Archivio per 31 Luglio 2007
Chi può ballare?
Pubblicato da aurorabeli su Luglio 31, 2007
“Ciò che ho da offrirvi potrebbe rappresentare la chiave dell’immortalità. ” Così dice Gene Wilder all’inizio di questo brano, dimostrando poi la coordinazione che il mostro riesce ad avere, prima nella camminata e poi nel ballo.
Sembrerebbe che solo il mio momento dissacratore mi spinga a postare questo video.
In realtà mi chiedevo: quante volte persone che avremmo dato per assolutamente inadatte si sono poi ritrovate brave in questo ballo, il tango, che tante volte ci fa scoraggiare? E quante volte noi stessi ci siamo poi scoperti capaci nel fare quella colgada che ci sembrava impossibile, o quel giro nel quale ci sentivamo papere piuttosto che cigni?
E Gene Wiler continua: “da ciò che era una volta una massa di tessuti privi di vita, vi presento ora un colto, sofisticato dandy di città!”. Quante volte abbiamo sentito la nostra vita trasformata, nel tango ed altrove?
Per la cronaca, la canzone che balla il giovane Frankenstein con il mostro è puttin’on the ritz” (metti in scena al Ritz) di Irvin Berlin dalla colonna sonora dell’omonimo film del 1930.
Rilancio la domanda: quante volte alla fine ci sentiamo dei veri ballerini in pista? Comunque ora guardatevi l’originale!
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Caceres sotto la pioggia
Pubblicato da Nonna Papera su Luglio 31, 2007
Ieri sera Rimini ospitava una delle tappe del tour di Juan Carlos Caceres in Italia. Tuoni, fulmini e saette hanno accolto l’eclettico artista rioplatense (parigino di adozione) e il suo gruppo. Nella tarda serata nel giro di poche ore il tempo è cambiato radicalmente: da un cielo limpido e assolato, con un caldo ben estivo, siamo passati a vento, freddo, pioggia e nuvoloni, come non vedevamo da tempo da queste parti (anche se i contadini ringraziano
).
Il palco era già stato montato, le prove di luci e suoni erano già state fatte e non si poteva spostare tutto al coperto. Gli organizzatori ci hanno tenuto in sospeso fino all’ultimo: il concerto si fa, no! si cancella. E noi al freddo ad aspettare la decisione. C’è chi si è organizzato come poteva, visto che nessuno aveva previsto tanto freddo.

Poi Caceres è uscito dalle quinte, ha tolto gli impacchettamenti sopra al piano, ha fatto accendere le luci e si è seduto a strimpellare. Il pubblico si è rincuorato, ma ancora nulla. Lui voleva suonare, il resto del gruppo un pò meno (vento, freddo e qualche goccia non ispiravano certo a tirar fuori il violoncello o il bandoneon).

Dopo una serie di discussioni fra loro e l’organizzazione, Caceres ha detto più o meno “Io dal piano non mi tolgo. Il concerto si fa!”. Ha salutato il pubblico, ha chiamato sul palco i percussionisti (eccezionali) Javier Estrella e Marcelo Russillo, e con una piccola e simpatica presentazione in italo-ispanico-francese ha detto che avrebbero fatto un mezzo concerto “in famiglia” per essere pronti a scappare in caso di pioggia. E il concerto è iniziato. La Corte degli Agostiniani di Rimini si è riempita dei ritmi della Murga, del Candombe, dell’Habanera, della Milonga e, perchè no, del Tango! Un viaggio nello spazio e nel tempo.

Il tutto è durato un’oretta abbondante e non sono mancati i classici del repertorio (su Toca Tango ci siamo dovuti alzare per forza per ballare, in un angolino dietro alle sedie del pubblico!). Bellissima la versione di Los muchachos de Paris, ma mi è mancata Vuelvo al Sur. Qualche brano non lo conoscevo: forse è del nuovo disco.
Comunque Caceres è stato simpaticissimo. Alla fine non si è risparmiato con autografi, foto, domande e tutti ne abbiamo approfittato.

Questa bellissina ragazza con il maestro purtoppo non sono io. Ho fotografato Deborah, una cara amica, nonchè bravissima tanguera. Un omaggio a entrambi e un caro saluto a voi.
Chiara
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Mi ultimo tango
Pubblicato da Nonna Papera su Luglio 31, 2007
Fa caldo! Ricordo gli assolati pomeriggi d’estate di quando ero adolescente e restavo a casa a guardare la tv. Mi sono fatta , per l’occasione, una cultura di film da far impressione: Sordi, Vianello, Tognazzi, Al Bano, Franchi e Ingrassia, Totò, Doris Day, Jerry Luis,…ero di bocca buona, prendevo tutto, di tutto, di più!
Quando, girovagando per la rete, ho trovato i video del film di cui sto per parlare, ho avuto un tuffo al cuore e in tre secondi mi sono ritrovata nella casa paterna, sulla mia poltrona preferita, con il telecomando (a filo) in una mano e pane, con sale e olio nell’altra!

Il film si intitola “Mi ultimo tango“, in Italia “L’ultimo tango” , ed è del 1960. I regista Luis Cesar Amadori ha selezionato per la pellicola Sara Montiel (anche cantante) e Maurice Ronet.
Io non l’ho visto, ma chi lo ha visto racconta che è la storia di una cantante che, diventata cieca, respinge l’amore della sua vita (pare il testo di un tango), ma lui non si arrende e, fra scambi, viaggi e false identità, riesce a farla operare; lei torna a vedere e lui la sposa. Prima del lieto fine però lei ha l’occasione di cantare diversi tanghi tra cui A media luz, Volver, Melodia de arrabal, Yira yira, Nostalgias e Uno. Ha un modo di cantare molto “spagnolo”, diverso dalla pronuncia argentina a cui siamo abituati, e poi fa tutta una serie di mossette per accompagnare il brano, interpretandolo nel contesto del film. Ad esempio quando canta Uno, si capisce che già si sono lasciati e si lanciano sguardi eloquenti – probabilmente non era ancora diventata cieca
Ecco di seguito alcuni spezzoni del film:
Nel primo la protagonista “balla” “A media luz” credo sulla musica di Edgardo Donato (aiutatemi voi), ma non lasciatevi ingannare dalla musichetta introduttiva…
Nel secondo sempre lei canta lo stesso tango
Nel terzo canta “Uno“
L’ho fatta lunga ma mi sembrava una bella nota di colore!
Un saluto
Chiara
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