966, di L. Zampa); Una rosa per tutti (1966, di F. Rossi); Quién sabe? (1966, di D. Damiani: supervisione di Ennio Morricone); A ciascuno il suo (1967, di E. Petn, buon uso del pianoforte in funzione accanitamente ritmica): Questi fantasmi (1967, di R. Castellani); I protagonisti (1968, di M. Fondato: partitura assai matura e moderna, anche questa basata su forti elementi ritmici); Cuori solitari (1969, di Franco Giraldi); L’amica (1969, di A. Lattuada); Il prezzo del potere (1969, di T. Valeri); Roma bene (1971, di C. Lizzani: buoni spunti ironici); Milano calibro 9 (1972, di F. Di Leo: fitto dialogo degli strumenti su sostenuti ritmi di base); La rosa rossa (1973, di F. Giraldi: sono inclusi robusti brani sinfonici di Mahler); La seduzione (1973, di F. Di Leo); I prosseneti ( 1976, di B. Rondi); Improvviso (1979, di E. Bruck); Le rose di Danzica (1979, di A. Bevilacqua); La giacca verde (1980, di F. Giraldi).
Il nome di Bacalov raggiunge una vera popolarità soltanto quando Federico Fellini affida a questo musicista il commento di La città delle donne (1980), privo come si trova della fida presenza di Nino Rota, deceduto alla fine del 1978. Anche Bacalov, come Rota, viene stritolato dal regista riminese.

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Si segnalano la partiture di Coup de foudre (Prestami il rossetto 1983, di D. Kurys), di Caro Gorbaciov (1988, di C. Lizzani), di Donna d’ombra (1988, di L. Faccini), di Burro (1989, di J.M. San chez), e soprattutto di La maschera (1988, di F. Infascelli), dove Bacalov si rifà con gusto alla musica barocca ed inventa una operina caricaturale. Interessante anche la colonna sonora di Una storia semplice (1991, di E. Greco).
Nel 1995 vince il Premio Oscar come Miglior Colonna Sonora per il film Il Postino, di Massimo Troisi.

Per le musiche de “Il Postino”, con la regia di Michael Readford, ha avuto numerosi premi e nomination: il David di Donatello, il Globo d’Oro della Stampa Estera in Italia, il Nastro d’Argento dell’Associazione dei Critici Cinematografici, il Premio Bafta (Brithish Academy for Film and Television Arts), il Premio “Nino Rota”.

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Nel 1999 fa parte della direzione artistica del 50° Festival di Sanremo.

Nel 2001, invece, è autore del commento musicale del film tv Come l’America, in onda su RaiUno. Nella sua attività sinfonica è direttore principale dell’orchestra della Magna Grecia di Taranto. E’ titolare del corso di “Composizione di musica per film” presso la’Accademia Chigiana di Siena.

Quest’anno è stato ospite al Paestum Festival 12 08 2007 che per la sua decima edizione ha deciso di puntare sulla danza, la musica, il canto che racchiude in se’ tutti i sobborghi di Bunos Aires: il tango; con la milonga, il bordello,la strada. Il sangue, la passione e la sofferta storia del popolo argentino.

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Lo spettacolo è suddiviso in due atti.

Nel primo la compagnia Todo Tango ripercorre la storia del tango in tutte le sue tappe, dagli anni Trenta alle innovative contaminazioni di Astor Piazzolla. Le scenografie, curate dallo stesso Barreras evocano i luoghi ed i momenti fondamentali che ne hanno segnato le evoluzioni. Il tutto animato dalle magistrali esibizioni delle coppie di tangueri, Claudia Fusillo e Roberto Ricciuti, Mauro Barreras e Roberta BEccarini, Michele Padovano e Daniela Ayala. Il secondo atto è invece interamente dedicato ai Miti del Tango. Bacalov, reinterpreta con riscritture originali eseguite per piano solo dei classici come EL Choclo di Villoldo y Discepolo, la Cumparsita di Contursi e Madreselva di Amadori, accompagnato dalla straordinaria voce della Castelli, la seconda interprete europea dopo Milva a cui è stato permesso cantare tango in Argentina.Segue il tributo di Bacalov a Gardel, icona assoluta e primo cantante di tango. Il musicista ha riscritto gli storici pezzi in occasione della registrazione dell’album Ricercare Baires 1 o A media luz.

Attualmente, accanto al repertorio tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori latinoamericani, incluse le proprie. E’ anche autore di composizioni per chitarra, violino, per vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra.

Ha recentemente terminato una composizione per soli, coro e orchestra intitolata “Misa Tango”. Ha formato un quartetto con bandoneón, contrabbasso, percussioni e pianoforte, con il quale esegue composizioni che ricercano punti d’incontro fra diverse culture musicali, approdando ad un risultato fortemente sincretico (musica etnica, urbana, contemporanea).

 

By Niky

 

 

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Boca vs River

Pubblicato da aurorabeli su Agosto 28, 2007

Ok, ricordandovi che siamo campioni del mondo (!!!!un pò di campanilismo non guasta, sicuramente nel calcio), e che è iniziato il nostro campionato di calcio (conto sul fatto che i nostri maschietti tangheri non siano molto affezionati del calcio, e che preferiscano passare il loro tempo in milonga a ballare con noi femminucce)  approfittavo di questo fatto per accennarvi ad una storica rivalità tra due squadre: Boca e River.

Vi inserisco qui una breve storia della vita delle due squadre:

La più vecchia tra le due formazioni è il River Plate, fondata il 25 maggio del 1901. La sua casacca alle origini era completamente bianca, sostituita poi con quella recante la banda rossa diagonale. Nel 1923, a causa della crescente popolarità, il River è costretto ad abbandonare il suo stadio alla Boca per  trasferirsi nel Barrio de Palermo. Per l’ubicazione del suo campo e per gli elevati stipendi pagati ai calciatori, il River comincia ad essere chiamato Los Millonarios, appellativo che si mantiene tutt’oggi. In questo nuovo stadio il River vince tre campionati (1932, 36, 37). Per il considerevole aumento di sostenitori la squadra de Los Millonarios si trasferisce nuovamente, nel 1938, allo stadio Monumental, il più grande di tutta l’Argentina, dove il River vince gli altri 22 titoli nazionali.

Il Boca Juniors nasce qualche anno più tardi rispetto ai rivali. Nel 1905, cinque giovani amici di origine italiana che vivono alla Boca decidono di fondare una squadra di calcio. La difficoltà maggiore per i fondatori è quella di dare un nome rappresentativo alla squadra. Le proposte prese in considerazione sono: Boca, Hijos de Italia, Defensor de la Boca e Estrella de Italia. Alla fine viene scelto il nome Boca, al quale fu aggiunto Juniors, per alleviare i pregiudizi creatisi nei confronti del quartiere, che ai tempi non possedeva una buona reputazione.

Nel 1913, il Boca Juniors entra nel grande calcio, partecipando per  la prima volta al campionato nazionale di prima divisione. La maglia è inizialmente a righe verticali azzurre e bianche. Ma, per una circostanza alquanto particolare, i colori diventano quelli di oggi: azzurro e giallo. A decidere questa nuova colorazione è il caso. Si sarebbero adottati i colori della bandiera della prima nave che fosse entrata nel porto. Quel giorno arrivò una nave battente la bandiera scandinava della Svezia, che regalò così al Boca Juniors i suoi attuali colori sociali. In futuro viene poi aggiunto il simbolo del club con la scritta C.A.B.J. (club atletico Boca Juniors) e quattro stelle. Il 6 giugno del 1924 si inaugura il mitico stadio della Bombonera (stadio Camino Cichero), che da quel momento ospita le partite casalinghe della squadra.

Se invece siete curiosi di scoprire come funziona il campionato di calcio argentino, vi invito a guardare sul sito http://www.robertobaggio.com/it/girodelmondo/2007/04/

Ma.. mi raccomando: vi vogliamo a ballare, maschietti.

Piuttosto, qualcuno di voi ha mai vissuto uno di questi derby? Ci racconta com’è?

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Some like it hot

Pubblicato da aurorabeli su Agosto 28, 2007

Avete mai visto Jake Lemmon così??

Probabilmente si, ma non ve lo ricordavate…

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